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Zoë Wicomb, In piena luce, Edizioni la Tartaruga 2009
«Per anni abbiamo atteso di vedere quale sarebbe stato il volto della letteratura sudafricana dopo l’apartheid. Zoë Wicomb non viene meno alle aspettative.» J.M. Coetzee.
Marion Campbell, giovane sudafricana bianca, è proprietaria di una piccola agenzia di viaggi a Cape Town. Donna schiva e riservata, conduce una vita agiata, ha una bella casa con vista sull'oceano, gira in Mercedes, non ha legami affettivi importanti e, soprattutto, è totalmente indifferente a quelle «sciocchezze sulla razza» che hanno segnato il suo Paese. Tuttavia la sua decisione di assumere Brenda Mackay, una ragazza di colore, e una foto pubblicata dalla Truth and Reconciliation Commission (il tribunale speciale incaricato di giudicare le violazioni dei diritti umani durante l'apartheid) sconvolgeranno il suo universo e faranno nascere in lei il bisogno di scavare nella propria infanzia. Affiora così la menzogna che il padre e la madre hanno recitato per anni allevandola «senza il fardello della storia, in un mondo plasmato dal colore e dal mistero delle radici». Nati con la «fortuna» di avere la pelle chiara, infatti, i suoi genitori hanno fatto parte di quella gente coloured che ha rinnegato le proprie origini cercando di confondersi con la razza padrona. Marion cresce così, dando per scontato il suo essere bianca, cullata da un padre che la chiama «mia piccola sirena», come se fosse l'eroina di una fiaba, eppure segnata dal silenzio di una famiglia in cui è meglio non fare domande per evitare di sentire bugie. Spetterà proprio a Marion riconciliarsi con il passato, mettendo la verità in piena luce.
L’autrice: Zoe Wicomb (1948) è una delle voci più originali della letteratura sudafricana contemporanea. Durante l’apartheid è stata per 20 anni in esilio volontario in Inghilterra ed è tornata nel suo paese nel 1991. Sposata, con un figlio, vive a Glasgow, dove insegna letteratura inglese alla University of Strathclyde. Con David’s story (2000), ha vinto il Sunday Time Fiction Prize in Sudafrica. In piena luce è stato tra i finalisti del Commonwealth Writers’ Prize 2007.
Titolo: In piena luce
Autore: Zoe Wicomb
Editore: La Tartaruga Edizioni (Collana Narrativa)
Anno: 2009, pag. 315
ISBN: 9788877384805
Zena El Khalil, Beirut I you, Donzelli Editore 2010
Una Beirut sensuale e viscerale, che si può odorare, ascoltare, sentire
A Beirut sembra difficile distinguere la sottile linea che separa il sogno dalla realtà. A Beirut, ovunque ci si trovi, qualsiasi cosa si stia facendo, da unmomento all’altro potrebbe sempre scoppiare una bomba. Immerse sino al collo nella follia di questa città, Zena e la sua migliore amica, Maya, cercano di dare un senso alle loro vite, e di emergere dalle loro ossessioni, in un mondo che sembra sottosopra, tra interventi di chirurgia estetica, kalashnikov e donne a caccia di un marito. Un racconto autobiografico, crudo e commovente, che oppone l’arte e l’amore alla costante minaccia della guerra. Perché, come dice Zena, «Beirut, un giorno o l’altro, mi restituirà tutto l’amore che le ho dato».Tutto comincia in quei 34 giorni della guerra del 2006. Zena el Khalil, una giovane artista libanese, decide di raccontare al mondo in tempo reale quello che sta accadendo a Beirut. Apre così un blog che immediatamente suscita un tam-tam mediatico: a partire dal «The Guardian», alcuni dei più importanti quotidiani internazionali iniziano a pubblicare il diario di Zena, finché un agente letterario inglese decide di incoraggiarla a scrivere un libro… Beirut, I love you è la storia di una donna e la storia di una città, intrecciate nella fitta trama di un dialogo che si snoda lungo percorsi temporali diversi. Il passato di Zena – l’infanzia, gli anni all’università, le sue vite precedenti – si sovrappone a quello di Beirut, al susseguirsi di guerre e ricostruzioni, viscerali speranze di cambiamento e tremende delusioni. Tutto vissuto inmaniera estrema e portato all’eccesso. Al centro c’è sempre la guerra, anche quando pare non esserci. E Zena riesce a farci percepire quasi fisicamente questo stato permanente di tensione e insieme un attaccamento forte alla vita, in tutte le sue espressioni. Nelle strade di Beirut le milizie armate delimitano il proprio territorio, mentre la città cerca di riprendersi nel caos della ricostruzione. Intere famiglie dormono in uno stesso letto, mentre biondine in tiro affollano i night, dove droga e alcol scorrono a fiumi.
Titolo: Beirut I love you
Autore: Zena El Khalil
Editore: Donzelli (collana MeleDonzelli)
Anno: 2010, pag.237
ISBN: 9788860364524
L'autrice: Zena el Khalil è nata a Londra nel 1976. Ha vissuto in Nigeria, a Beirut e negli Stati Uniti. Attualmente vive tra Beirut e Torino. È un’artista riconosciuta a livello internazionale.Nei suoi lavori utilizza varie forme di espressione: la pittura, la performance e l’installazione. Il blog che racconta l’assedio del Libano del 2006 è disponibile all’indirizzo beirutupdate.blogspot.com.
Zakes Mda, Verranno dal mare, Edizioni E/O 2005
1850 (ca.): a Qolorha sull’Oceano Indiano, nella regione dell’Eastern Cape abitata dal popolo Xhosa, all’inizio dell’epoca della colonizzazione britannica, le sofferenze della popolazione indigena si coagulano attorno alla figura di una profetessa-bambina, Nongqawuse, che annuncia l’imminente arrivo di un «popolo nuovo».
Sono gli antenati dei Xhosa, che risorgeranno dai morti insieme a una enorme quantità di bestiame e di nuove piantagioni di mais. La condizione che pongono è però che abbattano il bestiame pre-esistente e distruggano i raccolti. Com’è prevedibile, la popolazione si divide tra chi presta fede alle profezie e chi le ritiene un complotto ordito dai britannici per impadronirsi a buon mercato delle terre degli indigeni.
Quasi duecento anni dopo un giovane nero urbanizzato e colto arriva in un villaggio a sud del paese e ritrova l'antica faida tra Credenti e non, questa volta incentrata sul costruire o meno un casinò. Il protagonista si lascerà coinvolgere nello scontro e cambierà la propria stessa visione del mondo.
“Una ispirata sintesi di storia, mitologia, e satira”. (New York Times)
L’autore: Zakes Mda è nato nel 1948 a Herschel in Sud Africa ed è oggi considerato uno degli esponenti più vivaci e noti della cultura sudafricana. Autore di romanzi e opere teatrali, poeta, giornalista, artista, e professore universitario, Zakes Mda vive tra gli Stati Uniti (dove insegna Creative Writing e Literary Theory alla Ohio University) e il Sud Africa, dove è coinvolto in vari progetti sociali e in workshops di teatro. Tra i vari premi che Mda ha ricevuto ricordiamo il prestigioso 2001 Commonwealth Writers Prize, Africa Region e il Sunday Times Fiction Prize 2001 per The Heart of Redness, e il Premio Olive Schreiner e il Premio M-Net Book per Ways of Dying che di seguito è stato trasformato in un’opera teatrale, una opera jazz, e una produzione Broadway.
Titolo: Verranno dal mare
Autore: Zakes Mda
Editore: Edizioni e/o (Collana I Leoni)
Anno: 2005, pag. 320
ISBN: 9788876416576
Yasmina Khadra, Quel che il giorno deve alla notte, Edizioni Mondadori 2009
La grande originalità di questa saga, che si svolge tra il 1930 e i giorni nostri, sta nella coraggiosa difesa della doppia cultura franco-algerina che la storia ha troppo spesso cercato di rinnegare.
Algeria 1930: Younes ha solo nove anni quando viene abbandonato a una comunità benestante di provincia. Crescendo insieme ai giovani coloni francesi ne diventa compagno inseparabile. Finché un giorno non ritorna al villaggio Emilie, una ragazza splendida che metterà duramente alla prova la complicità fraterna dei quattro ragazzi, lacerati tra lealtà, egoismi e rancori che la guerra d'indipendenza contribuirà ad acuire enormemente. La rivolta algerina sarà per Younes tanto sanguinosa quanto fratricida. Si rifiuterà di lasciar distruggere i legami di un'amicizia eccezionale ma non accetterà mai nemmeno di rinunciare ai valori che suo padre gli aveva insegnato: l'orgoglio, il rispetto profondo per gli antenati e per i costumi del suo popolo, la fedeltà assoluta alla parola data. L'inconfondibile vena romanzesca di Yasmina Khadra illumina in modo magistrale e sconvolgente questo conflitto che ha visto combattersi due popoli innamorati del medesimo paese..
L’autore: Algeria, 1956 - Yasmina Khadra, pseudonimo di Mohamed Moulessehoul, è uno scrittore algerino che per anni ha nascosto per anni la propria identità maschile. Si è rivelato a "Le monde des Livres" nel settembre 1999. Uscito dall'anonimato ci racconta le circostanze che l'avevano spinto a nascondersi dietro uno pseudonimo. Reclutato alla scuola dei cadetti a nove anni, è stato ufficiale superiore dell'esercito algerino. Dopo aver suscitato la disapprovazione dei suoi superiori con i primi libri pubblicati, ha continuato usando come pseudonimo il nome della moglie, con il quale ha pubblicato in Francia alcuni romanzi di successo, poi tradotti in diversi paesi. In Italia si è conquistato un pubblico grazie a due "noir", Morituri e Doppio bianco. Ha inoltre pubblicato Cosa sognano i lupi (Feltrinelli), Le rondini di Kabul (Mondadori 2003), La parte del morto (Mondadori 2005) e L'attentatrice (Mondadori 2006), Le sirene di Baghdad (Mondadori 2007), Quel che il giorno deve alla notte (Mondadori 2009).
Titolo: Quel che il giorno deve alla notte
Autore: Yasmina Khadra
Editore: Mondadori (collana Strade blu)
Anno: 2009, 382 pag.
ISBN: 9788804591559
Wole, Sul far del giorno, Frassinelli 2007
A vent’anni da “Aké. Gli anni dell’infanzia”, il premio Nobel per la letteratura Wole Soyinka scrive l’attesissima seconda parte del romanzo della sua vita.
"Sul far del giorno" è il racconto di tumultuose vicissitudini esistenziali come acceso difensore dei diritti umani e come esiliato, come studioso e come prigioniero, come drammaturgo impegnato e come indomabile spirito in una terra - la Nigeria - martoriata da dittature e guerre. Mutando toni e registri, l'autore passa dalla feroce analisi politica all'accorata riflessione, dall'elegia per un amico alla vivace descrizione di gustosi episodi occorsi durante i numerosi viaggi all'estero, compreso quello a Stoccolma per l'assegnazione del Nobel. Con il suo linguaggio immaginifico, denso e preciso, squisitamente lirico, cattura il lettore, dando corpo sulla pagina a incisivi ritratti di familiari e conoscenti, a gioiosi quadretti di convivialità, a colorate rievocazioni delle sue tournée teatrali. Un'opera ricca e stimolante che restituisce appieno la natura di chi l'ha creata: un uomo dal talento poliedrico, dall'energia esuberante, dalla vasta cultura e dalla profonda umanità.
Editore: Frassinelli
Curatore: Di Maio A.
Traduttore: Bastia V.
Pagine: 707
ISBN: 8876849343
Anno di pubblicazione: 2008
Wole Soyinka, Akè. Gli anni dell’infanzia, Jaca Book 1984
Storia di un’infanzia e di molteplici realtà che si incrociano nella formazione di un giovane uomo: romanzo autobiografico, o storia di un’iniziazione alla vita, fonde il sostrato mitico della realtà africana con la coscienza letteraria di un autore profondamente immerso nella cultura europea novecentesca.
Momentaneamente non disponibile
In un romanzo come Akè pare di risentire non solo l’eco di tutte le fanciullezze, ma le note struggenti di una fanciullezza occidentale e novecentesca, quella che è rimasta la fanciullezza…Gli undici anni di fanciullezza raccontati in questo romanzo autobiografico sono anche la storia del diventare uomo, ma non solo. Sono la storia di un passaggio, d’una soglia che viene varcata dal paese incantato, dall’infanzia al mondo degli adulti, dal paese innocente alla civiltà urbana, dalla totalità indivisa alla differenza dei mondi: il terzo mondo, l’Occidente, ma tutto questo senza che il ‘dopo’ cancelli il ‘prima’. Con la fine dell’infanzia, la fine della foresta, la fine, in un certo senso di Aké, finisce anche il libro. L’ultima pagina è la soglia, ma il piccolo Wole l’ha già vista di lontano'.
Titolo: Akè. Gli anni dell’infanzia
Autore: Wole Soyinka
Editore:Jaca Book
Anno: 1984, 320 pag.
ISBN:978-88-16-50210-9
Wilma Stockenstrom, Spedizione al Baobab, Edizioni Ilisso 2004
Dal cuore di un grande baobab la storia appassionante di una schiava regina.
Momentaneamente non disponibile
Una schiava africana si ritira nel tronco cavo di un baobab per finire i suoi giorni, venerata come una dea da una tribù di piccoli uomini. Da questa estrema dimora, compie una ricapitolazione della sua esistenza: la cattura da bambina, la vendita e il passaggio tra tanti padroni, la maternità, la sottomissione e le paradossali conquiste, l’amore per uno straniero e, infine, la spedizione intrapresa con l’ultimo padrone verso l’occidente e una mitica città. Protetta dal grande albero, si riappropria della sua vita, e la fine del viaggio è anche la folgorante, inattesa conclusione del romanzo.
L’autrice: Wilma Stockenstrom nasce in sud Africa nel 1933, è attrice, poetessa e scrittrice. Spedizione al baobab ha vinto il “Grinzane Cavour” nel 1988 con la traduzione di Susanna Basso.
Titolo: Spedizione al Baobab
Autore: Stockenstrom Wilma
Editore: Edizioni Ilisso (collana Ilisso contemporanei scrittori del mondo)
Anno: 2004, 133 pag.
ISBN: 9788889188170
Werewere Liking, La memoria amputata, Baldini Castoldi Dalai 2006
«Chi racconterà i silenzi dell’Africa?» Halla ci prova, raccontando la sua storia e quella di tanti altri, donne e uomini schiacciati, imbavagliati, rabbiosi oppure rassegnati, ma così incredibilmente vitali, forti del legame magico-esoterico con la loro terra.
Intensa saga africana che percorre un lungo e terribile ciclo di violenza e di cancellazione, La memoria amputata fa emergere dall’oblio quanto è stato rimosso dal vissuto della protagonista, nel suo tenace sforzo di sopravvivere a una vita densa di tremendi ostacoli. Un processo necessario non solo sul piano della vicenda individuale di Halla, ma per la storia di un intero popolo colonizzato e traumatizzato, perché si realizza soltanto ricorrendo alla memoria ancestrale e collettiva, interrogando fatti che intrecciano episodi personali e nodi mnestici corali, simboli di un passato ancora da filtrare e riportare alla luce.
Halla Njokè scrive in età avanzata, alla fine del suo complesso percorso esistenziale che l’ha fatta approdare all’arte, divenire cantante e poi artista multimediale (come è accaduto all’autrice stessa). Figlia prediletta di un padre che si vanta di essere un Lôs – un essere preternaturale di straordinaria potenza spirituale secondo lo schema del vudù – è vittima della protratta faida fra i genitori, fino a che il padre la strappa alla famiglia della moglie e la porta a vivere con sé. L’innocenza infantile non la salva dallo stupro che le infligge il padre, e la precoce bellezza la rende un conteso oggetto di compravendita. È così che matura la sua consapevolezza femminile e umana, la sua capacità di resistere e imporsi agli altri, creandosi una vita su misura. Profondamente intrisa di riflessioni e illuminata da un possente respiro sciamanico, la storia di Halla è una testimonianza culturale d’eccezione, pervasa da un canto, una musica che bucano l’anima.
Werewere Liking è nata a Bondé (Camerun) nel 1950. é una personalità eclettica, e si occupa di pittura, musica, teatro, cinema. Stabilitasi in Costa d’Avorio nel 1978, ha prima lavorato come ricercatrice all’Università di Abidjan e poi creato il “Villaggio Ki-Yi” che in lingua baassa vuol dire “sapere ultimo”. È un “foyer” di artisti di diverse nazionalità africane dove si tengono mostre, spettacoli teatrali, si fa ricerca. Nei suoi lavori troviamo l’Africa con le sue contraddizioni, le sue aspirazioni consce e inconsce, i suoi fallimenti e i suoi vizi.
Titolo: La memoria amputata
Autore: Werewere Liking
Editore: Baldini Castoldi Dalai (collana )
Anno: 2006, 480 pag.
ISBN: 8860730046
Wangari Maathai, The challenge for Africa, Edizioni Arrow Books 2
“From one of Africa’s most positive and far-sighted thinkers comes a wonderful book combining an elegant critique of Africa’s troubled past with a rallying cry for how Africans can use culture, nature and self-belief to reverse their continent’s decline” Tim Butcher, author of Blood River.
In this urgent yet optimistic new work, Nobel Peace Prize Wangari Maathai offers a refreshingly unique perspective on the fate of Africa, even as she calls for a moral revolution among Africans themselves.
The challenge for Africa celebrates the enduring potential of the human spirit, and reminds us that change is always possible.
Titolo: The challenge for Africa
Autore: Wangari Maathai
Editore: Arrow Books
Anno: 2009, pag. 319
ISBN: 9780099539032
Wangari Maathai, La sfida dell'Africa, Nuovi Mondi 2010
“In tutte le analisi dei problemi dell’Africa, c’è una risorsa naturale che spesso non viene apprezzata: gli africani stessi.” – Wangari Maathai
In questo libro, l’autrice indaga la complessa e dinamica natura del continente nero e offre una “speranza caparbia e “opzioni realistiche”. Con grande chiarezza, Maathai analizza quelli che sono i colli di bottiglia per lo sviluppo in Africa sostenendo che non esiste un compromesso naturale tra crescita economica e difesa dell’ambiente, e che i governi africani dovrebbero perseguire entrambe. Punta l’indice contro il colonialismo occidentale, colpevole di aver disprezzato l’identità e la cultura africana, ma rimprovera anche agli africani il pernicioso attaccamento a frammentarie “micro-nazioni”. Critica la dipendenza dagli aiuti ed è convinta che il cambiamento dovrà scaturire dall’attivismo di base, e che gli africani debbano stringersi attorno alle proprie tradizioni.
L'autrice: nel 1971 Wangari Maathai è stata la prima donna centrafricana a laurearsi presso l’Università di Nairobi; sei anni dopo, ha fondato il Green Belt Movement, un’associazione no profit costituita da donne provenienti da aree rurali che nel solo Kenya ha piantato 40 milioni di alberi per combattere il disboscamento. Nel 2002 è stata eletta al parlamento keniota, e l’anno seguente è stata nominata sottosegretario per l’ambiente, le risorse naturali e la fauna selvatica. Nel 2004 è stata insignita del premio Nobel per la Pace “per il suo operato nel campo dei diritti delle donne, perché il suo lavoro ha ispirato moltissimi altri attivisti, perché ha saputo conciliare la scienza e il lavoro democratico”.
Autrice del testo autobiografico Solo il vento mi piegherà (Sperling & Kupfer, 2007), tiene conferenze in tutto il mondo. Vive a Nairobi.
Titolo: La sfida dell'Africa
Autore: Wangari Maathai
Editore: Nuovi Mondi
Anno: 2010
ISBN: 97888891708
Victor Gary, Il mistero delle campane mute, Edizioni Lavoro 2008
Davvero insolito l’incarico dell’ispettore Azémar, inviato dalla capitale di Haiti in una cittadina sperduta dell’isola: ritrovare, a tre giorni dalla festa del santo patrono, i suoni scomparsi delle campane della chiesa.
Goffo e perso dietro i fumi dell'alcol, Azémar si immerge in una realtà dominata dalla violenza, popolata di donne inquiete, politici corrotti, sacerdoti dal passato oscuro. A contatto con una natura debordante e protagonista, scoprirà i sentieri infidi della magia vudù e riuscirà a far luce sul mistero.
Alternando dialoghi di grande effetto a pagine di forte tensione poetica, Gary Victor dà vita a un noir originale, percorso dal filo dell’ironia, che regala al lettore un favoloso e dolente viaggio tra le ferite aperte della società haitiana.
Titolo: Il mistero delle campane mute
Autore: Victor Gary
Editore: Edizioni Lavoro (collana L’altra riva)
Anno: 2008, 212 pag.
ISBN: 9788873132387
Valentina Acava Mmaka, Cercando Lindiwe, Edizioni Epoché 2007
Per sfuggire al clima di violenza dell’apartheid, Lindiwe e suo marito Bongani decidono di espatriare, per salvarsi e continuare la lotta. Ma nell’esilio, Lindiwe perde la sua identità.
In un mondo che non si sforza neppure di pronunciare il suo vero nome, perché “troppo difficile”, Lindiwe diventa Ruth, una figura anonima.
Dopo oltre trent’anni, giunge inattesa la notizia tanto sperata: “Il Sudafrica si sta affacciando all’era della democrazia”. È il 1994. Ruth è travolta dai ricordi: deve recuperare Lindiwe.
Al termine di un lungo e sofferto dialogo interiore tra queste due donne diverse che convivono nello stesso corpo, Lindiwe riemerge: tornerà in Sudafrica per affrontare la sua nuova vita.
L’autrice: nata a Roma nel 1971, è cresciuta e ha vissuto in Sudafrica e in Kenya. Reporter dall’Africa per numerose organizzazioni non governative, per anni si è occupata di cooperazione e sviluppo dei paesi del Terzo Mondo.
È autrice di favole per ragazzi e di testi didattici sulle tribù africane di Africa Orientale e Sudafrica. Svolge attività di mediazione interculturale a vari livelli ed è presidente e fondatore dell'associazione Soggetto nomade. Collabora con varie testate italiane e straniere. Vive tra l'Africa e l’Italia. Tra le sue pubblicazioni si segnalano: Io... Donna... Immigrata... volere dire scrivere (EMI 2004), L'ottava donna (Prospettive 2002) e I nomi della pace. Amani (EMI 2004).
Titolo: Cercando Lindiwe
Autore: Valentina Acava Mmaka
Editore: Epoché (collana Cauri)
Anno: 2007, 112 pag.
ISBN: 9788888983158
V.S., Naipaul, I coccodrilli di Yamoussoukro, Adelphi 2004
“Il fine ultimo dei Coccodrilli di Yamoussoukro è l’esperienza del viaggio e della scoperta umana.” V. S. Naipaul.
Nessuno sa quale potrà essere l'aspetto finale della strana creatura architettonica concepita dal presidente della Costa d'Avorio su istigazione di un misterioso progettista, non estraneo alle pratiche magiche tribali. E quando Naipaul riesce a raggiungere l'area, si trova davanti ad un paesaggio che agisce su di lui come un'allucinazione: un paio di alberghi internazionali, una moschea, un troncone di autostrada che finisce nel nulla e sullo sfondo il verde di un campo da golf. Su tutto domina il palazzo del presidente circondato da mura altissime e da un lago popolato da coccodrilli. Solo alla fine di questi due racconti capiremo quale nero incantesimo colleghi l'atroce sorriso dei coccodrilli alla smorfia folle del padre di Naipaul.
Uwen Akpan, Dì che sei una di loro, Edizioni Mondadori 2009
“Di’ che sei uno di loro” è una potentissima raccolta di cinque storie scritte da un sacerdote gesuita nigeriano che raccontano la brutale realtà dell’Africa di oggi attraverso gli occhi dei suoi protagonisti e testimoni più diretti: i bambini.
Ogni storia porta alla progressiva scoperta (da parte dei protagonisti e dei lettori) di orrori indicibili. Una famiglia poverissima di Nairobi è costretta a vivere delle magre entrate provenienti dall'attività di prostituta della figlia di dodici anni che, oltre al puro mantenimento, si preoccupa di riuscire a far andare a scuola il fratello più piccolo. In un altro racconto una coppia di fratellini affidati a uno zio dai genitori malati, scoprono a poco a poco che stanno per essere venduti come schiavi. In un altro la profonda amicizia che lega due bambine etiopi viene spezzata di colpo quando i rispettivi genitori smettono di parlarsi in quanto divisi dall'ostilità crescente che oppone cristiani e musulmani. C'è poi un ragazzino nigeriano che cerca di scappare dalle violenze e che spera di trovar rifugio presso dei parenti in un'altra zona del paese, che sul pullman che lo porta verso la sua destinazione si imbatte nello stesso odio religioso da cui vorrebbe sfuggire. La storia finale descrive la violenza tra Tutsi e Hutu ruandesi, vista attraverso gli occhi di due fratellini che hanno genitori di entrambe le etnie.
Titolo: Dì che sei una di loro
Autore: Uwen Akpan
Editore: edizioni Mondadori (collana Strade Blu)
Anno: 2009, 354 pag.
ISBN: 9788804588306
18,00 Euro
Tsitsi Dangarembga, La nuova me, Gorée, 2007
Romanzo al femminile, “La nuova me” è la storia di una giovane ragazza Shona (Zimbabwe) e della sua volontà di trovare il suo posto nel mondo. E la storia del percorso che la porterà a combattere per ricevere un’istruzione adeguata, per essere rispettata in quanto donna e per essere fiera del suo essere nera.
Un libro allo stesso tempo leggero e profondo, raccontato in prima persona dalla fresca voce di Tambu, la giovane protagonista capace di incantare il lettore immergendolo nei riti e nelle tradizioni Shona, ma anche di stimolare in lui una riflessione sulle varie sfaccettature che compongono la condizione di donna - una giovane donna nera che ha deciso di combattere per la propria dignità in prima persona, senza rinnegare le proprie origini, la propria cultura, la propria identità.
Titolo: La nuova me
Autore: Tsitsi Dangarembga
Editore: Gorée
Anno: 2007,270 pag.
ISBN: 9788889605219
Troy Blacklaws, Bafana Bafana, Donzelli 2010
Una storia di calcio, magia e Mandela
In un polveroso villaggio del Sudafrica circondato dalla giungla vive Pelé, 11 anni e un nome bizzarro, scelto dal padre in onore del leggendario campione di calcio brasiliano, maestro della rovesciata. Anche il piccolo Pelé è un patito del calcio, ma quant’è dura fare goal correndo dietro a una vecchia pallina da tennis, con i cani del villaggio alle calcagna… La cosa più bella del mondo per Pelé è starsene seduto fuori dalla capanna accanto al nonno, davanti al televisore alimentato dalla batteria di una vecchia macchina, a guardare le prodezze dei Bafana Bafana, i ragazzi della nazionale sudafricana. Un giorno, Sibusiso Zuma, il beniamino di Pelé, appena sceso in campo, solleva i piedi al cielo come un guerriero africano nella sua danza e va in rete con una rovesciata: è un segno del destino. «Vedrò i Bafana Bafana giocare dal vivo», pensa Pelé. Ma come può un bambino senza scarpe e senza bici arrivare a Città del Capo, attraversando la giungla vera e quella metropolitana delle moderne città che lui ha solo intravisto alla tv? «Ragazzo mio, i sogni sono fatti di magia e tu devi andare da Vecchio Jamani. Lui conosce la magia», lo incoraggia il nonno, collaudato sognatore, che dice di aver offerto una birra a Mandela in gioventù e da allora gli tiene il posto su quel sedile di un’auto scassata dove lo ha fatto accomodare quando era solo un ragazzo di un villaggio vicino. A guidare Pelé saranno dunque i consigli dello sciamano del villaggio e gli amuleti che riceverà dagli animali della giungla: il dente della Lince per darsi coraggio, l’unghia dell’Iguana per nuotare veloce, un pelo dello Sciacallo per agire in fretta, la punta della coda del Camaleonte per diventare invisibile, la piuma dell’Ibis per volare via. Su tutto, la buona stella di Nelson Mandela, «che ha avuto il coraggio di combattere contro un pitone gigante per liberare la sua gente»…
L'autore: Troy Blacklaws è nato nel Natan, in Sudafrica, nel 1965. Ha dedicato i suoi romanzi – il primo dei quali è stato tradotto in sette lingue – al racconto dell’infanzia trascorsa in balia dei conflitti razziali e all’importanza della figura di Mandela nell’immaginario popolare. Del suo racconto, Bafana Bafana, dice: «Spero che viaggi e arrivi tanto lontano, poiché il calcio è un linguaggio universale».
Autore: Troy Blacklaws
Titolo: Bafana Bafana
Editore: Donzelli Editore (collana Wallpapers)
Anno: 2010, pag. 92
ISBN: 9788860364500
Toni Morrison, Jazz, Frassinelli Editore 2005
“Questo libro non parla di jazz, è scritto in jazz. Il ritmo della narrazione è scandito come un’improvvisazione musicale, con salti leggeri e imprevedibili dal presenye, al futuro, al passato…” Corriere della Sera
L’autrice: Toni Morrison, Lorain (Ohio), 1931. Scrittrice, ex attrice, ex ballerina, ha scoperto e fatto pubblicare come redattrice della Random House le opere di maggior successo della recente letteratura afro-americana.
Tema centrale dei suoi romanzi, in cui si segnala lo spessore metaforico della scrittura, è la perdita d’identità dei neri, analizzata nei momenti della storia americana in cui il loro patrimonio culturale è stato più minacciato: L’occhio più azzurro (1970), Sula (1973), Canto di Salomone (1977), L’isola delle illusioni (1981), Amatissima (1987), forse il suo risultato più compiuto, premio Pulitzer. Tra le opere più recenti, Jazz (1992), Paradiso (1998) e Amore (2003), opere incisive che indagano la psicologia femminile in condizioni di emarginazione e sfruttamento.
Nel 1993 è stata insignita del premio Nobel per la letteratura, prima donna di colore a ottenere questo riconoscimento.
Titolo: Jazz
Autore: Toni Morrison
Editore: Frassinelli (collana Tascabili)
Anno: 2005, 272 pag.
ISBN: 9788876844232
Toni Morrison, Il dono. Edizioni Frassinelli 2009
Straordinario romanzo sulla forza dell’amore materno, Il dono è il nuovo, piccolo capolavoro dell’autrice di Amatissima.
Ambientato alla fine del Seicento, quando il commercio degli schiavi era solo agli inizi e nell'America ancora incontaminata e selvaggia regnavano violenti contrasti religiosi e di classe, pregiudizi e oppressioni. Florens è una ragazzina con "le mani da schiava e i piedi di una signora portoghese", sa leggere e scrivere, le piacciono le scarpe dei grandi, ama con trasporto sua madre e vive in una squallida capanna. È figlia di una schiava, e forse del padrone, proprietario di una piantagione nel Maryland cattolico. Un giorno nella fattoria giunge Jacob, commerciante e avventuriero anglo-olandese con una piccola proprietà nell'aspro Nord, che è passato a riscuotere un debito. Il padrone gli offre la schiava, ma in un attimo lei, che ha colto negli occhi dell'uomo un lampo di bontà, lo convince a prendersi la piccola Florens, certa che avrà un futuro migliore. Da quel giorno Florens cercherà di colmare il vuoto dell’affetto materno, senza sapere che quel gesto è stato in realtà il più grande dono della sua vita.
L’autrice: Toni Morrison, Lorain (Ohio), 1931. Scrittrice, ex attrice, ex ballerina, ha scoperto e fatto pubblicare come redattrice della Random House le opere di maggior successo della recente letteratura afro-americana.
Tema centrale dei suoi romanzi, in cui si segnala lo spessore metaforico della scrittura, è la perdita d’identità dei neri, analizzata nei momenti della storia americana in cui il loro patrimonio culturale è stato più minacciato: L’occhio più azzurro (1970), Sula (1973), Canto di Salomone (1977), L’isola delle illusioni (1981), Amatissima (1987), forse il suo risultato più compiuto, premio Pulitzer. Tra le opere più recenti, Jazz (1992), Paradiso (1998) e Amore (2003), opere incisive che indagano la psicologia femminile in condizioni di emarginazione e sfruttamento.
Nel 1993 è stata insignita del premio Nobel per la letteratura, prima donna di colore a ottenere questo riconoscimento.
Titolo: Il dono
Autore: Toni Morrison
Editore: Frassinelli
Anno: 2009, 192 pag.
ISBN: 9788888320304
Toni Morrison, Amatissima, Frassinelli Editore 2009
Schiavitù, maternità, e racconto scritto della propria vita: sono le tre fasi che Sethe – indomabile donna nera all’epoca della guerra civile americana – dovrà attraversare per conquistare la libertà.
Un romanzo di grande intensità, in cui si narra la vita di una giovane e indomabile donna di colore che, negli anni precedenti alla Guerra Civile, si ribella alla propria schiavitù e fugge al Nord, verso la libertà. La sua vicenda si intreccia con quella di altri personaggi in un racconto che, "si insinua nei meandri del tempo, lasciando scaturire ora qua ora là il non detto, scaglie di ricordi troppo penosi per essere contenuti, dolorosi frammenti di memoria". Con questo libro Toni Morrison ha voluto rivolgere un invito ai bianchi e agli afroamericani: "Tornare a quella parte della propria storia che troppi hanno rimosso, dimenticato, lasciato inspiegato, ignorato".
L’autrice: Toni Morrison, Lorain (Ohio), 1931. Scrittrice, ex attrice, ex ballerina, ha scoperto e fatto pubblicare come redattrice della Random House le opere di maggior successo della recente letteratura afro-americana.
Tema centrale dei suoi romanzi, in cui si segnala lo spessore metaforico della scrittura, è la perdita d’identità dei neri, analizzata nei momenti della storia americana in cui il loro patrimonio culturale è stato più minacciato: L’occhio più azzurro (1970), Sula (1973), Canto di Salomone (1977), L’isola delle illusioni (1981), Amatissima (1987), forse il suo risultato più compiuto, premio Pulitzer. Tra le opere più recenti, Jazz (1992), Paradiso (1998) e Amore (2003), opere incisive che indagano la psicologia femminile in condizioni di emarginazione e sfruttamento.
Nel 1993 è stata insignita del premio Nobel per la letteratura, prima donna di colore a ottenere questo riconoscimento.
Titolo: Amatissima
Autore: Toni Morrison
Editore: Frassinelli
Anno: 2009, 424 pag.
ISBN: 9788888320441
Tito Topin, Fotofinish, Edizioni e/o 2010
Viaggio nostalgico nel Marocco, ma soprattutto il resoconto emozionante del crimine commesso da una società che non ha potuto evitare il naufragio della sua gioventù
Chi era André? Un fascista membro di un gruppo che vuole salvare il protettorato a tutti i costi o un comunista partigiano della causa di liberazione del Marocco? Un seducente eroe dell’ombra o un vigliacco mitomane? Il figlio di un eroico aviatore caduto alla fine della Seconda guerra mondiale o piuttosto di un vivo, ma miserabile funzionario coloniale? Al termine di un’indagine che ricostruisce la vita trepidante di un gruppo di amici abitati da passioni amorose e politiche, Valentine e Christian troveranno la verità atroce e dolorosa della vita di André, che è anche quella della loro vita. I due atterrano a Casablanca, dove non erano più tornati da quarant’anni. Stanno insieme da sempre, ma si capisce subito che il grande amore della vita di Valentine è stato André, del cui misterioso suicidio cercano di capire le cause. Incontrano uno alla volta alcuni uomini e donne, che hanno conosciuto André e con cui hanno diviso la loro giovinezza, sul finire del protettorato francese in Marocco. Dietro la verità ambigua che cercano di ricostruire emerge il ritratto struggente di una generazione divisa tra dolce vita coloniale, ansie di ribellione, suggestioni esistenzialiste e confronto con la fine di un mondo.
Titolo: Fotofinish
Autore: Tito Topin
Editore: Edizioni e/o (collana Dal Mondo)
Anno: 2010, pag. 208
ISBN: 978-88-7641-910
L'autore: Tito Topin è nato a Casablanca nel 1932. Dopo un periodo trascorso in Brasile si trasferisce a Parigi, dove lavora come illustratore e pubblicitario. Nel 1982 pubblica il suo primo romanzo e nel 1989 crea la famosissima serie televisiva noir francese del commissario Navarro. È autore di numerosi romanzi, per i quali ha ricevuto prestigiosi premi.
Soyinka Wole, Sul fare del giorno, Frassinelli 2007
A vent’anni da “Aké. Gli anni dell’infanzia”, il premio Nobel per la letteratura Wole Soyinka scrive l’attesissima seconda parte del romanzo della sua vita.
È il racconto di tumultuose vicissitudini esistenziali come acceso difensore dei diritti umani e come esiliato, come studioso e come prigioniero, come drammaturgo impegnato e come indomabile spirito in una terra - la Nigeria - martoriata da dittature e guerre. Mutando toni e registri, l'autore passa dalla feroce analisi politica all'accorata riflessione, dall'elegia per un amico alla vivace descrizione di gustosi episodi occorsi durante i numerosi viaggi all'estero, compreso quello a Stoccolma per l'assegnazione del Nobel. Con il suo linguaggio immaginifico, denso e preciso, squisitamente lirico, cattura il lettore, dando corpo sulla pagina a incisivi ritratti di familiari e conoscenti, a gioiosi quadretti di convivialità, a colorate rievocazioni delle sue tournée teatrali. Un'opera ricca e stimolante che restituisce appieno la natura di chi l'ha creata: un uomo dal talento poliedrico, dall'energia esuberante, dalla vasta cultura e dalla profonda umanità.
Titolo: Sul fare del giorno
Autore: Soyinka Wole
Editore: Frassinelli
Collana: Narrativa
Anno: 2007,707 pag.
ISBN: 9788876849343
Sindiwe Magona, Da madre a madre, Edizioni Gorée 2005
“Mio figlio ha ucciso tua figlia. (…) Sarebbe sempre esistita la possibilità che un altro di questi mostri in cui si sono trasformati i nostri figli la uccidesse. Qui a Guguletu o a Langa oppure a Nyanga o a Khayelitsha. Oppure in una qualsiasi altra lontana township di questo enorme paese”. Come una pugnalata si apre il romanzo di Sindiwe Magona.
Nell'agosto del 1993 a Città del Capo fu uccisa una ragazza statunitense che si trovava in Sudafrica con una borsa di studio ed era impegnata nelle lotte contro l'apartheid. Mandisa, la madre del ragazzo nero accusato dell'omicidio, scrive alla madre della vittima raccontandole la sua vita e quella dell'enorme ghetto in cui la sua comunità è stata trasferita dal governo. Sindiwe Magona, autrice sudafricana tradotta per la prima volta in Italia, ha uno stile semplice e asciutto, che fa di Mandisa un'ottima narratrice priva di autocommiserazione e capace di autoironia.
L’autrice: nata nel Transkei e cresciuta nei sobborghi di Citta' del Capo, Sindiwe Magona ha allevato da sola i suoi tre figli, lavorando come domestica. Grazie a una forza di volonta' che non e' luogo comune definire indomabile, e' pero' riuscita a laurearsi all'universita' di Citta' del Capo e a conseguire un master in scienze dell'organizzazione sociale presso la Columbia University. A lungo attiva presso le Nazioni Unite, Sindiwe Magona ha pubblicato nel 1991 il suo primo libro, To My Children's Children, seguito da una raccolta di racconti, Living, Loving And Lying Awake At Night (1994) e appunto da Mother to Mother. Oggi la scrittrice, che e' tornata a vivere in Sudafrica, continua a essere molto impegnata in attivita' legate ai temi dell'ambiente e dei diritti delle donne.
“A essere sinceri, non sono io che ho scelto di scrivere
questo libro, e' stato il libro a impormi questa decisione, nel corso di
cinque lunghi anni…” Sindiwe Magona:
Titolo: Da madre a madre
Autore: Sindiwe Magona
Editore: Edizioni Gorée (Collana Diritti e Rovesci)
Anno: 2005, 289 pag.
ISBN: 9788889605059
Sindiwe Magona, Ai figli dei miei figli, Nutrimenti edizioni 2006
Primo volume di una struggente autobiografia della scrittrice sudafricana che in forma di lettera a una pronipote non ancora nata, racconta la Storia del Sudafrica a partire dal periodo immediatamente precedente alla introduzione dell’apartheid; con la vita nei villaggi, i rapporti con i bianchi, la dolorosa condizione delle donne da lei stessa patita in prima persona.
Una condizione difficile che tuttavia ha portato l’autrice, nata nel 1943 in una condizione di estrema povertà, ad affrancarsi dalla sua condizione, a studiare, e infine venire assunta come bibliotecaria presso le Nazioni Unite.
Da madre a madre, Gorée.
Titolo: Ai figli dei miei figli
Autore: Sindiwe Magona
Editore: Nutrimenti edizioni
Anno: 2006,253 pag.
ISBN: 9788888389523
Sembène Ousmane, il Vaglia, Jaca Book 1978
Una satira tagliente e spesso deliziosamente arguta della nuova borghesia africana post-indipendenza.
Una borghesia divisa fra tradizioni patriarcali antiquate e una burocrazia negligente, rapace e inefficiente. Da questo libro Sembène Ousmane ha tratto anche un film dal titolo Mandabi (Il vaglia - Le mandat-, in francese), girato a colori in due versioni linguistiche, francese e wolof, premiato a Venezia nel 1968 con il Premio della critica internazionale. Apparso nel 1965, “Il Vaglia” è stato tradotto e pubblicato in Italia grazie a Jaca Book nel 1978.
Sembène Ousmane: Padre del cinema senegalese e autore militante (1923-2007), Sembène Ousmane è stato uno dei personaggi che più hanno marcato il panorama culturale dell’Africa nel periodo immediatamente successivo all’indipendenza. Autore prolifico, fondatore nel 1969 del festival del cinema di Ouagadougou FESPACO, Sembène Ousmane nasce nel 1923 a Ziguinchor nel sud del Senegal (Casamance); partecipa alla Seconda Guerra Mondiale nelle file dell’esercito francese. Dopo la guerra arriva a Marsiglia dove s’iscrive al partito comunista francese e inizia la sua attività di sindacalista, milita contro la guerra in Indocina e per l’Indipendenza dell’Algeria.
All’inizio degli anni ’50 si dedica alla letteratura e nel 1956 esce il suo primo romanzo Le Docker noir (Lo scaricatore nero), un’opera autobiografica sull’esperienza dei lavoratori africani all’estero. Nei primi anni ’60 inizia ad avvicinarsi al cinema, sua antica passione, e decide di frequentare la scuola di cinema di Mosca e nel 1962 gira il suo primo cortometraggio, Borom Sarret (Il Carrettiere).
Il 1966 è un anno storico per il cinema africano: Ousmane realizza La noire de… (La Nera di…), il primo lungometraggio di finzione del regista senegalese e anche del cinema africano. Tra i suoi film: Ceddo (Il popolo, 1977), Campo Thiaroye (Campo Thiaroye, 1988) e Guelwaar (id., 1992) entrambi presentati in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, e appunto, “Il Vaglia”, premiato a Venezia nel 1968. L’ultima fatica cinematografica di Sembène Ousmane è stata Moolaadé (id. 2004), tra i pochi film africani ad essere stati distribuiti in Italia.
Sefi Atta, Il meglio deve ancora venire, edizioni Epoché 2009
Enitan e Sheri sono due ragazze che si scontrano con l’ordine e il disordine di una Nigeria uscita da poco dalla guerra del Biafra, un paese in cui si susseguono colpi di Stato militari e regimi dittatoriali.
Due ragazze che diventano donne desiderose di sfuggire alla prigionia di una società oppressiva e maschilista. Sheri, bella e sfrontata ma vittima di un grave trauma, sceglierà l'esuberanza e la provocazione. Enitan cercherà di trovare la sua strada fra la deriva mistica di sua madre, l'incarcerazione di suo padre, la sua carriera di avvocato e il matrimonio che le impone, in quanto donna, obblighi e contraddizioni.
Attraverso la voce di questo personaggio indimenticabile Sefi Atta scrive un romanzo iniziatico di grande potenza, un libro in cui il destino personale travalica il contesto storico e politico della Nigeria per fondersi nell'emotività, fino al cuore dell'identità e dell'ambiguità femminili.
Sefi Atta è nata nel 1964 a Lagos, in Nigeria. Ha studiato nel suo paese d’origine, in Gran Bretagna e negli USA, specializzandosi in scrittura creativa alla Antioch University di Los Angeles. I suoi racconti sono stati pubblicati su Los Angeles Review e la Mississippi Review ottenendo vari riconoscimenti. È autrice di sceneggiati radiofonici per la BBC. Ha vinto nel 2005 il PEN International David TK Wong Prize e nel 2006 il suo primo romanzo, Il meglio deve ancora venire, è stato insignito del premio Wole Soyinka per la letteratura africana.
Titolo: Il meglio deve ancora venire
Autore: Sefi Atta
Editore: Epoché (collana Cauri)
Anno: 2009, 416 pag.
ISBN: 9788888983448
Sandro Pallavicini, African Inferno, Feltrinelli 2009
Sandro. Da “cittadino modello e perfettamente integrato” a “straniero nel proprio paese”.
L'amicizia fraterna con il giovane congolese Joyce ha messo in crisi il matrimonio di Sandro e ha innescato una ingovernabile spirale di eventi, che ha fatto di Sandro un escluso. "African Inferno" è la storia di questa esclusione. Sandro sperimenta sulla propria pelle il razzismo del padrone di casa, le inique leggi del mondo del lavoro, i pregiudizi che vedono in ogni uomo di pelle scura un possibile terrorista, il sospetto dei passanti, le battaglie per il riconoscimento dei più elementari diritti che regolano la civile convivenza. Ma sperimenta anche, come in uno specchio deformante, le incompatibilità culturali e i pregiudizi che gli immigrati africani nutrono verso di noi. Le avventure di Sandro nella gretta provincia padana assumono via via una cadenza da commedia e lasciano intravedere dietro l'oggettiva disparità drammatica un sorriso sagace, non conciliante ma leggero.
Titolo: African inferno
Autore: Pallavicini Piersandro
Editore: Feltrinelli (collana I narratori)
Anno: 2009, 351 p., brossura
Samar Yazbek, Il profumo della cannella, Castelvecchi 2010
L’appassionante storia d’amore tra una ricca signora della borghesia di Damasco e la sua cameriera
Quando Hanan, giovanissima, viene data in sposa a un ricco ma anziano cugino di Damasco non avrebbe mai pensato che gli uomini, per lei, sarebbero stati soltanto l’immagine dell’autorità e del potere, non certo esseri capaci di amare. Fuori dal matrimonio, i piaceri di Hanan assumono sembianze femminili e parlano il linguaggio delle “dita morbide che vengono dal cuore”. Neppure le passioni, però, riescono a liberare quella che ormai è un’agiata signora siriana dal peso dei pregiudizi. Ne sa qualcosa Alia, un’umile e bellissima cameriera, affascinata dalla sensualità della sua padrona ma, al tempo stesso, costretta a subire il peso di un ricatto innominabile. Sospeso tra i vapori ambigui dell’hammam e i velluti delle camere da letto damascene, Il profumo della cannella è una prova di intensa forza narrativa: un romanzo scandaloso ma sincero, in grado di gettare una luce nuova sullo sconosciuto mondo dei rapporti tra i sessi nella società araba.
L'autrice: Samar Yazbek è nata a Jable (Siria) nel 1970, si è dedicata allo studio della letteratura araba prima di intraprendere la carriera di giornalista e sceneggiatrice. Un suo reportage dedicato al problema delle spose-bambine ha ricevuto il premio per l'informazione sociale bandito dall'Unesco nel 2004. Vive a Damasco, dove lavora per la televisione siriana oltre che per il magazine "Nisà Suriya". "Il profumo della cannella"è il suo terzo romanzo.
Titolo: Il profumo della cannella
Autore: Samar Yazbek
Editore: Castelvecchi (collana Narrativa)
Anno: 2010, pag. 190
ISBN: 9788876153778
Ryszard Kapusinski, Il Negus. Splendori e miserie di un autocrate, Feltrinelli 2007
Descrizione storica dell’ultimo monarca etiope secondo una ricostruzione basata su fonti orali.
Ras Tafari (1892-1975), ultimo imperatore d'Etiopia dal 1930 con il nome di Hailé Selassié I, viene deposto da un colpo di stato il 12 settembre 1974. Kapuscinski si reca ad Addis Abeba per capire cosa fosse davvero la monarchia assoluta del Negus, il Re dei Re, e perché sia caduta. Riesce a incontrare i rappresentanti dell'entourage imperiale e ne raccoglie i racconti, acuti, commossi, involontariamente umoristici. Intervista gli uomini che stavano a Palazzo o avevano avuto il diritto di accedervi, con la funzione di servitori, cortigiani, funzionari, spie, camerieri di ogni sorta, ma anche testimoni acuti e smaliziati di intrighi, lotte di potere e abiezioni. Ne esce un ritratto insolito del Negus, educato a Cambridge ma deciso a conservare il rituale di bacio al piede e genuflessione, promotore di riforme economiche, morali e sociali che però di fatto preservano l'arcaica sostanza del suo impero, preda di deliri di grandezza e progresso per cui sperpera denaro in un paese che muore di fame. Un vecchio rabbioso, onnipotente e superbo, ma anche terrorizzato dall'idea delle congiure, che si circonda di ministri inetti, in una società gerarchica, primitiva e corrotta. Un ritratto insolito del Negus. Una ricostruzione a più voci della vita di corte, dell'arte di governo e di una società, a metà tra l'analisi storica, il reportage e l'opera narrativa. Uno sguardo ironico e stupefatto sull'universo grottesco di ogni dispotismo.
L'Autore: Ryszard Kapuscinsky la sua fama è dovuta ai numerosi libri-reportage che lo hanno fatto diventare un esempio contemporaneo di giornalismo letterario internazionale. Sempre in viaggio per lavoro ha saputo coniugare la passione di un mestiere, l'intuito e le sue capacità con le sue doti narrative, che gli hanno permesso di scrivere dei reportages considerati veri e propri esempi letterari. Nella traduzione italiana si può trovare: “Splendori e miserie di un autocrate”, “Imperium”, “In viaggio tra i frammenti della storia”, “Ebano”, “Shah-in-shah”.
Titolo: Il Negus. Splendori e miserie di un autocrate
Autore: Ryszard Kapuscinki
Editore: Feltrinelli (Collana Universale Economica Feltrinelli)
Anno: 2007
ISBN: 9788807817427
René Depestre, L’albero della cuccagna, Jaca Book 1994
“C’era una volta un uomo d’azione costretto dallo Stato a gestire una piccola bottega alla periferia nord d’una città tropicale. L’uomo si chiamava Henri Postel. La bottega, contrassegnata dalie autorità con l’insegna ‘L’Arca di Noè’ dipendeva dall”Organismo Nazionale per l’Elettrificazione delle Anime’ (ONEDA)”…
Titolo: L’albero della cuccagna
Autore: René Depestre
Editore: Jaca Book (Collana Mondi Letterari)
Anno: 1994, pag. 192
ISBN: 9788816502031
René Depestre, Hadriana in tutti i miei sogni, Giunti Editore 1999
Hadriana Siloé, vergine luminosa di Francia nell’isola di Haiti (terra di vudù, magico erotismo e fantasia, viluppo inestricabile di realtà e sogno), muore che già impazzano i festeggiamenti per il suo matrimonio.
Attorno al feretro della stella di Jacmel la religione cattolica cede alla forza del rituale blasfemo, alla gioiosa sensualità che sale come un'onda di piena, all'incalzare della musica in strada, al crepuscolo del giorno haitiano 'immensamente azzurro'.
Le credenze popolari, i dogmi della zombificazione, il ricordo di una notte memorabile si stampano nei segreti affetti del giovanissimo narratore, profondamente legato a "quella rosa rubata al cappello del Buon Dio". E prende forma, sotto ai nostri occhi, una dolcissima travolgente follia.
Un pomeriggio a distanza di quarant'anni, nel Jardin du Luxembourg, l'Autore sceglie di tornare a quella notte nelle strade della sua Jacmel, al sorriso di Hadriana.
Ma sarà lei, magicamente sospesa fra luce e tenebra, a congedarsi infine dal lettore: "In queste note ho voluto soltanto ricordare quindici ore della falsa morte di una donna innamorata da morire della vita".
Titolo: Hadriana in tutti i miei sogni
Autore: René Depestre
Editore: Giunti Editore (Collana Antipodi)
Anno: 1999, pag. 188
ISBN: 9788809012585




