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Biyi Bandele, Nudo al mercato, Gorée 2000
Nigeria settentrionale, fine anni ‘80: un giovane, ribelle ed eccentrico, viene trovato a gironzolare nudo per il mercato della città, che si chiede che cosa possa averlo spinto a un gesto del genere. E con questa domanda in mente il narratore dà vita a una serie infinita di storie che dipingono il quadro tragico, comico e grottesco della Nigeria post-indipendenza, mescolando linguaggi e registri diversi come il realismo magico e la favola allegorica.
Cosa può aver portato Rayo, giovane nigeriano ribelle ed eccentrico, a gironzolare nudo per il mercato della città? È questa la domanda che rimbomba nella mente di suo fratello che, alla notizia, esce con la madre alla sua ricerca. Partendo proprio da questa domanda il narratore inizia a ricordare aneddoti della vita di Rayo – dalla circoncisione ad episodi legati alla scuola, al loro rapporto con Tere, una ragazza che per pagarsi gli studi vende il proprio corpo ad uomini adulti. All’interno del racconto s’inseriscono poi altre storie, in particolare le allucinazioni tratte dal diario di Rayo (una di queste, è un vero e proprio racconto nel racconto, una sorta di allegoria della situazione politica della Nigeria) e la storia di Sosoman. Il romanzo si chiude con un ritorno al presente narrativo, con l’io narrante e la madre che, accompagnati da Sosoman, vanno in cerca di Rayo…
Come ha notato Derek Wright, il racconto sembra implicitamente dirci che “in una società paranoica, in cui la corruzione è endemica, le armi condizionano la legge e gli onesti vengono considerati matti, allora ogni differenza fra sano e folle, la voce narrante ed il suo pazzo alter ego, non ha alcun senso”.
Titolo: Nudo al mercato
Autore: Biyi Bandele
Editore: Gorée
Anno: 2000,320 pag.
ISBN:978-88-89605-26
Bessora, Macchie d’inchiostro, Edizioni Epoché 2008
Il romanzo, ambientato nella metropoli parigina, presenta una galleria di personaggi pittoreschi e un po’ folli tra cui Astrala, una veggente ruandese; Azrael, un fiorista ossessionato dal fantasma del fratello; Bianca e Bernie, una coppia borghese frigida e nevrotica.
Oscillando tra ironia graffiante e senso del tragico, Bessora mette in luce e denuncia le pecche della nostra società grazie a una rara immaginazione che le consente di dar vita a situazioni e dialoghi surreali, resi con una scrittura che moltiplica i giochi di parole e ha il ritmo di una sit-com, spot pubblicitari compresi.
Bessora è nata nel 1968 da madre svizzera e padre gabonese. Ha vissuto in Africa e negli Stati Uniti prima di stabilirsi a Parigi, dove risiede. Per l'insieme della sua opera, ha ricevuto nel 2008 il Grand Prix littéraire de l'Afrique noire.
Titolo: Macchie d’inchiostro
Autore: Bessora
Editore: Epoché (collana Cauri)
Anno: 2008, 288 pag.
ISBN: 9788888983172
Bessie Head, La donna dei tesori, Edizioni Lavoro 2003
Personaggi che spiccano per vitalità e bellezza sono quelli che Bessie Head ritrae in questa raccolta di racconti brevi ambientati in un villaggio del Botswana. Un mondo nel quale si fondono ricordi del passato e frammenti di vita quotidiana di uomini, ma soprattutto di donne: giovani, vecchie, bambine, istruite e non, mogli felici o madri di figli illegittimi; depositarie dei valori della tradizione ma contemporaneamente vittime del repentino disgregarsi dei valori familiari e sociali sotto la spinta della colonizzazione
L’autrice, una delle voci più alte della letteratura sudafricana, morta esule e povera in Botswana, era nata nel 1937 in un manicomio, nel quale la madre, una bianca ricca, era stata rinchiusa dalla famiglia per essere rimasta incinta di un nero. Head avrebbe portato per tutta la vita il peso di quella nascita non voluta e avrebbe raccontato nei suoi scritti la fatica e l’ingiustizia subita dalle donne africane nel paese dell’apartheid. In questi tredici racconti si fondono ricordi del passato e frammenti di vita quotidiana di uomini, ma soprattutto di donne; depositarie dei valori della tradizione ma contemporaneamente vittime del repentino disgregarsi dei valori familiari e sociali sotto la spinta della colonizzazione. Una questione di potere, Edizioni Lavoro.
Titolo: La donna dei tesori
Autore: Bessie Head
Editore: Edizioni Lavoro
Collana: Romanzi e racconti
Anno: 2003,185 pag.
ISBN:9788873130314
Ben Okri, La via della fame, Bompiani 2000
Azaro è un abiku, uno spirito-bambino destinato a morire e a rinascere più volte e presso gli stessi genitori, perché attratto da quell’idilliaco mondo degli spiriti che tutti dimenticano al momento della nascita.
Ma questa volta Azaro è deciso a restare, per riuscire a far sorridere la donna che diverrà sua madre e per provare l'esperienza della vita. Attraverso le vicende dell’infanzia di questo spirito, Ben Okri racconta la storia della Nigeria nei difficili anni dell’indipendenza. Dello stesso autore: "Il venditore di sogni", (Giunti); "La tigre nella bocca del diamante"; "Saggi, paradossi, aforismi", (Minimum Fax).
Titolo: La via della fame
Autore: Ben Okri
Editore:Bompiani
Collana: I grandi tascabili
Anno: 2000, 512 pag.
ISBN:9788845244865
Barack Hussein Obama, I sogni di mio padre, Nutrimenti 2007
L’autobiografia di Barack Obama, il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.
L'autobiografia del presidente degli Stati Uniti
Barack Obama racconta i primi trent’anni della sua vita, la storia non facile di un americano nato dal matrimonio fra un uomo di colore, proveniente dal Kenya, e una donna bianca, originaria di una piccola cittadina del Kansas. I sogni di mio padre è un’autobiografia senza reticenze, senza diplomazie o ipocrisie, a ulteriore testimonianza della forza e della novità del linguaggio di Obama, o forse solo perché scritta prima della sua fulminea carriera politica. Una storia che in un linguaggio vivo e diretto, senza veli, racconta più di tanti saggi le difficoltà della società americana e dei suoi giovani di colore. Un viaggio, quello alla scoperta della propria identità, che inizia quando, appena ventunenne, Obama viene raggiunto dalla notizia della morte del padre. Il nuovo presidente degli Stati Uniti ripercorre così la sua infanzia alle Hawaii, dove nasce e dove dopo pochi anni rimane solo con la madre, quando il padre decide di tornare in Africa dalla famiglia d’origine. Non tace sulla difficile adolescenza quando, confuso sulla propria identità, rischia di smarrirsi fra droghe e gang giovanili. E racconta infine il viaggio in Kenya per conoscere i parenti della famiglia di suo padre, ma soprattutto per ritrovare la ‘metà africana’ della sua cultura e identità.
Traduzione di Cristina Cavalli e Gianni Nicola
Baltasar Lopes, Chiquinho, Edizioni Lavoro 2009
Baltasar Lopes (1907-1989), narratore, poeta, filologo, antropologo, è riconosciuto come uno dei padri fondatori della letteratura capoverdiana. Chiquinho, romanzo-simbolo di una generazione, è nella lista delle opere stimate dall’Unesco come «patrimonio dell’umanità».
Dalle isole di Capo Verde, «dieci puntini gettati a caso in mezzo all’Atlantico», ci arriva la storia del giovane Chiquinho. È lui stesso a raccontare la sua vita: l’infanzia, dominata dal mondo degli affetti e popolata di storie di fantasmi, sirene, eroi e cavalieri; l’adolescenza, con le amicizie, i primi amori e la nascita di una coscienza civile; la maturità e il difficile momento della scelta: rimanere nella propria terra e lottare per essa o imbarcarsi, come tanti conterranei, su una nave con la prua rivolta alle Americhe.
Immerso nella morabeza, quello speciale tratto di affabilità che distingue i capoverdiani, e accompagnato dalla musica struggente della morna, il romanzo ci introduce in un mondo sempre in bilico fra terra e mare, dove chi resta è forte quanto chi parte e porterà sempre con sé la nostalgia del suo paese.
Titolo: Chiquinho
Autore: Baltasar Lopes
Editore: Edizioni Lavoro (collana L’altra riva)
Anno: 2008, 225 pag.
ISBN: 9788873132424
Bachi Salim, Il silenzio di Maometto, edizioni Epoche 2009
Nel 600 d.C, tra La Mecca e Medina, le sabbie del deserto d’Arabia e Gerusalemme, vediamo Maometto nascere, vivere e morire attraverso le confessioni
della sua prima moglie Khadigia, del suo migliore amico, il califfo Abu Bakr, del veemente Khalid, il generale che conquistò l'Iraq nel corso di epiche battaglie, e infine della giovanissima Aisha, divenuta sua sposa all'età di nove anni. Uomo particolare, contestato dai suoi all'inizio della predicazione, Maometto è un orfano arricchitosi grazie al matrimonio con la più matura Khadigia. Mercante e carovaniere prospero visitato da Dio a quarant'anni, profeta e statista a cinquanta, amante e conquistatore infaticabile, Maometto continua ad affascinare e scaldare gli animi più di quattordici secoli dopo la sua morte. Lo stile di Salim Bachi ne ricostruisce la parabola in un'appassionante trasposizione letteraria.
Titolo: Il silenzio di Maometto
Autore: Bachi Salim
Editore: edizioni Epoché (collana Cauri)
Anno: 2009, 300 pag.
ISBN: 9788888983431
Audrey Pulvar, Io, albero, Morellini Editore 2006
Quando aveva sette anni la vita di Éva è cambiata improvvisamente. Sino ad allora viveva coi genitori, la sorella Ada e il fratello Théo, sotto lo sguardo affettuoso dei nonni. Ma quando il suo amico di sempre, il maiale Bénédictin, viene ucciso, la bambina perde il controllo, travolta da una rabbia che scatena in lei gli istinti più animali.
Éva oggi ha trentadue anni, è dentista e vive a Londra con Nehla. Conduce una vita sregolata, caratterizzata dagli eccessi sessuali e dalla nevrosi. Alla notizia della morte della nonna rientra in Martinica, dopo vent'anni di lontananza.
È la scoperta dell'inconfessabile, un viaggio interiore alla ricerca di sé, delle ragioni del proprio dolore e di quelle del rifiuto e del non-amore della propria madre, percepiti da Éva prima ancora della sua venuta alla luce. Per sfuggire alla nevrosi che la intrappola, Éva dovrà compiere un lungo percorso alla ricerca della propria identità.
Nessuno meglio di Audrey Pulvar, giornalista molto nota in Francia, ha saputo raccontare il dolore dell'essere donna, dell'esilio, della discriminazione razziale, dando voce, con una grande forza evocativa e un oscuro fascino, a tre generazioni di donne antillesi.
L’autrice: la trentaduenne giornalista Audrey Pulvar è originaria della Martinica, dove ha lavorato fino al 2002 come caporedattrice per l’emittente Antilles Television. Attuamente vive a Parigi e collabora come giornalista freelance con diverse emittenti televisive. Audrey è stata spinta a realizzare "Io, albero", il suo primo romanzo, dallo scrittore antillese Patrick Chamoiseau.
Titolo: Io, albero
Autore: Audrey Pulvar
Editore: Morellini Editore (Collana Griot)
Anno: 2006, pag. 189
ISBN: 9788889550090
Athol Fugard, Tsotsi, Edizioni Minimum Fax 2008
Tsotsi è un predatore delle township sudafricane. Ogni sera sceglie un obiettivo e, insieme al suo gruppo, lo colpisce con fredda efficienza. E non sa chi è…
“Tsotsi” è l’unico romanzo del celebre drammaturgo sudafricano Athol Fugard, autore di circa quaranta testi teatrali. Scritto a mano nei primi anni Sessanta sul retro delle pagine del catalogo di una ditta di tappeti, il manoscritto andò disperso e fu ritrovato fortunosamente vent’anni dopo. Il film che ne è stato tratto, diretto da Gavin Hood, ha vinto nel 2006 il premio Oscar come miglior film straniero. Ambientata negli anni Cinquanta a Sophiatown, un ghetto nero vicino a Johannesburg, questa è la storia di Tsotsi, leader di una gang di criminali senza scrupoli che per sopravvivere alla miseria ricorre a ogni forma di violenza. Tsotsi vive nel presente, non potendo immaginare un futuro e non volendo ricordare il passato, ma un giorno, quando una ragazza disperata gli consegna un fagottino con un neonato, la sua vita prende una svolta inattesa.
L’autore: Athol Fugard, nato nel 1932 a Middelburg, in Sudafrica, da madre afrikaner e padre inglese, è uno dei maggiori drammaturghi viventi del mondo. La sua carriera abbraccia cinquant'anni di scrittura teatrale, recitazione (nel cinema e nel teatro) e regia. Nel settembre del 1960, ventisettenne, aveva iniziato a lavorare al suo primo romanzo il cui protagonista sarebbe stato un tsotsi, termine afrikaans che indica un delinquente o un teppista. Ma fu solo sul finire del 1979 che Fugard rilesse il suo romanzo dopo quasi vent'anni, autorizzandone la pubblicazione. Tsotsi uscì nel 1980 in Sudafrica, negli Stati Uniti e in Inghilterra. Fu un successo. Il classico perduto era stato ritrovato.
Titolo: Tsotsi
Autore: Athol Fugard
Editore: Minimum Fax (Collana Minimum Classics)
Anno: 2008, 233 pag.
ISBN: 9788875211578
Arthur Maimane, Vittime, Edizioni Lavoro 1992
La storia è ambientata nel sobborgo di Sophiatown negli anni Cinquanta, agli inizi della segregazione razziale, e vede come protagonisti di una vicenda parallela un giovane nero inquieto e ribelle, con doti intellettuali ma attratto dalla malavita, e la giovane donna bianca da lui violentata in un vicolo nascosto.
Non per pulsione sessuale né per odio nei suoi confronti, ma per la volontà di identificarsi in qualche modo entro l'atroce situazione che si sta creando tra bianchi e neri.
È un romanzo antropologico, un vero romanzo. Peccato che Maimane non ne abbia scritti altri. Particolarmente interessanti le note sulla malavita nera sudafricana, con il suo gergo e le sue gerarchie (i maschi della specie umana sono classificati, in ordine di valore crescente come: nullità - che nemmeno vengono prese in considerazione - opportunisti, furbastri, die manne, die real manne, e die really real manne), che sono palesemente legate alla disposizione alla violenza e alla prontezza all'uso delle armi. Un uomo è veramente uomo se sa uccidere senza patemi. Phillip Mokone, il protagonista, riesce a sfuggire alla fascinazione di questa umanità vittimaria e a capire le ragioni della sua personale vittima. Un testo complesso, che merita di essere letto.
Titolo: Vittime
Autore: Arthur Maimane
Editore: Edizioni Lavoro (Collana L’altra riva)
Anno: 1992, pag.
ISBN: 9788879105057
Antjie Krog, Terra del mio sangue, Nutrimenti 2006
Il libro da cui è stato tratto il film “In My Country” di John Boorman, con Juliette Binoche e Samuel L. Jackson.
Fra il dicembre 1995 e l'estate 1998 la Commissione per la verità e la riconciliazione, voluta da Nelson Mandela e presieduta da Desmond Tutu, ha messo in Sudafrica i carnefici di fronte alle proprie vittime. Ha preteso dai primi la verità, dai secondi l'autorizzazione al perdono. E soprattutto ha permesso a un intero paese di scongiurare quel bagno di sangue su cui molti avrebbero giurato all'indomani del crollo del regime razzista. Antjie Krog, poetessa e giornalista, che di quella commissione ha fatto parte e ne ha trasmesso i lavori alla radio, racconta in questo libro due anni di testimonianze crude e di confronti drammatici. Ma racconta anche la propria storia di madre e scrittrice bianca coinvolta e messa in discussione da un'esperienza così dura.
L’autrice: Antjie Krog poetessa e giornalista sudafricana, è nata in una famiglia di scrittori, nel 1952 a Kroonstad, in Sud Africa, dove è cresciuta; nel 1973 si è laureata in inglese alla University of the Orange Free State e successivamente in afrikaans all'università di Pretoria nel 1976. Descritta dal poeta Johan Hambridge come “il Pablo Neruda degli Afrikaans” ha pubblicato il suo primo libro di poesie a soli diciassette anni, divenendo famosa nel suo paese, quando il regime dell’apartheid era al culmine, mettendo in versi il suo amore per il Sudafrica e la protesta per la discriminazione nei confronti dei neri. Molte delle sue poesie parlano d’amore, apartheid e del ruolo delle donne. Antjie Krog è diventata una figura nota a livello nazionale ed internazionale per la sua diffusione via radio dei lavori della Commissione per la Verità e la Riconciliazione e ha raccontato in “Terra del mio sangue” due anni di testimonianze crude e di confronti.
Titolo: Terra del mio sangue
Autore: Antjie Krog
Editore: Nutrimenti (Collana Specchi)
Anno: 2006, pag. 525
ISBN: 97888 88389608
Andrea Camilleri, Il nipote del negus, Sellerio 2010
Da un fatto vero Andrea Camilleri trae spunto per immaginare un «gustoso dossier, cose dette e cose scritte»
Eja, Eja, Alalà! Fu già tempo in cui si andava in camicia nera; si cantavano inni. Quando la menzogna si accasa nella storia, sono gli atti di fede, e i manganelli, che fanno la verità. Ci volevano, a Vigàta, le furberie e le mattacchiate di uno scavezzacollo principe di colore, la selvatica estrosità e il talento per gli affari di un diciannovenne ben arnesato e sessualmente senza briglie, la spudoratezza e l'inclinazione astuta di un nipote del Negus, i puntigli principeschi di uno studentello straniero senza letto e senza tetto, che allettava gli occhi e invaghiva i cuori, per umiliare l'onore, l'orgoglio virile, le mire colonialistiche, le prolisse incompetenze del regime, e il nazifascistico razzismo. Il nipote del Negus, il principe Grhane Sollassié Mbassa, è stato iscritto alla Regia Scuola Mineraria di Vigàta. Si rivela un virtuoso della bricconeria e un atleta dell'inganno: tutti brontolando, e lui bravando; promettendo molto, e ancor più pagando, senza nulla mai ottenere. Cosa non tollerano tutti, cosa non tentano. Anche il Duce schiuma e freme, e subisce a rate i tiri bassi dell'etiope: di quel tizzone d'inferno che scalcia e corvetta; e sfugge al dover suo di dar testimonianza in terra italica e in colonia del viver bello e libero e generoso della "civiltà" fascista. Un evento reale con cui Camilleri torna alla sua vena più antica, quella più irriverente e comica, che mescola con intelligente divertimento, storia e fantasia.
L'autore: Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore. Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, "I teatri stabili in Italia" (1898-1918). Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, del 1978, è stato trasmesso in tre puntate dalla TV col titolo "La mano sugli occhi". "Il nipote del Negus" è stato pubblicato anche nella versione audiolibro.
Titolo: Il nipote del negus
Autore: Andrea Camilleri
Editore: Sellerio(collana La memoria)
Anno: 2010, pag. 277
ISBN: 9788838924538
André Brink, La polvere dei sogni, Edizioni Feltrinelli 2002
Outeniqua 1994: una città immaginaria nel Sudafrica di pochi mesi prima delle elezioni che porteranno Nelson Mandela al potere.
Kristien, dopo molti anni di esilio a Londra, torna nella città dove ha trascorso la sua infanzia per vegliare la nonna, Ouma Kristina, in punto di morte, dopo che la sua casa è stata oggetto di un attentato terroristico. Ouma, ancora mentalmente vivacissima, è ossessionata dall'idea di non riuscire a trasmettere alla nipote la storia della famiglia e del Sudafrica. E le racconta tante storie affascinanti, tratte dalla realtà e dal mito.
L’autore: André Brink, nato in Sudafrica nel 1935, insegna inglese all'Università di Cape Town. È stato tre volte vincitore del prestigioso premio letterario sudafricano CNA Award e selezionato due volte per il Booker Prize.
Titolo: La polvere dei sogni
Autore: André Brink
Editore: Feltrinelli (collana Universale economica)
Anno: 2002, 416 pag.
ISBN: 9788807815003
Amos Tutuola, La mia vita nel bosco degli spiriti, Adelphi 1983
Il secondo libro del capotistipite della letteratura nigeriana: Amos Tutuola.
Dopo "Il bevitore di vino di palma" Tutuola continua a esplorare la tradizione folkloristica Yoruba in "My Life in the Bush of Ghosts" (1954), che tra l’altro ha ispirato l’album omonimo dell’artista Brian Eno.
Aminatta Forna, Le Pietre degli Avi, Edizioni Feltrinelli 2007
Dalla tradizione orale al romanzo: un secolo di vita africana raccontato attraverso le voci delle donne di una famiglia della Sierra Leone.
Londra, luglio 2003. Abie riceve una lettera che la invita a recarsi in Sierra Leone per prendere possesso della piantagione di caffè appartenuta al padre. La giovane donna, che vive in Inghilterra con i due figli e il marito scozzese, parte subito per raccogliere un’eredità che non sarà solo quella materiale ma anche quella “spirituale” della famiglia. Metterà su carta le testimonianze di vita di quattro zie, quattro delle figlie che il nonno ha avuto dalle molteplici mogli: la fiera Asana; la dolce e visionaria Mary; la sfortunata Hawa; e Serah, simbolo di una nuova coscienza civile e politica. Attraverso le loro storie personali si ricostruisce la storia della famiglia Kholifa, ma si delinea anche il ritratto di una cultura e delle sue tradizioni sociali e religiose (il pantheon antico come emerge dalla mitologia; l’innestarsi dei culti monoteistici di islam e cristianesimo) – e del loro evolversi nel tempo.
L’autrice: Aminatta Forna, scrittrice e giornalista radiotelevisiva di successo, divide la sua vita tra Londra e la Sierra Leone. Con "The Devil that Danced on the Water", resoconto della vita del padre, leader dell’opposizione democratica in Sierra Leone assassinato nel 1975, è stata tra i finalisti del Samuel Johnson Prize.
Titolo: Le Pietre degli avi
Autore: Aminatta Forna
Editore: Edizioni Feltrinelli (collana I Narratori)
Anno: 2007, 304 pag.
ISBN: 9788807017223
Amadou Hampâté Bâ, Signorsì, Comandante, Edizioni Ibis 2007
La lunga autobiografia di Amadou Hampâté Bâ si svolge con il suo alternarsi di situazioni e di avvenimenti ora divertenti, ora tragici, di personaggi bizzarri e crudeli.
Dopo gli anni della giovinezza che l'autore aveva raccontato in "Amkoullel, il bambino fulbe", lo ritroviamo ora funzionario dell'amministrazione coloniale francese. Destinato al servizio in Alto Volta, Amkoullel ci racconta il lungo viaggio verso la sua prima sede.
L’autore: Amadou Hampâté Bâ, nato verso il 1900 a Bandiagara, nel Mali, è morto ad Abidjan il 15 maggio del 1991. Scrittore, etnologo, storico e anche poeta.
Dal 1970, Hampâté Bâ si dedica completamente alla creazione di un archivio che raccolga le trascrizioni delle testimonianze orali e dei racconti dei griot, i narratori tradizionali, salvando così dalla scomparsa un immenso patrimonio della cultura africana.
In italiano sono tradotti: "Aspetti della civiltà africana" (EMI 1975), "L'interprete briccone" (Ed. Lavoro 1988), "Petit Bodiel" (Sinnos 1998), "Gesù visto da un musulmano" (Bollati Boringhieri 2000), "Amkoullel il bambino fulbe" (Ibis 2001), "Signorsì, comandante" (Ibis editore 2006), "Kaydara" (Ibis editore 2007).
Titolo: Signorsì, Comandante
Autore: Amadou Hampâté Bâ
Editore: Edizioni Ibis (collana Tusitala)
Anno: 2006, 421 pag.
ISBN: 9788871641874
Amadou Hampate Ba, Racconti dei saggi d' Africa, L'ippocampo 2010
“In Africa, quando un vecchio muore è una biblioteca che brucia”.
Il volume presenta 15 racconti inediti del grande scrittore africano. Amadou Hampâté Bâ, storico, narratore, poeta, è soprattutto noto nel mondo per la lotta che condusse all'Unesco in favore della riabilitazione delle tradizioni orali africane.
L'autore: Amadou Hampate Ba è stato uno scrittore, filosofo e antropologo maliano.
Nel 1970, Hampate Ba decise di lasciare i suoi incarichi ufficiali e diplomatici per dedicarsi interamente ad un progetto di ricerca e d'archiviazione del patrimonio orale dell'Africa occidentale, consacrandosi perciò ad un lavoro di ricerca e di scrittura: gli ultimi anni della sua vita, trascorsi ad Abidjan, lo porteranno alla scrittura di due romanzi autobiografici, Amkoullel, il bambino fulbe e Signorsì, comandante, pubblicati postumi, nel 1991.
Titolo: Racconti dei saggi d'Africa
Autore: Amadou Hampaté Bà
Editore: Ippocampo (Collana)
Anno: 2010, pag.
ISBN: 9788895363851
Amadou Hampâté Bâ, L’interprete briccone, ovvero lo strano destino di Wangrin, Edizioni Lavoro 2002
Unico romanzo del grande saggio peul scomparso nel 1990, la storia del mitico Wangrin è in assoluto il capolavoro della letteratura africana di lingua francese.
Un mosaico straordinario che racchiude tutto il mondo dell'Africa tradizionale. Un romanzo insolito, ricco di riferimenti culturali, sociali e religiosi, in cui si mescolano sapientemente generi narrativi diversi. Attraverso divertenti ed esilaranti avventure, Amadu Hampaté Ba narra la storia di Wangrin, personaggio mitico, eroe leggendario che, grazie alla sua intelligenza, alla sua astuzia, al suo coraggio, ma anche alla sua sfacciataggine e al suo scarso senso morale, riesce a prendersi gioco di tutti i ricchi e i potenti, siano essi i bianchi, amministratori dell'imperante colonialismo francese o i neri, depositari del potere tradizionale. Eroe leggendario e picaro insolente, Wangrin insegna innanzitutto a sorridere e a ridere: "Riderò degli uomini e delle cose, riderò di coloro che non sanno ridere né far ridere, perché chi non ride è malato o malvagio. E io non sono né questo né quello".
Amadou Hampâté Bâ, nato verso il 1900 a Bandiagara, nel Mali, è morto ad Abidjan il 15 maggio del 1991. Scrittore, etnologo, storico e anche poeta.
Appartenente ad una grande famiglia di nobili fulbe, Hampâté Bâ viene iniziato alla cultura del suo popolo e alla religione islamica.
Entrato nell'amministrazione coloniale francese, se ne allontana dopo alcuni anni e molti contrasti, diventando collaboratore di istituzioni culturali e fondazioni internazionali. Segue quindi la carriera diplomatica, diventando anche membro del Consiglio esecutivo dell'Unesco. Dal 1970, abbandonate tutte le cariche e gli impegni ufficiali, si dedica completamente alla creazione di un archivio che raccolga le trascrizioni delle testimonianze orali e dei racconti dei griot, i narratori tradizionali, salvando così dalla scomparsa un immenso patrimonio della cultura africana (sua la celebre frase “In Africa, ogni vecchio che muore è una biblioteca che brucia”).
In italiano sono tradotti: "Aspetti della civiltà africana" (EMI 1975), "L'interprete briccone" (Ed. Lavoro 1988), "Petit Bodiel" (Sinnos 1998), "Gesù visto da un musulmano" (Bollati Boringhieri 2000), "Amkoullel il bambino fulbe" (Ibis 2001), "Signorsì, comandante" (Ibis editore 2006), "Kaydara" (Ibis editore 2007).
Titolo: L’interprete briccone, ovvero lo strano destino di Wangrin
Autore: Amadou Hampâté Bâ
Editore: Edizioni Lavoro (collana L’altra riva)
Anno: 2002, 323 pag.
ISBN: 9788873130048
Amadou Hampâté Bâ, Amkoullel il bambino fulbe, Edizioni Ibis 2007
“Quando in Africa muore un vecchio, è una biblioteca che brucia”: il famoso pensiero espresso da Amadou Hampâté Bâ è diventato come un proverbio, più volte ripetuto e ripreso, per il grande significato che ha per la cultura africana nel suo complesso.
Ma forse questa frase è ancora più valida se, come in questo caso, si riferisce proprio a lui e al suo libro più importante. Amkoullel è il soprannome di Amadou Hampâté Bâ, e questa è la storia della sua gioventù. Un percorso di circa vent'anni raccontato, grazie a una sorprendente "memoria secolare", con una sensibilità tutta africana per il dettaglio, ma anche filtrando gli eventi attraverso uno sguardo ironico e saggio. Non è una semplice autobiografia, sia perché non vi è affatto il tentativo di rievocare e di rimpiangere un passato ormai scomparso, sia perché ci troviamo di fronte a un vero e grande scrittore che ripercorre qui l'inizio di quello che sarà un itinerario spirituale e intellettuale straordinario. Si tratta quindi di un libro che si apre a molte letture, che ci fa entrare nella cultura africana e quasi ci avvolge con essa, rendendoci partecipi e consapevoli della ricchezza di questa grande civiltà.
L’autore: Amadou Hampâté Bâ, nato verso il 1900 a Bandiagara, nel Mali, è morto ad Abidjan il 15 maggio del 1991. Scrittore, etnologo, storico e anche poeta.
Dal 1970, Hampâté Bâ si dedica completamente alla creazione di un archivio che raccolga le trascrizioni delle testimonianze orali e dei racconti dei griot, i narratori tradizionali, salvando cos“ dalla scomparsa un immenso patrimonio della cultura africana.
In italiano sono tradotti: "Aspetti della civiltà africana" (EMI 1975), "L'interprete briccone" (Ed. Lavoro 1988), "Petit Bodiel" (Sinnos 1998), "Gesù visto da un musulmano" (Bollati Boringhieri 2000), Amkoullel il bambino fulbe (Ibis 2001), Signorsì, comandante (Ibis editore 2006), Kaydara (Ibis editore 2007).
Titolo: Amkoullel il bambino fulbe
Autore: Amadou Hampâté Bâ
Editore: Edizioni Ibis (collana Tusitala)
Anno: 2001, 432 pag.
ISBN: 9788871640983
Ali Ghiyasoddin, Le gesta di Tamerlano, Mondadori 2009
Ghiyasoddin ‘Ali di Yazd, autore di questa cronaca persiana, fu segretario alla corte di Tamerlano, e l’imperatore che ci racconta, con uno stile al tempo stesso raffinato e potente, è l’inflessibile esecutore di un disegno celeste, la cui sorte fu preconizzata sin dalla nascita da una fortunata congiunzione astrale tra Venere, Giove e il Sole.
Le imprese di Tamerlano vengono lette alla luce di questo destino straordinario, che tramuta un oscuro predone di Samarcanda nel fondatore di uno dei più grandi imperi della storia, i cui confini si estendevano dall'Asia centrale all'Anatolia, dall'India alla Siria. Ciò che ad altri osservatori appare solo come ferocia, sete di sangue, smisurata e smodata passione per il potere, nella biografia di Ghiyasoddin diviene senso e amore di giustizia, affermazione della fede contro la miscredenza, imposizione agli uomini e alle cose di un superiore ordine divino. E così questo "Signore della Congiunzione astrale", che fra i nemici semina terrore e lutti infiniti, ai seguaci appare come dotato di una vista interiore, di una sapienza occulta che gli consentono di vedere al di là delle apparenze e di far trionfare nel sangue i diritti della verità.
Titolo: Le gesta di Tamerlano
Autore: Ali Ghiyasoddin
Editore: Mondadori
Collana: Islamica
Anno di pubblicazione: 2009 Pag. 152
Isbn: 9788804592105
Alexander Mc Call Smith, Un peana per le zebre, Tea Edizioni 2006
«Un romanzo delizioso, un thriller etnico arguto e divertente, di sicuro fuori da tutti gli schemi convenzionali.» ttl- la Stampa
Momentaneamente non disponibile
Per Precious Ramotswe, titolare della Ladies’ Detective Agency N. 1 del Botswana, non c’è un attimo di pace. Non soltanto deve placare i sensi di colpa di un nuovo cliente, legati a qualche peccatuccio di gioventù, ma è anche costretta a far fronte all’infelicità che affligge alcune persone a lei care e all’indecisione del signor JLB Matekoni, proprietario dell’officina Speedy Motors, nonché suo fidanzato, il quale non si risolve a fissare la data delle nozze. E, come se non bastasse, in città ha aperto i battenti una nuova agenzia investigativa, gestita da un tale terribilmente tronfio e maschilista. Ma la signora Ramotswe non è certo il tipo che si abbatte... bastano un po’ di buon senso, molta comprensione e una tazza di tè rosso.
L’autore: Alexander McCall Smith, nato nello Zimbabwe, dove è cresciuto prima di completare gli studi in Scozia, vive almeno due vite. In una è professore di Medicina legale all’Università di Edimburgo, autore di dotte opere specialistiche e vicepresidente della commissione inglese per la genetica; nell’altra è scrittore di gialli e creatore di due serie di mystery la cui fama si sta prodigiosamente diffondendo in tutto il mondo.
Suo editore italiano per le novità è Guanda.
Titolo: Un peana per le zebre
Autore: Alexander McCall Smith
Editore: Tea (collana Teadue)
Anno: 2006, 210 pag.
ISBN: 9788850210916
Alexander Mc Call Smith, Un gruppo di allegre signore, Tea Edizioni 2008
«… la serie più originale che sia uscita negli ultimi tempi nel campo dell’inossidabile genere della “detective story”.» Carnet
Nemmeno di sabato Precious Ramotswe può stare tranquilla. La famosa investigatrice africana sembra attirare i guai peggio di una calamita. Basta che si sieda al tavolino di un bar perché le capiti di assistere a un raggiro e di essere accusata lei stessa di furto. Sconvolta, torna a casa confidando nel conforto di una bella tazza di tè rosso, ma al momento di fare un sonnellino scopre un ladro sotto il letto. E nei giorni a seguire non va meglio: con lo scassato furgoncino bianco investe un ex detenuto e, per concludere in bellezza, dalla nebbia del passato spunta il violento ex marito… Un altro cadrebbe in preda allo sconforto, ma non lei, che può contare, come sempre, su JLB Matekoni, suo novello sposo e persona di specchiata onestà; sull’occhialuta signorina Makutsi, che finalmente ha trovato uno spasimante di suo gradimento; sull’energica direttrice dell’orfanotrofio, Silvia Potokwane, dispotica ma sincera amica, e su un’impareggiabile capacità di creare empatia con gli altri che le permetterà ancora una volta di risolvere tutti i casi che si presenteranno alla sua porta.
L’autore: Alexander McCall Smith, nato nello Zimbabwe, dove è cresciuto prima di completare gli studi in Scozia, vive almeno due vite. In una è professore di Medicina legale all’Università di Edimburgo, autore di dotte opere specialistiche e vicepresidente della commissione inglese per la genetica; nell’altra è scrittore di gialli e creatore di due serie di mystery la cui fama si sta prodigiosamente diffondendo in tutto il mondo.
Suo editore italiano per le novità è Guanda.
Titolo: Un gruppo di allegre signore
Autore: Alexander McCall Smith
Editore: Tea (collana Teadue)
Anno: 2008, 250 pag.
ISBN: 9788850217397
Alexander Mc Call Smith, Morale e belle ragazze, Tea Edizioni 2005
Un bambino abbandonato, che ha l’odore di un cucciolo di leone, e un fantomatico avvelenatore che si nasconde nella famiglia di un importante membro del governo…
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...la signora Precious Ramotswe, titolare dell’unica agenzia investigativa tutta al femminile del Botswana, è di nuovo alle prese con i misteri dell’Africa.
Ma anche il fronte della sua vita privata è in tempesta: Precious deve cercare di capire cosa stia accadendo al suo promesso sposo, l’onesto JLB Matekoni, meccanico di fama nazionale, che sembra aver perso ogni interesse nei confronti della vita...
L’autore: Alexander McCall Smith, nato nello Zimbabwe, dove è cresciuto prima di completare gli studi in Scozia, vive almeno due vite. In una è professore di Medicina legale all’Università di Edimburgo, autore di dotte opere specialistiche e vicepresidente della commissione inglese per la genetica; nell’altra è scrittore di gialli e creatore di due serie di mystery la cui fama si sta prodigiosamente diffondendo in tutto il mondo.
Suo editore italiano per le novità è Guanda.
Titolo: Morale e belle ragazze
Autore: Alexander McCall Smith
Editore: Tea (collana Teadue)
Anno: 2005, 238 pag.
ISBN: 9788850209460
Alexander Mc Call Smith, Le lacrime della giraffa, Tea Edizioni 2004
A Gaborone, capitale del Botswana, la signora Precious Ramotswe è molto rispettata: è la fondatrice della N° 1 Ladies Detective Agency…
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… la prima e unica agenzia investigativa del piccolo paese dell’Africa meridionale diretta da una donna. Suo padre avrebbe preferito che aprisse una macelleria, ma lei ha poi deciso di fare la detective privata. Gran bevitrice di tè rosso, gentile come tutti i golosi e portata alla riflessione filosofica (ma solo fino a un certo punto), la signora Ramotswe ha imparato presto come portare un po’ di ordine nelle vite ingarbugliate dei suoi clienti, usando il suo cervello fino e soprattutto il suo gran cuore. Doti che le saranno indispensabili per affrontare il caso della signora Curtin e di suo figlio Michael, scomparso nel deserto ormai da dieci anni...
L’autore: Alexander McCall Smith, nato nello Zimbabwe, dove è cresciuto prima di completare gli studi in Scozia, vive almeno due vite. In una è professore di Medicina legale all’Università di Edimburgo, autore di dotte opere specialistiche e vicepresidente della commissione inglese per la genetica; nell’altra è scrittore di gialli e creatore di due serie di mystery la cui fama si sta prodigiosamente diffondendo in tutto il mondo.
Suo editore italiano per le novità è Guanda.
Titolo: Le lacrime della giraffa
Autore: Alexander McCall Smith
Editore: Tea (collana Teadue)
Anno: 2004, 240 pag.
ISBN: 9788850207039
Alexander Mc Call Smith, Il tè è sempre una soluzione, Tea Edizioni 2006
Nel suo ufficio di Gaborone Precious Ramotswe, titolare della Ladies’ Detective Agency N.1, si sta gustando una tazza di tè rosso e attende nuovi clienti, immersa in mille pensieri.
Per esempio quello del suo ineffabile fidanzato, il signor JLB Matekoni, che ancora non s’è deciso per le nozze e nel frattempo è stato coinvolto dalla signora Potokwane, direttrice dell’orfanotrofio locale, perché l’aiuti in una raccolta di fondi lanciandosi col paracadute... E come se non bastasse, alla porta dell’agenzia bussa la signora Holonga, proprietaria di una catena di saloni di bellezza e inventrice del «Preparato per treccine per ragazze speciali», che vorrebbe sposarsi, ma ha bisogno di sapere se i pretendenti sono interessati a lei o soltanto ai suoi soldi...
L’autore: Alexander McCall Smith, nato nello Zimbabwe, dove è cresciuto prima di completare gli studi in Scozia, vive almeno due vite. In una è professore di Medicina legale all’Università di Edimburgo, autore di dotte opere specialistiche e vicepresidente della commissione inglese per la genetica; nell’altra è scrittore di gialli e creatore di due serie di mystery la cui fama si sta prodigiosamente diffondendo in tutto il mondo.
Suo editore italiano per le novità è Guanda.
Titolo: Il tè è sempre una soluzione
Autore: Alexander McCall Smith
Editore: Tea (collana Teadue)
Anno: 2006, 224 pag.
ISBN: 9788850212521
euro 8,60
Alain Mabanckou, Verre Cassé, Morellini Editore 2008
Riflessione sulla scrittura, satira irriverente sulla presunta autenticità della tradizione orale, piacere del narrare.
Verre cassé è un habitué del Credito, è in viaggio, un bar come tanti: è qui che, tra un bicchiere e l'altro, ha imparato a osservare la gente, ad ascoltarne le incredibili vicende.
Un giorno il Mollusco ostinato, proprietario del bar, gli chiede di scrivere qualcosa sul suo locale perché, dice, la pagina scritta "è l'unica cosa che resta" mentre la parola è "fumo negli occhi, piscio di gatto selvatico", e poi è stufo di sentir dire che in Africa, "quando muore un vecchio, brucia un'intera biblioteca". Verre cassé comincia allora ad annotare su un quaderno tutto quello che sente, e presto sono gli avventori del bar, desiderosi di entrare a far parte del suo libro, a cercarlo e a farsi sempre più insistenti.
Alain Mabanckou nasce il 24 febbraio del 1966 nel Congo Brazzaville. Trascorre la sua infanzia à Pointe-Noire, capitale economica del Congo dove ottiene una laurea in Lettere et filosofia. In seguito comincia a studiare diritto a Brazzaville per continuare i suoi studi in Francia presso l’Universita’ Paris-Dauphine. Negli stessi anni pubblica una raccolta di poesie che gli fa vincere il Gran Premio Letterario dell’ Africa nera. Nel 2001 è negli Stati Uniti quando l’Università del Michigan gli propone la cattedra di Letteratura Francofona che accetterà l’anno successivo ; vi insegnerà 4 anni per poi accettare l’offerta della prestigiosa Università della California a Los Angeles, dove attualmente insegna presso il Dipartimento di Studi francofoni e di letteratura comparata.
Titolo: Verre Cassé
Autore: Alain Mabanckou
Editore: Morellini (collana GRIOT)
Anno: 2008, 163 pag.
ISBN: 9788862980180
Alain Mabanckou, Memorie di un porcospino, Morellini Editore, 2009
Una leggenda africana racconta che a ogni uomo alla nascita viene affidato un doppio nel mondo animale.
Al giovane Kibandi è stato assegnato un porcospino che lo seguirà ovunque fino agli ultimi istanti di vita. Ma del porcospino Ngoumba ha solo l'aspetto esteriore: acuto e malizioso filosofo, ritiene di non aver "nulla da invidiare agli uomini", e, facendosi "beffe della loro presunta intelligenza", rifletterà su tutto ciò che ha fatto per compiacere Kibandi. Seguendo il racconto del piccolo porcospino, il lettore si troverà invischiato in una fitta serie di omicidi a colpi di aculei, di piccole e comiche avventure. Mentre il padrone sotto l'effetto di una bevanda psicotropa perde man mano il rapporto con la realtà, il porcospino analizza e critica la lunga scia di morti che si lasciano dietro. Ma chi è l'assassino? Il porcospino o il padrone che lo spinge a uccidere? Kibandi o il piccolo porcospino che riflette e si confessa al suo amico baobab? "Memorie di un porcospino" è il secondo romanzo della trilogia inaugurata da Verre Cassé.
Alain Mabanckou, Black Bazar, 66THAND2ND 2010
Non c’è peggior personaggio di quello che interpreta il ruolo che ci si aspetta da lui. Alain Mabanckou
Amante degli abiti firmati, appassionato cultore del lato B delle donne e fine teorico del nodo alla cravatta, il protagonista e narratore di questo romanzo, soprannominato non a caso «il Sederologo», vive da solo in un vivacissimo quartiere di emigrazione nera nella periferia di Parigi dopo che la compagna lo ha abbandonato per fuggire con l’Ibrido, «un primate» dal discutibile talento musicale. Nella galleria di personaggi che animano la sua vita spiccano figure spassose: il martinicano Ippocrate, razzista militante che ha dimenticato di essere nero; il franco-ivoriano Roger, logorroico e importuno; Paul del grande Congo, acceso sostenitore dell’importanza dell’«altro lato» delle donne. Con una lingua ricca ed eclettica, Mabanckou ci parla di identità e alienazione, mettendo in evidenza gli eccessi e le debolezze degli immigrati urbanizzati e ridicolizzando il razzismo provinciale dei parigini, senza perdere la vena satirica che rende i suoi personaggi così veri.
L'autore: Alain Mabanckou nasce nel 1966 nel Congo Brazzaville. Trascorre la sua infanzia à Pointe-Noire, capitale economica del Congo dove ottiene una laurea in Lettere et Filosofia. In seguito comincia a studiare diritto a Brazzaville per continuare i suoi studi in Francia presso l’Universita’ Paris-Dauphine. Negli stessi anni pubblica una raccolta di poesie che gli fa vincere il Gran Premio Letterario dell’ Africa nera. Nel 2001 è negli Stati Uniti quando l’Università del Michigan gli propone la cattedra di Letteratura Francofona che accetterà l’anno successivo; vi insegnerà 4 anni per poi accettare l’offerta della prestigiosa Università della California a Los Angeles, dove attualmente insegna presso il Dipartimento di Studi francofoni e di letteratura comparata.
Titolo: Black Bazar
Autore: Alain Mabanckou
Editore: (collana Bazar)
Anno: 2010, pag. 238
ISBN: 9788896538081
Alain Mabanckou, African Psycho, Morellini Editore 2007
Con African Psycho, lo scrittore congolese Alain Mabanckou offre un romanzo di rara ironia.
Grégoire Nakobomayo, onesto lavoratore e carrozziere provetto, vorrebbe diventare un serial killer. Ispirandosi alle gesta del suo idolo, l'efferato pluriomicida Angoualima, tenta invano di commettere stupri e assassinii, ma le cose non vanno mai per il verso giusto. Dalla sua tomba nel cimitero dei Morti-cui-non-spetta-il-sonno, il Grande Maestro Angoualima, che controlla tutti i crimini della città, non sa che farsene di un allievo tanto inetto, e a ogni sua visita lo ricopre di insulti. C'è da dire che al suo attivo, per il momento, Grégoire ha una matita infilzata nell'occhio del fratello adottivo, una martellata sulla testa del ricco notaio Quiroga, un tentativo di stupro fallito per problemi di erezione, e una memorabile telefonata a una trasmissione radiofonica nella quale è riuscito a farsi passare per il suo idolo. Niente di sensazionale, insomma. Ma questa volta ha deciso, la sua prima vittima sarà una prostituta: con un piano diabolico riesce ad attirare in casa sua Germaine, che si innamora di lui... Con umorismo e ironia Alain Mabanckou dà vita a un personaggio che porta alle estreme conseguenze il disperato desiderio di uscire dall'anonimato e dalla povertà. Intorno a lui uno sgangherato quartiere, Chi-beve-l'acqua-è-un-idiota, dove gli abitanti sembrano tenuti insieme dalla criminalità organizzata, dalla prostituzione e dall'odio reciproco.
L'autore: Alain Mabanckou
Alain Mabanckou nasce il 24 febbraio del 1966 nel Congo Brazzaville. Trascorre la sua infanzia à Pointe-Noire, capitale economica del Congo dove ottiene una laurea in Lettere et Filosofia. In seguito comincia a studiare diritto a Brazzaville per continuare i suoi studi in Francia presso l’Universita’ Paris-Dauphine. Negli stessi anni pubblica una raccolta di poesie che gli fa vincere il Gran Premio Letterario dell’ Africa nera. Nel 2001 è negli Stati Uniti quando l’Università del Michigan gli propone la cattedra di Letteratura Francofona che accetterà l’anno successivo; vi insegnerà 4 anni per poi accettare l’offerta della prestigiosa Università della California a Los Angeles, dove attualmente insegna presso il Dipartimento di Studi francofoni e di letteratura comparata.
Aimé Cesaire, La tragédie du roi Christophe, Présence Africaine 1970
La tragédie du roi Christophe constitue la pièce maîtresse de ces “tragédies de la décolonisation” écrites par Aimé Césaire.
Précédée par Et les chiens se taisaient (1946, " arrangé " pour le théâtre en 1956) et suivie de Une saison au Congo (1967), pour témoigner - remarquablement - d'un acte politique majeur de notre temps. La tragédie du roi Christophe, est une œuvre barbare (au sens noble du terme) lyrique et nécessaire. Affirmant que la politique est la force moderne du destin et l'histoire la politique vécue, Aimé Césaire donne à voir l'invention du futur, d'un futur enraciné. L'aventure haïtienne de Christophe évoque le destin collectif du peuple africain d'aujourd'hui. A la phase de la révolte aiguë a succédé celle de la re-connaissance, de la constitution d'un patrimoine authentique et librement assumé. Cette entreprise doit être celle d'un bâtisseur, d'un architecte : Aimé Césaire a su créer un personnage d'une grande et haute stature avec une vigueur et une invention poétique exceptionnelles. Christophe (qu'habita, si puissamment, le comédien Douta Seck) est un homme d'Afrique. Il est le Muntu, l'homme qui participe à la force vitale (le n'golo) et l'homme du verbe (le nommo). Le texte initial de la pièce a fait l'objet de révisions multiples. La dernière version, que présente aujourd'hui Présence Africaine (après avoir publié le texte initial) révèle la qualité de la collaboration qui a réuni, à tous les instants, l'auteur Aimé Césaire et le metteur en scène Jean-Marc Serreau.




