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“Thomas Sankara. I discorsi e le idee”, Sankara Edizioni 2006
Thomas Sankara è stato Presidente dell’Alto Volta, da lui rinominato Burkina Faso (Paese degli uomini integri), dal 1983 al 1987.
Il suo stile era diverso, nuovo, tanto da suscitare per le sue caratteristiche di integrità, provocazione, imprevedibilità, trasparenza, onestà, calore, sentimenti di amore e di odio, odio così profondo da portare alla sua uccisione il 15 ottobre 1987.
Titolo: “Thomas Sankara. I discorsi e le idee”
Editore: Sankara Edizioni (Collana)
Anno: 2006, pag. 125
ISBN: 9788890057246
Winfried Speitkamp, Breve storia dell'Africa, Einaudi 2010
L'Africa è la grande posta in gioco economica, politica, militare, demografica, dei nuovi scenari geo-strategici del XXI secolo. Immense risorse e irrisorie strutture e infrastrutture, enormi squilibri nella crescita, conflitti etnici, religiosi, culturali, permanere di atavici ritardi e contraddizioni, tensioni economico-sociali, instabilità politiche e violenze di regimi provvisori, emergenze igienico-sanitarie, carestie, esodi e migrazioni di proporzioni inaudite. Per questo è urgente dotarsi di strumenti di conoscenza capaci di comprendere il presente dell'Africa alla luce dei fenomeni secolari che l'hanno preceduto.
Questo libro ripercorre la storia dell'Africa dalla preistoria a oggi ricostruendo forme di organizzazione sociale, formazioni politiche e regni, culture e sistemi di credenza, scambi e aggregazioni che hanno caratterizzato per secoli la vita delle popolazioni africane fino all'avvento dello schiavismo, gli sconvolgimenti politici, economici, territoriali e antropologici prodotti dalle potenze coloniali, la decolonizzazione, le guerre per l'indipendenza, la nascita dei nuovi stati e i differenti sistemi economici che ne sono sorti. Ne risulta un quadro d'insieme che tiene unite sia la prospettiva diacronica, interrogando gli stessi problemi in epoche e contesti estremamente diversi, sia la prospettiva sincronica, delineando un'introduzione chiara e approfondita a uno dei contesti salienti della nostra storia attuale.
L'autore: Winfried Speitkamp, specialista di Storia africana in epoca coloniale, è docente all'Università di Gießen.
Per Einaudi ha pubblicato Breve storia dell'Africa (PBE, 2010).
Titolo: Breve storia dell'Africa
Autore: Winfried Speitkamp
Editore: Einaudi (collana Mappe.Storia)
Anno: 2010, pag. 337
ISBN: 9788806199128
Vijay Prashad, Storia del Terzo Mondo, Rubbettino 2005
La Storia del Terzo Mondo di Vijay Prashad riporta al centro del dibattito storico e politico un soggetto che, spesso associato a immagini di catastrofi politiche, umanitarie e ambientali, è stato uno dei protagonisti della storia del Novecento.
Infuocato campo di battaglia per le due superpotenze protagoniste della Guerra Fredda, il Terzo Mondo è stato anche e soprattutto una fucina di nuove concezioni politiche, visioni di un mondo diverso forgiato dalla lotta contro le formidabili forze dispiegate dal colonialismo prima e dal neocolonialismo dopo.
Attraverso una narrazione serrata e appassionante, l’autore ripercorre la storia di questo soggetto, dalla sua genesi nelle lotte anticoloniali ai fallimenti delle sue realizzazioni politiche, sociali e culturali.
Un viaggio che tocca i luoghi più significativi in cui questa storia ha preso forma e restituisce indimenticabili ritratti dei suoi grandi leader, con le loro idee, le loro lotte e i loro naufragi politici.
Quali siano le eredità di questo straordinario percorso politico e culturale rimane l’interrogativo finale, anche alla luce dei fallimenti, altrettanto radicali e catastrofici, del modello sovietico prima e di quello neo-liberista dopo.
Titolo: Storia del Terzo Mondo
Autore: Vijay Prashad
Editore: Edizioni Rubbettino
Anno: 2005, 191 pag.
ISBN:9788883251368
Valentin Y. Mudimbe, L'invenzione dell'Africa, Meltemi 2005
Qual è il significato dell’Africa e dell’essere africani? Cos’è la filosofia africana e cosa invece non è?
La filosofia è parte dell'"africanismo"? Queste sono alcune delle domande fondamentali poste da questo libro. V. Y. Mudimbe dimostra che sono i diversi discorsi a fondare gli universi di pensiero all'interno dei quali le persone concepiscono la loro identità. Gli antropologi e i missionari occidentali hanno dato origine a distorsioni che operano non soltanto sullo sguardo esterno, ma anche su quello degli africani che tentano di comprendere sé stessi. Mudimbe si spinge oltre le questioni classiche dell'antropologia o della storia africane. Il libro, scrive, tenta "un'archeologia della gnosi africana intesa come sistema di conoscenza nell'ambito del quale sono sorte, di recente, questioni filosofiche di fondamentale importanza: in primo luogo, la questione relativa alla forma, il contenuto e lo stile del sapere 'africanizzante'; in secondo luogo quella relativa allo status dei sistemi tradizionali di pensiero". Il suo interesse si concentra soprattutto sui processi di trasformazione dei diversi tipi di sapere.
Ugo Fabietti, Culture in bilico, Bruno Mondadori, 2002
Uno sguardo competente e non passionale sul Medio Oriente e sulle sue culture. Un libro che, astenendosi tanto da una visione ideologica quanto da un generico “ecumenismo”, cerca di offrire al lettore un modo di accostarsi al Medio Oriente diverso da quello a cui è per lo più abituato.
Scritto in una prospettiva antropologica, questo libro smonta pezzo per pezzo stereotipi e luoghi comuni per cogliere quanto di più specifico vi è nelle culture di quest’area, mostrandone la grande variabilità in rapporto a questioni come la natura delle relazioni sociali, il ruolo della donna, la produzione dell’identità, il senso e gli “usi” dell’esperienza religiosa. Culture in bilico: culture, non Stati, così definite per le profonde tensioni che, a partire dall’era coloniale e dall’inizio di quella post-coloniale, le percorrono suscitando conflitti e scontri. Sono culture in bilico tra passato e presente, tra laicismo e fondamentalismo religioso, autoritarismo e democrazia, tribalismo e concezione moderna dello Stato, pace e guerra, tradizione e modernità.
Titolo: Culture in bilico
Autore:Ugo Fabietti
Editore: Bruno Mondadori
Anno di pubblicazione: 2009 Pag. 256
Isbn: 978-88-42494027
Stefano Bellucci, Africa contemporanea. Politica, cultura e istituzioni al sud del Sahara, Carocci 2010
La storia dell’Africa attraverso il rapporto tra società e politica
I problemi politici e sociali dell'Africa contemporanea non consistono soltanto nell'artificiosità dei confini nazionali o nell'ingiusta organizzazione economica, ma derivano soprattutto dall'eredità amministrativa coloniale. Le amministrazioni coloniali, dispotiche e fortemente decentrate, hanno prodotto precise identità politiche e culturali in Africa sub-sahariana: razziali ed etniche. Se la manipolazione razziale è stata sostanzialmente superata con gli ordinamenti giuridici post-indipendenza, l'identità etnica è sopravvissuta all'ondata nazionalista. In questo lavoro, gli Stati africani indipendenti, nella loro varietà, sono analizzati e descritti in base al grado d'emancipazione dall'eredità politica coloniale. Il libro spiega come durante la guerra fredda certe ideologie abbiano tentato di superare la coincidenza tra confini politici e culturali presente nell'idea di Stato nazionale. Alcuni governi post-coloniali sono stati più determinati di altri a riformare la legge, le istituzioni e le amministrazioni, spogliandole del carattere da cui origina l'esclusione etnica. L'analisi della situazione politica odierna mostra come neppure la democratizzazione abbia portato a risultati migliori, rispetto agli autoritarismi post-coloniali, quanto a inclusione sociale e fine del nativismo. Ne è prova l'aumento delle crisi soprattutto in concomitanza di processi elettorali.
Titolo: Africa contemporanea. Politica, cultura e istituzioni al sud del Sahara
Autore: Stefano Bellucci
Editore: Carocci (collana Studi Superiori)
Anno: 2010, pag. 316
ISBN: 9788843048892
Serge Bilé, Neri nei campi nazisti, EMI editore 2006
Questo libro svela un aspetto totalmente sconosciuto della seconda guerra mondiale: la deportazione dei neri nei campi di concentramento e di sterminio della Germania hitleriana.
Africani, antillani, americani furono arrestati e deportati per lo più a causa della loro partecipazione a movimenti di resistenza. Abbassati al rango di bestie, perché erano neri, uomini e donne furono sottoposti a ogni sorta di umiliazione. Testimonianze allucinanti, raccolte dai sopravvissuti in Germania, Francia, Spagna, Belgio, Norvegia, Martinica, Costa d’Avorio, Suriname, Senegal e Stati Uniti. Le leggi di Norimberga del 1935, destinate alla repressione dei “non ariani”, non riguardavano soltanto gli ebrei ma anche i neri residenti all’epoca in Germania. Gli afro-tedeschi, sterilizzati a forza, fecero parte dei primi contingenti di deportati inviati da Hitler nei campi di concentramento molto prima dello scoppio della guerra.
Altre rivelazioni riguardano i primi campi di concentramento tedeschi in Namibia nel 1904. Tante pagine di storia inedita in cui scopriamo le esperienze di guerra di coloro che sarebbero diventati i leader della causa nera: Nelson Mandela, Martin Luther King, Sédar Senghor o ancora Aimé Césaire.
L'autore: Serge Bilé Nato Produce documentari sul mondo nero: «Les Boni de Guyane», premiato al Festival del Cinema di Montréal, «Noirs dans les camps Nazis», e il recente «Maurice le Saint Noir».
Titolo: Neri nei campi nazisti
Autore:Sergio Bilé
Editore: Edizioni EMI
Anno: 2006, 160 pag.
ISBN:9788830715042
Sánchez Piñol Albert, Pagliacci e mostri. Storia tragicomica di otto dittattori africani, Edizioni Schweiwiller 2009
Questa è una storia di uomini mediocri. Ignoranti che si sono proclamati maestri. Codardi che si sono proclamati eroi.
Uomini che si presentarono al mondo come individui eccezionali, che scelsero nomi altisonanti e suggestivi, che pretesero di venire raffigurati con un'iconografia degna degli imperatori e dei re più potenti della Storia. Persone insignificanti che vollero essere divinità, cui nulla era precluso. Potevano spostare la capitale dello stato nel loro sperduto villaggio d'origine, o depositare il fondo nazionale nella cantina di casa. Ogni loro capriccio si convertiva in realtà. Erano pagliacci, ma anche mostri. La loro grottesca stravaganza è ammantata di sangue, la loro storia troppo spesso dimenticata. Se non fossero vissuti nel Novecento, saremmo tentati di negazionismo, o di incredulità. Le tragiche vicende di Uganda, Repubblica Centrafricana, Malawi, Congo, Guinea, Etiopia, raccontate come un testo di storia non saprebbe e non potrebbe mai fare; un libro in cui la satira diventa l'ultimo baluardo della ragione e il miglior antidoto contro l'inumana brutalità della dittatura.
L’autore: Albert Sánchez Piñol, nato a Barcellona nel 1965 è scrittore, antropologo e membro del Centro de Estudios Africanos. Il suo primo romanzo La pelle fredda (Feltrinelli 2005) è stato tradotto in ventiquattro lingue (finalista al Premio Llibreter, ha vinto il Premio Ojo Crítico 2003).
Insieme a Marcello Fois ha pubblicato Compagnie difficili (Literalia 2000).
Titolo: Pagliacci e mostri. Storia tragicomica di otto dittattori africani
Autore: Sánchez Piñol Albert
Editore: Schweiwiller (Collana Testi e Ricerche)
Anno: 2009, pag. 189
ISBN: 9788876446061
Ryszard Kapuscinski , Nel Turbine della Storia, Feltrinelli 2009
II corso impetuoso della storia Kapusciriski l’ha conosciuto come pochi altri. Dove c’erano rivoluzioni, guerre, imperi in disfacimento o movimenti in ascesa, lui c’era per vedere, documentare, raccontare.
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In questo libro progettato poco prima della sua scomparsa è la storia stessa a essere direttamente in primo piano: il suo senso, il suo potere sulla vita dei singoli esseri umani, le occasioni di riscatto che pure sa offrire, e il suo impatto sul secolo che è da poco cominciato.
L'Autore: Ryszard Kapuscinsky la sua fama è dovuta ai numerosi libri-reportage che lo hanno fatto diventare un esempio contemporaneo di giornalismo letterario internazionale. Sempre in viaggio per lavoro ha saputo coniugare la passione di un mestiere, l'intuito e le sue capacità con le sue doti narrative, che gli hanno permesso di scrivere dei reportages considerati veri e propri esempi letterari. Nella traduzione italiana si può trovare: Il Negus, Splendori e miserie di un autocrate, Imperium, In viaggio tra i frammenti della storia , Ebano, Shah-in-shah.
Titolo: Nel Turbine della Storia
Autore: Ryszard Kapuscinsky
Editore: Edizioni Feltrinelli
Anno: 2009, 191 pag.
ISBN:9788807171680
Riccardo Stagliano', GRAZIE. Ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti, chiarelettere 2010
Un saggio su una categoria sociale spesso invisibile o oggetto di pregiudizi senza la quale il nostro Paese non sarebbe quello che è.
Provate a depennare questi nomi: Ibrahimovi?, Kakà, Milito, Trezeguet, Pato, Mutu, Crespo, Zanetti, Lavezzi... Immaginate che dalla prossima partita nessuno di loro scenda in campo. Sarebbe un disastro. Oggi su 933 calciatori della serie A ben 322 sono stranieri.Un esempio da solo rivelatore. La realtà è che senza gli immigrati (compresi i clandestini), tutta l’Italia andrebbe a rotoli. Quasi il 10 per cento del Pil italiano arriva dagli immigrati, una famiglia su dieci dipende da una badante straniera. Abbiamo bisogno di loro. Anche la Chiesa, anche gli ospedali.
In Trentino, nella Val di Non, le mele le raccolgono i senegalesi, in Veneto i nigerini conciano le pelli per la preparazione dei giubbotti destinati a Hollywood, a Vedelago, nel cuore del leghismo veneto, sono loro ad assicurare il 90 per cento di riciclaggio dei rifiuti. A Reggio Emilia i facchini sono per lo più indiani, in Campania i sikh allevano le bufale, in Sicilia, senza i pescatori tunisini, la flotta di Mazara del Vallo non prenderebbe il mare. E i camionisti? Nel Nordest i due terzi sono albanesi e romeni, nessun italiano è capace di fare i loro turni. E chi terrebbe i nostri vecchi e i nostri bambini? E gli uffici chi li pulirebbe? E il pacco da consegnare?
Gli immigrati non vengono a rubarci il lavoro ma a fare i mestieri che noi rifiutiamo. E a permettere a molti italiani imprenditori di continuare a lavorare e a guadagnare (anche in nero). Basta raccontare
una giornata di lavoro in Italia per verificare che cosa realmente succede. Da nord a sud.
L'autore: Riccardo Staglianò è giornalista de la Repubblica. Nel 2001 ha vinto il Premio Ischia di giornalismo, sezione giovani. È autore anche di "Bill Gates. Una biografia non autorizzata" (Feltrinelli, 2000) e "L'impero dei falsi" (Laterza, 2006). Per Chiarelettere ha pubblicato con Raffaele Oriani "I cinesi non muoiono mai" (2008) e "Miss Little China", che accompagna l’omonimo documentario di Riccardo Cremona e Vincenzo de Cecco (2009).
Titolo: GRAZIE. Ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti
Autore: Riccardo Stagliano'
Editore: chiarelattere (collana Principio Attivo)
Anno: 2010 pag. 224
ISBN: 9788861900868
Pavanello Mariano, Un etnografo nel cuore del Ghana, Edizioni Altravista 2007
Il Segreto degli Antenati è il risultato di una lunga esperienza di vita e di ricerche etnologiche in Ghana
dove tra il 1989 e il 2006 Mariano Pavanello ha trascorso oltre ventisette mesi sul terreno tra gli Nzema, una popolazione akan stanziata nell'estremo lembo sud-occidentale del Ghana, in una piccola regione che si affaccia sul golfo di Guinea al confine con la Costa d'Avorio. Un percorso che propone al lettore le questioni fondamentali dell'etnografia akan, ricostruendo in uno scenario unitario le problematiche sociopolitiche dell'area, il sistema di parentela e le tattiche matrimoniali, la percezione interna della storia e le forme di organizzazione produttiva, senza tralasciare alcuni aspetti inquietanti connessi ai piani della magia e della stegoneria.
Mariano Pavanello (Venezia 1944) è professore ordinario di etnografia dell'africa presso l'Università La Sapienza di Roma. Dal 1973 ha svolto ricerche etnologiche in molti paesi africani e dal 1989 si dedica soprattutto all'area akan in Ghana. È autore di numerose pubblicazioni in riviste scientifiche internazionali e di vari libri, tra cui Le società acquisitive e i fondamenti razionali dello scambio (Milano, 1993); Il formicaleone e la rana (Napoli 2000); Forme di vita economica (Roma 2000); Sistemi umani (Roma 2005); Chiefs in development in Ghana (Accra 2006).??
Titolo: Il segreto degli antenati
Autore: Mariano Pavanello
Editore: Edizioni Altravista
Anno: 2007, 288 pag.
ISBN: 9788895458007
Nuruddin Farah, Rifugiati, Edizioni Meltemi 2003
Chi sono e come vivono i rifugiati dalla tirannia politica della Somalia postcoloniale? Nuruddin Farah, celebre romanziere somalo da oltre venticinque anni in esilio, risponde al quesito raccontando, e facendo raccontare dai suoi connazionali in diaspora, la storia della Somalia contemporanea devastata dalla guerra civile.
'autore ha intervistato rappresentanti delle comunità somale in Africa e in Europa. Nelle interviste di Farah i somali ci raccontano come hanno risposto al cambiamento e che cosa significhi ricominciare ogni volta in altre parti del mondo, confrontandosi con altre culture, stili di vita, leggi e lingue diverse. Epopea delle recenti migrazioni di massa, dei violenti esodi di intere popolazioni costrette a vivere vite frammentate a causa dei cambiamenti sconvolgenti della nostra epoca, questo libro racconta gli effeti e le vicende umane seguite all'avventura coloniale italiana.
L'autore: Nuruddin Farah è nato nel 1945 a Baidoa in Somalia. Ha studiato a Mogadiscio prima, in India e in Inghilterra poi. Nel 1976 è costretto all’esilio a causa delle critiche rivolte al regime di Siad Barre. Ha risieduto a lungo in Italia e ha insegnato in varie università africane, statunitensi ed europee. È uno dei massimi scrittori africani di lingua inglese e gode di prestigiosa fama internazionale. Dei suoi romanzi in lingua inglese sono sono apparsi finora in Italia: la trilogia Chiuditi Sesamo, Latte agrodolce e Sardine,pubblicata da Edizioni Lavoro, Nodi, Legami, Doni, Mappe, Segreti pubblicata da Frassinelli, Rifugiati per Meltemi Editore e From a Crooked Rib per Penguin.
Titolo:Rifugiati
Autore:Nuruddin Farah
Editore: Edizioni Meletemi
Anno: 2004, 256 pag.
ISBN:9788883532078
Michel Leiris, L’occhio dell’etnografo, Bollati Boringhieri Editore 2005
Una serie di testi che rivelano come «la poesia, insieme al desiderio di scuotere il giogo della nostra cultura», sia all’origine di quella particolare forma di etnografia – «arte non meno che scienza», nelle parole di Lévi-Strauss – che ha fatto di Leiris un punto di riferimento dell’etnografia contemporanea.
Nel 1934, al rientro della spedizione Dakar-Gibuti, prima missione intensiva sul campo promossa dall’etnologia francese, Leiris pubblica il diario “L’Africa fantasma”, rivoluzionaria e scandalosa trascrizione del quotidiano oggettivo e soggettivo del viaggio. Inizia così, sorretto da un netto rifiuto dell’eurocentrismo e del colonialismo, il percorso lungo il quale Leiris ha sapientemente intrecciato letteratura ed etnologia in un unico progetto antropologico, un progetto che rimane tra i più originali del xx secolo: «Accrescere la nostra conoscenza dell’uomo, tanto per la via soggettiva dell’introspezione e dell’esperienza poetica, quanto per la via meno personale della ricerca etnologica».
L'autore: Michel Leiris (1901-1990), dopo aver partecipato al movimento surrealista negli anni venti, divenne etnologo prendendo parte nel 1931-33 alla missione Dakar-Gibuti diretta da Marcel Griaule. Lavorò al Musée d’Ethnographie, poi Musée de l’Homme, e al Cnrs, continuando peraltro una cospicua attività letteraria che si sviluppò in particolare a contatto con Georges Bataille e Roger Caillois nell’ambito del Collegio di Sociologia. Tra le sue opere tradotte in italiano, L’Africa fantasma (Rizzoli, 1984), L’età dell’uomo (Mondadori, 1991), Biffures e Carabattole (Einaudi, 1979 e 1998).
Titolo: Michel Leiris
Autore: L’occhio dell’etnografo
Editore: Bollati Boringhieri (Collana Saggi. Storia, filosofia e scienze sociali)
Anno: 2005, pag. 112
ISBN: 9788833915777
Michel Beuret, Serge Michel, Paolo Woods, Cinafrica, edizioni Il Saggiatore 2009
Un reportage dall’Africa sulle tracce di quella Cina che, silenziosa e instancabile, sta sostituendo l’Occidente nei rapporti internazionali del continente nero.
«Ni hao!»: i bambini congolesi salutano gli stranieri in cinese, perché gli stranieri ormai sono tutti cinesi. Sono gli abitanti di un nuovo continente chiamato Cinafrica, nato dall’unione di mondi apparentemente inconciliabili, per storia e tradizione, ma tenuti insieme da uno scenario economico che non ha precedenti. In cerca di petrolio e materie prime per nutrire un’espansione inarrestabile, Pechino si è lanciata alla conquista dell’Africa, che attendeva da troppo tempo una rinascita postcoloniale. E per i cinquecentomila cinesi che vi si sono riversati il continente nero è la promessa di un Far West del ventunesimo secolo. Alcuni hanno già fatto fortuna, altri vendono ancora paccottiglia ai bordi delle strade infuocate dei paesi più poveri del mondo. Per gli africani è forse l’evento più importante dei loro quarant’anni d’indipendenza. I cinesi non assomigliano agli ex coloni. Seducono i popoli perché costruiscono strade, dighe e ospedali, e i dittatori perché non parlano di democrazia o trasparenza. Come stanno mutando i ritmi e i costumi del continente? Quali benefici e quali problemi pone questo nuovo capitolo della globalizzazione? Lungo le ferrovie dell’Angola, nelle foreste del Congo e nei karaoke in Nigeria, Serge Michel e Michel Beuret, insieme al fotografo Paolo Woods, hanno percorso quindici paesi sulle tracce dei cinesi arrivati in Africa e di un nuovo mondo abitato da imprenditori pionieri e lavoratori sfruttati, da progresso e contraddizioni. Dalle campagne impoverite nel cuore della Cina alle poltrone in cuoio dei ministri africani, gli autori ci raccontano l’avventura dei cinesi partiti per costruire, produrre e investire in una terra che per l’Occidente è ormai condannata a ricevere solo aiuti umanitari.
Gli autori : Serge Michel, giornalista, ha lavorato come corrispondente dall’Europa dell’Est, l’ex Unione Sovietica e il Vicino Oriente. Tra il 1998 e il 2002 è stato corrispondente da Teheran e poi dai Balcani per Le Figaro e Le Temps.
Michel Beuret, 38 anni, è caporedattore esteri della rivista L’Hebdo; negli ultimi anni si è dedicato a reportage da Cina e Africa.
Paolo Woods, 37 anni, è fotografo. Ha lavorato in Iran, Iraq, Pakistan e Afghanistan. Le sue fotografie appaiono regolarmente sulla stampa internazionale e sono state esposte in numerose mostre in Europa e negli Stati Uniti.
Titolo: La Chinafrique
Autore: Michel Beuret, Serge Michel, Paolo Woods
Editore: Il Saggiatore (collana La Cultura)
Anno: 2009, 240 pag.
ISBN: 9788842815440
Marjorie Shostak, Nisa. La vita e le parole di una donna !kung, Meltemi Editore 2002
“Sia Nisa che la Shostak sono persone fuori dal comune; dalla loro collaborazione è nato un resoconto incomparabile della vita !kung… una rivelazione dell’universalità delle esperienze e dei sentimenti delle donne a dispetto delle differenze culturali e sociali. Nisa ci aiuta a capire cosa significhi essere !kung, essere donna, essere un essere umano”, Choice
Nisa è una donna africana di circa cinquant’anni che vive in un remoto angolo del Botswana, nella fascia settentrionale del deserto del Kalahari. Ha avuto quattro mariti, molti amanti e quattro figli, nessuno dei quali è sopravvissuto. Il suo popolo, i !kung san (anche noti come boscimani), ha abbandonato solo di recente i propri tradizionali mezzi di sussistenza: la caccia e la raccolta di piante selvatiche, nell’ambiente semiarido della savana. Marjorie Shostak, un’antropologa che ha vissuto insieme ai !kung per diverso tempo, ci offre un resoconto straordinario della loro vita e ci consegna soprattutto il racconto appassionante che la stessa Nisa le ha fatto della sua difficile esistenza.
Marjorie Shostak, laureata in letteratura inglese, si è avvicinata molto presto all’antropologia. Partita per l’Africa con il marito nel 1971, ha condotto molte ricerche sulla condizione femminile in diversi paesi africani. La pubblicazione, in America, di questo volume, diventato un classico dell’antropologia, l’ha resa immediatamente famosa. È morta nel 1996.
Titolo: Nisa. La vita e le parole di una donna !kung
Autore: Marjorie Shostak
Editore: Meltemi Editori (collana Gli Argonauti)
Anno: 2002, 458 pag.
ISBN: 9788883531637
Mario Vargas Llosa, Israele Palestina. Pace o guerra santa, Scheiwiller 2009
Vargas Llosa cammina per le strade di Gerusalemme, Gaza, Betlemme, visita gli insediamenti dei coloni e il muro, dialoga con intellettuali, giornalisti e persone comuni, arabi ed ebrei, moderati ed estremisti. Ritagliandosi il ruolo di testimone oculare, ci racconta una delle vicende storico-politiche più complesse del secolo scorso, le cui propaggini si spingono fi no alla drammatica attualità della cronaca
«Ho passato buona parte degli anni Settanta a difendere Israele polemizzando con gli scrittori latinoamericani di sinistra che, per moda, e con atteggiamento conformistico attaccavano Israele e il sionismo considerandoli pedine dell’imperialismo nordamericano. Non mi sono mai pentito di aver combattuto quest’esagerazione e di aver difeso il diritto di Israele a esistere e a garantirsi la sicurezza. […] Da allora, ogni volta che sono stato in Israele – tranne l’ultima, della quale parla questo libro – ho sempre trovato un settore significativo della società che voleva la pace e il dialogo con i palestinesi e riconosceva il diritto di questi ultimi ad avere un proprio stato sovrano. […] Dall’assassinio di Yitzhak Rabin e, soprattutto, dal fallimento dei negoziati di Camp David e di Taba del 2000, tutto cambiato. E lo dimostrano la recente vittoria di Hamas nella Striscia di Gaza e il trionfo elettorale di Kadima, delle destre estreme del Likud e dei partiti religiosi In Israele …»
Titolo: Israele Palestina. Pace o guerra santa
Autore: Mario Vargas Llosa
Editore: Scheiwiller
Anno di pubblicazione: 2009 Pag. 152
Isbn: 978-88-7644-607-8
Marco Buemi, Sudafrica in bianco e nero, infinito edizioni 2010
Un Sudafrica visto attraverso gli occhi e l’animo di un fotoreporter che ha saputo cogliere nei volti le parole non dette, le lotte da portare avanti, le speranze ancora da realizzare.
Che cosa è diventato il Sudafrica, due decenni dopo la fine dell’apartheid? Questo libro fatto di testi asciutti ed essenziali e splendide foto in bianco e nero dipinge un ritratto unico del Paese africano, primo nella storia del continente a organizzare un campionato del mondo di calcio (giugno 2010), ponendo il focus su tematiche come la società, la sicurezza, la coesistenza etnica, il cinema, la musica, i ghetti, lo sport.
Autore: Marco Buemi
Titolo: Sudafrica in bianco e nero
Editore: infinito edizioni
Anno: 2010, pag. 143
ISBN: 9788889602713
Mamadou Cissokho, Dieu n’est pas un paysan, Edizioni Presence Africaine et GRAD 2009
Chi nutrirà l’Africa Occidentale? A questa domanda il libro di Mamadou Cissokho risponde in modo diretto: i “nostri appezzamenti familiari”. Da più di 30 anni, Cissokho milita perchè i contadini, spesso ancora analfabeti e per questo disprezzati, si uniscano e comincino a contare sulle proprie forze.
“Ricca di risorse e ricca in famiglie” scrive Cissokho “l’Africa occidentale è ormai ricca della crescente vitalità delle organizzazioni contadine. Unendo allevatori, pescatori, e agricoltori, le piattaforme nazionali sono sorte alla fine degli anni 90. Al di là delle frontiere ereditate dalle colonizzazioni, prendiamo coscienza della nostra appartenenza a una comunità, la comunità degli stati dell’Africa Occidentale (la CEDEAO). E quest’ultima è ogni giorno più animata da gruppi di attori della società civile. Tra queste la Rete delle Organizzazioni contadine e dei produttori - Réseau des Organisations Paysannes et de Producteurs (ROPPA) che noi contadini di 10 paesi (Bénin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea, Guinea-Bissau, Guinea Conakry, Mali, Niger, Sénégal e Togo) abbiamo fondato nel 2000, a Cotonou e poi esteso al Ghana e alla Sierra Leone”.
Questo libro racconta in modo personale e accattivante la storia di questa costruzione.
Mamadou Cissokho ha abbandonato il mestiere di insegnante per dedicarsi alla terra in un appezzamento familiare che ha creato a Bamba Thialène (a 400 km da Dakar) in Senegal. Accolto dai contadini del villaggio, Cissokho è diventato da allora l’ape operaia del movimento dei contadini dell’Africa occidentale. Nel maggio 2008, i suoi omologhi d’Africa del Sud, dell’Est e Centrale, gli hanno affidato il compito di creare le fondamenta della Piattaforma Panafricana dei Contadini e dei Produttori Africani.
Titolo: Dieu n’est pas un paysan
Autore: Mamadou Cissokho
Editore: Présence Africaine et GRAD
Anno: 2009, 295 pag.
ISBN: 9782708707979
Mahfuz Nagib, All'ombra di piramidi e moschee. Scritti e interviste, Datanews 2006
La Lectio magistralis del grande autore arabo per il conferimento del premio Nobel per la Letteratura nel 1998 e alcune interviste in cui lo scrittore parla della sua infanzia, della sua vita, dell’arte di scrivere e dell’arabo, lingua che ama perdutamente.
Dall'immediatezza della parola si scopre il profondo radicamento di Mahfuz nella civiltà islamica della tolleranza e del dialogo. Ne esce un ritratto straordinario del poeta dei vicoli del Cairo e del popolo che li anima. Un libro che fa conoscere da vicino il grande scrittore arabo, tra le maggiori personalità letterarie contemporanee.
Titolo: All'ombra di piramidi e moschee. Scritti e interviste
Autore: Mahfuz Nagib
Editore: Datanews
Collana: Ahlambra
Anno di pubblicazione: 2006 Pag. 71
Isbn: 9788879813112
L’incredibile avventura di Oludah Equiano, o Gustav Vassa, detto l’africano, Epoché 2008
Olaudah Equiano è il primo schiavo nero ad aver scritto la propria autobiografia, pubblicata in inglese nel 1789: un documento storico eccezionale, e un testo base per la protesta abolizionista.
Olaudah Equiano narra la propria vita avventurosa fatta di viaggi impensabili per l’epoca (come la spedizione al Polo Nord) e di una irrefrenabile curiosità intellettuale per tutto ciò che lo circonda, dagli studi ai luoghi, dalle persone alla religione, sconfessando completamente le credenze del tempo sui neri. Una storia vera ricca di colpi di scena e con un lieto fine che dimostra come niente sia impossibile.
Il libro si inserisce nel “Progetto Schiavitù” ideato dalla casa editrice Epoché per promuovere un dibattito intorno ad un dramma storico che è all’origine di intolleranze razziali ancora attuali, e che, insieme a “LA SCHIAVITÙ SPIEGATA AI NOSTRI FIGLI” di Joseph N’Diaye (il conservatore della Casa degli Schiavi di Gorée) ha ottenuto dall’UNESCO il prestigioso riconoscimento “La Route de l’Esclave”.
L’Autore:
Olaudah Equiano nacque nel 1745 a Essaka, un villaggio ibo dell’attuale Nigeria, e la sua vita coincide con la sua autobiografia, pubblicata nel 1789 con il titolo originale di THE INTERESTING NARRATIVE OF THE LIFE OF OLAUDAH EQUIANO, OR GUSTAVUS VASSA, THE AFRICAN.WRITTEN BY HIMSELF. Morì nel 1797.
Joseph N'Diaye, La schiavitù spiegata ai nostri figli, Edizioni Epoché 2009
Questa storia non appartiene soltanto all’Africa, riguarda tutta l’umanità.
Per più di tre secoli, milioni di africani sono stati catturati e venduti come bestie al miglior offerente. Uomini, donne e bambini venivano separati e ammassati senza pietà nelle stive delle navi negriere, che li portavano nelle Americhe per lavorare come mano d'opera gratuita nelle piantagioni di cotone, di tabacco, di caffè o di canna da zucchero. Questo tipo di schiavitù, crudele e infame, si differenziava radicalmente da quello delle società antiche, poiché negava ai "negri" la qualità di esseri umani. Joseph N'Diaye, conservatore della Casa degli schiavi di Gorée, piccola isola al largo di Dakar (Senegal) diventata il simbolo mondiale della tratta negriera, racconta questo crimine contro l'umanità con parole semplici ed efficaci, dirette alle giovani generazioni, affinché ne custodiscano la memoria e stiano sempre in guardia, poiché le lotte per la libertà umana non finiscono mai.
Joseph N'Diaye è conservatore del Museo della schiavitù di Gorée, in Senegal.
Il libro ha ottenuto dall'Unesco l'importante riconoscimento "La route de l'esclave"
Titolo: La schiavitù spiegata ai nostri figli
Autore: Joseph N’Diaye
Editore: Epoché (collana Cauri)
Anno: 2008, 104 pag.
ISBN: 9788888983400
Jhon Thornton, L' Africa e gli africani nella formazione del mondo atlantico, il Mulino 2010
Nell’ambito storiografico questo libro apre la via a una nuova valutazione del contributo fornito dall’Africa allo sviluppo del “mondo atlantico”.
Uscito qualche anno fa negli Stati Uniti, questo studio è considerato una pietra miliare sulla via di una nuova valutazione del ruolo giocato dall'Africa nello sviluppo del "mondo atlantico", cioè della rete di rapporti fra Europa, America e Africa che andò formandosi nel corso dell'età moderna, e che nella tratta degli schiavi ebbe una delle sue componenti più importanti. Due sono gli aspetti messi in luce da Thornton: da un lato il ruolo pienamente attivo giocato dagli stati africani nei rapporti con l'Europa e nella stessa tratta degli schiavi, dall'altro la diffusa e forte influenza che nel Nuovo Mondo gli africani ebbero dal punto di vista sociale e culturale. La lettura di Thornton contesta dunque la visione tradizionale di un'Africa puramente passiva, vittima dell'iniziativa europea.
Jean Ziegler, L'odio per l'Occidente, Tropea 2010
Jean Ziegler fa parlare i numeri, le storie e le persone: il suo non è quasi mai un discorso ideologico
A ogni latitudine, nelle vesti istituzionali di relatore dell'Onu, Jean Ziegler registra puntualmente un'ostilità di principio nei confronti dell'Occidente, che i popoli del Sud del mondo manifestano, anche attraverso i loro rappresentanti internazionali, in una contrapposizione che rende quasi impossibile l'adozione di misure urgenti in favore delle persone più indifese. Allo stato attuale, localizzare le radici dell'odio che il Sud proietta, ormai in modo indistinto, sull'Occidente, e riflettere sui modi utili a estirparle, è diventata una questione di vita o di morte per milioni di uomini, donne e bambini di tutto il pianeta. Come costringere il nuovo ordine del capitalismo mondiale a porre fine a un dominio che ancora oggi si rivela mortale in molte parti del globo? Come vincolare l'Occidente alle sue responsabilità? Come fare perché nell'emisfero Sud l'orizzonte dello stato di diritto non sia ogni giorno messo sotto scacco dalle ingiustizie che pure sono perpetrate in suo nome? In questo stato di cose potrà mai il dialogo ritornare a governare le relazioni tra gli stati e tra le genti? Arricchite dalle esperienze sul campo, dalla Nigeria alla Bolivia, dentro le grandi conferenze internazionali come nei villaggi più poveri del pianeta, le risposte di Ziegler, precise e documentate, prendono la forma di un percorso in prima persona e si offrono in un racconto emozionante che vibra, pagina dopo pagina, dell'impegno sincero e appassionato di questo diplomatico "inedito".
L'autore: Jean Ziegler, è nato a Thun, in Svizzera, nel 1934. Sociologo e politico, è autore di numerosi saggi sui temi della povertà e le implicazioni deleterie dei sistemi finanziari internazionali. È docente di sociologia all’Università di Ginevra e alla Sorbona di Parigi. È stato consigliere comunale socialista a Ginevra e poi parlamentare presso il Parlamento federale elvetico. Relatore speciale dell’Onu per il diritto all’alimentazione, è oggi vicepresidente del Comitato consultivo del Consiglio dei diritti dell’uomo, e ha ricevuto con L’odio per l’Occidente il Premio letterario per i diritti umani. Oltre che per le cariche internazionali, è noto in Italia per essere l’autore, tra l’altro, di La fame nel mondo spiegata a mio figlio (Tropea, 2002), La Svizzera lava più bianco (Mondadori, 1990) e di Svizzera: l’oro e i morti (Mondadori, 1997).
Titolo: L'odio per l'Occidente
Autore: Jean Ziegler
Editore: Tropea (collana Saggi)
Anno: 2010, pag. 263
ISBN: 9788855801058
J.M. Coetzee, Lavori di scavo. Saggi sulla letteratura 2000-2005, Einaudi 2010
J.M. Coetzee «indaga» sul lavoro
di colleghi scrittori, senza rinunciare a zampate d’autore
"Lavori di scavo" offre al lettore l'occasione di introdursi nel "laboratorio critico" del premio Nobel J. M. Coetzee: in una ventina di saggi, da Svevo a Musil, da Beckett a Sebald, da Grass a Philip Roth, alcuni dei più grandi autori del Ventesimo secolo vengono analizzati, e giudicati, da un loro pari. Sono lavori allo stesso tempo accessibili e illuminanti, in cui lo studioso Coetzee insegna letteratura all'università e collabora con numerose riviste, tra cui la "New York Review of Books - e il romanziere si alleano per portare alla luce gli aspetti più profondi della creazione letteraria. Non solo: raccogliendo le recensioni e gli articoli scritti da Coetzee tra il 2000 e il 2005, "Lavori di scavo" testimonia l'umiltà con cui l'autore sudafricano si avvicina di volta in volta alle opere dei colleghi del presente e del passato. Ma è soprattutto al servizio del lettore che Coetzee mette la sua erudizione cosmopolita e la sua sensibilità di scrittore: sono pagine che rifuggono qualsiasi condizionamento, capaci di trasmettere la passione per la lettura e la tensione morale che le sostiene. Osservando in controluce questi profili critici, il lettore più avvertito non potrà fare a meno di cogliere i temi ricorrenti che da sempre caratterizzano la narrativa di Coetzee: il rapporto tra l'artista e il suo tempo, la responsabilità etica di chi "prende la parola" attraverso un libro, l'appartenenza a una comunità, l'esilio, il linguaggio come fardello e costante agóne.
L'autore: J.M. Coetzee Il più importante scrittore sudafricano, premio Nobel per la letteratura 2003. Sin dalla sua prima opera, Terre al crepuscolo, Einaudi - due racconti lunghi rispettivamente ambientati nel Sudafrica all’origine della colonizzazione e nel Vietnam degli anni Settanta- attraverso un ampio numero di opere di narrativa, Coetzee ha dato voce alla arroganza del potere politico, là dove ad esso si unisca la violenza delle armi e del pregiudizio razziale, raccontando in filigrana un Sudafrica alla ricerca della sua identità. Aspettando i barbari, Foe, La vita e il tempo di Michael K., tutti apparsi in italiano presso Einaudi.
Titolo: Lavori di scavo. Saggi sulla letteratura 2000-2005
Autore: J.M. Coetzee
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno: 2010, pag. 310
ISBN: 9788806199234
J. Ki-Zerbo, D.T. Niane, GENERAL HISTORY OF AFRICA vol. IV: Africa from the Twelfth to the Sixteenth Century, Edizioni James Currey Ltd; Abridged edition - UNESCO 1997
This period constitutes a crucial phase in the continent’s history in which Africa developed its own culture and written records became more common.
The period covered by this volume has several major themes: the triumph of Islam; the extension of trading relations; cultural exchanges and human contacts; and the development of kingdoms and empires.
Titolo: GENERAL HISTORY OF AFRICA IV: Africa from the Twelfth to the Sixteenth Century
Autore: J. Ki-Zerbo; D.T. Niane
Editore: James Currey Ltd; Abridged edition -UNESCO
Anno: 1997, 320 pag.
ISBN: 9789231024962
J .F. Ade Ajayi, General History of Africa, Vol. VI: Africa in the Nineteenth Century Until the 1880s, Edizioni James Currey; Abridged Edition – UNESCO 1997
This sixth volume of the acclaimed series covers the period from the beginning of the nineteenth century to the onset of the European “scramble” for colonial territory in the 1880s.
In spite of a growing European commercial, religious, and political presence during the first three quarters of the century, outside influences were felt indirectly by most African societies, and they made a number of culturally distinctive attempts to modernize, expand, and develop. These are detailed in four thematic chapters, twenty-three chapters detailing developments in specific areas, and two concluding chapters tracing the African diaspora and assessing the state of the Continent's political, economic, and cultural development on the eve of the European conquest.
Titolo: GENERAL HISTORY OF AFRICA VI: Africa in the Nineteenth Century Until the 1880s
Autore: J .F. Ade Ajayi
Editore: James Currey Ltd; Abridged edition - UNESCO
Anno: 1997, 384 pag.
ISBN: 9789231024986
I. Hrbek, General History of Africa, Vol.III: Africa from the Seventh to the Eleventh Century, Edizioni James Currey; Abridged Edition – UNESCO 1992
Volume 3 documents the increasing influence of Islam and its dissemination and interaction with traditional African culture in northern and western regions.
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The essays place Africa in the context of world history at the opening of the seventh century and examine the impact of Islamic penetration, expansion of the Bantu-speaking peoples, and the growth of civilizations in West Africa.
Titolo: GENERAL HISTORY OF AFRICA III: Africa from the Seventh to the Eleventh Century
Autore I. Hrbek
Editore: James Currey Ltd; Abridged edition -UNESCO
Anno: 1992, 416 pag.
ISBN: 9789231024957
Henri Wesseling, La spartizione dell'Africa 1880-1914, Corbaccio 2001
La conquista del continente africano fino al 1880 era toccato solo marginalmente dalla presenza europea, dopo di allora venne interamente spartito, con le armi e con la diplomazia, fra sette potenze europee.
Per comprendere l’Africa d’oggi, non si può prescindere dagli avvenimenti della grande spartizione e dalle frontiere che le potenze europee tracciarono in quegli anni.
Henri Wesseling dedica una straordinaria galleria di ritratti, inserita in un'opera storiografica completa e documentatissima, sempre rigorosamente incentrata sugli uomini e sulle loro motivazioni.
Titolo: La spartizione dell'Africa 1880-1914
Autore:Henri Wesseling
Editore: Bruno Corbaccio
Anno di pubblicazione: 2001 Pag. 587
Isbn: 9788879723800




