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Natale da GRIOT!

Da sabato 7 dicembre torna il mercatino natalizio di GRIOT! 

Tutti i weekend fino a Natale, dalle 12 alle 18, la libreria si riempirà dei prodotti tessili etiopici realizzati dalla cooperativa Wubetu: sciarpe, borse, portafogli, braccialetti, camicie, tovaglie, copriletto, gabi, cinture ricamate.

E poi melafa mauritani, ceste marocchine, sgabelli della falegnameria sociale K_Alma, stuoie, vassoi, cestini colorati, pagne tissé dal Senegal, collane, bracciali, orecchini, wax, gonne, shopper e borsellini dal Ghana.

A farvi compagnia mentre curiosate tra oggetti e libri alla ricerca del regalo perfetto ci sarà il consueto bicchiere di tè fumante, vi aspettiamo!

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Presentazione di “Storia della schiavitù in Africa” di Paul E. Lovejoy (a cura di M. Pavanello, Bompiani 2019)

Mercoledì 8 maggio alle 18 GRIOT ospita la presentazione del libro “Storia della schiavitù in Africa” di Paul. E. Lovejoy, a cura di Mariano Pavanello.
A dialogare con il curatore ci sarà l’antropologo Stefano Maltese.

“Un tempo dominava il pregiudizio dell’Africa continente senza storia. La conoscenza etnografica e storiografica, di cui il libro di Lovejoy è una preziosa e fondamentale testimonianza, ha fatto giustizia di questa idea insieme ingenua e arrogante”, afferma Mariano Pavanello nell’introduzione a questo testo divenuto un classico per gli studi di settore. Paul E. Lovejoy conduce il lettore dalle origini delle tratte della schiavitù in Africa nel XV secolo fino alle sue ultime forme globali nel XX secolo, all’epoca della decolonizzazione. Il libro segue le trasformazioni di un fenomeno strettamente legato alle forme di produzione, correggendo interpretazioni storiografiche fuorvianti come quella secondo cui l’Africa avrebbe passivamente subito la tragedia della tratta schiavista, o l’altra per cui i flussi di schiavi verso l’Europa e l’America avrebbero facilitato l’integrazione nelle comunità di arrivo. In questa edizione originale il pubblico italiano troverà per la prima volta tutto il materiale statistico sulla demografia del commercio degli schiavi, i risultati di ricerche recenti e una bibliografia aggiornata.

Paul E. Lovejoy è uno storico canadese specializzato in Storia dell’Africa e della diaspora delle popolazioni africane. È Distinguished Research Professor presso il Dipartimento di Storia dell’Università di York, Toronto.

Mariano Pavanello è un antropologo africanista. Ha insegnato a lungo all’Università di Pisa e all’Università di Roma La Sapienza, dove è stato direttore del Dipartimento di Storia Culture Religioni.

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Presentazione di “All’ombra dell’albero delle salsicce” di Gianni Bauce (2019, Edizioni Polaris)

Domenica 10 febbraio alle 18,00 parliamo di animali, Africa e conservazione con Gianni Bauce, autore del libro “All’ombra dell’albero delle salsicce” (Edizioni Polaris 2019). 

La conservazione del patrimonio ambientale è la sfida di questo millennio e lo è più che mai in Africa. In un paese poco conosciuto come lo Zimbabwe, nonostante le avversità, uomini e donne dal coraggio e dalla determinazione indomabili hanno compiuto veri e propri miracoli per assicurare continuità e futuro alla fauna del paese.

In “All’ombra dell’albero delle salsicce”, Gianni Bauce narra la storia di queste imprese e degli uomini che le hanno compiute, volgendo anche uno sguardo verso tematiche complesse e controverse, come la caccia ai trofei, raccontate al di là dei luoghi comuni da chi, come l’autore, vive quotidianamente la realtà della conservazione della natura in Africa.

La presentazione si articola alternando interventi dell’autore a proiezione di filmati e immagini.

Gianni Bauce è una guida professionista di safari naturalistici di origine Italiana, ma residente in Zimbabwe da molti anni, dove lavora con la sua organizzazione turistica (www.african-path.com) promuovendo il turismo sostenibile nella regione attraverso safari fotografici personalizzati. Appassionato di fotografia, ha pubblicato numerosi libri sull’Africa, tra i quali “Botswana-Zimbabwe, l’ultima frontiera dell’Africa selvaggia”, “Mozambico, un nuovo antico paese”, “Sozinho, viaggio in Mozambico” e “Kilimanjaro, prima che le nevi si sciolgano” (tutti pubblicati da Polaris Editore). Ha partecipato a numerosi documentari e trasmissioni televisive, tra le quali “Timbuctù” e “Alle Falde del Kilimajaro” di RAI 3 e “Il Mondo Insieme” di TV2000.

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Il mercatino di Natale di GRIOT!

Da domenica 2 dicembre, ogni weekend dalle 12 alle 20, GRIOT vi invita a visitare il nostro tradizionale mercatino di Natale

Ci saranno tanti nuovi oggetti appena arrivati dall’Africa Occidentale: veli, stoffe, stuoie e ceste colorate, vassoi di latta, sgabelli, pupazzi in wax per bambini, gioielli, saponi e prodotti per il corpo realizzati in Mauritania e Burkina Faso e tanto tanto altro…
Sarà l’occasione per sostenere le attività della libreria, curiosare tra i nostri libri e scambiarci gli auguri!
Chi verrà a trovarci potrà ristorarsi con una bella tazza di tè o bissap…che aspettate?
Ci vediamo da GRIOT da domenica 2 dicembre!

 

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Presentazione del progetto fotografico “Shadows of Kurdistan” di Murat Yazar

Domenica 28 ottobre alle 18 GRIOT ospiterà il fotografo Murat Yazar, che presenterà  il suo progetto “Shadows of Kurdistan”
La traduzione sarà a cura di Marco Frongia

Tutti – afferma il fotografo Murat Yazar –  siamo nati in un posto che chiamiamo “la nostra terra”. La natura che ci circonda e le caratteristiche di quel luogo danno forma alla nostra esistenza. Con il tempo, diamo nomi e significati speciali a questi luoghi, nomi e significati che vengono dalla nostra storia e che fanno parte della nostra cultura.
Io sono nato e cresciuto in un villaggio presso la citta’ di Urfa. Sono cresciuto parlando curdo ma a scuola era proibito parlare la mia lingua, la lingua della mia gente, e quindi improvvisamente ho dovuto imparare il turco per poter proseguire i miei studi.
Nonostante le restrizioni linguistiche ho trovato il modo di continuare ad apprezzare la cultura ed esplorare la regione curda. In Turchia noi curdi siamo fantasmi, non esistiamo. Noi curdi viviamo in una regione ma non abbiamo la possibilità di spiegare la nostra cultura nella nostra lingua. Viviamo nella nostra terra come ombre. 

È con questa consapevolezza che Yazar, una volta conclusi gli studi, ha iniziato a fotografare i paesaggi del Kurdistan per cogliere con le immagini la cultura e la vita quotidiana della sua gente. Le foto che mostrerà al pubblico della libreria rappresentano la prima tappa di un progetto più ampio, che si pone come obiettivo di non limitarsi al Kurdistan turco, ma di proseguire, con lo stesso sguardo e con la stessa sensibilità, in tutte e quattro le regioni popolate dai curdi.

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Contaminazioni da GRIOT – Kora, sax, arpa celtica e percussioni: Madya Diebate incontra Giulio Caré e Pietro Petrosini

Domenica 14 ottobre alle 19,00 GRIOT ospita una serata di contaminazioni musicali animata da Madya Diebate, Giulio Caré e Pietro Petrosini

Madya Diebate con la sua kora, arpa tradizionale mandinka a 21 corde, libera una musica straordinaria in cui le cascate senza fine di note che si rincorrono l’un l’altra, i motivi ricorsivi e le infinite variazioni ritmiche e armoniche sui semplici temi di base trasmettono pace, freschezza e spiritualità ed elevano l’ascoltatore ad uno stato di virtuosismo meditativo.

 

 

Giulio Carè al sax e arpa celtica. Musicista per passione, Giulio suona strumenti diversi (pianoforte, saxofono, arpa celtica) ed in vari generi (pop, rock, fusion, new age): un amante della sperimentazione, pronto a tutto, pur di emozionarsi ed emozionare.

 

 

 

Pietro Petrosini, percussionista strappato alla legge. Avvocato di professione, suona percussioni provenienti dall’Africa e dal sud America. Alla ricerca di una musicalità comune e della versatilità, ha spaziato in vari generi, dall’etno, al rock fino al jazz.

Vi aspettiamo domenica 14 ottobre alle 19,00 con Madya, Giulio e Pietro per una serata di note scatenate!

 

 

L’ingresso è riservato ai soci (tessera eventi 5€) – Contributo libero per musicisti e aperitivo

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Presentazione di “Lascia il segno. Il piacere di scrivere a mano per sé e per gli altri”, di Monica Dengo (Terre di Mezzo)

Venerdì 6 luglio, alle 18,30, l’artista Monica Dengo presenterà il suo ultimo libro “Lascia il segno. Il piacere di scrivere a mano per sé e per gli altri”, Terre di Mezzo 2017. 

Con questo manuale – un po’ guida illustrata, un po’ taccuino – possiamo scoprire qual è il potenziale creativo della scrittura a mano; quale relazione corre fra gesto, ritmo e corpo; come si libera l’espressività del segno. Si parte dalle forme dell’italico, il primo corsivo moderno, e poi ci si spinge ai limiti della leggibilità e anche oltre, per rompere tutte le regole e inventarne di nuove. Il foglio bianco diventa un territorio nuovo, tutto da esplorare.

Monica Dengo. Artista, designer, calligrafa, ha vissuto, studiato e insegnato a San Francisco dal 1993 al 2003. Oggi vive e lavora tra la Toscana e il Veneto, dove collabora con la Fondazione dei Musei Civici Veneziani e con il CIAC, Centro Internazionale Arti Calligrafiche per cui tiene un corso annuale di calligrafia a Venezia in tre livelli. E continua a viaggiare all’estero, per lavoro e per divertimento.

Monicadengo.com è il suo sito per la ricerca artistica e scritturacorsiva.it quello per l’innovazione didattica.

 

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“Il piacere delle api” – GRIOT ospita l’entomologo Paolo Fontana

Domenica 13 maggio dalle 15,00 alle 17,00 GRIOT ospita la presentazione de “Il piacere delle api” di Paolo Fontana (2018, WBA Project). Dialoga con l’autore la giornalista Patrizia Feletig.

Da GRIOT c’è chi  coltiva una nuova e inattesa passione… il meraviglioso mondo dell’apicoltura. Una passione che vogliamo condividere con voi, guidati da un ospite d’eccezione, l’entomologo Paolo Fontana, che, affiancato da Rossella Panarese, ci parlerà di queste creature affascinanti e così indispensabili all’armonia della natura.

IL PIACERE DELLE API

Un’opera assolutamente innovativa, potremmo dire rivoluzionaria, nel variegato mondo degli scritti dedicati alle api e all’apicoltura. L’Autore, naturalista di fama internazionale, dichiara il suo amore per la Natura, in tutte le sue manifestazioni e, in particolare, per le eccezionali comunità delle api. Questo suo sentimento è espresso con doti e strumenti che sa maneggiare con abilità: l’ironia e la penna. La rigorosità scientifica viene alleviata da continui riferimenti alla vita quotidiana, ma anche alla storia antica e ai primordi della scienza e della cultura umana. Un libro che non parla solamente di evoluzione, morfologia, biologia ed etologia dell’ape mellifera in modo accattivante e mai banale, ma si sviluppa in una trattazione originalissima della storia del rapporto tra Uomo e Api. Da qui, poi, Fontana esamina le nuove frontiere della moderna apicoltura, sempre più coinvolta nei problemi globali della crisi ambientale che sta intaccando la sostenibilità dei sistemi naturali.

PAOLO FONTANA

Ph.D. Paolo Fontana si dedica allo studio ed alla ricerca nel campo dell’entomologia e dell’acarologia dal 1986 e durante gli ultimi 28 anni è coinvolto in molti campi di ricerca sia nell’ambito dell’entomologia applicata che in ambiti più naturalistici e relativi allo studio dell’ecologia, dell’etologia e della conservazione. Dal 2009 principale ambito di ricerca è quello relativo alle api ed all’apicoltura.

Il naturalista ha al suo attivo 200 pubblicazioni prevalentemente in riviste scientifiche ma anche di ambito didattico.

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Vecchi e nuovi razzismi. Il caso italiano: incontri a cura di Mauro Valeri

Vecchi e nuovi razzismi. Il caso italiano

Una serie di incontri a cura di Mauro Valeri

Sabato 17 marzo  2018, secondo incontro (un sabato al mese), dalle 16.00 alle 18.00

Gli ultimi anni hanno fatto registrare un preoccupante risorgere del razzismo, o meglio dei razzismi. Infatti, accanto al razzismo tradizionale, di stampo ottocentesco, che, nonostante non abbia più basi scientifiche, ha ancora un notevole peso soprattutto nel senso comune, si stanno imponendo nuove forme di razzismo, che pongono l’accento non più sul concetto di razza, ma su quello di cultura (il razzismo differenzialista), sulla cittadinanza (xenorazzismo), sul tema specifico del colore della pelle (suprematismo bianco, afrofobia, ecc.). Allo stesso tempo, anche il web è diventato un veicolo particolarmente efficace per la diffusione di quelli che sono chiamati “discorsi d’odio” (hate speech) che spesso possono trasformarsi, nella realtà, in crimini d’odio (hate crime) a matrice razziale. A questa capacità di metamorfosi del razzismo, l’antirazzismo ha mostrato una notevole difficoltà ad opporsi, soprattutto a mettere in campo concetti e pratiche efficaci.

Si tratterà di una serie di incontri mensili di due ore l’uno, durante i quali saranno presi in esame cinque diversi periodi storici (1861-1921; 1922-1944; 1945-1970; 1971-1990; 1990-2017), allo scopo di far emergere le fratture e le continuità tra passato e presente. In ogni periodo storico, l’attenzione verrà posta sia alle teorie e alle prassi razziste presenti in Europa e in altri paesi significativi (Stati Uniti, Sud Africa, ecc.), sia alle teorie e alle prassi antirazziste adottate. Una riflessione particolare verrà assegnata al caso italiano, dove, oltre alle teorie e alle prassi razziste e antirazziste, saranno analizzate le “relazioni razziali” presenti in Italia, soprattutto prendendo come punto di riferimento le vicende dei black italians, le cui testimonianze dirette permettono di avere un quadro più concreto della realtà.

Scopo degli incontri è quindi quello di fornire una conoscenza più approfondita, sia in termini storici che teorici e pratici, su un tema quale quello del razzismo, che specie nel caso italiano, rimane troppo spesso legato a vecchie e scarsamente efficaci chiavi di lettura, o addirittura relegato ad un periodo storico molto limitato. L’obiettivo è pertanto quello di riuscire ad avere la capacità di comprendere quanto sta avvenendo e individuare strategie antirazziste efficaci.

Durante il percorso, verrà anche proposta una bibliografia e una filmografia di riferimento.

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Mauro Valeri, sociologo e psicoterapeuta da anni è impegnato nella ricerca e nel monitoraggio dei fenomeni del razzismo e della xenofobia.

Bibliografia dell’autore:

·      A testa alta verso l’oriente eterno. Liberi muratori nella resistenza romana – 2017

·      Generale nero. Domenico Mondelli: bersagliere, aviatore e ardito – 2016

·      Campioni d’Italia? Le seconde generazioni e lo sport 2014

·      Stare ai giochi. Olimpiadi tra discriminazioni e inclusioni 2012

·      Mario Balotelli vincitore nel pallone – 2014

·      Negro, ebreo, comunista. Alessandro Sinigaglia, venti anni in lotta contro il  fascismo – 2010

·      Che razza di tifo. Dieci anni di razzismo nel calcio italiano – 2010

·      Nero di Roma. Storia di Leone Jacovacci, l’invincibile mulatto italico – 2008

·      Black Italians. Atleti neri in maglia azzurra 2006

·      La razza in campo. Per una storia della rivoluzione nera nel calcio -2005

Contributo: €20 ad incontro (è necessaria l’adesione annuale all’Associazione Officina GRIOT 20,00€)

Per iscrizioni e informazioni: [email protected] 

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“Joyful Circle Songs” con Roberta Kirn – laboratorio di improvvisazione polifonica

Domenica 11 marzo dalle 16,00 alle 18,00 l’artista Roberta Kirn torna da GRIOT per guidarci nuovamente in una travolgente “Circle Songs”!

Ideate dal cantante Bobby Mc Ferrin, uno dei principali ispiratori dell’artista Roberta Kirn, le “Circle Songs” rappresentano una forma di improvvisazione di canto corale che, utilizzando qualsiasi tipo di suono prodotto con le voci, conduce spontaneamente alla nascita di brani a cappella.

Roberta Kirn, educatrice musicale, musicista e danzatrice, ci guiderà in un’esperienza travolgente di improvvisazioni ritmico vocali, botta e risposta, ritmi globali, melodie, armonie, impennate lussureggianti, strani rumori, linguaggi inventati, silenzio, preghiera e risate!

Le “Circle Songs” sono prima di tutto un grande divertimento, ma sono anche strumenti meravigliosi che ci aiutano a sviluppare competenze essenziali nel canto d’ensemble: l’ascolto profondo, il grounding nel proprio corpo, il modo di collegarsi al ritmo proprio ed altrui, rafforzando la capacità di ancorarci al nostro ruolo restando in armonia con gli altri elementi. Dall’incastro di tutte le voci, lo sviluppo armonico crea una vera e propria “canzone”.

“This expression from Zimbabwe is one of my most favorite because it is my deeply held belief that singing, drumming and moving with others is not only fun, but profoundly healing “ Roberta Kirn (http://www.bewellsing.com/about)

Laboratorio aperto a tutti, sono benvenuti i bambini!

Quota di partecipazione 15€, tessera associativa eventi GRIOT inclusa.

Prenotazione obbligatoria scrivendo a [email protected] entro il 5 marzo

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“Fuori rotta”: raccontare i viaggi insoliti. Laboratorio di scrittura e video-fotografia per dilettanti e non solo

Libreria GRIOT, in collaborazione con la Scuola del Viaggio

“Fuori rotta”: raccontare i viaggi insoliti. Sabato 21 e domenica 22 aprile

Sempre più spesso cerchiamo viaggi emozionanti per le persone che incontriamo, per le situazioni che possiamo vivere, per la totale diversità rispetto alla nostra routine quotidiana. Sempre più spesso cerchiamo dei viaggi fuori rotta, lontano dalle mete classiche. Ma questo implica il confronto con l’altro, con il diverso, con schemi e situazioni che molte volte non riusciamo a comprendere. E allora, come possiamo raccontarli?

Vi proponiamo due giorni per mettersi alla prova nella narrazione di viaggi insoliti, sotto la guida del regista Andrea Canepari e del giornalista e scrittore Guido Bosticco (docenti della Scuola del Viaggio). Andremo in Africa, in Medio Oriente e in Asia, in situazioni estreme o nel mezzo di eventi curiosi e insoliti, per imparare a trovare sempre la chiave giusta per raccontare le nostre esperienze, nel rispetto della diversità e insieme con la necessaria forza narrativa e coinvolgente.

Oggi scrittura e immagini vanno di pari passo, sui social network, sui blog e nei prodotti professionali, perciò abbiamo pensato un laboratorio aperto a tutti: aspiranti scrittori, fotografi e videomaker, ma anche a chi già lavora in questi settori e vorrebbe confrontarsi con nuovi punti di vista.

PROGRAMMA

Sabato 21 aprile – h 10.00-13.00

  • Ogni luogo è diverso da un altro: capire le nostre reazioni.
  • Che cosa fa di un luogo un luogo “speciale”.
  • Africa, Medio Oriente, Estremo Oriente, viaggi stanziali, viaggi on the road, viaggi “impegnati”… diversi modi di raccontare, diverse chiavi di lettura.
  • Esercitazione in aula: testo e immagini in equilibrio.

Sabato 21 aprile – h 14.00-18.00

  • Elementi base sulle tecniche di scrittura di viaggio, fotografia e video.
  • Partire con un’idea, tornare con un progetto.
  • L’incontro come fulcro del racconto.
  • Come raccogliere dati in viaggio, come strutturare il racconto, il reportage o il documentario (descrizioni, ambienti, personaggi, trama).
  • A caccia di storie. Esercitazione per le vie di Trastevere per tornare con un’idea di racconto con la sola scrittura, attraverso il video o con la scrittura e la fotografia.

Domenica 22 aprile – h 9.00-13.00

  • Rifinitura dei progetti, lettura collettiva, analisi e commento, suggerimenti per realizzare, completare o perfezionare il lavoro o l’idea di progetto.

Docenti: Andrea Canepari e Guido Bosticco

Quando:
Sabato 21 aprile 10.00-13.00 + 14.00-18.00
Domenica 22 aprile 9.00-13.00

Dove:
Libreria GRIOT – via di Santa Cecilia 1A 00153 Roma (Trastevere)

Quanto:
Costo €130 (più, per chi non è già socio, 20€ di tessera associativa annuale GRIOT. La tessera dà diritto al 10% di sconto sull’acquisto di libri).
Per l’iscrizione è richiesto un acconto di 50€* da versare entro l’11 aprile 2018.

Il corso è a numero chiuso (max 20 partecipanti) e viene attivato al raggiungimento di 10 iscritti.

Informazioni e iscrizioni:
[email protected]

* in caso di mancata frequenza per motivi non imputabili a Officina GRIOT non è prevista la restituzione della quota di acconto/iscrizione. La quota verrà invece interamente restituita nel caso di annullamento del laboratorio per il non raggiungimento del numero minimo di iscrizioni.

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Incontro “Avere la pelle nera in Italia oggi: domande sull’identità”

Sabato 20 gennaio alle 18 GRIOT ospita un un incontro intitolato “Avere la pelle nera in Italia oggi: domande sull’identità”


L’incontro avrà la forma di un dibattito a più voci aperto a tutti/e. Tra i partecipanti vi saranno Federica De Matthias (italo-burkinabè, sociologa, operatrice sindacale e promotrice dell’evento),  Rahel Sereke (italo-eritrea, urbanista, videomaker e socia fondatrice di Cambio Passo ONLUS), Martina  (italo – keniota, donna e madre)

Che cos’è l’identità? Secondo il vocabolario Treccani, il termine indica tra le altre cose: “L’essere identico, perfetta uguaglianza”, “l’essere tutt’uno, di persona o cosa”, “l’essere quello e non un altro”. Io sono io perché appartengo a me stesso/a. In termini sociologici, l’identità è legata al background socio-culturale e al territorio di appartenenza.

Ma cosa comporta in una società come la nostra, variamente definita come “multietnica”, “discontinua”, “liquida”, definire la propria identità?

La scelta di definirsi in termini netti ed univoci può essere per chi non è “del tutto” italiano/a, o per chi in effetti lo è ma non è percepito/a e riconosciuto/a come tale (perché non è bianco/a o non ha gli stessi diritti) può rappresentare un modo per rivendicare la propria appartenenza ad un gruppo collettivo, ottenere un riconoscimento, essere in qualche modo tutelati e difesi, e allo stesso tempo opporsi al rischio di una crisi identitaria.

Oggi si usano termini come ragazzi di seconda generazione, afro-italiani, italo-africani, misti, mulatti…ma se dovessimo chiedere ad un qualsiasi ragazzo nero incontrato per strada di definirsi, riceveremmo risposte differenti : “io sono italiano e non conosco la mia cultura d’origine; io sono afro-italiano, perché i miei genitori sono di origine africana o sono nato in un paese africano ma cresciuto in Italia; io sono nero e basta; io sono figlio di seconda generazione perché nato da due genitori stranieri o da una coppia mista; io sono figlio adottato ma sento di appartenere  alla cultura del mio paese di provenienza”…

Lo scopo dell’incontro non è quello di trovare un unico termine per rappresentare le varie sfaccettature di una identità personale ma quello di porsi delle domande e dar voce alla pluralità degli attori sociali coinvolti.

Che cos’è davvero l’identità? Essere definito/a e categorizzato/a a chi giova? Chi ha il potere di definire l’identità dell’altro/a? Si può essere più cose, avere più identità? Il background culturale del paese di origine dei miei genitori può essere tramandato vivendo in Italia? Oppure posso conoscere la mia cultura di origine, apprezzarla e con il tempo far sì che diventi parte di me stesso/a?

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RACCONTARE IL VIAGGIO – una serata interattiva con Guido Bosticco (Scuola del Viaggio)

 

Venerdì 19 gennaio alle 18,30 Guido Bosticco e Vince Cammarata presenteranno il volume “Raccontare il Viaggio” – 30 lezioni dalla scrittura all’immagine – scritto in collaborazione con Andrea Bocconi e pubblicato dal Touring Club Italiano

Perché raccontare un viaggio?

Per dare un senso a ciò che abbiamo visto, riviverlo a distanza, trovare ispirazione per nuove avventure. E soprattutto per il piacere di condividerlo con altri, su riviste, giornali, blog o social network.

Il ritorno da un viaggio fa parte del viaggio stesso. È una dimensione quasi sospesa, dove trasformazione e adattamento si devono confrontare con la quotidianità ritrovata, che non sarà più comunque la stessa. Ma per capire un viaggio forse è necessario raccontarlo, confrontarlo con gli altri per farlo proprio. A questo e a molto altro è dedicata la serata che ha per titolo proprio “Raccontare il viaggio” e come oggetto il libro che prova a spiegare come si può raccontare un viaggio in trenta lezioni “dalla scrittura all’immagine”. Alla serata sarà più che necessario portare con sé carta e penna: impossibile non venire “disturbati”! Guido e Vince vi aspettano …

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Cena etiope!

Domenica 17 dicembre dalle ore 20, Aster, l’insegnante di lingua amarica di GRIOT, offrirà succulenti piatti della cucina etiope per una cena vegetariana alla quale siete tutti invitati. Sarà un’occasione per salutarsi prima delle feste natalizie!

Il menu della serata sarà composto da shiro a base di legumi, misirna ater wot a base di lenticchie e ceci, atikilt wot a base di verdure e insalata. Il tutto sarà accompagnato dall’injera e da bevande.

Costo della cena, quale sostegno all’Associazione Culturale Panafrica e alle attività di GRIOT: 15€.
Prenotazione richiesta entro giovedì 14 novembre: [email protected]

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Presentazione del libro “Discordia concors” di Sebastian Schwibach (Stamen)

Venerdì 24 novembre alle 18,30 GRIOT presenta il libro “Discordia concors. La «perennis philosophia» tra crisi del mondo moderno e Rinascenza” di Sebastian Schwibach

A discutere del libro assieme all’autore ci saranno il professor Luciano Albanese ed Emanuele Dattilo

Una articolata, e filologicamente accorta, ricostruzione dell’affascinante sviluppo concettuale di una delle più complesse tradizioni filosofico-teologiche occidentali, che va dal Neoplatonismo alla Rinascenza sino ai mistici moderni: l’idea di “filosofia perenne”.

«È caratteristico dell’idea di filosofia perenne il non fermarsi alla scissione tra teologia e filosofia, magari con la pretesa di fare dell’una l’arbitro della validità dell’altra, ma di considerarle come due manifestazioni della verità così intrinsecamente legate da far sì che i loro relativi linguaggi si intreccino costantemente. il discorso filosofico è discorso teologico, in quanto si occupa dell’essere supremo e fornisce una via per la sua contemplazione, così come il discorso teologico è eminentemente filosofico, in quanto si preoccupa di guidare, attraverso la razionalità, all’intuizione sovrarazionale dell’unica verità. Teologia e filosofia hanno la loro origine entrambe dall’intuizione mistica, di cui sono un riverbero, capace di guidare altri uomini verso tale intuizione. Che il linguaggio assuma dei connotati dal carattere più strettamente filosofico o maggiormente teologico non è, dunque, indice del mutamento del significato di fondo, quanto piuttosto dell’adeguamento dei significanti alla cultura e alla vita di chi scrive. L’idea di una filosofia perenne afferma, dunque, che l’unica verità può essere espressa in molti modi, che ogni espressione, pur sempre parziale, coglie un aspetto dell’Assoluto indicibile e può guidare alla sua conoscenza».

Sebastian Schwibach dopo una laurea in scienze forestali e ambientali presso l’Università della Tuscia, ha intrapreso studi filosofici presso l’Università di Roma La Sapienza, dove ha conseguito il titolo triennale a seguito di una ricerca sulla origine mistica della sapienza greca.  Nel 2017, dopo aver studiato un anno a Jena, si è laureato con una tesi magistrale sulla crisi del mondo moderno e la filosofia perenne, di cui questo libro costituisce la rielaborazione.

Vi aspettiamo venerdì 24 novembre alle 18, 30 per la presentazione del libro “Discordia Concors” con Sebastian Scwibach, Luciano Albanese ed Emanuele Dattilo. L’incontro sarà seguito da un piccolo rinfresco offerto dall’autore.

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