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Presentazione di “Africa loro” di Franco La Cecla (2019, Milieu edizioni)

Giovedì 4 luglio alle 19, GRIOT presenta il libro di Franco La Cecla “Africa loro. Viaggio lungo un continente” (2019, Milieu edizioni). Insieme all’autore ci sarà il sinologo e cineasta Carlo Laurenti. 

L’Africa è il luogo per eccellenza della presunzione europea e in particolare italiana. Da “aiutiamoli a casa loro”, a “ricacciamoli a casa loro”, dal becerismo salviniano alla France-Afrique, al buonismo veltroniano, alla retorica degli aiuti, quello che prevale è la totale ignoranza di un mondo che non è solo un serbatoio di potenziali invasori o il luogo di residenza dei miserabili della terra. L’Africa è un continente vasto, moderno e antichissimo di cui continuiamo a ignorare abitanti e geografia facendo finta di sapere ma che non siamo mai andati a vedere di persona.
Una ricerca sulla sostenibilità alimentare in Kenya, Tanzania e Sudafrica vi ha spinto Franco La Cecla. In questo diario di campo, tramite l’amicizia con un personaggio singolare, l’autore racconta quello che capisce e che non capisce. Soprattutto si accorge che esiste una “Africa loro” che per un bianco europeo è problematico cogliere nella sua interezza. L’Africa è un luogo intenso e nuovissimo per il nostro sguardo così abituato ad accontentarsi di stereotipi.

Franco La Cecla è un antropologo, ha pubblicato molti libri e collabora stabilmente con la RepubblicaAvvenireIl Sole 24 ORE. Ha insegnato in numerose università italiane e straniere tra cui l’Università di Bologna, Palermo, Venezia, Berkley.

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“Che cosa leggo questa estate?” Le ultime novità della letteratura africana raccontate da GRIOT.

Domenica 30 giugno alle 18.30 GRIOT vi racconta le ultime uscite letterarie africane in lingua italiana e inglese per consigliarvi cosa leggere questa estate. 

Ancora non avete una lista dei libri da leggere questa estate? Volete qualcosa di nuovo oltre ai candidati al Premi Strega, ai bestseller internazionali e alle mode letterarie del momento? E’ dall’inverno che rimandate il momento di scegliere cosa leggere?

Negli ultimi mesi le case editrici italiane hanno pubblicato molti libri di autori africani e noi vogliamo consigliarveli e raccontarveli! Dai romanzi più tradizionali ai racconti horror, gli scrittori africani e le scrittrici africane stanno spopolando in tutto il mondo (e da GRIOT). Vi parleremo anche delle prossime uscite e delle novità in inglese. 

La scelta è ampia e per tutta la giornata del 30 giugno vi faremo anche uno sconto sui libri. 

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Presentazione di “Afrofobia” di Mauro Valeri (2019, Fefé editore)

Venerdì 14 giugno, alle 18.30 GRIOT presenta il saggio di Mauro Valeri “Afrofobia. Razzismi vecchi e nuovi” (Fefè editore). L’autore ne parlerà con l’editore Leonardo De Sanctis.  

Nei documenti ufficiali ONU e UE si fa sempre più uso del termine afrofobia per indicare “paura eccessiva” e avversione nei confronti di africani e afrodiscendenti. In realtà il razzismo moderno nei confronti dei neri ha origine molto antica e mutazioni recentissime. Il libro ricostruisce, attraverso un’analisi storica e sociologica, le metamorfosi del razzismo da quello schiavista a quello coloniale, da quello di Stato a quello democratico, da quello ribaltato a quello di guerra. Con particolare attenzione al razzismo italiano dal 1860 ad oggi. Nel 2018 Mauro Valeri ha tenuto presso GRIOT un corso di 10 lezioni dal titolo “Vecchi e nuovi razzismi. Il caso italiano” che ha accompagnato la stesura del saggio.

Mauro Valeri è Dottore in sociologia e psicoterapeuta, ha diretto l’Osservatorio nazionale sulla xenofobia dal 1992 al 1996, e dal 2005 è responsabile dell’Osservatorio su razzismo e antirazzismo nel calcio. Ha insegnato Sociologia delle Relazioni Etniche alla Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato diversi saggi sul tema del razzismo, tra cui: La razza in campo. Per una storia della rivoluzione nera nel calcio (Edup, 2005); Black Italians. Italiani neri in maglia azzurra (Palombi, 2007); Nero di Roma. Storia di Leone Jacovacci, l’invincibile mulatto italico (Palombi, 2008); Che razza di tifo. Dieci anni di razzismo nel calcio italiano (Donzelli, 2010); Stare ai Giochi. Olimpiadi tra discriminazioni e inclusioni (Odradek, 2012); Mario Balotelli. Vincitore nel pallone (Fazi, 2014); con Mohamed Abdalla Tailmoun e Isaac Tesfaye, Campioni d’Italia? Sport e seconde generazioni (Sinnos, 2014); Il generale nero. Domenico Mondelli: bersagliere, aviatore e ardito (Odradek, 2015).

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Presentazione di “La straordinaria storia di cinque uomini che vissero in Iraq” di Abdul Munim Altai (2018, Schena editore)

Giovedì 20 giugno alle 19 ospitiamo la presentazione del libro “La straordinaria storia di cinque uomini che vissero in Iraq” di Abdul Munim Altai. All’incontro partecipano Muna Altai, traduttrice del libro e figlia dell’autore e Marisa Paolucci, giornalista e scrittrice. Introduce Leila Karami (Università La Sapienza).

“Vi racconto la storia di cinque uomini che vissero in Iraq. Li accompagnerò nel loro cammino, dall’infanzia fino alla loro tragica fine. Un racconto suddiviso in due parti: la prima sul periodo che va dalla rivoluzione popolare irachena del 1920, con la quale si proclamò l’indipendenza dell’Iraq, fino alla seconda rivolta del partito Baath avvenuta nel 1968; la seconda parte comprende il periodo che va dall’avvento della dittatura di Saddam Hussein del 1968 alla fine della guerra del Golfo nel 1992.
Chi sono e cosa rappresentano questi uomini? Sono persone speciali o addirittura degli eroi? Non è semplice definire, in base ai confusi criteri del nostro tempo, un eroe. Anche se sono d’accordo con Brecht quando afferma: “Beato il popolo che non ha bisogno di eroi. Non voglio azzardare un giudizio in merito, specialmente quando i nostri personaggi sono completamente sconosciuti, senza che un monumento, una piazza o una semplice lapide ne rammenti la memoria, senza alcuna occasione che li commemori. Molti non hanno nemmeno una tomba che raccolga i loro miseri resti. Sono, però, rimasti nei cuori e nei ricordi di coloro che li hanno conosciuti, coronando la loro memoria con una gloriosa luce di stima e di rispetto.”

Abdul Munim Altai (Bassora 1926 – Faenza 2001), si è laureato in medicina all’Università degli Studi di Napoli Federico II, mentre insegnava arabo all’Università degli Studi L’Orientale. Per decenni è stato il medico dell’Ambasciata italiana a Baghdad e delle più importanti società italiane in Iraq. Ha pubblicato diversi articoli ed è stato autore di diverse pubblicazioni di medicina e di opere letterarie: “Lawrence, il famoso avventuriero inglese”, “L’avventura della corazzata Bismark”, “Evoluzione del tempo”, “Il vagabondo”, “Hiroshima mai più”, “Lawrence e il suo ruolo nella rivolta araba”, Un nuovo Dio per un nuovo uomo”.

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Presentazione de “L’Islam italiano” di Fabrizio Ciocca (2019, Meltemi).

Domenica 19 maggio alle 18.30 GRIOT presenta il saggio “L’Islam italiano. Un’indagine tra religione, identità e islamofobia” di Fabrizio Ciocca (2019, Meltemi editore). Insieme all’autore parteciperà Beatrice Tauro di Arabpress. 

L’Islam è la seconda religione in Italia on due milioni e mezzo di fedeli; oltre un milione di questi hanno la cittadinanza italiana perché nati o divenuti italiani per scelta. I musulmani sono quindi, nel nostro Paese, una presenza stabile eppure ancora molto frammentata e fraintesa. Il saggio di Fabrizio Ciocca attraverso i dati emersi da una ricerca su oltre 300 profili facebook e molte interviste presenta i bisogni e le problematiche della minoranza islamica italiana. “L’Islam italiano” è un’indagine puntuale, piena di dati utili per comprendere in quale modo le politiche dovrebbero affrontare il processo di “normalizzazione” dei rapporti tra lo Stato italiano e le varie comunità islamiche che vi abitano.

Fabrizio Ciocca, nato a Roma, si è laureato in Sociologia Politica a La Sapienza, ha conseguito un master in Sistemi Urbani Multietnici alla Link Campus University e frequentato diversi corsi di formazione su geopolitica, globalizzazione e diritti umani. Studioso dei fenomeni migratori, è autore di diversi articoli e saggi sulle comunità islamiche in Italia, tra cui La presenza musulmana in Italia: criticità e potenzialità (Tawasul Europe, febbraio 2018).

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Cena siriana con HummusTown

Domenica 23 giugno dalle 20 alle 22 GRIOT vi invita al nuovo appuntamento in sostegno di HummusTown: venite a mangiare con noi! 

Hummustown da due anni offre a rifugiati siriani l’opportunità di cucinare e distribuire cibo delizioso in tutta Roma. Grazie alla forza di volontà della sua fondatrice, Shaza Saker, da piccolo esperimento nato dalla frustrazione di vedere tanti siriani senza un lavoro e quindi senza prospettive, adesso è una realtà viva e in espansione. Sin dall’inizio dell’iniziativa HummusTown ha aiutato più di dieci rifugiati a diventare economicamente più indipendenti e, di riflesso, più integrati nella vita romana. Attualmente ci sono sei rifugiati che lavorano come parte della squadra.

L’obiettivo è aiutarli a raggiungere la massima indipendenza, essere in grado non solo di sopravvivere a Roma, ma di prosperare, crescere ed essere in grado di inviare denaro alle loro famiglie nel paese d’origine.

GRIOT vuole sostenere e aiutare il progetto di HummusTown e dei suoi cuochi inaugurando un appuntamento serale due volte al mese su prenotazione per mangiare in libreria falafel, mutabbal, shamandar e, ovviamente, hummus!

La cena è su prenotazione (entro il 21 giugno) e costa 15 euro, insieme alla cena vi offriremo acqua, tè  tisane, il vino invece è a parte!

Per prenotare scrivete a [email protected] o chiamate al 0658334116 

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Presentazione di “Storia della schiavitù in Africa” di Paul E. Lovejoy (a cura di M. Pavanello, Bompiani 2019)

Mercoledì 8 maggio alle 18 GRIOT ospita la presentazione del libro “Storia della schiavitù in Africa” di Paul. E. Lovejoy, a cura di Mariano Pavanello.
A dialogare con il curatore ci sarà l’antropologo Stefano Maltese.

“Un tempo dominava il pregiudizio dell’Africa continente senza storia. La conoscenza etnografica e storiografica, di cui il libro di Lovejoy è una preziosa e fondamentale testimonianza, ha fatto giustizia di questa idea insieme ingenua e arrogante”, afferma Mariano Pavanello nell’introduzione a questo testo divenuto un classico per gli studi di settore. Paul E. Lovejoy conduce il lettore dalle origini delle tratte della schiavitù in Africa nel XV secolo fino alle sue ultime forme globali nel XX secolo, all’epoca della decolonizzazione. Il libro segue le trasformazioni di un fenomeno strettamente legato alle forme di produzione, correggendo interpretazioni storiografiche fuorvianti come quella secondo cui l’Africa avrebbe passivamente subito la tragedia della tratta schiavista, o l’altra per cui i flussi di schiavi verso l’Europa e l’America avrebbero facilitato l’integrazione nelle comunità di arrivo. In questa edizione originale il pubblico italiano troverà per la prima volta tutto il materiale statistico sulla demografia del commercio degli schiavi, i risultati di ricerche recenti e una bibliografia aggiornata.

Paul E. Lovejoy è uno storico canadese specializzato in Storia dell’Africa e della diaspora delle popolazioni africane. È Distinguished Research Professor presso il Dipartimento di Storia dell’Università di York, Toronto.

Mariano Pavanello è un antropologo africanista. Ha insegnato a lungo all’Università di Pisa e all’Università di Roma La Sapienza, dove è stato direttore del Dipartimento di Storia Culture Religioni.

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Presentazione del saggio “Cine-Ethiopia: The History and Politics of Film in the Horn of Africa” di Jedlowski, Thomas, Ashagrie.

Venerdì 12 aprile alle 18, GRIOT presenta il volume “Cine-Ethiopia: The History and Politics of Film in the Horn of Africa” a cura di A. Jedlowski, M. W. Thomas e A. Ashagrie, pubblicato da Michigan State University Press. Partecipano Alessandro Triulzi (AMM e Università di Napoli L’Orientale), i curatori del libro Alessandro Jedlowski (Université Libre de Bruxelles) e Michael W. Thomas (SOAS), e Aurora Massa, autrice di uno dei saggi (Università di Trento).

Da ormai una quindicina di anni, il cinema etiope è in pieno “boom”. I muri di Addis Abeba sono tappezzati di poster cinematografici, e la pubblicità degli ultimi film in uscita si affaccia dalle vetrine dei negozi e dalla carrozzeria degli autobus. Nei sempre più numerosi e affollati cinema multisala -simbolo di una prosperità di cui i giovani etiopi sono affamati- la produzione locale ha sbaragliato la concorrenza di Hollywood e Bollywood. Nonostante la sua crescita dirompente, questo fenomeno è stato ampiamente trascurato dagli studiosi di film e media africani. Cine-Ethiopia: The History and Politics of Film in the Horn of Africa rappresenta il primo volume interamente dedicato allo studio della storia e degli sviluppi recenti del cinema etiope. Nel corso di questo incontro, uno dei curatori del libro, Alessandro Jedlowski, e gli autori di uno dei capitoli inclusi nella raccolta, Aurora Massa e Osvaldo Costantini, discuteranno i contenuti del libro e delle loro più recenti ricerche nel Corno d’Africa insieme ad Alessandro Triulzi, presidente dell’Archivio delle Memorie Migranti e professore di Storia dell’Africa.

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Presentazione di “Ritornerai a Isfahan” di Mostafa Ensafi (2019, Ponte33)

Sabato 13 aprile alle 18, GRIOT ospita lo scrittore iraniano Mostafa Ensafi per la presentazione del suo romanzo “Ritornerai a Isfahan”, pubblicato da Ponte33. Insieme all’autore parteciperanno la giornalista Marina Forti e Parisa Nazari, interprete e promotrice culturale.

Shamim Shamse, affermato professore di letteratura persiana dell’Università di Tehran, si sta affacciando alla soglia dei quarant’anni quando il passato riemerge nella sua vita.: una studentessa polacca, Eliza, si presenta nel suo studio senza preavviso. E’ la figlia di Adri, la ragazza che Shamim aveva amato da giovane e che gli aveva spezzato il cuore con una partenza inspiegabile e definitiva. Adesso Eliza è arrivata da Varsavia carica di notizie e determinata a far luce sul vissuto di sua madre e della nonna, Barbara, che durante la Seconda guerra mondiale aveva trovato rifugio nella città di Isfahan dopo essere approdata in Iran insieme ad altre migliaia di profughi polacchi reduci dai gulag sovietici.
Nonostante la moglie e la figlia insistano per lasciare l’Iran, Shamim decide di rimanere e incoraggiato dall’amico Taher, accetta di aiutare Eliza nelle sue ricerche, anche nella speranza di dare finalmente un senso all’abisso di domande che Adri aveva lasciato dietro di sé.

Mostafa Ensafi è nato nel 1987 a Tehran, città in cui vive. Svolge la professione di ingegnere civile, ma ha sempre coltivato la sua vera passione, la scrittura. Ha pubblicato racconti su giornali e riviste ed è stato a lungo editor del blog letterario “51”. Ritornerai a Isfahan, il suo primo romanzo, è uscito in Iran nel 2016 e ha catturato da subito l’attenzione di pubblico e critica, collezionando numerose ristampe in breve tempo.

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Presentazione di “La fine del colonialismo italiano” di Antonio M. Morone (2019, Le Monnier)

Domenica 7 aprile, alle 18, presentiamo “La fine del colonialismo italiano”, raccolta di saggi curata da Antonio M. Morone (2019, Le Monnier editore). Insieme al curatore parteciperanno Donatella Strangio, docente di Storia economica all’Università La Sapienza e Luca Puddu, docente di Storia e Istituzioni dell’Africa presso lo stesso Ateneo.  

La ricerca storica degli ultimi anni si è finalmente confrontata con il colonialismo italiano in Africa mettendo in crisi l’idea degli “italiani brava gente” portatori di civiltà agli africani. Ma cosa è successo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’inizio della Repubblica Italiana? Il diritto di autodeterminazione delle popolazioni colonizzate dall’Italia venne riconosciuto solo nel 1949 ma i rapporti personali, lavorativi, militari e istituzionali con gli ex-colonizzatori continuarono in modo più o meno faticoso e conflittuale per decenni. Questa raccolta di saggi affronta in particolare tre nodi tematici all’interno di questi rapporti: la rinnovata politica coloniale dell’Italia repubblicana nel secondo dopoguerra; il mutare dei rapporti politici e sociali tra colonizzatori e colonizzati nella lunga transizione all’indipendenza delle colonie; e infine la dimensione delle memorie e delle rappresentazioni del passato coloniale. Tre temi che vengono declinati partendo da diverse discipline, argomenti e casi studio che hanno lo scopo di rispondere alla domanda: Quando e come è finito il colonialismo italiano in Africa?

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Presentazione del saggio “Comunicare l’Africa” a cura di Alessandro Suzzi Valli (2018, Aracne)

Venerdì 5 aprile, alle 18, GRIOT ospita la presentazione del volume “Comunicare l’Africa”, curato da Alessandro Suzzi Valli, pubblicato da Aracne. Insieme al curatore partecipano gli autori Barbara Cannelli e Oreste Floquet. Modera Virgilio Bartolucci.

Il volume è una raccolta di contributi scritti da studiosi internazionali di lingue e culture africane, oltre che da esperti di comunicazione sociale e di filosofia del linguaggio, già incontratisi in occasione della conferenza internazionale ICoCALL 2015 per dibattere, in un contesto multidisciplinare, su temi di grande attualità inerenti la comunicazione sociale dell’Africa subsahariana. La raccolta è presentata in una prospettiva diacronica che spazia dalle prime forme di comunicazione alle tecnologie più moderne, passando per le lingue native e l’oralità — vero nocciolo della questione —, il cinema e la radio, senza dimenticare il grande ruolo della musica, intesa qui come surrogato della comunicazione linguistica.
Il libro è composto dai contributi di: Andrea Alejo Jara, Felix Amani, Barbara Cannelli, Oreste Floquet, Moses Gatambuki Gathigia, Alessandro Jedlowski, Herrmann Jungraithmayr, Antonietta Limatola, Giuliano Luongo, Susana Moreno Maestro, Armella Muhimpundu, Martin Njoroge, Martin Nkafu Nkemnkia, Francesco Raffaele, Raymond Siebetcheu, Alessandro Suzzi Valli.

Alessandro Suzzi Valli, studioso di lingue e culture africane, ha completato i suoi studi presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” specializzandosi in Linguistica africana storico–comparativa. Nello stesso ateneo ha insegnato Linguistica africana. Si è anche occupato, attraverso la partecipazione a progetti internazionali di ricerca, di linguistica descrittiva ed etno–linguistica delle lingue minoritarie della Nigeria, pubblicando numerosi contributi su riviste e collane specializzate. Recentemente ha esteso i suoi interessi scientifici alla sociolinguistica e alle scienze della comunicazione sociale.

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Un aperitivo per le donne del Madagascar

Sabato 30 marzo, alle 18.30, GRIOT ospita un aperitivo in sostegno di H4O – Help For Optimism e delle sue attività in Madagascar. Per la partecipazione è richiesta la prenotazione e un contributo di almeno 20 euro.

C’è un piccolo villaggio sulla piccola isola di Nosy Komba in Madagascar, a pochi chilometri dalle spiagge bianche paradiso dei turisti, le cui capanne da qualche tempo hanno i loro primi bagni. Bagni privati. Una cosa per niente scontata da quelle parti, dove la prima causa di stupro per le donne, così come la prima causa di abbandono scolastico femminile, è proprio l’assenza di un bagno sia a casa che a scuola.
I bagni di Antintorona li ha costruiti, con l’aiuto degli stessi abitanti, un giovane torinese, Edoardo Bono. Che nel 2014 ha iniziato a raccogliere fondi per i villaggi del Madagascar con la sua Ong, H4O, la formula dell’acqua rivisitata che sta per “Help for Optimism”.
E invita all’ottimismo vedere ciò che Edoardo è riuscito a fare in soli 4 anni: non solo i bagni nel villaggio, ma anche la produzione del primo dentifricio made in Madagascar – “Tsara Tsiki”, bel sorriso – e un programma di educazione all’igiene per i bambini e per le loro mamme. Con l’obiettivo di raggiungere tutti gli abitanti di Nosy Komba.

Vi aspettiamo da GRIOT per conoscere Edoardo e i suoi progetti e contribuire al miglioramento della vita delle donne malgasce!

Per partecipare prenotatevi scrivendo a [email protected] 

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Presentazione di “Cook for good” di Amal for Education

Sabato 23 marzo alle 18, ospitiamo la presentazione del libro di ricette “Cook for good” edito da “Amal for Education”. Partecipano la presidente di “Amal” Isabella Chiari, e i docenti di lingua araba e attivisti Sami Haddad e Alma Salem. 

Un libro di ricette tutto particolare. Fatto dai nostri volontari siriani e turchi. I piatti della tradizione spiegati passo passo con bellissime immagini e le parole di persone che collaborano con noi dall’Italia e dal confine turco-siriano.
Un gruppo di persone che si sono incontrate e messe al servizio del bene. Ci sono architetti e docenti universitari di arabo, siriani a Roma, cuochi turchi a Roma, insegnanti di arabo e matematica siriane profughe in Turchia. Ciascuno a dedicato una ricetta e la sua storia per questo libretto. 
Un libretto nato dopo molte cene di beneficenza offerte da Amal for Education, con cuochi di eccezione, e dall’apprezzamento dei nostri ospiti. È così venuta l’idea di questo libretto che spiega la Siria e la Turchia con i loro profumi e le loro tradizioni gastronomiche.

Per scoprire l’hummus e tanti altri piatti meno conosciuti della tradizione mediorientale, spiegati passo passo dai nostri autori e con note culturali e suggerimenti di preparazione. Il ricavato di questo libretto servirà a sostenere le attività di Amal per i bambini e le donne siriane profughe in Turchia. Dal confine-turco siriano storie e ricette che aiuteranno famiglie, orfani, bambini e donne nel loro cammino verso la crescita e l’autonomia.
Aiutaci a diffondere la tradizione, l’educazione e la cultura anche attraverso il piacere della tavola.

Le ricette sono di: Fadwa Ajmi, Elif Altug, Osman Avci , Fatimah Bakry, Hala Ghazal, Ayhan Gürçam, Sami Haddad, Evren Kuru, Duaa Masry, Maisà Sahrour, Un Kulthum.

Amal for education (amal in arabo significa ‘speranza’) è un’associazione non profit dedicata allo sviluppo e promozione di progetti di sostegno all’educatione e alla formazione specialmente in aree di conflitto. Ad Amal collaborano come volontari educatori, insegnanti, professori, traduttori ed esperti di comunicazione, persone che conoscono il mondo arabo e la lingua che gratuitamente mettono le loro competenze al servizio di chi ha bisogno per lo sviluppo di progetti di sostegno all’educazione. Operiamo soprattutto in Medio Oriente e per il sostegno all’educazione ai rifugiati in Siria e Turchia, ma anche in Italia in risposta al terremoto o per l’accoglienza degli immigrati.

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Presentazione di “Fuga dall’Egitto” di A. Meringolo Scarfoglio e “Il paese che era la nostra casa di A. Malek

Domenica 31 marzo, alle 18, GRIOT ospita una doppia presentazione sull’esilio e il ritorno, la rivoluzione e la storia in Egitto e Siria. Azzurra Meringolo Scarfoglio, autrice di “Fuga dall’Egitto” (Infinito edizioni) e Alia Malek, autrice de “Il paese che era la nostra casa” (Enrico Damiani editore) dialogano con Francesca Gnetti, giornalista di Internazionale.  

Alia Malek, figlia di siriani emigrati negli USA, nel 2011 è tornata a Damasco con la scusa di ristrutturare la vecchia casa di famiglia, in realtà per raccontare su diversi giornali– in forma anonima – quello che stava accadendo all’inizio della mancata rivoluzione contro Bashar Al-Assad. Questo memoir è il racconto dei due anni passati in Siria e il racconto del passato della sua famiglia, due storie inevitabilmente intrecciate con il dolore e la resilienza di una esperienza personale di ritorno ad una madrepatria che diventa matrigna.

Alia Malek è una giornalista, con un passato da avvocata per i diritti civili. Ha scritto per Al Jazeera America, The New Yorker, The New York Times, Foreign Policy e The Nation. “Il paese che era la nostra casa” è il suo terzo libro, il primo ad essere tradotto in italiano.

Azzurra Meringolo Scarfoglio nel suo nuovo reportage ha incontrato e intervistato alcuni esuli egiziani scappati dal loro paese dopo il ritorno dei militari al potere nel 2013. In un paese in cui la censura è fortissima e molte persone finiscono in carcere (almeno 113 nel 2018) con accuse molto gravi solo per aver parlato di politica o sessualità, l’esilio è spesso l’unica maniera per rimanere vivi e continuare a lavorare. La giornalista ricostruisce la geografia della nuova diaspora egiziana composta da giornalisti, sindacalisti, artisti, medici, poeti, politici e attivisti per i diritti umani, che dall’estero continuano a lavorare per il ritorno della democrazia e di un futuro migliore per il loro paese.

Azzurra Meringolo Scarfoglio è una giornalista della redazione esteri del Giornale Radio Rai. Ha vissuto in Egitto prima e dopo la rivoluzione del 2011 e ha pubblicato “I ragazzi di Piazza Tahrir” (2011, Clueb) e “Il sogno antiamericano” (2017, Clueb).

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