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Presentazione di “In Ghana. Etnografie dallo Nzema” (Ed. Mincione 2019)

Sabato 23 novembre alle 18 GRIOT ospita la presentazione del libro “In Ghana. Etnografie dallo Nzema” a cura di Matteo Aria, Pino Schirripa e Elisa Vasconi
A dialogare con i curatori ci sarà Susanna Panitti (Editions Mincione
)

“In Ghana” raccoglie le più recenti ricerche etnografiche condotte dagli antropologi della Missione Etnologica Italiana in Ghana(MEIG) e mira a riflettere non solo sulle prospettive scientifiche adottate, ma anche sulle implicazioni di un campo condiviso e sulle modalità con cui si strutturano le etnografie in un terreno di lunga durata. In particolare, l’obiettivo del volume è quello di presentare gli attuali lavori che testimoniano un periodo di passaggio della Missione e soprattutto un profondo cambiamento del campo di ricerca. Gli antropologi italiani, che svolgono le proprie indagini in uno specifico tratto costiero di quella che fu la Costa d’oro, denominato area nzema, si trovano oggi dinanzi a rilevanti trasformazioni sociali, ambientali, economiche e politiche causate prevalentemente dalla scoperta di preziose risorse naturali e dagli interessi che ruotano attorno a esse. I saggi qui raccolti si presentano, dunque, come uno stato dell’arte delle etnografie della Missione che, dinanzi a un terreno in profondo mutamento, vede i propri ricercatori indagare su nuovi argomenti e interpretare i propri oggetti di studio attraverso innovativi orizzonti interpretativi.

Matteo Aria insegna antropologia economica, della cultura popolare e dell’Oceania alla Sapienza, Università di Roma. Ha condotto ricerche in Ghana sulla pesca e sui processi di patrimonializzazione, in Polinesia Francese e in Nuova Caledonia sui temi della memoria, della terra, del patrimonio e dei passeurs culturels, e in Italia sulla donazione del sangue e sulla cultura materiale e gli oggetti domestici.
Pino Schirripa è professore associato di discipline demo-etno-antropologiche presso la Sapienza, Università di Roma. Da più di venti anni svolge ricerche sul campo in Ghana ed Etiopia e attualmente dirige la Missione Etnologica Italiana in Ghana e la Missione Etnologica Italiana in Tigray – Etiopia. Si occupa prevalentemente di antropologia medica, antropologia religiosa e migrazioni.
Elisa Vasconi ha conseguito il dottorato di ricerca in antropologia medica presso l’Università di Siena. Dal 2005 svolge ricerca in Ghana e ha condotto diverse ricerche etnografiche in Uganda e in Niger. Ha insegnato Antropologia dello sviluppo al corso di laurea triennale nella scuola di Economia e Management dell’Università di Firenze e ha tenuto il corso di Antropologia culturale e Antropologia Medica presso la Makerere University di Kampala, Uganda.

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Presentazione di “Silenced by sound: The Music Meritocracy Myth”, di Ian Brennan

Sabato 6 dicembre alle 19,00 GRIOT ospita la presentazione del libro “Silenced by sound: The Music Meritocracy Myth”, di Ian Brennan. L’autore converserà con il noto scrittore e giornalista de Il Manifesto, Marco Boccitto e con la regista e scrittrice italo-ruandese, Marilena Delli Umuhoza.

“Ogni pagina di Silenced by sound contiene almeno una rara perla di saggezza: sfide allarmanti, osservazioni profonde e taglienti, riflessioni storiche unite a dettagli personali intensi e sorprendenti. È come ascoltare una musica pura, stimolante e sconosciuta per la prima volta in assoluto.” —David Harrington (Kronos Quartet)

Silenced by sound: The Music Meritocracy Myth è una straordinaria esplorazione delle sfide riguardanti arte, musica e mass media nell’era digitale. Con il suo quinto libro, Ian Brennan, rinomato produttore, attivista e autore, scava a fondo nella sua storia personale per farsi portavoce dell’iniqua distribuzione dell’arte a livello globale. Brennan sfida i giganti dell’industria musicale dimostrando che esistono al mondo decine di persone anonime, molto più dotate delle superstar per cui si spendono milioni nel promuovere l’illusione che siano loro i rari geni baciati dal talento. Il libro contiene scatti della regista e scrittrice italo-ruandese, Marilena Delli Umuhoza.

Ian Brennan è un produttore musicale americano vincitore di un Grammy che ha firmato quattro album nominati ai Grammy e pubblicato cinque libri, iniziando la sua carriera professionale nel 1987. Dal 1993 è un lavoratore indipendente che insegna gestione della rabbia e prevenzione alla violenza in tutto il mondo per ospedali, cliniche e università, incluse prestigiose organizzazioni come il Betty ford Center, il Bellevue Hospital (NYC), UC Berkeley e l’Accademia Nazionale delle Scienze (Roma).

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Presentazione di “#tellusyourstory” di Aglaya Jiménez Turati (Prisma Luce)

Sabato 9 novembre alle 18.30 GRIOT ospita la presentazione di “#tellusyourstory. Racconti di violenza e discriminazione. Lo storytelling come strumento per il cambiamento sociale” di Aglaya Jiménez Turati.
Ne discute assieme all’autrice Laura Pensini, psicologa.

“#tellusyourstory” è prima di tutto il nome di un progetto di storytelling terapeutico sui temi della violenza di genere e della discriminazione razziale. L’obiettivo dell’iniziativa era permettere a chiunque volesse di immedesimarsi, attraverso la narrazione in prima persona, nel vissuto dei partecipanti.
Il libro è uno dei frutti di questo progetto: una pubblicazione divulgativa e accessibile a tutti che descrive in dettaglio lo strumento dello storytelling e presenta, suddivise per tematiche, le prime dieci storie emerse all’interno del progetto.
La psicologa Laura Pensini e il giornalista Filomeno Lopes, entrambi sostenitori del progetto, hanno curato rispettivamente l’introduzione e la postfazione che corredano il testo.

Aglaya Jiménez Turati è traduttrice, interprete e consulente linguistica. Dal 2015, inoltre, è la presidente dell’associazione Peace Words, promotrice di numerosi progetti di sensibilizzazione, tra cui #tellusyourstory e una serie di altre iniziative incentrate sullo strumento dello storytelling.

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Workshop di musica araba e ritmi arabi del M° Hafid Moussaoui (Algeria)

SABATO 30 NOVEMBRE WORKSHOP DI MUSICA ARABA E RITMI ARABI CON HAFID MOUSSAOUI (Algeria), SEGUITO DA CONCERTO.

Un laboratorio di canto, ritmi e musica araba del Mediterraneo che volge uno sguardo al passato e uno al presente, perché il musicista Hafid Moussaoui è convinto che il linguaggio musicale sia una forma di interculturalità positiva, creativa e pacifica.

DATE ED ORARI

  • Sabato 30 novembre: ore 14,00 – 18,30 (alle 19,00 seguirà un concerto di Hafid Moussaoui)

PROGRAMMA DEL WORKSHOP

Il programma didattico è finalizzato all’avvicinamento alla musica araba, attraverso la conoscenza dei modi, dei ritmi e dei vari stili musicali dei paesi del Mediterraneo.

Il coinvolgimento dei partecipanti sarà attivo, attraverso esercizi ritmico-espressivi e canto di semplici melodie. In particolare il programma prevede:

  • Introduzione all’ascolto di musica araba
  • Presentazione degli strumenti musicali soprattutto dello strumento principe di questa musica, l’oud  con cenni sulla storia di questo strumento considerato l’antenato del liuto.
  • Analisi delle caratteristiche e degli stili e dei brani di musica araba
  • Introduzione ai  maqam ( modi musicali della musica araba) attraverso gli esercizi di ascolto attivo ed ed esercizi ritmico- espressivi attraverso il canto di semplici melodie
  • La musica del deserto algerino: stili e caratteristiche
  • Ascolto di esempi musicali suonati dal docente, un momento di improvvisazione solistica
  • Approccio alle tecniche dei melismi
  • Esercizi ritmico melodici utilizzando i maqam
  • Improvvisazione guidata  dal docente con l’utilizzazione sia della voce che degli strumenti suonati dal pubblico partecipante

Il Workshop è rivolto a giovani (dai 17 anni) e adulti, viaggiatori, musicisti, cantanti, appassionati, studenti dei corsi di arabo o semplicemente curiosi della cultura araba

DOCENTE DEL LABORATORIO

Hafid Moussaoui – Direttore dell’Atelier Musicale dell’Università di Abu Bekr Belkaid di Tlemcen (Algeria), considerato uno dei migliori virtuosi algerini di oud. Da anni Hafid alterna l’attività didattica a quella di concertista solista o con musicisti di fama internazionale.

COSTI
Il costo del workshop – quale contributo alla sua organizzazione –  è di 50€, inclusa tessera associativa annuale di APS Officina GRIOT. Gli allievi potranno assistere gratuitamente al concerto finale.

Per iscrizioni e/o maggiori informazioni scriveteci a [email protected] 

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Presentazione di “Kurdistan Memories” di Eugenio Grosso (2018, Kehrer)

Sabato 19 ottobre, alle 18, GRIOT ospita la presentazione del libro fotografico “Kurdistan Memories” di Eugenio Grosso. Insieme all’autore ci sarà il giornalista de La Repubblica, Fabio Tonacci. 

Dalla loro resistenza allo Stato islamico, i curdi sono tornati ad essere al centro dell’attenzione pubblica. Chi è questa gente, divisa tra Turchia, Iraq e Siria, che ha sfidato il terrore? Il giovane fotografo italiano Eugenio Grosso ha trascorso molti mesi nelle aree curde dell’Iraq, prima e dopo l’offensiva militare per liberare Mosul. E al di là della pura cronaca militare, le sue immagini mostrano la vita di tutti i giorni, le ville di lusso e gli alloggi per rifugiati, i Peshmerga, i mercati, le montagne e le città. La guerra c’è e se ne sente il pericolo, nelle immagini e nel diario del fotoreporter che accompagna le fotografie.

Eugenio Grosso, siciliano, ha lavorato come fotografo commerciale dal 2007 e come fotoreporter a tempo pieno dal 2009. Collabora regolarmente con pubblicazioni italiane e il suo lavoro è stato pubblicato su testate internazionali come Guardian, Telegraph, Financial Times, la BBC e il Washington Post.

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Presentazione di “Scomparso” di Ahmed Masoud (2019, Lebeg)

Giovedì 24 ottobre, alle 18.30, GRIOT presenta il romanzo “Scomparso – La misteriosa sparizione di Mustafa Ouda” dello scrittore anglo-palestinese Ahmed Masoud, edito da Lebeg. Insieme all’autore ci saranno la traduttrice e scrittrice Pina Piccolo e e Wasim Dahmash, docente di lingua e letteratura araba. 

Ambientato a Gaza dagli anni Ottanta ai nostri giorni, il romanzo di Ahmed Madoud racconta l’affannosa ricerca da parte di Omar Ouda del padre Mustafa, scomparso una notte dalla casa di famiglia. Cosa è successo? E’ stato rapito dalle forze di occupazione israeliane o è una vittima delle lotte intestine tra gruppi palestinesi rivali? Oppure partito improvvisamente per motivi familiari? Con la sua ricerca, in cui è sostenuto dal fedele amico Ahmed, Omar attira però l’attenzione delle forze militari israeliane che lo costringono a scegliere tra la sua famiglia e la comunità, e a prendere decisioni che nessun ragazzino dovrebbe mai trovarsi a considerare.

Ahmed Masoud, nato e cresciuto nella Striscia di Gaza, si è trasferito poi in Gran Bretagna dove ha ottenuto un dottorato in  letteratura inglese. Scrive testi per la radio e il teatro, ha fondato una compagnia di teatro e danza; “Scomparso” è il suo primo romanzo.  

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Presentazione di Roots Routes n. 31 – Afrofuturismo

Domenica 6 ottobre alle 18.30 GRIOT presenta l’ultimo numero della rivista online Roots&Routes – Research on visual cultures, dedicato all’Afrofuturismo. Ne parliamo con le curatrici Giulia Grechi, antropologa, e Cristina Lombardi-Diop, docente alla Loyola University of Chicago. 

L’afrofuturismo è una macchina del tempo in fuga dal presente che dal passato apre visioni di futuri possibili, di mondi a venire. Nel panorama culturale nero contemporaneo, l’afrofuturismo si pone come uno dei campi di esplorazione estetica e politica più promettenti del nuovo millennio. A dar voce a questa nuova centralità dell’Africa sono oggi gli artisti e i filosofi del continente africano e delle sue diaspore.
Il numero tematico di Roots&Routes propone l’afrofuturismo come sensibilità estetica e strumento politico che riconnette la sensibilità diasporica nera americana alle sue radici afrocentriche e alle sue ramificazioni nel Mediterraneo nero e in Europa. Nell’affrontare temi che investono il rapporto tra spazialità, temporalità, estetica, embodiment, tecno-cultura, nuove epistemologie situate e decentrate, neo e post colonialità, cultura di massa, e fantascienza, il numero di Roots&Routes sollecita ricerche unite da un interesse comune per un’estetica e una pratica culturale e politica derivante da esperienze afrodiscendenti e afrodiasporiche proiettate verso l’afrotopia. (dalla presentazione).

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Presentazione di “Le vie verso Ard-Al-Agiaeb” di Siriman Kanoute (2019, Albatros)

Sabato 5 ottobre alle 18.30 GRIOT ospita la presentazione – concerto di “Le vie verso Ard-Al-Agiaeb” primo romanzo del griot “Pape” Siriman Kanoute. Insieme all’autore partecipano il sindacalista Ali Baba Faye, e il mediatore culturale Ibrahima Camara.

Il griot Pape Siriman Kanoute, dopo tanti concerti e tanti dischi, questa volta affida alla parola scritta una storia che inizia in Senegal e prosegue nella  “terra delle meraviglie”, in arabo Ard-Al-Agiaeb. Per chi – come Bala Mussa e Maudo – ha conosciuto la povertà e i soprusi del Darra, una scuola di insegnamento coranico che in realtà reclutava giovani da mandare a mendicare per la città, Ard-Al-Agiaeb significa speranza di una vita nuova e coincide inevitabilmente con quella parte di mondo che vive al di là del Mar Mediterraneo. Entrambi, in momenti diversi e con varie vicissitudini, dal Senegal approderanno in questa “terra delle meraviglie” che non sempre si rivelerà però all’altezza delle promesse di cui è investita; ambedue intraprenderanno un percorso di integrazione che significa innanzitutto arricchimento della propria identità e dono agli altri della propria esperienza.

Siriman Kanoute (detto Pape) è nato a Koussanar, in Senegal, da una grande e importante famiglia di griot. Dopo la scuola superiore ha frequentato il conservatorio di musica di Dakar, per poi entrare a far parte come musicista di studio del Golden Baobab di Francis Senghor, figlio del primo presidente del suo paese; poco dopo viene chiamato come sassofonista dall’orchestra nazionale del Senegal, dove rimane dieci anni. Nel 1995 decide di stabilirsi a Roma per diffondere la cultura e la musica Mandinga; qui fonda il gruppo Mande con il quale ha partecipato a numerosi festival, trasmissioni radiofoniche e televisive. Sassofonista, cantante e suonatore di kora, parla sette lingue e collabora con il Ministero dell’Interno come traduttore e interprete alla commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Roma.  Dal 1995 ad oggi ha inciso cinque dischi (Kambalaba, Ndo, Kewoulo, Miriya e Madiba).

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Presentazione di “Mother Eritrea” di Daniel Wedi Korbaria

Sabato 28 settembre alle 18, GRIOT ospita la presentazione di “Mother Eritrea” di Daniel Wedi Korbaria. Insieme all’autore parteciperanno il Prof. Furio Pesci, docente universitario di storia della pedagogia e la neuropsichiatra infantile e dell’età evolutiva Prof. Marinella Canale. Lettura interattiva col pubblico condotta dalla drammaturga e linguista Flavia Gallo.

Sullo sfondo di un paese in guerra, l’Eritrea, si consuma il dramma di Selam,  la “Mother Eritrea” del titolo, una madre coraggio costretta a crescere da sola due figli mulatti facendo di tutto affinché sopravvivano. La vicenda è ambientata nella città di Asmara, oppressa dal feroce controllo  del colonnello etiope Menghistu Hailemariam. I fratellini Yonas e Sami crescono circondati da un gruppo di donne sole che usano i melodrammi indiani come panacea alla loro misera vita, combattendo quotidianamente contro uomini violenti. Attraverso i flashback dei protagonisti e il racconto delle loro peripezie l’autore ricostruisce il periodo drammatico della guerra di indipendenza eritrea visto dal punto di vista infantile e ingenuo di chi ha come unico scopo quello di trovare qualcosa da mangiare e sopravvivere giorno dopo giorno.

Daniel Wedi Korbaria è nato ad Asmara e vive e lavora in Italia dal 1995. Dopo una lunga esperienza nel mondo del teatro, negli ultimi anni si è occupato di immigrazione dal Corno d’Africa. Ha pubblicato numerosi racconti e articoli; “Mother Eritrea” è il suo primo romanzo.

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Presentazione di “Dalla guerra. Cronache di ordinaria oppressione” di Luca Salvatore Pistone (2019, Aut Aut)

Venerdì 27 settembre alle 19 GRIOT presenta il libro “Dalla guerra. Cronache di ordinaria oppressione” di Luca Salvatore Pistone, edito da Aut Aut. Insieme all’autore parteciperà il reporter Valerio Nicolosi.

 

Dieci reportage. Dieci storie di sopravvivenza, prevaricazioni, violenza, speranza. Sono storie vissute, viste, ascoltate in prima persona nei viaggi di Luca Salvatore Pistone al centro delle zone calde del mondo dal 2012 in poi. Dall’Africa (Gambia, RCD, Repubblica Centrafricana, Niger) al Sud est Asiatico (Cambogia, Filippine), passando per Mosul: paesi molto diversi ma con la caratteristica comune di essere terreno di conflitti più o meno riconosciuti dalla comunità internazionale. “Dalla guerra” è un viaggio all’interno della cronaca raccontata con uno stile asciutto, a volte obbligatoriamente duro, senza autocompiacimento né pietismo per vittime coinvolte.  

Luca Salvatore Pistone è un giornalista, fotografo e videomaker freelance. Laureato prima in Teoria Politica e poi in Relazioni Internazionali, ha un master in Studi afro-asiatici e uno in Giornalismo di guerra. Da diversi anni lavora come inviato in zone di guerra e di crisi per diverse testate e organizzazioni internazionali. 

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Presentazione di “Africa loro” di Franco La Cecla (2019, Milieu edizioni)

Giovedì 4 luglio alle 19, GRIOT presenta il libro di Franco La Cecla “Africa loro. Viaggio lungo un continente” (2019, Milieu edizioni). Insieme all’autore ci sarà il sinologo e cineasta Carlo Laurenti. 

L’Africa è il luogo per eccellenza della presunzione europea e in particolare italiana. Da “aiutiamoli a casa loro”, a “ricacciamoli a casa loro”, dal becerismo salviniano alla France-Afrique, al buonismo veltroniano, alla retorica degli aiuti, quello che prevale è la totale ignoranza di un mondo che non è solo un serbatoio di potenziali invasori o il luogo di residenza dei miserabili della terra. L’Africa è un continente vasto, moderno e antichissimo di cui continuiamo a ignorare abitanti e geografia facendo finta di sapere ma che non siamo mai andati a vedere di persona.
Una ricerca sulla sostenibilità alimentare in Kenya, Tanzania e Sudafrica vi ha spinto Franco La Cecla. In questo diario di campo, tramite l’amicizia con un personaggio singolare, l’autore racconta quello che capisce e che non capisce. Soprattutto si accorge che esiste una “Africa loro” che per un bianco europeo è problematico cogliere nella sua interezza. L’Africa è un luogo intenso e nuovissimo per il nostro sguardo così abituato ad accontentarsi di stereotipi.

Franco La Cecla è un antropologo, ha pubblicato molti libri e collabora stabilmente con la RepubblicaAvvenireIl Sole 24 ORE. Ha insegnato in numerose università italiane e straniere tra cui l’Università di Bologna, Palermo, Venezia, Berkley.

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I NOSTRI LIBRI

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“Che cosa leggo questa estate?” Le ultime novità della letteratura africana raccontate da GRIOT.

Domenica 30 giugno alle 18.30 GRIOT vi racconta le ultime uscite letterarie africane in lingua italiana e inglese per consigliarvi cosa leggere questa estate. 

Ancora non avete una lista dei libri da leggere questa estate? Volete qualcosa di nuovo oltre ai candidati al Premi Strega, ai bestseller internazionali e alle mode letterarie del momento? E’ dall’inverno che rimandate il momento di scegliere cosa leggere?

Negli ultimi mesi le case editrici italiane hanno pubblicato molti libri di autori africani e noi vogliamo consigliarveli e raccontarveli! Dai romanzi più tradizionali ai racconti horror, gli scrittori africani e le scrittrici africane stanno spopolando in tutto il mondo (e da GRIOT). Vi parleremo anche delle prossime uscite e delle novità in inglese. 

La scelta è ampia e per tutta la giornata del 30 giugno vi faremo anche uno sconto sui libri. 

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Presentazione di “Afrofobia” di Mauro Valeri (2019, Fefé editore)

Venerdì 14 giugno, alle 18.30 GRIOT presenta il saggio di Mauro Valeri “Afrofobia. Razzismi vecchi e nuovi” (Fefè editore). L’autore ne parlerà con l’editore Leonardo De Sanctis.  

Nei documenti ufficiali ONU e UE si fa sempre più uso del termine afrofobia per indicare “paura eccessiva” e avversione nei confronti di africani e afrodiscendenti. In realtà il razzismo moderno nei confronti dei neri ha origine molto antica e mutazioni recentissime. Il libro ricostruisce, attraverso un’analisi storica e sociologica, le metamorfosi del razzismo da quello schiavista a quello coloniale, da quello di Stato a quello democratico, da quello ribaltato a quello di guerra. Con particolare attenzione al razzismo italiano dal 1860 ad oggi. Nel 2018 Mauro Valeri ha tenuto presso GRIOT un corso di 10 lezioni dal titolo “Vecchi e nuovi razzismi. Il caso italiano” che ha accompagnato la stesura del saggio.

Mauro Valeri è Dottore in sociologia e psicoterapeuta, ha diretto l’Osservatorio nazionale sulla xenofobia dal 1992 al 1996, e dal 2005 è responsabile dell’Osservatorio su razzismo e antirazzismo nel calcio. Ha insegnato Sociologia delle Relazioni Etniche alla Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato diversi saggi sul tema del razzismo, tra cui: La razza in campo. Per una storia della rivoluzione nera nel calcio (Edup, 2005); Black Italians. Italiani neri in maglia azzurra (Palombi, 2007); Nero di Roma. Storia di Leone Jacovacci, l’invincibile mulatto italico (Palombi, 2008); Che razza di tifo. Dieci anni di razzismo nel calcio italiano (Donzelli, 2010); Stare ai Giochi. Olimpiadi tra discriminazioni e inclusioni (Odradek, 2012); Mario Balotelli. Vincitore nel pallone (Fazi, 2014); con Mohamed Abdalla Tailmoun e Isaac Tesfaye, Campioni d’Italia? Sport e seconde generazioni (Sinnos, 2014); Il generale nero. Domenico Mondelli: bersagliere, aviatore e ardito (Odradek, 2015).

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Presentazione di “La straordinaria storia di cinque uomini che vissero in Iraq” di Abdul Munim Altai (2018, Schena editore)

Giovedì 20 giugno alle 19 ospitiamo la presentazione del libro “La straordinaria storia di cinque uomini che vissero in Iraq” di Abdul Munim Altai. All’incontro partecipano Muna Altai, traduttrice del libro e figlia dell’autore e Marisa Paolucci, giornalista e scrittrice. Introduce Leila Karami (Università La Sapienza).

“Vi racconto la storia di cinque uomini che vissero in Iraq. Li accompagnerò nel loro cammino, dall’infanzia fino alla loro tragica fine. Un racconto suddiviso in due parti: la prima sul periodo che va dalla rivoluzione popolare irachena del 1920, con la quale si proclamò l’indipendenza dell’Iraq, fino alla seconda rivolta del partito Baath avvenuta nel 1968; la seconda parte comprende il periodo che va dall’avvento della dittatura di Saddam Hussein del 1968 alla fine della guerra del Golfo nel 1992.
Chi sono e cosa rappresentano questi uomini? Sono persone speciali o addirittura degli eroi? Non è semplice definire, in base ai confusi criteri del nostro tempo, un eroe. Anche se sono d’accordo con Brecht quando afferma: “Beato il popolo che non ha bisogno di eroi. Non voglio azzardare un giudizio in merito, specialmente quando i nostri personaggi sono completamente sconosciuti, senza che un monumento, una piazza o una semplice lapide ne rammenti la memoria, senza alcuna occasione che li commemori. Molti non hanno nemmeno una tomba che raccolga i loro miseri resti. Sono, però, rimasti nei cuori e nei ricordi di coloro che li hanno conosciuti, coronando la loro memoria con una gloriosa luce di stima e di rispetto.”

Abdul Munim Altai (Bassora 1926 – Faenza 2001), si è laureato in medicina all’Università degli Studi di Napoli Federico II, mentre insegnava arabo all’Università degli Studi L’Orientale. Per decenni è stato il medico dell’Ambasciata italiana a Baghdad e delle più importanti società italiane in Iraq. Ha pubblicato diversi articoli ed è stato autore di diverse pubblicazioni di medicina e di opere letterarie: “Lawrence, il famoso avventuriero inglese”, “L’avventura della corazzata Bismark”, “Evoluzione del tempo”, “Il vagabondo”, “Hiroshima mai più”, “Lawrence e il suo ruolo nella rivolta araba”, Un nuovo Dio per un nuovo uomo”.

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