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I CONSIGLI DI GRIOT PER L’ESTATE 2017!

Anche questa estate GRIOT vi propone la lista con le migliori pubblicazioni degli ultimi mesi. Romanzi, saggi e fumetti, la lista è lunga!  Tutti i titoli saranno disponibili in libreria fino al 4 agosto con il 10% di sconto.

 

I NOSTRI PREFERITI

 

Hisham Matar, “Il Ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro” (Einaudi, 2017). Premio Pulitzer 2017 per l’autobiografia, è il “racconto struggente e potente di un ritorno in patria, quello dell’autore stesso, dopo un esilio durato più di trent’anni, e della ricerca di un padre scomparso, il suo. Ma è anche un’autobiografia, un diario, una cronaca giornalistica, un giallo, un lungo poema in prosa e un volume di storia recente sulla Libia.” (Chiara Comito “Internazionale”).  Qui il video di Hisham Matar che legge alcune del libro pagine da GRIOT 

James Baldwin, Raoul Peck, “I’m not your negro”- libro e dvd (Feltrinelli, 2017)

Ispirandosi a uno scritto di James Baldwin sul progetto di un libro sulla vita di Medgar Evers, Malcolm X e Martin Luther King jr., Raoul Peck crea un documentario che è uno schiaffo agli spettatori. Partendo dal passato del movimento per i diritti civili degli americani neri arrivando fino al presente di #BlackLivesMatter, Peck mette in relazione le parole di Baldwin di 50 anni fa con quello che gli Stati Uniti e il mondo occidentale sono diventati oggi.

Giulia Caminito, “La grande A” (2016, Giunti).

Giada, dalla pianura padana in cui imperversa la II guerra mondiale, raggiunge la madre camionista e contrabbandiera in Eritrea, dove vivrà fino all’età adulta insieme alla comunità italiana delle ex-colonie. “Romana al suo esordio, Giulia Caminito non ha ancora trent’anni ma è tra i pochi scriventi degni di essere chiamati scrittori, ché la sua è una scrittura originale e sicura, frasi brevi, continui a capo, osservazioni che vengono da azioni, concretezza e curiosità da adolescente, qui per la storia di famiglia e per quella più grande, vista bensì dalle vicende di una famiglia (o stirpe) non rara.” (Goffredo Fofi, Internazionale)

Teju Cole, “Città aperta” (Einaudi, 2013)

Il romanzo d’esordio che ha reso lo scrittore nigeriano una delle voci più promettenti dello scenario letterario contemporaneo. Julius, figlio di madre tedesca e padre nigeriano, si è trasferito a New York da adolescente e guarda la città, le sue strade, i suoi abitanti con gli occhi di un outsider. Di casualità in intenzione, Julius si muove nelle geografie newyorchesi incontrando persone di ogni classe e cultura, lasciando che ogni impressione si depositi sul fondo della coscienza e da lì, come cerchio in uno stagno, si propaghi ad altri cerchi, ad altre impressioni.

Dany Laferrière, “L’arte ormai perduta del dolce far niente” (66th and 2nd, 2016)

Scriviamo proprio per uscire dal nostro corpo e dal posto da cui viviamo. Per essere un’altra persona. Io scrivo nella lingua di chi mi legge». Così Laferrière abbatte le barriere tra popoli, tra lettore e scrittore. E, come un Diderot contemporaneo, si concede il tempo di divagare sugli argomenti più disparati – il corpo e i cinque sensi, l’amore e la guerra, la musica e la pittura, la Storia – ma soprattutto riflettere sulla vita, perché l’arte del dolce far niente altro non è se non l’arte di vivere.

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LE NOVITA’ DALL’AFRICA 

 

Chimamanda Ngozi Adichie “Quella cosa intorno al collo (Einaudi, 2017)

Raccolta di dodici racconti pubblicati nel 2009, finalmente pubblicati, “Quella cosa intorno al collo” esplora il tema dell’emigrazione dalla Nigeria agli Stati Uniti, tema che sarà fondamentale in “Americanah”, successivo romanzo della scrittrice nigeriana. Adichie esplora i problemi di chi rimane in Africa e i problemi che affrontano quelli che riescono a trasferirsi oltreoceano con lucidità e compassione.

 

José Eduardo Agualusa, “Teoria generale dell’oblio” (Neri Pozza, 2017)

Durante la liberazione dell’Angola dal Portogallo la portoghese Ludo Fernandes Mano si rinchiude per 28 anni in un palazzo di Luanda annotando e disegnando le sue infinite giornate. Il prolifico scrittore angolano Agualusa traduce questi diari in un romanzo, storia di una follia e di una intera nazione, confermandosi uno dei più importanti autori di lingua portoghese.

Odafe Atogun, “Un canto libero” (Frassinelli, 2017)

Il famoso musicista Toduno torna in Nigeria dopo alcuni mesi di esilio per combattere una personale battaglia contro un dittatore sanguinario che ha appena preso il potere nel suo paese. Lo scrittore nigeriano Odafe Atogun debutta con una storia chiaramente ispirata all’epopea di Fela Kuti, scritta con toni kafkiani, una prosa divertente e un impegno dirompente.

 

Gael Faye, “Piccolo paese(Bompiani, 2017)

Romanzo di esordio di Gael Faye, rapper franco-burundese, è la storia Gabriel, bambino africano che durante la guerra tra tutsi e hutu scopre di essere un meticcio, non classificabile nella spietata economia del genicidio. La guerra renderà scontata la scelta tra due continenti e tra due destini: il padre lo porta in Francia, la madre distrutta dai lutti resterà in Burundi, ma per lui ci sarà il tempo di tornare nel “piccolo paese” dove prima della guerra erano gli affetti.

Yaa Gyasi, Non dimenticare chi sei (Garzanti, 2017)

Giovanissima autrice americana di origini ghanesi, Yaa Gyasi con questo libro ha già vinto numerosi premi ed è stata pubblicata in tutto il mondo. Storia di due sorelle che non si conoscono e dei loro discendenti che ricostruiranno le loro radici intrecciate, grazie a una collana sopravvissuta nei secoli a migrazioni, sterminio e schiavitù.

 

 

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CLASSICI

 
Joseph Ki-Zerbo, “Storia dell’Africa nera” (Ghibli, 2016).  Ki-Zerbo, intellettuale, sindacalista e politico burkinabé, negli anni settanta ha curato una monumentale storia dell’Africa per l’Unesco. E’ considerato l’iniziatore degli studi storici africani. Il volume di Ghibli è la riedizione di un suo testo pubblicato da Einaudi nel 1972.

 

 

Chinua Achebe, “Le cose crollano” (La nave di Teseo, 2016). Ritradotto e finalmente ripubblicato, il classico di Chinua Achebe “Things fall apart” è considerato il primo romanzo africano in lingua inglese. Un libro che non deve sfuggire, non solo agli appassionati di Africa. Primo libro di una trilogia, è la storia di un guerriero Ibo il cui orizzonte personale e culturale viene completamente messo in crisi dall’arrivo degli europei.

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SAGGI 

Collettivo Idrisi, “Prima che parli il fucile” (Mesogea, 2017)

Nel 2011, nel primo periodo della rivolta siriana, Omar Aziz torna nella sua città di origine, Damasco, dopo un lungo periodo passato all’estero. Normale cittadino sessantenne e borghese, scrive un manifesto teorico-pratico sulla rivoluzione non violenta e in pochi mesi organizza e promuiove la nascita dei Consigli Locali nei quartieri di Damasco. E’ stato imprigionato dal regime di Assad nel 2012 ed è morto in carcere in circostanze non chiare nel febbraio del 2013. Questo libro, frutto di un lavoro collettivo di esperti, ricostruisce il suo pensiero e la sua storia.

Achille Mbembe, “Necropolitica” (Ombre Corte, 2017)

Scritto nel 2003, il saggio del più importante filosofo africano, è – se possibile – ancora più attuale e fondamentale oggi rispetto a quando è stata pubblicata la sua versione originale. Fondando la sua riflessione su Arendt, Agamben, Foucault, Gilroy, traccia la genealogia dei poteri di morte che esprimono nella nozione di sovranità la loro essenza più cupa.

Chimamanda Ngozi Adichie “Cara Ijeawele. Ovvero quindi consigli per crescere una bambina femminista” (Einaudi, 2017) 

Chimamanda Ngozi Adichie dopo aver spiegato “perché” dovremmo essere tutti femministi in questo nuovo libro ci suggerisce “come” esserlo. Manifesto scritto in forma di lettera a un’amica neomamma, ha uno sguardo confidenziale eppure politico. La sua voce, che sa essere intima e allo stesso tempo universale, ha saputo dare vita a un manifesto necessario in un presente in cui dobbiamo imparare a vivere la differenza per poterci ancora dire umani.

Ta-Nehisi Coates, “Un conto ancora aperto” (Codice Edizioni, 2017)

L’acclamato giornalista e saggista Coates, dopo aver analizzato la precaria condizione del corpo dei neri negli Stati Uniti in “Tra me e il mondo”, in questo libro affronta un tema mai affrontato nello scontro razziale americano: il risarcimento ai neri che hanno affrontato una storia di schiavitù, di negazione dei diritti elementari e dell’identità personale. Ancora oggi alcuni di questi diritti non vengono garantiti, anche quelli che hanno fondato gli Stati Uniti come la proprietà di un’abitazione.

Marina Calculli e Francesco Strazzari, “Terrore sovrano” (Il Mulino, 2017)

Il libro ricostruisce l’emergere delle reti jihadiste in Europa e in Medio Oriente, evidenziando i legami tra terrorismo e sovranità nazionale in territori smembrati e perduti. Secondo la tesi dei due esperti di Medio Oriente e Relazioni Internazionali si sta superando l’approccio multilaterale ai conflitti internazionali per entrare in una fase postliberale.

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FUMETTI 

Ta-Nehisi Coates, “Pantera nera. Vol. 1 e 2” (2016/7 Panini Comics)

Lo scrittore americano Ta-Nehisi Coates scrive le nuove avventure di Pantera Nera, supereroe Marvel nato nel 1966. Sovrano, protettore e leader religioso del Regno di Wakanda, nazione dell’Africa subsahariana tra le più ricche e tecnologicamente avanzate della Terra, è uno degli uomini più intelligenti del mondo, un veterano dei Vendicatori, uno dei più influenti vertici politici globali e un membro degli Illuminati che ha deciso di mettere la sua vita, il suo genio, la sua fortuna, e i suoi poteri al servizio dell’umanità. Il personaggio è stato il primo supereroe nero della Marvel.

Laura Silvia Battaglia e Paola Cannatella, “La sposa Yemenita” (Becco Giallo, 2017) 

Laura Silvia Battaglia, giornalista freelance e documentarista di base a Sana’a, racconta in forma di fumetto la sua storia personale e soprattutto racconta di un paese, lo Yemen, poco rappresentato in Italia. La cultura, le donne, i legami famigliari, il rapporto con i non musulmani, la guerra, tutto entra in questo reportage a fumetti di una delle più brave giornaliste italiane nell’area.

Zeina Abirached, “Il piano orientale” (BAO, 2016)

Il nuovo fumetto dell’ acclamata autrice libanese Abirached è l’intreccio delle storie del libanese Abdallah Kamanja – ovvero di Abdallah Chahiné, creatore negli anni Cinquanta del “piano orientale”, cioè un pianoforte capace di riprodurre i quarti di tono necessari a suonare la musica mediorientale – e di Zanzoun, pronipote di Abdallah e alter-ego dell’autrice, che vive divisa tra Parigi e Beirut oggi, e sperimenta il mescolarsi delle sue due identità.

Takoua Ben Mohamed, “Sotto il velo” (Becco Giallo, 2016)

Divertente e ironico resoconto a fumetti di cosa voglia dire essere una giovane donna musulmana (per di più velata!) in Italia ai giorni nostri. Takoua Ben Mohamed è cresciuta a Roma e fin da adolescente si è occupata di dialogo interculturale e interreligioso, anche attraverso l’arte del fumetto.

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Preparazione all’esame di Certificazione della Lingua Araba

La Libreria GRIOT da 10 anni offre corsi di arabo e a Roma è diventata uno dei principali centri di studio e pratica di questa lingua. Da quest’anno sarà possibile seguire i corsi e prepararsi all’esame di Certificazione della Lingua Araba – ILA dell’Istituto di Cultura e di Lingue Marcelline di Milano.

La sede di esame si svolge a Milano, a maggio e a novembre, ma da GRIOT sarà possibile prepararsi per ottenere l’unica certificazione riconosciuta per la lingua araba, seguendo un apposito percorso formativo per principianti e avanzati. A breve tutte le info complete!

 

 

 

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Tra libri che profumano di Africa. I nostri consigli per l’estate su Doppiozero

IMG_20160722_172259In vacanza con una valigia piena di libri!

Anche quest’anno le libraie di GRIOT (che ha appena compiuto dieci anni di eroica attività) vogliono regalare ai lettori di questa rubrica la loro speciale lista di libri per portare in vacanza, qualunque sia la vostra destinazione, un pezzo di Africa. Prendete nota, perché ce n’è davvero per tutti i gusti

InKoli Jean Bofane, Congo Inc. (66thand2nd)

Il Congo non è solo il gigante dell’Africa, un paese grande quanto mezza Europa. È anche il vero, autentico palcoscenico su cui si consuma, sin dal Congresso di Berlino e dalla conseguente spartizione dell’Africa tra le potenze coloniali europee, il dramma della “mondializzazione”. Una mondializzazione in cui crede fermamente e forse ingenuamente il protagonista di questo straordinario romanzo, Isookanga, che nasce nel mezzo della foresta tra i pigmei ma sogna di tuffarsi nel flusso della modernità e per questo emigra a Kinshasa. La gigantesca “termite regina, mostruosamente gonfiata” di cui parla Van Reybrouck cattura Isookanga con una girandola di personaggi indimenticabili, grotteschi e al tempo stesso assolutamente reali, che accompagnano il lettore in un vero e proprio giro di montagne russe in cui si passa vorticosamente dalle risate all’orrore.

Finston Mwanza Mujila, Tram 83 (Nottetempo)

Una Città-Paese senza nome ma riconoscibilissima, la Lumumbashi in cui è nato lo scrittore Finston Mwanza Muijla, fa da sfondo al Tram 83, un locale un po’ bar, un po’ ristorante e un po’ bordello in cui si incrocia l’umanità varia e frenetica che partecipa in modo convulso, avido e cieco alla corsa all’oro – o semplicemente a una “felicità a buon mercato”. Dal Tram 83 ci passano tutti: imprenditori trafficoni, prostitute di ogni età, artisti spiantati, studenti in sciopero, minatori alcolizzati… Ci passano e si ritrovano dopo tanti anni anche due amici di infanzia: Requiem, signore dell’arte di arrangiarsi, amante dell’alcol e delle donne e perennemente invischiato in affari loschi, e Lucien, che ha studiato storia e sta scrivendo un’opera teatrale. Che ne sarà della loro amicizia, adesso che il motto di tutti quelli che li circondano (e forse anche il loro) sembra essere “Ognuno per sé e la merda per tutti”?

Erminia Dell’Oro, Il mare davanti (Piemme)

Una vita trascorsa in equilibrio tra Eritrea e Italia, le sue due patrie affettive, Erminia Dell’Oro ha consacrato il suo talento di scrittrice a esplorare i molteplici fili, spesso rossi di sangue e dolore, che legano le sue due patrie amate, a partire dalla nascita stessa dell’Eritrea come nazione scaturita dal progetto coloniale dell’Italia appena unificata. Nel suo ultimo libro, la scrittrice presta la sua scrittura al racconto di una storia vera, semplice e potentissima. Quella di Tsegehans Waldeslassie, giovane eritreo nato nel 1980 ad Asmara che, come migliaia di altri suoi connazionali ogni anno, ha deciso di sottrarsi al destino che la dittatura di Afeworki impone a tutti i suoi cittadini, ossia un servizio di leva obbligatorio e a tempo indeterminato. Per provare a vivere una vita diversa, il giovane protagonista ha davanti a sé una sola strada: la fuga, il deserto sudanese, i trafficanti di uomini, la Libia e quel Mediterraneo che unisce Africa ed Europa ma il cui fondo è ricoperto di cadaveri. Una storia vera, necessaria, per dare un volto ai numeri con cui veniamo bombardati dai media e riconoscervi dei tratti umani.

Karim Miské, Appartenersi (Fazi Editore)

Guardarsi allo specchio e non riuscire a trovare un punto al quale ancorare la propria identità. Inseguire tratti fisici, il taglio degli occhi, il colore della pelle, ricordare parole in lingue diverse che rimbalzano in testa tra un ricordo e l’altro, ritrovarsi al crocevia di mondi distanti eppure vicini, sovrapposti, coincidenti. Tutto questo è Appartenersi, un po’ autobiografia, un po’ ricerca interiore, un percorso accidentato, spesso doloroso, disseminato da ostacoli che assumono la forma insidiosa e apparentemente inoffensiva di domande come “Dove vuoi fare il servizio militare, in Francia o in Mauritania?”. E rispondere è difficile se sei figlio di padre mauritano, diplomatico e musulmano, e di madre francese, femminista e attivista politica. Se sei nato ad Abidjan e poi hai viaggiato ovunque, persino nell’Albania di Henver Hoxha. Se sei il “granello di sabbia nell’ingranaggio dell’identità”.

Alexander McCall Smith, Il salone di bellezza per piccoli ritocchi (Guanda)

E che estate sarebbe senza l’allegra e sorniona compagnia di Precious Ramotswe e della sua N. 1 Ladies’ Detective Agency? Di sicuro un’estate più triste, ma niente paura: anche quest’anno potrete infilare in valigia un altro gustosissimo capitolo della movimentata vita della detective più famosa dell’Africa! Tra una tazza di tè e una fetta di torta, in questo libro la signora Ramotswe, detective dal fisico (e dalla placida saggezza) tradizionale perfettamente a suo agio a Gaborone, capitale del Botswana, dovrà risolvere il caso complicato di un’eredità contesa, e dovrà farlo tutta sola. La signora Makutsi, sua fedele segretaria e compagna di avventure, ha avuto la vita scombussolata dal matrimonio e dall’arrivo di un pargolo da accudire, mentre il discreto e adorabile signor J.L.B. Matekoni è alle prese con una crisi di mezza età e con il desiderio di rinnovare la sua immagine di marito e di uomo. Insomma, un gran da fare per la signora Ramotswe!

Chigozie Obioma, I pescatori (Bompiani)

Quello dello scrittore nigeriano Chigozie Obioma è un romanzo-rivelazione sotto tanti punti di vista. Lo è perché ha fatto conoscere in moltissimi paesi il suo giovane autore, finalista al Man Booker Prize nel 2015. Ma lo è soprattutto perché è un libro che cresce piano piano, trascinando il lettore in una trama fitta che rivela gradualmente un microcosmo in cui mito e storia familiare, sublime e tragico si intrecciano sullo sfondo di una Nigeria in profondo cambiamento. È la storia di quattro fratelli che, subito dopo il trasferimento del padre in una città lontana, decidono di cominciare a pescare nel fiume vicino, trasgredendo apertamente il divieto dei genitori. Ed è proprio nei pressi del fiume che i quattro protagonisti fanno un incontro che cambierà la loro vita per sempre, quello con il pazzo Abulu e con le sue terribili maledizioni. Un grande romanzo che racconta l’ineluttabilità del destino e della perdita attraverso lo sguardo delicato, e allo stesso tempo impietoso, del giovane Ben, il più piccolo dei “pescatori”.

Teju Cole, Punto d’ombra (Contrasto)

Che aspettava Teju Cole ad intrecciare il suo grande talento di scrittore con la sua passione per la fotografia? È questa la prima cosa che ci si chiede quando si sfoglia l’ultimo, riuscitissimo progetto dell’acclamato autore di Città aperta (Einaudi 2013) e Ogni giorno è per il ladro (Einaudi 2014). Il libro nasce da un episodio realmente accaduto allo scrittore, fotografo e critico di origini nigeriane: nel 2011 ha perso per un breve periodo la vista a un occhio e – racconta – da quel momento il suo modo di vedere e di fotografare sono cambiati in modo radicale. Chi già conosce l’autore conoscerà anche il suo amore per la sperimentazione. In questo libro il cuore di essa sta nel rapporto ambiguo – e allo stesso estremamente prolifico – tra testo e immagine: cosa sorregge cosa? Cosa viene prima e cosa dopo? A partire da dettagli e attimi destinati a non tornare, Cole costruisce riflessioni dense di significato e lucidissime, che interrogano il nostro modo di guardare il mondo.

Nadine Gordimer, Il saccheggio (Feltrinelli)

Premio Nobel per la letteratura nel 1991, la scrittrice Nadine Gordimer è stata una delle voci più coraggiose e potenti nel Sudafrica pre e post Apartheid. Ha lasciato dietro di sé una grande quantità di romanzi e altri scritti che testimoniano il suo profondo rapporto con la letteratura e con la storia, una storia che l’autrice non ha mai avuto paura di affrontare e mettere in questione. Questa raccolta di racconti finora inediti in italiano rappresenta bene, oltre alla sua grandiosa abilità narrativa, le diverse facce della sua produzione: amore, storia coloniale, ironia, ingiustizia sociale, razzismo e immaginazione sono temi e dimensioni che si mescolano e si compenetrano in modo sapiente, originale e coinvolgente, lasciando spesso il lettore letteralmente a bocca aperta.

Ngũgĩ wa Thiong’o, Un matrimonio benedetto (Quarup)

Inediti in italiano, i racconti brevi del grandissimo scrittore e intellettuale keniano contenuti in questa raccolta furono pubblicati a metà degli anni Settanta, prima che l’autore abbandonasse l’inglese in favore del gikuyu, nella convinzione che fosse necessario decolonizzare la letteratura e, con essa, il pensiero. Ambientate alternativamente nel Kenya precoloniale, in transizione o indipendente, le storie narrate da Ngũgĩ raccontano il paese in modo caleidoscopico, attraverso le vicende di personaggi attanagliati da problemi e difficoltà. Sono tanti i fili rossi che legano le storie tra loro: il tema del segreto, quello dello scontro religioso, quello della relazione con gli altri, ma forse il tema che emerge più di tutti – in linea con le posizioni che l’autore non ha mai smesso di sostenere – è quello dei rapporti di forza e di potere e del ruolo che essi svolgono nella vita delle persone. Un libro imperdibile per chi già conosce e ama lo scrittore keniano, ma anche per chi voglia avvicinarsi per la prima volta alla sua produzione.

Helen Oyeyemi, Boy, Snow, Bird (Einaudi)

Quante volte avete ascoltato (o raccontato voi stessi!) la favola di Biancaneve? È una delle storie più narrate e amate di sempre: in questo affascinante romanzo la scrittrice britannica di origine nigeriana Helen Oyeyemi ci dimostra con successo che i temi chiave su cui si basa la favola funzionano alla perfezione anche se ci spostiamo nell’America del secolo scorso. Il libro è ambientato infatti a Flax Hill, in Massachusetts. Dopo la nascita di sua figlia Bird, Boy, moglie e madre quasi per caso, si accorge di essersi trasformata, suo malgrado, nella matrigna cattiva della bellissima e fino ad allora adorata figliastra Snow. Ma come è potuto avvenire? È a causa del segreto di famiglia che Snow avrebbe dovuto tacere e ha incautamente rivelato o c’è di più? Chi decide – sembra chiederci Oyeyemi – chi sono i buoni e chi sono i cattivi? Chi decide chi siamo? Rivisitando una favola classica, la giovane autrice dà vita ad un romanzo appassionante che racconta la natura inafferrabile dell’identità.

* La nostra lista è stata pubblicata sulla rivista Doppiozero per la rubrica Why Africa? a cura di Lettera27

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10 anni! – I nostri consigli di lettura per festeggiare il compleanno di GRIOT

Come sapete domenica 5 giugno è il compleanno di GRIOT: 10 anni di incontri, eventi, workshop, corsi…ma prima di tutto di libri!
E allora qual è il modo migliore per festeggiare se non comprare un libro? Per facilitarvi nell’impresa della scelta (sappiamo quanto sia ardua, siamo libraie!) abbiamo preparato delle liste che spaziano dall’Africa al Medio Oriente, dall’Atlantico nero all’Italia meticcia, dalla narrativa alla saggistica, dai classici alle ultime novità…insomma ce n’è per tutti i gusti, date un’occhiata!
Se avete già scelto il vostro titolo e non volete rischiare di non trovarlo scriveteci una mail a [email protected] per prenotarlo. Ci vediamo domenica alla festa…non portate regali, comprate un libro (anche due)!

I 5 preferiti di GRIOT

metàChimamanda Ngozi Adichie, Metà di un sole giallo (Einaudi 2016)
Un indimenticabile romanzo corale che racconta i terribili anni della guerra civile nigeriana.

Binyavanga Wainaina, Un giorno scriverò di questo posto (66th and 2nd 2013)
Un romanzo di formazione intenso e ricco di humor che racconta le tante Afriche attraversate dall’autore nel tortuoso percorso alla fine del quale è diventato scrittore

Jacques Stephen Alexis, Gli alberi musicanti (Edizioni Lavoro 2005)
I potenti dèi del voodoo haitiano sullo sfondo dei rivolgimenti politici che attraversano l’isola caraibica negli anni ’40. Un classico della letteratura postcoloniale

Maryse Condé, Segù. Le muraglie di terra (Edizioni Lavoro 2003)
Un’affascinante e ricchissima saga africana che si dipana attraverso gli ultimi tre secoli in Mali

Ken Saro-Wiwa, Sozaboy (Baldini Castoldi & Dalai 2005)
Un romanzo straordinario sull’insensatezza della guerra, opera di uno degli scrittori simbolo dell’Africa contemporanea, trucidato dal regime nigeriano nel 1995 per la sua militanza a favore del popolo Ogoni del Delta del Niger.

Le 5 novità di narrativa africana

i-pescatoriChigozie Obioma, I pescatori (Bompiani 2016)
Mito e storia familiare si intrecciano in questo tragico e bellissimo romanzo di formazione nigeriano

Helen Oyeyemi, Boy, Snow, Bird (Einaudi 2016)
La scrittrice britannica di origine nigeriana rivisita la favola di Biancaneve, dando vita ad un romanzo che racconta la natura inafferrabile dell’identità

Teju Cole, Punto d’ombra (Contrasto 2016)
Un eccentrico progetto che mette insieme fotografie e parole del grandissimo fotografo e scrittore nigeriano

Nadine Gordimer, Il saccheggio (Feltrinelli 2016)
Gli ultimi racconti inediti della scrittrice sudafricana Premio Nobel per la letteratura: una sintesi perfetta della sua produzione letteraria

Alexander McCall Smith, Il salone di bellezza per piccoli ritocchi (Guanda 2016)
L’ultimo caso della signora Ramotswe, la detective più famosa del Botswana

Le 5 novità di narrativa del Medio Oriente

damascoSuad Amiry, Damasco (Feltrinelli 2016)
La grande scrittrice palestinese racconta il magico passato della capitale siriana, attraverso un’appassionante saga familiare che sconfina nel drammatico presente

Abbas Khider, I miracoli (Il Sirente 2016)
Una moderna fiaba sulla condizione di rifugiato, che l’autore iracheno ha vissuto in prima persona

Haddad Saleem, Ultimo giro al Guapa (e/o 2016)
La primavera araba raccontata attraverso gli occhi di un giovane ragazzo omossessuale, tra marginalità, ribellione e repressione

Shady Hamadi, Esilio dalla Siria (Add 2016)
Dopo il grande successo deLa felicità araba”, Hamadi torna ad intrecciare la storia della Siria e la sua esperienza personale con lo scopo di rompere il muro di indifferenza e assuefazione che avvolge le tragiche vicende del Paese

Mohammed Dibo, E se fossi morto? (Il Sirente 2015)
Attraverso le vicende biografiche dell’autore, a partire dall’iniziale equivoco che dà il titolo al libro, il lettore ha sensazione di vivere in prima persona i drammi e le contraddizioni della Siria contemporanea, dal 2011 ad oggi

Le 5 novità di saggistica

trameeilmondoTa-Nehisi Coates, Tra me e il mondo (Codice 2016)
Cosa vuol dire per un afroamericano, per il corpo di un afroamericano, vivere nella società statunitense contemporanea? Il giornalista di Baltimora lo racconta senza mezzi termini in questo libro straordinario

Lorenzo Declich, Giulio Regeni. Le verità ignorate (Alegre 2016)
Una lucida decostruzione delle tante tesi “da spy story” sorte attorno alla tragica morte di Giulio Regeni, che contestualizza, invece, il suo omicidio nella recente storia egiziana e nell’odierno Stato di polizia che limita le libertà di tutti, attivisti egiziani e stranieri

Angela Davis, Autobiografia di una rivoluzionaria (Minimum Fax 2016)
La riedizione della biografia della mitica militante afroamericana, giovane filosofa, attivista comunista, leader delle Black Panther. Un testo che continua ad essere, a distanza di anni, un formidabile appello alla convergenza delle lotte.

Annamaria Rivera, La città dei gatti (Dedalo 2016)
Un’etnografia animalista e antispecista della splendida città marocchina di Essaouira, in cui l’analisi antropologica e la narrazione in prima persona si intrecciano e si alternano vivacemente

Giuliano Santoro, Al palo della morte (Alegre 2015)
Prendendo le mosse  dall’omicidio del giovane pakistano Shahzad nel quartiere romano di Tor Pignattara, l’autore – muovendosi tra diversi stili di narrazione, tra passato e presente – propone una ricca riflessione sul razzismo e le sue molteplici implicazioni nella periferia contemporanea

I 5 classici africani

Amos Tutuola, La mia vita nel bosco degli spiriti (Adelphi 1983)
Il libro più famoso del capostipite della letteratura nigeriana, un classico per eccellenza: un caleidoscopio di favole, del genere più alto e immortale, ambientate in diverse Città degli Spiriti.

SogniInTempoDiGuerraAhmadou Kourouma, Allah non è mica obbligato (e/0 2014)
Un dodicenne è il protagonista di questo travolgente romanzo del celebre scrittore ivoriano. Un’odissea che attraversa la tragica realtà degli eserciti dei bambini soldato

Ngũgĩ Wa Thiong’o, Sogni in tempo di guerra (Jaca Book 2012)
Le scrittore kenyano, tra i più grandi autori africani viventi, fonde il racconto della sua infanzia e adolescenza con quello dei grandi eventi storici (la lotta per l’indipendenza del Kenya, repressioni del governo britannico e il mondo kenyano post-indipendenza).

Baltasar Lopes, Chiquinho (Edizioni Lavoro 2009)
Una storia di formazione e di memoria che racconta l’esperienza della migrazione. Il romanzo più importante del padre della letteratura capoverdiana, tra le opere stimate dall’Unesco come «patrimonio dell’umanità»

Tayeb Salih, La stagione della migrazione a Nord (Sellerio 2011)
Il celebre scrittore sudanese racconta la storia di un intellettuale arabo lacerato tra la cultura tradizionale e l’educazione in un importante college inglese

I 5 consigli di Editoriaraba (grazie Chiara Comito!)

jouvence-qabbani-mie-poesie-belle.inddElias Khury, La porta del sole (Feltrinelli 2014)
L’amore e la vita al tempo della tragedia dei palestinesi

Jabbour Douaihy, San Giorgio guardava altrove (Feltrinelli 2012)
L’identità libanese alla prova della guerra civile, tra Tripoli e Beirut
Ahmad Saadawi, Frankenstein a Baghdad (e/o 2015)
Il realismo magico nell’Iraq contemporaneo, tra nuove e vecchie creature mostruose
Mahmud Darwish, Il giocatore d’azzardo (Mesogea 2015)
L’ultima raccolta poetica del più grande poeta arabo del Novecento
Nizar Qabbani, Le mie poesie più belle (Jouvence 2016)

La raccolta poetica per eccellenza del poeta siriano che cantò l’amore, l’eros e lo struggimento amoroso

 

I 5 gialli

mccallMoussa Konaté, Il commissario Habib. Due gialli in Africa (Del Vecchio 2015)
Due appassionanti gialli ambientati nel Mali contempora
neo, tra tradizione e progresso

Alexander McCall Smith, Precious e le scimmie. Il primo caso di Mma Ramotswe (Guanda 2015)
Una Precious Ramotswe di soli otto anni risolve il suo primo caso, ben prima di diventare la più famosa detective del Botswana. Il libro perfetto per condividere la passione per i gialli africani anche con i più piccoli!

Deon Meyer, Cobra (e/o 2015)
L’ultimo intrigante poliziesco del giallista sudafricano: un’indagine su dei misteriosi bossoli che portano incisa la testa di un cobra, sullo sfondo di una Citta del Capo post-apartheid

Tag Elsir, Il cacciatore di larve (Nottetempo 2013)
La divertente storia di un ex-agente segreto che vuole diventare scrittore ma si ritrova alle prese con la scomparsa del maestro cui aveva chiesto aiuto. Il romanzo sudanese è stato finalista del Premio Internazionale per la Narrativa Araba nel 2011

Pepetela, Jaime Bunda agente segreto (e/o 2006)
Un giallo denso di colpi di scena ambientato a Luanda, capitale caotica e multiforme dell’Angola.
I 5 afroitaliani
alifarah_comandante_sitoCristina Ubah Ali Farah, Il comandante del fiume (66th and 2nd 2014)

Un ragazzo, alle soglie dell’età adulta, alla ricerca di un passato che assume i contorni dell’immagine sfocata e quasi mostruosa del padre che ha abbandonato lui e la madre molti anni prima, e di un paese, la Somalia, che continua a vivere in un angolo della sua storia.

Igiaba Scego, Adua (Giunti 2016)
Il colonialismo italiano, la storia della Somalia negli anni ’70 e l’attualità delle tragedie nel Mediterraneo si intrecciano con la storia di Adua, giovane ragazza somala immigrata a Roma, e di suo padre

Kaha Mohamed Aden, Fra/intendimenti (Nottetempo 2010)
Una preziosa raccolta di racconti in cui l’esperienza autobiografica dell’autrice – nata a Mogadiscio e trasferitasi in Italia all’età di vent’anni – si intreccia con il desiderio di farsi portavoce di una narrazione collettiva

Gabriella Ghermandi, Regina di fiori e di perle (Donzelli 2007) 

Un lungo viaggio nel tempo e nello spazio, in cui scorrono la vita e le vicissitudini di una famiglia etiope nel periodo dell’occupazione italiana e della dittatura di Mengistù Hailé Malram
Amara Lakhous, Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio (e/o 2006)
Piazza Vittorio come la Via Merulana di Gadda nell’irresistibile racconto polifonico e multidialettale dello scrittore algerino Amara LakhousI 5 Premi Nobel

mandelaWole Soyinka, Aké, gli anni dell’infanzia (Jaka Book 2012)
Il capolavoro autobiografico del premio nobel nigeriano

Nagib Mahfuz, Miramar (Feltrinelli 2009)
Uno scrittore guarda Alessandria dalla finestra di una pensione e racconta le contraddizioni dell’Egitto dell’epoca (il libro venne pubblicato nel 1967)

Nadine Gordimer, Il conservatore (Feltrinelli 2009)
Spietato ritratto di un paese stretto nella morsa dell’apartheid, questo romanzo racconta le vicende di Mehring, un afrikaaner che insegue il mito della vita da gentiluomo di campagna isolato nella sua fattoria nei pressi di Johannesburg.

John Maxwell Coetzee, Scene di vita di provincia. Infanzia – Gioventù – Tempo d’estate (Einaudi 2016)
Un unico volume, recentemente edito da Einaudi, che raccoglie tre romanzi chiave per inquadrare le vicende esistenziali del grande scrittore sudafricano, tra violenza, straniamento e desiderio

Nelson Mandela, Il lungo cammino verso la libertà (Feltrinelli 1997)
La parabola esistenziale del padre del Sudafrica post-apartheid si intreccia e dà significato alla lotta di un intero popolo per la libertà e la dignità

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ALGERIA TOURS/DETOURS. Un focus sul cinema algerino, le sue rivolte passate e contemporanee.

Nell’ambito del festival Detour on the Road 2015 il Cineclub Detour (Via Urbana 107) propone un focus sul cinema algerino, le sue rivolte passate e contemporanee a cura di Aude Fourel, con la collaborazione di Moïra Chappedelaine-Vautier, Nabil Djedouani e Donatello Fumarola. Sarà un’occasione per scoprire il cinema  dei giovani dell’Accademia di Belle Arti di Algeri, protagonisti e testimoni della nascita politica di una generazione inquieta e insubordinata, oltre alle pellicole di  René Vautier, il regista di “Afrique50” proiettato da GRIOT qualche settimana fa, e poi Tariq Teguia, Tarek Sami, Karim Loualiche, Lucie Dèche.

Ecco il programma:

DETOUR ON THE ROAD FILM FEST 2015 ALGERIA TOURS/DETOURS
Un focus sul cinema algerino, le sue rivolte passate e contemporanee.

A cura di Aude Fourel. Con la collaborazione di Moïra Chappedelaine-Vautier, Donatello Fumarola, Nabil Djedouani

Tutti i film sono in versione originale con i sottotitoli in italiano.

MERCOLEDì 18 NOV (I parte)
h 20.30 Thwara Zanj (Rivoluzione Zanj) di Tariq Téguia
(2013, Algeria/Francia/Libano/Qatar. 116′)
“Attraverso il mio cinema cerco di proporre degli strumenti di lotta, delle armi”, Tariq Teguia.
Un giornalista algerino, mentre segue i conflitti interni nel sud dell’Algeria, ritrova casualmente le tracce delle antiche e dimenticate rivolte contro il califfato degli Abbasidi, avvenute in Iraq tra l’VIII e il IX secolo. L’utopia della rivoluzione pan-araba lo conduce a Beirut, la citta che un tempo era il simbolo delle speranze e delle lotte di tutto il mondo arabo. Storia di rivoluzioni, di un amore impossibile, di incontri mancati e di cose che si avvicinano e allontanano. Rivoluzione Zanj di Tariq Teguia è un cinema che scava nel passato lontano, per far riaffiorare energie presenti e che crea uno spazio nuovo fra il documentario e l’inchiesta storica.
A seguire incontro con Donatello Fumarola, fondatore di Zomia Cinema. Nel corso della serata, presentazione del libretto Ai rivoluzionari di Algeria e degli altri paesi, pamphlet allegato all’edzione DVD del film, un raro testo uscito alle soglie della guerra d’Algeria, scritto dall’Internazionale Situazionista fondata da Guy Debord e mai pubblicato in Italia. In collaborazione con Zomia Cinema.

DOMENICA 29 NOV (II parte)

h 19.30 Buffet di benvenuto

h 20.00 Infidjart degli Studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Algeri (2015, Algeria. 40′)
ANTEPRIMA ASSOLUTA
Séquence 01.Image fixe010Infidjart è il nome del movimento di lotta degli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Algeri, iniziato il 15 marzo 2015. Il film racconta questi mesi di rivendicazioni, di sciopero della fame, di azioni artistiche e di incontri con i politici per far ritrovare agli studenti uno spazio di libertà nella loro scuola, nella loro città, nella loro epoca. È la nascita politica di una giovane generazione inquieta e insubordinata. A guardare la tes
timonianza diretta della loro gioiosa militanza senza compromessi, ci torna in mente… una risata che vi seppellirà.

 

h 21.30 Avoir 20 ans dans les Aurès di René Vautier (1972, Francia. 90′).

affiche20ansIntroduce Aude Fourel.
Aprile 1961. Sulla catena montuosa delle Aurès, nell’est dell’Algeria, un commando dell’esercito francese, composto di coscritti bretoni, affronta un gruppo dell’Armata di Liberazione Nazionale. I soldati riescono a fare un prigioniero, ma uno di loro, maestro di scuola nella vita civile, rimane ferito durante l’assalto e ripercorre gli eventi degli ultimi mesi: la loro opposizione alla guerra in Algeria che li ha condotti in un campo di punizione per insubordinati, il loro capo che li ha trasformati, da giovani bretoni antimilitaristi a cacciatori di fellagha (i combattenti anti-colonialisti algerini), pronti a uccidere. Tutti tranne Nono… Questo film è un’immersione nelle contradizioni della guerra d’Algeria e dell’animo umano. Elogio della disobbidienza civile, il film disobbedisce anche a tutte le convenzioni formali del cinema: combinando cinema militante attivista e cinema sperimentale di performance, immerge gli attori in situazioni di conflitto attestate da storie vere e testimonianze raccolte, lasciandoli liberi di scegliere e reagire. Avoir vingt ans dans les Aurès trasforma vent’anni di lotta anticoloniale in cinema sperimentale libertario.

VENERDI 11 DICEMBRE (III parte)

Introduce le proiezioni Aude Fourel

h19.30 Buffet di benvenuto

h 20.00 Le peuple en marche, Regia collettiva (1962, Algeria. 50′)
ANTEPRIMA ITALIANA
Sotto la direzione di René Vautier, direttore del Centro Audiovisivo di Algeri, giovani registi algerini puntano le loro cineprese sul passato, sul presente e sul futuro che sognano per l’Algeria. Speranze nutrite di socialismo. Un’Algeria nuova, liberata dal giogo dei colonizzatori, in marcia verso l’avvenire e la sua ricostruzione. È il primo film dell’Algeria indipendente.

A seguire collegamento Skype con i registi

A seguire collegamento Skype con gli studenti dell’Accademia di Algeri.

h 21.30

Chantier A di Tarek Sami, Karim Loualiche e Lucie Dèche (2013, Algeria/Francia. 102′)
ANTEPRIMA ITALIANA

Il film racconta il viaggio del co-regista Karim Loualiche e il suo rientro in Algeria dopo dieci anni di assenza. Un ritorno a casa non semplice. Mentre girovaga per l’area costiera di Kabylia, riaffiorano i ricordi di una casa che brucia e le ragioni della sua partenza. Il documentario e la finzione si mescolano dando forma una nuova entità: un’Algeria personale modellata dalla Storia e dalla Memoria.

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Gabriella Ghermandi e Atse Tewodros Project in tour!

Tre anni fa Gabriella Ghermandi fu nostra ospite da GRIOT per presentare il suo “Atse Tewodros Project” e lanciare una campagna di finanziamento dal basso per dare corpo a quel progetto fondato sull’incontro tra musicisti etiopici di tradizione e musicisti italiani. Da allora Atse Tewodros Project ne ha fatta di strada e prosegue il suo viaggio in un tour che dal 25 settembre al 10 ottobre toccherà molte città italiane!


bozza_foto_gabri-mic_copia2Atse Tewodros Project nasce nel 2013 in uno studio di registrazione di Addis Abeba con l’uscita del primo disco di Gabriella Ghermandi, un sogno diventato realtà che il 25 settembre inizierà il secondo tour italiano. Dopo aver ottenuto l’importante riconoscimento come vincitore della competizione internazionale di world music Battle of the bands,  ed avere siglato un contratto con la Arc Music Records, Atse Tewodros Project prosegue il suo viaggio con 8 concerti in altrettante città italiane da nord a sud. Si parte da Venezia il 25 settembre per terminare a Bologna il 10 ottobre, dopo aver toccato Napoli (26/9), Roma (27/9), Padova (2/10)e Casale Monferrato ( 3/10), Parma (7/10) e Pergine Valsugana (9/10).

Il 2015 è un anno particolarmente significativo per Atse Tewodros Project.  80 anni fa, il 3 ottobre 1935, l’esercito italiano invadeva brutalemente l’ Etiopia, una pagina della storia italiana che il progetto musicale ideato dall’artista italo etiopica Gabriella Ghermandi vuole ricordare, per “non dimenticare”, ma anche per parlare della relazione tra i due paesi, che nonostante tutto, dal passato prosegue verso il futuro.
E Gabriella Ghermandi ne vuole parlare attraverso una proposta artistica, un dialogo tra musicisti etiopici ed italiani uniti da un comune pensiero, un comune intento: proporre un percorso di pace attraverso l’arte.
“Il popolo etiopico e il popolo italiano saranno amici per sempre” è la frase che, generosamente, il popolo etiopico ha deciso di porre  ad Axum di fronte alla stele prelevata dal governo di Mussolini, come bottino di guerra, e resituta all’Etiopia nel 2005. Il popolo etiopico ha voluto scordare gli orrori di quella terribile occupazione e ha scelto di ricordare le relazioni che sono nate tra italiani ed etiopici. Come disse una volta un vecchio monca a Gabriella: “Un tempo abbiamo litigato con il governo del paese di tuo padre, che voleva comandare in casa nostra, ma poi abbiamo cacciato quel governo e con gli italiani che sono rimasti abbiamo vissuto in pace e abbiamo creato tante famiglie”.
Il legame con l’Italia in Etiopia è evidente ad ogni angolo di strada. Nei bar si ordina il “macchiato” e fuori da ogni autofficina c’è scritto “frizione”; “balestra”, i ristoranti tradizionali nei giorni di quaresima, circa 200 in un anno, a fianco ai piatti tradizionali offrono “spaghetti al pomodoro” e “spaghetti alle verdure”… e questi sono solo piccoli scorci della vita quotidiana. Altre trame tessute sono presenti ovunque, per chi le vuole vedere.
“In Italia invece – sottolinea Gabriella – dell’Etiopia si sa poco o nulla. Molti giovani non sanno neppure che l’Italia ha occupato l’Etiopia non più di 80 anni fa. E molti non si accorgono che la maggior parte dei migranti che arrivano con i barconi sono giovani provenienti dal Corno d’Africa, un tempo “territorio italiano”, che fino a qualche anno fa venivano nel nostro paese perché l’Italia non era per loro un paese estraneo”.

Atse Tewodros Project è  un progetto che mette in dialogo musicisti etiopici di tradizione e musicisti italiani, su memoria storica e  futuro comune. Un gruppo composto da tre musicisti italiani (Michele Giuliani pianoforte, Tommy Ruggero alla batteria e percussioni, Camilla Missio al basso), 4 musicisti etiopici di tradizione (Endres Hassan violino monocorda, Fasika Hailu lira  etiopica, Yohanns Afework  flauto di canna di fiume, Mesale Legesse batteria tradizionale  etiopica) più l’ideatrice Gabriella Ghermandi voce e anima del gruppo. Pur essendo un progetto nuovo, i musicisti sono professionisti che da anni si esibiscono nei festival più prestigiosi. I musicisti etiopici fanno parte del gruppo Ethiocolor che quest’anno è stato uno dei gruppi ufficiali del WomeX Contest (la più grande vetrina internazionale di world music in Europa) e sono stati i musicisti invitati anche al G7 di Monaco di Baviera da poco conclusosi. Inoltre alcuni di loro sono stati i musicisti del maestro Mulatu Astatke (flautista Yohanns Afework e violinista Endres Hassan), altri lavorano con i The EX (Endres Hassan e Mesale Legesse) e ancora Imperial Tiger Orchestra, Paolo Angeli (Endres Hassan), così anche i musicisti italiani, i quali hanno collaborato con Paolo Fresu,Faraualla, Gabin Dabiré, Samuele Bersani, Vasco Rossi, Laura Pausini, orchestra della RAI.

La tournée 2015 di Atse Tewodros Project è sostenuta da: Onorevole Cecile Kyenge, Banca Popolare Emilia Romagna, Coop Adriatica, Turkish Airlines e Unipol. La tournée ha inoltro il patrocinio della Regione Emilia Romagna e il patrocino di Eccar (Rete Unesco delle città europee contro il razzismo)

Per info: http://www.atsetewodros.org/

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Di pagina in pagina, attraverso l’Africa. I nostri consigli per l’estate su Doppiozero

vetrina

Niente più di una lista di libri fa venire voglia di leggere: lo sanno tutti i lettori, gli amanti dei libri perennemente a caccia di nuove piste da seguire, di nuovi luoghi da esplorare, di nuovi scrittori e scrittrici da adorare. Lo sanno bene le appassionate libraie di GRIOT, il piccolo grande angolo di Africa nel cuore di Roma, sempre prodighe di consigli di lettura a tutti quelli che mettono piede nella libreria di Via S. Cecilia, a Trastevere. Proprio da GRIOT arriva dunque un piccolo dono per i lettori e le lettrici in procinto di partire per le vacanze (e non solo): una selezione degli “afro-titoli” più interessanti pubblicati quest’ultimo anno in Italia. Ce n’è davvero per tutti i gusti, perciò… venite a trovarci, siamo aperti fino al 7 agosto!

NoViolet Bulawayo
C
’è bisogno di nuovi nomi (Bompiani)

Un esordio letterario davvero straordinario. Al centro, le vicende di una bambina, Darling, che vive mille avventure per le strade del suo quartiere, assieme ai suoi amici, in uno Zimbabwe che piano piano sprofonda nel caos. Darling ha la possibilità di scappare in America, ma nemmeno lì la vita è rose e fiori per un’immigrata come lei. Una storia avvincente, narrata con una lingua originale che consente al lettore di vedere il mondo con gli occhi della sua protagonista.

Teju Cole
Ogni giorno
è per il ladro (Einaudi)

Lagos madre e matrigna di un figlio partito, anzi fuggito alla chetichella senza quasi nemmeno salutare, un giorno di tanti anni prima. Al suo ritorno l’uomo, voce narrante, trova una città familiare e irritante, benevola e assolutamente inafferrabile, faticosa e affascinante. Un viaggio di ritorno impossibile e delirante, punteggiato da foto che lasciano intravedere la città attraverso crepe e aperture quasi casuali.

Alain Mabanckou
Pezzi di vetro
(66th and 2nd)

Un’ode alla letteratura e all’Africa scritta dall’eclettico e mai scontato scrittore congolese. Il Credito a morte è un bar assurdo, aperto 24 ore su 24 grazie alla tenacia del suo proprietario, Lumaca testarda, che vede passare davanti a sé un’umanità diversa, presa tra allegria e tragedia, piena di storie da raccontare. Toccherà al cliente storico, Pezzi di vetro, amante della letteratura e del vino, raccontare tutto questo, alternando descrizioni esilaranti con citazioni letterarie che faranno la gioia di qualsiasi lettore accanito.

Chimamanda Ngozi Adichie
Americanah
(Einaudi)

Il terzo romanzo di una delle star assolute del firmamento letterario africano è forse quello che più somiglia alla sua autrice, nota ormai in tutto il mondo, che ha all’attivo una produzione hollywoodiana tratta dal suo Metà di un sole giallo (Einaudi 2008) e un’apparizione in un video di Beyonce. Americanah racconta di Ifemelu, giovane nigeriana di buona famiglia che studia negli Stati Uniti e che proprio oltreoceano scopre di essere “nera” e “in minoranza”, recuperando i ricordi che ancora la legano alla sua città natale e soprattutto a Obinze, il ragazzo amato da adolescente e mai davvero dimenticato. Ne approfittiamo per segnalare anche il pamphlet intitolatoDovremmo tutti essere femministi (Einaudi 2015), adattamento di una conferenza TEDx nella quale Adichie riflette su cosa significhi essere donna oggi.

Ondjaki
Nonnadiciannove e il segreto del sovietico
(Il Sirente)

Ondjaki è uno degli scrittori africani più interessanti e innovativi, e con questo romanzo riesce a raccontare le crepe e le contraddizioni dell’Angola postcoloniale senza appesantire la narrazione di retorica politica. Le surreali vicende che ruotano attorno a un improbabile mausoleo a lode e gloria del Compagno Presidente Agostinho Neto e al piano per farlo saltare in aria sono osservate attraverso gli occhi di un bambino che parla una lingua inedita, infantile e coltissima, che cerca di adattarsi alla realtà, senza rinunciare a interpretarla.

Okey Ndibe
Il prezzo di dio
(Edizioni Clichy)

Ike è un nigeriano che vive a New York. La sua è una vita fatta di complicazioni e stenti, occupata dalle necessità più immediate: sbarcare il lunario, assicurarsi documenti in regola, soddisfare le richieste sempre più pressanti dei parenti rimasti a casa. Dopo una serie di vicende che lo portano quasi alla disperazione, Ike viene a sapere che forse c’è un modo per risolvere i suoi problemi: vendere a una galleria d’arte una delle divinità del suo villaggio natale. Ma il viaggio di ritorno alle sue origini non sarà né facile né indolore…

Dinaw Mengestu
Tutti i nostri nomi
(Frassinelli)

La storia di un’amicizia che nasce all’università di Kampala, in Uganda, e approda in America, portando con sé un lascito di esperienze e sogni che diventano sempre più essenziali e reali, in un mondo che il protagonista, Langston, sente di non possedere mai fino in fondo. Un altro splendido capitolo della continua riflessione su identità ed emigrazione, amicizia e rinascita che l’autore di origini etiopi conduce nei suoi romanzi.

Noo Saro-Wiwa
In cerca di Trans-Wonderland
(66thand2nd)

Un libro che racconta la Nigeria con lo sguardo di una viaggiatrice d’eccezione: Noo, figlia dello scrittore e attivista Ken Saro-Wiwa. Noo ha con la Nigeria un rapporto di amore e odio: non ci è nata ma la conosce da piccola, quando suo padre costringeva la famiglia a trascorrervi delle vacanze estive che i figli vivevano come un supplizio. Dopo la morte del padre niente più vacanze, un lungo periodo di lontananza, interrotto quando il desiderio di scoprire davvero il cuore del paese ha la meglio sui fantasmi del passato.

Mia Couto
La confessione della leonessa
(Sellerio)

In Mozambico, in un villaggio remoto, i leoni attaccano gli uomini, uccidendone a decine. Il governo invia uno squadrone dell’esercito per debellare le bestie assassine. I soldati, però, dovranno affrontare non solo le fiere ma anche gli uomini e le loro credenze ancestrali, piegate a leggere e interpretare un mondo contemporaneo fatto di tensioni e conflitti.

Emilio E. Manfredi
La vita
è brutale e poi muori (Mondadori)

Un noir che tiene con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina, ambientato tra l’Etiopia in espansione e la Costa d’Avorio in preda alle violenze post-elettorali, la Guinea Bissau porto d’ingresso della droga colombiana in Europa e la Calabria dei manovratori criminali di questi traffici. Al centro di questa rete, Valerio Montale, un po’ giornalista un po’ trafficante, personaggio devastato da alcool e cinismo ma con una missione da compiere: salvare la figlia, la piccola Malaika, unica àncora di salvezza in un universo allucinante. Esordio letterario di uno straordinario scrittore italiano con l’Africa sotto la pelle.

Damon Galgut
Estate artica
(Edizioni e/o)

Lo scrittore sudafricano racconta la storia dello scrittore britannico E.M. Foster, autore acclamato di Passaggio in India e Camera con vista, la cui esistenza fu segnata dalle difficoltà di essere omosessuale in un’Inghilterra puritana e dal desiderio di trovare altrove, negli esotici e bizzarri territori imperiali, stili di vita opposti a quelli della madrepatria. Una storia che è occasione per parlare di differenze e discriminazioni, di incontri e tentativi di dialogo, sullo sfondo di una vicenda, quella dell’imperialismo coloniale, che ha plasmato il nostro mondo.

Wole Soyinka
Africa
(Bompiani)

L’invito del grande scrittore e drammaturgo nigeriano, premio Nobel per la letteratura, ad andare oltre gli stereotipi sul continente africano, sia quelli che ne prevedono la morte imminente che quelli che ne esaltano in modo acritico una vivacità priva di sfaccettature. E la speranza che il futuro veda l’arrivo di una nuova stirpe di esploratori che non sia interessata a saccheggiare ma a comprendere.

David Van Reybrouck
Congo
(Feltrinelli)

Un saggio che ha avuto un’enorme risonanza internazionale, focalizzato sulla storia di un paese, il Congo, centrale per comprendere le vicissitudini coloniali e postcoloniali di un intero continente. Congo contiene la storia e la geografia, l’archeologia e l’agronomia, la politica del cuore dell’Africa, ricco di risorse e proprio per questo maledetto. Una storia che mette a nudo le vergogne dell’Europa che dei battiti di quel cuore e delle sue risorse si è nutrita e continua a nutrirsi.

* La nostra lista è stata pubblicata sulla rivista Doppiozero per la rubrica Why Africa? a cura di Lettera27

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“Why Africa?” Una nuova rubrica dedicata all’universo culturale che si muove in Africa

La Fondazione lettera27 inaugura oggi “Why Africa?”, una nuova rubrica sul sito dell’Associazione Doppiozero

meshac_gaba_0Da oggi, 7 ottobre, è online sul sito web dell’Associazione Doppiozero una nuova rubrica a cura della Fondazione lettera27. Ve la segnaliamo, e vi consigliamo di seguirla per conoscere l’universo culturale che si muove nel continente africano. Di seguito la presentazione della rubrica a cura di Elena Korzhenevich di lettera27:

Perché l’Africa? Da parecchi anni lettera27 si dedica all’esplorazione di temi legati al continente africano e con questa nuova rubrica vogliamo aprire un dialogo con i protagonisti culturali che si occupano dell’Africa. Qui potranno esprimere opinioni, raccontare storie, stimolare il dibattito critico e suggerire idee per ribaltare i tanti stereotipi che circondano questo immenso continente.

Ci piacerebbe aprire con questa rubrica nuove prospettive: geografiche, culturali, sociologiche. Creare stimoli per imparare, per essere ispirati, ripensare e condividere conoscenze. Per il pezzo d’apertura abbiamo chiesto ai nostri partner, protagonisti culturali a noi vicini, e a intellettuali di tutto il mondo, di rispondere ad una domanda chiave, che dà il nome della rubrica: “Why Africa?”. Abbiamo lasciato la domanda deliberatamente aperta, invitando ciascuno a darci una risposta a partire dal proprio specifico contesto. Questo primo pezzo è una collezione di alcune delle risposte arrivate. Vuole aprire la conversazione, porre altre domande e sperare di trovare nuove risposte.

Ed ecco il link alla rubrica: Why Africa?

(nell’immagine: Meschac Gaba, Ensemble, 2012, Inkjet print on synthetic canvas, 140 x 240cm. Courtesy Stevenson Gallery)

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Anche GRIOT sta con la sposa!

“Quale poliziotto di frontiera chiederebbe mai i documenti a una sposa?”

Schermata 2014-06-04 alle 14.30.51Questo è il periodo dei matrimoni: le belle giornate e i colori della primavera che si avvia a grandi passi verso la calda estate sono la cornice perfetta per il fatidico “sì”. Tra le tante spose che in questi giorni stanno contando le ore che le separa dal loro grande giorno, ce n’è una davvero speciale. Una sposa di cui fino a un paio di settimane fa nessuno sapeva nulla, ma che è ormai sulla bocca di tutti. Di lei parlano radio e giornali, del suo matrimonio circolano foto e notizie sparse, come una vera star. Ma non è una star, non una di quelle che riempie le copertine delle riviste di gossip. E’ la sposa che guida il corteo di nozze più folle e visionario di tutti i tempi, un corteo che parte da Milano e attraversa l’intero continente europeo, da sud verso nord, fino alla Svezia. Stiamo parlando del bellissimo progetto documentaristico ideato da Gabriele Del Grande, Antonio Agugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry, “Io sto con la sposa”, una sfida aperta, lanciata con l’arma dell’ironia e della goliardia, alle aberrazioni fatte di leggi e frontiere ottuse che costituiscono la Fortezza Europa. Un progetto nato dall’incontro tra un poeta palestinese siriano e un giornalista italiano con un gruppo di cinque palestinesi e siriani sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra con il sogno di raggiungere l’Europa del nord e una nuova vita. Un viaggio impossibile, nell’Europa delle impronte digitali, delle trafile burocratiche, delle sistematiche violazioni dei diritti di asilo e dei più basilari diritti umani, primo fra tutti quello al viaggio. E allora eccola apparire, lei, la sposa: sarà lei a guidare la spedizione, trasformata in corteo nuziale: chi oserebbe mai fermare una sposa in viaggio verso l’altare?

Avrete letto di sicuro molto su questo viaggio, ma potete fare di più: con il vostro contributo, “Io sto con la sposa” diventerà un documentario, l’occasione per tutti voi di trasformarvi in invitati al matrimonio più incredibile a cui abbiate mai partecipato. Cliccando qui arriverete sul sito del progetto: ci troverete tante informazioni, immagini e notizie, e soprattutto le istruzioni per fare una donazione e contribuire alla realizzazione di questa incredibile impresa! GRIOT, assieme a centinaia di altre persone e associazioni, fa già parte del corteo nuziale: voi che aspettate?

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La Giornata mondiale del libro si tinge di Africa!

Port Harcourt, in Nigeria, sarà da oggi la capitale mondiale del libro per il 2014! Per festeggiare con voi, da oggi e fino a domenica 27 aprile vi aspettiamo in libreria con uno sconto del 10% su tutti i libri!

1003px-Un-nigeriaIl 23 aprile si celebra la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Istituita dall’UNESCO nel 1996, ha come scopo quello di incoraggiare a scoprire il piacere della lettura e a valorizzare il contributo che gli autori danno al progresso sociale e culturale dell’umanità (cit. Wikipedia). Una giornata che naturalmente GRIOT vuole celebrare assieme a tutti i suoi fedeli amici-lettori, quest’anno con un motivo in più: a partire da oggi e per un anno, infatti, sarà la città nigeriana di Port Harcourt la capitale mondiale del libro! E’ la prima volta che una città dell’Africa sub-sahariana ottiene questo riconoscimento, dal nostro punto di vista quasi obbligato per un paese che vanta una scena letteraria vivacissima, diversificata e soprattutto conosciuta e apprezzata in tutto il mondo e da pubblici vari. Ricordare uno per uno i grandi autori che la Nigeria ha donato al mondo sarebbe impresa lunga e sicuramente dimenticheremmo qualcuno: ne abbiamo voluto comunque scegliere quattro, molto amati da noi griotte per motivi diversi. Innanzitutto, Chinua Achebe, uno dei grandi padri della letteratura africana, scomparso a marzo dello scorso anno e autore di opere fondamentali come “Il crollo”, “La freccia di Dio”, “Ormai a disagio”. Tradotti in italiano, ma purtroppo fuori catalogo, attendiamo da anni che qualche casa editrice si decida a riproporli!
Wole Soyinka, grande scrittore e drammaturgo, la cui opera ha travalicato i confini del continente per imporsi con la sua eccellenza anche a un pubblico occidentale, fino a conquistare nel 1986 il Premio Nobel per la letteratura.
Ken Saro Wiwa, scrittore, poeta, attivista e produttore televisivo, tra gli intellettuali più significativi dell’Africa postcoloniale, giustiziato nel ’95 dal regime del suo paese per la sua lotta in difesa del popolo ogoni e del territorio del Delta del Niger, devastato dalle multinazionali del petrolio. Il suo immenso “Sozaboy” è una delle più profonde e disarmanti riflessioni sulla guerra dal punto di vista di chi finisce triturato nei suoi funesti ingranaggi.
Infine, Chimamanda Ngozi Adichie, brillante scrittrice per la quale – lo confessiamo – noi di GRIOT abbiamo tutte un debole. Abbiamo amato il suo “L’ibisco viola”, consigliandolo a moltissime insegnanti che continuano a farlo leggere ai loro studenti; abbiamo letteralmente venerato “Metà di un sole giallo”, come ben sa chiunque di voi sia entrato in libreria chiedendo un consiglio su un romanzo da leggere e si è ritrovato in mano proprio questo libro di cui abbiamo sempre una discreta scorta; attendiamo con ansia la pubblicazione in italiano del nuovo romanzo, “Americanah”, che dovrebbe uscire quest’anno, e che alcune di noi hanno già letto in originale perché proprio non ce la facevamo ad aspettare…!

La lista, come già detto, è lunga e variegata. Noi vi aspettiamo in libreria per raccontarvela, e con l’occasione, vi offriamo fino a domenica 27 aprile uno sconto del 10% su tutti i nostri libri! Non lasciatevi sfuggire questa occasione: d’altra parte, leggere dei libri ci pare decisamente il modo migliore per festeggiare con noi questa giornata!

P.S. Venerdì 25 aprile, però, la libreria sarà chiusa, prendete nota!

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Ed ecco una nuova sezione del sito di GRIOT!

Quattro chiacchiere su libri, film, musica, viaggi… con l’Africa nel cuore!

griot interiorNon contente di dispensare consigli appassionati e difendere a spada tratta i libri che abbiamo amato di più quando venite a trovarci in libreria, abbiamo deciso di raccontarvi queste passioni anche sul nostro sito, inaugurando una nuova sezione! Qui ci troverete aneddoti, recensioni, racconti delle nostre presentazioni e dei nostri eventi, ricordi di personaggi o date importanti per noi e per tutti quelli che amano l’Africa e il Medio Oriente. E soprattutto, tanti tanti tanti consigli di lettura per chi nutre un’insaziabile curiosità per una parte di mondo dalla quale, come recita lo slogan che abbiamo preso in prestito da Plinio il Vecchio, “c’è sempre qualcosa di nuovo”.

Cercheremo di aggiornare questa nuova sezione, alla quale teniamo moltissimo, con la massima regolarità, e per farlo chiediamo aiuto anche a voi, amiche e amici di GRIOT: saremo ben felici di ospitare anche le vostre riflessioni su un libro, un film, un concerto, un viaggio che abbiano l’Africa e il Medio Oriente nel cuore.

Si comincia!

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