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Circolo di Lettura di GRIOT: “Una birra al circolo del biliardo” di Waguih Ghali (2019, Francesco Brioschi Editore)

Sabato 14 marzo alle 18, incontro del Circolo di Lettura di GRIOT per discutere di “Una birra al circolo del biliardo” di Waguih Ghali (2019, Francesco Brioschi Editore).

Una birra al circolo del biliardo è un cult della letteratura egiziana moderna, pubblicato nel 1964 in inglese e ambientato al tempo della crisi di Suez. Il protagonista è un giovane e ricco dandy del Cairo, che passa le sue serate a bere e giocare in un club notturno, disgustato dalla guerra, affascinato ma allo stesso tempo deluso dall’Occidente, amareggiato dal suo paese che però ama profondamente. Un romanzo che i giovani egiziani hanno riscoperto nel momento rivoluzionario post 2011, riconoscendosi nei turbamenti e nelle delusioni del protagonista, e che da allora è diventato un vero e proprio bestseller.

L’appuntamento per parlarne è il 14 marzo 2020 alle 18. L’incontro è aperto anche a chi non ha letto il libro (ma poi non lamentatevi se vi sveliamo la trama!)

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Presentazione di “Storia del pensiero politico palestinese” di Maher Charif (2018, Edizioni Zikkaron) – INCONTRO RIMANDATO

Domenica 8 marzo alle 18, GRIOT ospita la presentazione del volume  “Storia del pensiero politico palestinese” di Maher Charif (2018, Edizioni Zikkaron). Insieme all’autore partecipano Wasim Dahmash, docente di lingua e letteratura araba e Ignazio De Francesco (Edizioni Zikkaron).

La prima uscita in arabo del libro di Maher Charif, con il titolo Alla ricerca di una entità. Storia del pensiero politico palestinese 1908-1993, pubblicato nel 1995 (Cipro, Centro di ricerca e studi socialisti nel mondo arabo), fu accolto dalla critica come il primo tentativo di superare la parzialità tematica e scientifica di molti lavori precedenti, applicandosi allo sforzo di «leggere la storia attraverso documenti degni di fede». Il volume, infatti, racconta l’evoluzione del modo in cui i palestinesi hanno pensato se stessi, gli ebrei e gli altri arabi nel corso di un secolo.

Questa nuova edizione, aggiornata ai giorni nostri, è dunque una storia completa non degli eventi ma del pensiero politico palestinese. La ricerca di Charif segue passo dopo passo l’evoluzione prodottasi su quattro grandi sfide: appartenenza e distinzione dal mondo arabo circostante; scelta tra contro oppure accanto agli ebrei israeliani, definizione del proprio destino sul più vasto scacchiere internazionale e in particolare accanto agli altri popoli diseredati; invenzione ex novo di una società attraversata da forti tensioni, tra democrazia e autoritarismo, nazionalismo laico e religioso, palestinesi dei Territori, di Israele e della diaspora.

Nel trattare in modo organico l’ampia materia, Charif non esita a gettare luce anche sulle insufficienze, i ritardi, le contraddizioni interne al “palestinismo” del quale anch’egli è figlio. Puntando a conseguire il più alto livello di oggettività possibile, l’autore ha attinto a un deposito documentario vasto, formato esclusivamente da documenti originali e fonti di prima mano, capaci di condurre il lettore all’interno del dibattito politico.

Maher Charif fa parte di una famiglia di palestinesi fuggiti nel 1948 dalle proprie terre intorno a Jaffa, ha conseguito il dottorato alla Sorbona di Parigi con una tesi sulla storia del Partito comunista palestinese, del quale ha fatto parte. Membro del gruppo riformatore che ha dato vita al Partito del popolo palestinese dopo la fine dell’Unione Sovietica, è un intellettuale impegnato sul doppio fronte del riformismo religioso arabo e della questione palestinese. Il focus del suo interesse accademico è la storia del pensiero, ambito nel quale ha scritto anche un importante testo sull’evoluzione del concetto di jihad.

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Libri viaggianti da GRIOT a Lampedusa con Ibby Italia

Venerdì 28 febbraio alle 19, vi raccontiamo del nostro progetto “Libri viaggianti da Roma a Lampedusa” insieme a Giulia Franchi e Maddalena Lucarelli di Ibby Italia. 

La Biblioteca di Lampedusa è stata aperta nel 2017 ed è gestita da ragazzi e adulti volontari dell’isola, nata da un’idea di Deborah Soria, libraia romana di Ottomassimo, libreria trasteverina dedicata alla letteratura per l’infanzia e realizzata con Ibby, una organizzazione internazionale che promuove la diffusione dei libri per bambini e ragazzi.

Dopo aver costruito un bellissimo catalogo per l’infanzia, adesso la Biblioteca ha bisogno di libri per adulti e ha chiesto a GRIOT e ai suoi lettori di aiutare a comporre uno scaffale con testi di scrittori e scrittrici provenienti dall’Africa sub-sahariana e dal mondo arabo, nelle loro versioni originali (in francese, inglese e arabo) e in traduzione, per stimolare anche gli adulti italiani e migranti a frequentare la biblioteca.

GRIOT quindi ha lanciato la campagna “Libri viaggianti da Roma a Lampedusa” per raccogliere donazioni per comprare i libri che verranno mandati alla Biblioteca e ai suoi lettori.

Venerdì 28 faremo una chiacchierata con Giulia a Maddalena di IBBY Italia che ci racconteranno come è nata la Biblioteca e tutti i progetti che hanno in serbo per chi la frequenta! Sarà l’occasione per comprare dei libri che faranno parte dello scaffale o di fare una donazione per acquistarli. 

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Cena etiope da GRIOT

Domenica 1 marzo vi aspettiamo per il primo appuntamento con le Cene Culturali di GRIOT. Dalle ore 19,30, Aster Carpanelli, l’insegnante di lingua amarica di GRIOT, porterà succulenti piatti della cucina etiope per una cena vegetariana e ci racconterà della sua terra. 

Il menu della serata ethiopian-foodsarà composto da shiro wot a base di legumi, misir wot a base di lenticchie, atikilt wot a base di verdure e sigha wot  con manzo (ovvero lo zighini!). Il tutto sarà accompagnato dall’injera e da bevande.

I posti sono limitati ed è obbligatoria la prenotazione entro giovedì 27 febbraio scrivendo a [email protected] o chiamando lo 0658334116 

Costo della cena, quale sostegno all’Associazione Culturale Panafrica: 18€ (vino escluso).

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Weekend etiope da GRIOT, mercatino di artigianato tessile!

Sabato 29 febbraio e domenica 1 marzo torna il nostro appuntamento con l’Etiopia e i tessuti di WUBETU. 

Nelle giornate di sabato 29 febbraio e domenica 1 marzo GRIOT ospiterà il mercatino di artigianato tessile etiope dell’Associazione Culturale Panafrica, provenienti direttamente dall’Etiopia o elaborati dal laboratorio WUBETU: sciarpe, borse, portafogli, tovaglie, copriletto, cinture ricamate, cestini e numerosi bellissimi Gabi, tessuti da mani esperte su antichi telai.

I prodotti, coloratissimi e gioiosi,  sono lavorati in modo artigianale utilizzando esclusivamente cotone e fibre naturali.

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Presentazione di “Esengo” di Alessandro Cosentino (2019, NeoClassica edizioni)

Sabato 22 febbraio alle 18, GRIOT ospita la presentazione di “Esengo. Pratiche musicali liturgiche nella chiesa congolese di Roma” di Alessandro Cosentino. Con l’autore partecipano le docenti di Etnomusicologia Grazia Portoghesi Tuzi (Università La Sapienza di Roma) e Serena Facci (Università Tor Vergata di Roma).

Ogni domenica mattina in piazza di Pasquino a Roma, nei pressi di piazza Navona, si può udire un sound coinvolgente caratterizzato da andamenti ritmici provenienti dal cuore dell’Africa. Si tratta del coro Bondeko che anima il rito cattolico zairese nella chiesa della Natività di Gesù; esengo è la parola che in lingua lingala significa “gioia”.

Il volume è il risultato di una ricerca etnomusicologica condotta nella comunità congolese dal 2013, primo di una serie di monografie dedicate ad altri luoghi di culto frequentati da immigrati nella città di Roma. Esengo, realizzato in forma dialogica, si apre con un’introduzione storica del cristianesimo in Congo per poi focalizzarsi sulla storia della preziosa realtà congolese della chiesa della Natività. Seguono analisi e trascrizioni musicali di alcuni brani significativi del repertorio liturgico e un focus sulle pratiche musicali della Settimana Santa. Chiude il volume una sezione dedicata alle storie dei protagonisti del coro Bondeko. Esengo è corredato da un apparato multimediale che comprende fotografie e filmati documentati sul campo, disponibili alla pagina Multimedia di NeoClassica.

Il volume è stato realizzato in collaborazione con l’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” e con l’Ufficio Migrantes di Roma.

Alessandro Cosentino ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia, Scienze e Tecniche della Musica presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” dove è cultore della materia in Etnomusicologia. È docente di ruolo di Musica nella Scuola secondaria di I grado. Membro dell’International Council for Traditional Music, è redattore della rivista Etnografie Sonore / Sound Ethnographies.

Per NeoClassica, Alessandro Cosentino ha curato, insieme a Giorgio Adamo, Music traditions change and creativity in Africa.

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Circolo del Libro di GRIOT: “Kintu” di Jennifer Nansubuga Makumbi (2019, 66th&2nd)

Domenica 2 febbraio alle 18 le lettrici e i lettori del Circolo del Libro di GRIOT si incontrano per parlare di “Kintu” di Jennifer Nansubuga Makumbi.

Dopo “Una piccola morte” dello scrittore saudita Mohamed H. Alwan, il Circolo del Libro di GRIOT cambia continente e si sposta in Uganda per leggere uno dei romanzi africani più interessanti degli ultimi anni. Pubblicato a novembre 2019 da 66th&2nd, “Kintu” di Jennifer Nansubuga Makumbi, racconta la storia di Kintu, governatore di una provincia del Regno di Buganda alla metà del XVIII secolo, e di cinque dei suoi discendenti che dovranno affrontare le conseguenze di una maledizione scagliata contro il loro avo. “Kintu” è un romanzo che attraverso il racconto storico affronta temi come la mascolinità, l’omosessualità, la famiglia, la costruzione di un’identità nazionale, la malattia mentale.

Dalla recensione di Lesley Nneka Arimah su The Guardian “La bellezza del libro è che fotografa delle istantanee di differenti periodi della storia dell’Uganda, attraverso personaggi dinamici e avvincenti, con interessanti storie personali. Kintu è stato salutato come “Il grande romanzo ugandese” e merita questa definizione. Se da una parte Makumbi racconta la storia ugandese, dall’altra sovverte le convinzioni degli ugandesi su ciò che sono come popolo, interrogando la concezione comune di genere, religione e salute mentale. E guarda al patriarcato non attraverso le conseguenze che può avere per le donne ma da una prospettiva maschile (…) Il risultato è un libro che – come nel rovesciamento del mito di Kintu – esamina gli oneri del patriarcato degli uomini africani senza colpevolizzare le donne.”

Come si partecipa al Circolo del Libro? Basta leggere il libro e venire al prossimo incontro del 2 febbraio!

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Presentazione de “La nostra identità è Gesù Cristo” di Osvaldo Costantini (Franco Angeli 2019)

Sabato 25 gennaio alle 18 GRIOT presenta il saggio “La nostra identità è Gesù Cristo. Pentecostalismo e nazionalismo tra gli eritrei e gli etiopici a Roma” di Osvaldo Costantini.
A dialogare con lui ci saranno gli antropologi Pino Schirripa e Alessandro Lupo (Sapienza Università di Roma).

Il libro indaga le dinamiche relative alla diffusione della religione pentecostale all’interno dei gruppi di immigrati etiopici ed eritrei a Roma. In particolare, l’attenzione è posta sulla creazione di uno spazio sociale religioso relativamente libero dalla politica e dalle identità nazionali, uno spazio in cui assorbire le vecchie conflittualità. Il metodo etnografico è lo strumento con cui si studiano gli eventuali rischi, collettivi e politici da un lato, individuali ed esistenziali dall’altro, che una tale creazione porta con sé.
Il volume analizza la tensione tra le religioni protestanti in Eritrei ed Etiopici anche in prospettiva storica, attraverso la ricostruzione dei conflitti derivanti dall’arrivo dei missionari cattolici o protestanti in un’area dove, nonostante la convivenza tra musulmani e cristiani ortodossi, questi ultimi sono storicamente legati al potere centrale.
L’etnografia rileva infine tutte le pratiche e i discorsi volti a operare una condanna della partecipazione politica, in chiave religiosa attraverso metafore e costruzioni simboliche contenute nelle profezie e nelle predicazioni.

Osvaldo Costantini 
ha conseguito la laurea triennale con Amalia Signorelli alla Federico II di Napoli, la specialistica e il dottorato alla Sapienza, con Pino Schirripa. È assegnista presso la Sapienza di Roma e visiting researcher presso l’Istituto per gli studi religiosi della Fondazione Bruno Kessler di Trento.

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Presentazione di “Musica migrante. Dall’Africa all’Italia passando dal Mediterraneo” di Luca D’Ambrosio (2019, Arcana Ed.)

Domenica 26 gennaio, alle 18, GRIOT ospita la presentazione del libro “Musica migrante. Dall’Africa all’Italia passando per il Mediterraneo” di Luca D’Ambrosio, pubblicato da Arcana Edizioni. Insieme all’autore partecipa Massimo Bernardi, Rai Isoradio. 

«È veramente importante oggi raccontare la storia della nostra musica mentre si segue la migrazione dei popoli africani» Angélique Kidjo

«D’Ambrosio prova a occuparsi delle musiche di un bacino vasto come quello dell’Africa settentrionale e dell’Africa subsahariana. Parte, come giusto, dalle fondamenta per arrivare anche ai nuovi generi di musica popolare urbana. Si concede anche lo sfizio di approfondire alcuni temi apparentemente marginali come gli archivi digitali africani e i musicisti di seconda generazione in Italia» Valerio Corzani

Il blogger e critico musicale Luca D’Ambrosio prendendo spunto dalle drammatiche testimonianze dei migranti arrivati in Italia all’inizio del terzo millennio, decide di partire alla scoperta delle musiche di un intero continente: l’Africa. È un viaggio narrativo intrapreso con curiosità, entusiasmo e persino un pizzico di incoscienza che, tuttavia, riesce a mettere in evidenza alcuni aspetti umani, storici, culturali e finanche statistici di un universo musicale estremamente vasto e multiforme. È il background di una nuova generazione costretta ad abbandonare la propria terra, giovani africani che hanno attraversato prima il deserto e poi il Mediterraneo nel rischioso tentativo di trovare un futuro migliore, portandosi dietro un bagaglio di suoni e memorie che viaggiano sempre di più sulla Rete.  Musica migrante è un libro sui generis che racconta e analizza con semplicità e leggerezza la “musica africana”, fra tradizione e nuove contaminazioni, alla luce di una società e di un mercato discografico sempre più globalizzati e digitali.

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Presentazione di “Francesco d’Assisi, al-Malik al-Kamil, Federico II di Svevia. Eredità e dialoghi del XIII secolo” (2019, Edizioni Storia e Studi Sociali)

Sabato 18 gennaio, alle 18, GRIOT ospita la presentazione del saggio “Francesco d’Assisi, al-Malik al-Kamil, Federico II di Svevia. Eredità e dialoghi del XIII secolo” pubblicato da Edizioni di Storia e Studi Sociali. Partecipano due degli autori, Pino Blasone saggista e storico del mondo islamico e Carlo Ruta, saggista e storico delle civilizzazioni mediterranee. Insieme a loro ci saranno don Franco De Donno, ex-responsabile della Caritas di Ostia, e Mirella Arcamore, già presidente del Movimento Impegno Educativo Azione Cattolica. 

Nel 1219, durante la Quinta Crociata, Francesco d’Assisi incontrava il sultano di Egitto e Siria al-Malik al-Kāmil presso Damietta, città portuale situata sul delta del Nilo. I documenti dʼepoca che attestano l’evento sono numerosi; non esistono perciò motivi per dubitare della sua storicità. Tuttavia, particolari leggendari possono averne alterato il ricordo tramandato mentre alcuni dettagli, a dispetto della varietà delle fonti, restano in ombra. Insiste perciò la discussione storiografica per cercare di chiarire ciò che realmente accadde. E in questo contesto critico e interpretativo si colloca il presente lavoro di Pino Blasone, Franco Cardini e Carlo Ruta, che, rivisitando fonti europee coeve, e in una certa misura anche arabe, introduce un terzo protagonista: l’imperatore Federico II di Svevia che dieci anni più tardi, in Terra Santa, concluse con al-Kāmil un importante trattato di pace, purtroppo rimasto in vigore finché i suoi firmatari furono in vita. Cosa rese possibili questi fatti, negli scenari dell’epoca? In che misura lʼincontro tra il sultano e Francesco può aver contribuito a influenzare gli sviluppi politici della Sesta Crociata, conclusa appunto in maniera incruenta? Possono episodi del genere suggerire qualcosa di utile al mondo contemporaneo? A queste e altre domande gli autori hanno cercato di rispondere.

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Presentazione di “Djibril Diop Mambéty o il viaggio della iena” a cura di Simona Cella e Cinzia Quadrati (Ed. Harmattan)

Sabato 11 gennaio alle 18 GRIOT ospita la presentazione di “Djibril Diop Mambéty o il viaggio della iena” a cura di Simona Cella e Cinzia Quadrati

A dialogare con le curatrici ci sarà il critico cinematografico Roberto Silvestri

Proprio come il mio eroe in Touki Bouki, che ha rifiutato, mentre la nave era là, di andare in Europa, anch’io ho rifiutato il meccanismo di visione sul quale si è basato il cinema occidentale per conquistare gli intelletti del pubblico senegalese. (Djibril Diop Mambéty)

Questo libro, realizzato con la collaborazione di Alessandra Speciale e con la prestigiosa prefazione di Martin Scorsese, nasce come un omaggio collettivo al grande poeta del cinema Djibril Diop Mambéty (Dakar, 1945 – Parigi, 1998), in occasione del ventesimo anniversario della sua scomparsa.

I contributi di critici, ricercatori e professionisti del cinema raccolti nel libro ci restituiscono la carica dirompente del regista senegalese, il suo linguaggio cinematografico così innovativo all’epoca del suo esordio, capace di rinnovarsi continuamente nel corso della sua filmografia e ancora così attuale oggi.

Film profetici e lucidi su un’Africa stretta tra i fantasmi del vecchio e nuovo colonialismo, la chimera del sogno migratorio, la disillusione dell’Indipendenza e gli artigli neoliberisti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale.

In questo scenario si muovono, corrono, sognano gli eroi di Mambéty, irriverenti, ebbri di vita e di eros. Le sue eroine, Anta, Linguère, Sili portano sul proprio corpo i segni di una mutazione antropologica e culturale: sono cyborg, androgine, guerriere resilienti, nonostante l’handicap fisico. E’ un cinema ribelle che vuole scuotere lo spettatore. Un cinema politico che  ribalta come in uno specchio il cinema di Sembène Ousmane.

Unendo ad una rigorosa analisi critica – che dialoga con gli sviluppi recenti dell’Afrofuturismo, della cultura transgender e dell’immaginario cyborg – i ricordi e le testimonianze di chi ha lavorato con Djibril Diop Mambéty o ne è stato influenzato, questo libro, che è anche la prima monografia in italiano sul regista, fa i conti con la sua immensa eredità, ci invita a ricordarlo e soprattutto a ricordare che il cinema può e deve essere reinventato ogni giorno.

Simona Cella, laureata in Storia del Cinema (Università di Parma) con una tesi su Djibril Diop Mambéty, ha lavorato come responsabile sviluppo progetti presso la società di produzione cinematografica Lumière & Co., per poi specializzarsi nello sviluppo e nella gestione di progetti culturali legati all’Africa. Dal 2008 al 2015 ha programmato le attività del Festival Center del Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina di Milano. È autrice di soggetti e sceneggiature di documentari e lungometraggi. Fa parte della redazione della rivista Africa & Mediterraneo e ha una rubrica fissa (Cinema) sul bimestrale Africa.

Cinzia Quadrati, laureata in Storia del Cinema (Università di Pavia) con una tesi su Djibril Diop Mambéty, ha cominciato a lavorare al Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina di Milano prima nella segreteria organizzativa, poi, nel comitato di selezione per i cortometraggi. In parallelo si è sempre interessata di migrazione, insegnando la lingua italiana a stranieri e occupandosi di servizi per immigrati in differenti associazioni. Ha scritto articoli di cinema per la rivista Popoli e ha partecipato alla traduzione del volume Sembène Ousmane, a cura di Thierno I. Dia.

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Kanimambo DetoX-mas Party

Domenica 29 dicembre a partire dalle 17, GRIOT ospita una serata di musica, giochi e infusi organizzata dall’associazione Kanimambo Roma Onlus, con selezione musicale a cura di Dj Afro e mostra fotografica di Evans Whajah.

Portate regali da riciclare, oggetti apparentemente inutili, vecchi o usati, li incarteremo e saranno i premi dei giochi a cui parteciperete!

Fondata nel 2004, Kanimambo promuove attività di cooperazione tra l’Italia e diversi paesi dell’Africa. Le attività dell’associazione si fondano sul confronto diretto con gli stakeholders locali e sul loro coinvolgimento diretto, nella convinzione che l’unico modo di fare cooperazione oggi sia partire da uno sguardo critico sullo “sviluppo” inteso come processo univoco ed eterodiretto e che, sia in fase progettuale che in fase applicativa, sia fondamentale rinegoziarne il significato e gli obiettivi con gli attori locali coinvolti.
La serata sarà l’occasione per presentare il progetto “La salute materno-infantile nel Jomoro”, nato in collaborazione con l’ospedale di Half Assini (Western Region, Ghana). Il progetto, basato su un’attenta ricerca etnografica e su una profonda conoscenza del contesto locale, mira a potenziare il follow-up medico in gravidanza e dopo il parto, valorizzando il pluralismo medico presente nell’area e potenziando le relazioni tra le diverse risorse di cura utilizzate dalle donne, che spaziano dalle forme di cura tradizionali a quelle ospedaliere.

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Presentazione di “E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana” di Espérance H. Ripanti (2019, People)

Venerdì 20 dicembre, alle 19, GRIOT presenta il libro di Espérance Hakuzwimana Ripanti ” E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana”, pubblicato da People. Insieme all’autrice ci sarà la scrittrice Francesca Melandri. 

Espérance Hakuzwimana, nata in Rwanda nel 1991, è arrivata in Italia a soli tre anni  insieme ad un gruppo di bambini di un orfanotrofio gestito da un’associazione italiana ed è stata adottata da una famiglia di Brescia. Questa è la storia dei momenti della sua vita che l’hanno resa consapevole di quello che è – una donna nera italiana – di quello che era e di quello che vorrebbe essere. La ricostruzione di sé è fatta di frammenti di diario, lettere, ritratti di amici e persone che l0hanno accompagnata, racconti di piccoli episodi di quotidiano razzismo che l’hanno spinta a mettere da parte gli amati libri per uscire in strada e dedicarsi all’attivismo. In questo libro ci parla di razzismo, di come questo agisca sui corpi neri, in particolare su quelli delle donne, del sentirsi sempre “l’eccezione dell’eccezione”, del crescere in un contesto abitato solo da bianchi. “E poi basta” è un ritratto duro e spietato di un paese che ancora non si rende conto del razzismo sotterraneo e subdolo che gli afrodiscendenti devono subire e di una vita dedicata a smontare con le parole, il sorriso e la determinazione i piccoli e grandi pregiudizi che si nascondono ovunque.

Espérance Hakuzwimana Ripanti ha studiato all’università di Trento e nel 2015 si è trasferita a Torino, dove ha frequentato la Scuola Holden. Si definisce “un’attivista culturale” e fa parte di “Razzismo brutta storia”, un movimento che lavora per smontare gli stereotipi alla base di tutte le discriminazioni. Inoltre, da un anno lavora per Radio Beckwith Evangelica, una radio locale piemontese dove ha un programma in cui parla di libri e attualità.

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Natale da GRIOT!

Da sabato 7 dicembre torna il mercatino natalizio di GRIOT! 

Tutti i weekend fino a Natale, dalle 12 alle 18, la libreria si riempirà dei prodotti tessili etiopici realizzati dalla cooperativa Wubetu: sciarpe, borse, portafogli, braccialetti, camicie, tovaglie, copriletto, gabi, cinture ricamate.

E poi melafa mauritani, ceste marocchine, sgabelli della falegnameria sociale K_Alma, stuoie, vassoi, cestini colorati, pagne tissé dal Senegal, collane, bracciali, orecchini, wax, gonne, shopper e borsellini dal Ghana.

A farvi compagnia mentre curiosate tra oggetti e libri alla ricerca del regalo perfetto ci sarà il consueto bicchiere di tè fumante, vi aspettiamo!

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“Pianoterra sotto l’albero”, un mercatino di Natale all’insegna della solidarietà per mamme e bambini.

Domenica 8 dicembre, dalle 11 alle 20 “Pianoterra sotto l’albero”, un mercatino di Natale all’insegna della solidarietà per mamme e bambini.

GRIOT ospita per il secondo anno il mercatino solidale dell’associazione Pianoterra onlus, che lavora nei quartieri più difficili di Roma e Napoli con progetti a sostegno di mamme e bambini in condizioni di vulnerabilità.

Anche quest’anno Pianoterra propone per il suo evento solidale diversi articoli che raccontano di una rete fatta di solidarietà e cura per chi è più fragile. Tornano i bellissimi accessori firmati I Was A Sari: abiti, borse, foulard, sciarpe e monili realizzati con le vivaci e raffinate stoffe dei sari indiani da una cooperativa di donne di Mumbai provenienti da contesti di marginalità ed esclusione, con cui Pianoterra collabora. Ci saranno anche gli accessori in pelle prodotti appositamente per Pianoterra dall’azienda romana Artigianino, e un monile speciale, dedicato alle future mamme, disegnato e realizzato a mano per Pianoterra dalle artigiane di NolArt.

Tante idee per i vostri regali di Natale, che così saranno ancora più speciali!

Vi aspettiamo con Pianoterra domenica 8 dicembre, dalle 11 alle 20!

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