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Circolo del Libro di GRIOT: “Kintu” di Jennifer Nansubuga Makumbi (2019, 66th&2nd)

Domenica 2 febbraio alle 18 le lettrici e i lettori del Circolo del Libro di GRIOT si incontrano per parlare di “Kintu” di Jennifer Nansubuga Makumbi.

Dopo “Una piccola morte” dello scrittore saudita Mohamed H. Alwan, il Circolo del Libro di GRIOT cambia continente e si sposta in Uganda per leggere uno dei romanzi africani più interessanti degli ultimi anni. Pubblicato a novembre 2019 da 66th&2nd, “Kintu” di Jennifer Nansubuga Makumbi, racconta la storia di Kintu, governatore di una provincia del Regno di Buganda alla metà del XVIII secolo, e di cinque dei suoi discendenti che dovranno affrontare le conseguenze di una maledizione scagliata contro il loro avo. “Kintu” è un romanzo che attraverso il racconto storico affronta temi come la mascolinità, l’omosessualità, la famiglia, la costruzione di un’identità nazionale, la malattia mentale.

Dalla recensione di Lesley Nneka Arimah su The Guardian “La bellezza del libro è che fotografa delle istantanee di differenti periodi della storia dell’Uganda, attraverso personaggi dinamici e avvincenti, con interessanti storie personali. Kintu è stato salutato come “Il grande romanzo ugandese” e merita questa definizione. Se da una parte Makumbi racconta la storia ugandese, dall’altra sovverte le convinzioni degli ugandesi su ciò che sono come popolo, interrogando la concezione comune di genere, religione e salute mentale. E guarda al patriarcato non attraverso le conseguenze che può avere per le donne ma da una prospettiva maschile (…) Il risultato è un libro che – come nel rovesciamento del mito di Kintu – esamina gli oneri del patriarcato degli uomini africani senza colpevolizzare le donne.”

Come si partecipa al Circolo del Libro? Basta leggere il libro e venire al prossimo incontro del 2 febbraio!

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Presentazione de “La nostra identità è Gesù Cristo” di Osvaldo Costantini (Franco Angeli 2019)

Sabato 25 gennaio alle 18 GRIOT presenta il saggio “La nostra identità è Gesù Cristo. Pentecostalismo e nazionalismo tra gli eritrei e gli etiopici a Roma” di Osvaldo Costantini.
A dialogare con lui ci saranno gli antropologi Pino Schirripa e Alessandro Lupo (Sapienza Università di Roma).

Il libro indaga le dinamiche relative alla diffusione della religione pentecostale all’interno dei gruppi di immigrati etiopici ed eritrei a Roma. In particolare, l’attenzione è posta sulla creazione di uno spazio sociale religioso relativamente libero dalla politica e dalle identità nazionali, uno spazio in cui assorbire le vecchie conflittualità. Il metodo etnografico è lo strumento con cui si studiano gli eventuali rischi, collettivi e politici da un lato, individuali ed esistenziali dall’altro, che una tale creazione porta con sé.
Il volume analizza la tensione tra le religioni protestanti in Eritrei ed Etiopici anche in prospettiva storica, attraverso la ricostruzione dei conflitti derivanti dall’arrivo dei missionari cattolici o protestanti in un’area dove, nonostante la convivenza tra musulmani e cristiani ortodossi, questi ultimi sono storicamente legati al potere centrale.
L’etnografia rileva infine tutte le pratiche e i discorsi volti a operare una condanna della partecipazione politica, in chiave religiosa attraverso metafore e costruzioni simboliche contenute nelle profezie e nelle predicazioni.

Osvaldo Costantini 
ha conseguito la laurea triennale con Amalia Signorelli alla Federico II di Napoli, la specialistica e il dottorato alla Sapienza, con Pino Schirripa. È assegnista presso la Sapienza di Roma e visiting researcher presso l’Istituto per gli studi religiosi della Fondazione Bruno Kessler di Trento.

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Presentazione di “Musica migrante. Dall’Africa all’Italia passando dal Mediterraneo” di Luca D’Ambrosio (2019, Arcana Ed.)

Domenica 26 gennaio, alle 18, GRIOT ospita la presentazione del libro “Musica migrante. Dall’Africa all’Italia passando per il Mediterraneo” di Luca D’Ambrosio, pubblicato da Arcana Edizioni. Insieme all’autore partecipa Massimo Bernardi, Rai Isoradio. 

«È veramente importante oggi raccontare la storia della nostra musica mentre si segue la migrazione dei popoli africani» Angélique Kidjo

«D’Ambrosio prova a occuparsi delle musiche di un bacino vasto come quello dell’Africa settentrionale e dell’Africa subsahariana. Parte, come giusto, dalle fondamenta per arrivare anche ai nuovi generi di musica popolare urbana. Si concede anche lo sfizio di approfondire alcuni temi apparentemente marginali come gli archivi digitali africani e i musicisti di seconda generazione in Italia» Valerio Corzani

Il blogger e critico musicale Luca D’Ambrosio prendendo spunto dalle drammatiche testimonianze dei migranti arrivati in Italia all’inizio del terzo millennio, decide di partire alla scoperta delle musiche di un intero continente: l’Africa. È un viaggio narrativo intrapreso con curiosità, entusiasmo e persino un pizzico di incoscienza che, tuttavia, riesce a mettere in evidenza alcuni aspetti umani, storici, culturali e finanche statistici di un universo musicale estremamente vasto e multiforme. È il background di una nuova generazione costretta ad abbandonare la propria terra, giovani africani che hanno attraversato prima il deserto e poi il Mediterraneo nel rischioso tentativo di trovare un futuro migliore, portandosi dietro un bagaglio di suoni e memorie che viaggiano sempre di più sulla Rete.  Musica migrante è un libro sui generis che racconta e analizza con semplicità e leggerezza la “musica africana”, fra tradizione e nuove contaminazioni, alla luce di una società e di un mercato discografico sempre più globalizzati e digitali.

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Presentazione di “Francesco d’Assisi, al-Malik al-Kamil, Federico II di Svevia. Eredità e dialoghi del XIII secolo” (2019, Edizioni Storia e Studi Sociali)

Sabato 18 gennaio, alle 18, GRIOT ospita la presentazione del saggio “Francesco d’Assisi, al-Malik al-Kamil, Federico II di Svevia. Eredità e dialoghi del XIII secolo” pubblicato da Edizioni di Storia e Studi Sociali. Partecipano due degli autori, Pino Blasone saggista e storico del mondo islamico e Carlo Ruta, saggista e storico delle civilizzazioni mediterranee. Insieme a loro ci saranno don Franco De Donno, ex-responsabile della Caritas di Ostia, e Mirella Arcamore, già presidente del Movimento Impegno Educativo Azione Cattolica. 

Nel 1219, durante la Quinta Crociata, Francesco d’Assisi incontrava il sultano di Egitto e Siria al-Malik al-Kāmil presso Damietta, città portuale situata sul delta del Nilo. I documenti dʼepoca che attestano l’evento sono numerosi; non esistono perciò motivi per dubitare della sua storicità. Tuttavia, particolari leggendari possono averne alterato il ricordo tramandato mentre alcuni dettagli, a dispetto della varietà delle fonti, restano in ombra. Insiste perciò la discussione storiografica per cercare di chiarire ciò che realmente accadde. E in questo contesto critico e interpretativo si colloca il presente lavoro di Pino Blasone, Franco Cardini e Carlo Ruta, che, rivisitando fonti europee coeve, e in una certa misura anche arabe, introduce un terzo protagonista: l’imperatore Federico II di Svevia che dieci anni più tardi, in Terra Santa, concluse con al-Kāmil un importante trattato di pace, purtroppo rimasto in vigore finché i suoi firmatari furono in vita. Cosa rese possibili questi fatti, negli scenari dell’epoca? In che misura lʼincontro tra il sultano e Francesco può aver contribuito a influenzare gli sviluppi politici della Sesta Crociata, conclusa appunto in maniera incruenta? Possono episodi del genere suggerire qualcosa di utile al mondo contemporaneo? A queste e altre domande gli autori hanno cercato di rispondere.

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Presentazione di “Djibril Diop Mambéty o il viaggio della iena” a cura di Simona Cella e Cinzia Quadrati (Ed. Harmattan)

Sabato 11 gennaio alle 18 GRIOT ospita la presentazione di “Djibril Diop Mambéty o il viaggio della iena” a cura di Simona Cella e Cinzia Quadrati

A dialogare con le curatrici ci sarà il critico cinematografico Roberto Silvestri

Proprio come il mio eroe in Touki Bouki, che ha rifiutato, mentre la nave era là, di andare in Europa, anch’io ho rifiutato il meccanismo di visione sul quale si è basato il cinema occidentale per conquistare gli intelletti del pubblico senegalese. (Djibril Diop Mambéty)

Questo libro, realizzato con la collaborazione di Alessandra Speciale e con la prestigiosa prefazione di Martin Scorsese, nasce come un omaggio collettivo al grande poeta del cinema Djibril Diop Mambéty (Dakar, 1945 – Parigi, 1998), in occasione del ventesimo anniversario della sua scomparsa.

I contributi di critici, ricercatori e professionisti del cinema raccolti nel libro ci restituiscono la carica dirompente del regista senegalese, il suo linguaggio cinematografico così innovativo all’epoca del suo esordio, capace di rinnovarsi continuamente nel corso della sua filmografia e ancora così attuale oggi.

Film profetici e lucidi su un’Africa stretta tra i fantasmi del vecchio e nuovo colonialismo, la chimera del sogno migratorio, la disillusione dell’Indipendenza e gli artigli neoliberisti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale.

In questo scenario si muovono, corrono, sognano gli eroi di Mambéty, irriverenti, ebbri di vita e di eros. Le sue eroine, Anta, Linguère, Sili portano sul proprio corpo i segni di una mutazione antropologica e culturale: sono cyborg, androgine, guerriere resilienti, nonostante l’handicap fisico. E’ un cinema ribelle che vuole scuotere lo spettatore. Un cinema politico che  ribalta come in uno specchio il cinema di Sembène Ousmane.

Unendo ad una rigorosa analisi critica – che dialoga con gli sviluppi recenti dell’Afrofuturismo, della cultura transgender e dell’immaginario cyborg – i ricordi e le testimonianze di chi ha lavorato con Djibril Diop Mambéty o ne è stato influenzato, questo libro, che è anche la prima monografia in italiano sul regista, fa i conti con la sua immensa eredità, ci invita a ricordarlo e soprattutto a ricordare che il cinema può e deve essere reinventato ogni giorno.

Simona Cella, laureata in Storia del Cinema (Università di Parma) con una tesi su Djibril Diop Mambéty, ha lavorato come responsabile sviluppo progetti presso la società di produzione cinematografica Lumière & Co., per poi specializzarsi nello sviluppo e nella gestione di progetti culturali legati all’Africa. Dal 2008 al 2015 ha programmato le attività del Festival Center del Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina di Milano. È autrice di soggetti e sceneggiature di documentari e lungometraggi. Fa parte della redazione della rivista Africa & Mediterraneo e ha una rubrica fissa (Cinema) sul bimestrale Africa.

Cinzia Quadrati, laureata in Storia del Cinema (Università di Pavia) con una tesi su Djibril Diop Mambéty, ha cominciato a lavorare al Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina di Milano prima nella segreteria organizzativa, poi, nel comitato di selezione per i cortometraggi. In parallelo si è sempre interessata di migrazione, insegnando la lingua italiana a stranieri e occupandosi di servizi per immigrati in differenti associazioni. Ha scritto articoli di cinema per la rivista Popoli e ha partecipato alla traduzione del volume Sembène Ousmane, a cura di Thierno I. Dia.

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Kanimambo DetoX-mas Party

Domenica 29 dicembre a partire dalle 17, GRIOT ospita una serata di musica, giochi e infusi organizzata dall’associazione Kanimambo Roma Onlus, con selezione musicale a cura di Dj Afro e mostra fotografica di Evans Whajah.

Portate regali da riciclare, oggetti apparentemente inutili, vecchi o usati, li incarteremo e saranno i premi dei giochi a cui parteciperete!

Fondata nel 2004, Kanimambo promuove attività di cooperazione tra l’Italia e diversi paesi dell’Africa. Le attività dell’associazione si fondano sul confronto diretto con gli stakeholders locali e sul loro coinvolgimento diretto, nella convinzione che l’unico modo di fare cooperazione oggi sia partire da uno sguardo critico sullo “sviluppo” inteso come processo univoco ed eterodiretto e che, sia in fase progettuale che in fase applicativa, sia fondamentale rinegoziarne il significato e gli obiettivi con gli attori locali coinvolti.
La serata sarà l’occasione per presentare il progetto “La salute materno-infantile nel Jomoro”, nato in collaborazione con l’ospedale di Half Assini (Western Region, Ghana). Il progetto, basato su un’attenta ricerca etnografica e su una profonda conoscenza del contesto locale, mira a potenziare il follow-up medico in gravidanza e dopo il parto, valorizzando il pluralismo medico presente nell’area e potenziando le relazioni tra le diverse risorse di cura utilizzate dalle donne, che spaziano dalle forme di cura tradizionali a quelle ospedaliere.

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Presentazione di “E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana” di Espérance H. Ripanti (2019, People)

Venerdì 20 dicembre, alle 19, GRIOT presenta il libro di Espérance Hakuzwimana Ripanti ” E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana”, pubblicato da People. Insieme all’autrice ci sarà la scrittrice Francesca Melandri. 

Espérance Hakuzwimana, nata in Rwanda nel 1991, è arrivata in Italia a soli tre anni  insieme ad un gruppo di bambini di un orfanotrofio gestito da un’associazione italiana ed è stata adottata da una famiglia di Brescia. Questa è la storia dei momenti della sua vita che l’hanno resa consapevole di quello che è – una donna nera italiana – di quello che era e di quello che vorrebbe essere. La ricostruzione di sé è fatta di frammenti di diario, lettere, ritratti di amici e persone che l0hanno accompagnata, racconti di piccoli episodi di quotidiano razzismo che l’hanno spinta a mettere da parte gli amati libri per uscire in strada e dedicarsi all’attivismo. In questo libro ci parla di razzismo, di come questo agisca sui corpi neri, in particolare su quelli delle donne, del sentirsi sempre “l’eccezione dell’eccezione”, del crescere in un contesto abitato solo da bianchi. “E poi basta” è un ritratto duro e spietato di un paese che ancora non si rende conto del razzismo sotterraneo e subdolo che gli afrodiscendenti devono subire e di una vita dedicata a smontare con le parole, il sorriso e la determinazione i piccoli e grandi pregiudizi che si nascondono ovunque.

Espérance Hakuzwimana Ripanti ha studiato all’università di Trento e nel 2015 si è trasferita a Torino, dove ha frequentato la Scuola Holden. Si definisce “un’attivista culturale” e fa parte di “Razzismo brutta storia”, un movimento che lavora per smontare gli stereotipi alla base di tutte le discriminazioni. Inoltre, da un anno lavora per Radio Beckwith Evangelica, una radio locale piemontese dove ha un programma in cui parla di libri e attualità.

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Natale da GRIOT!

Da sabato 7 dicembre torna il mercatino natalizio di GRIOT! 

Tutti i weekend fino a Natale, dalle 12 alle 18, la libreria si riempirà dei prodotti tessili etiopici realizzati dalla cooperativa Wubetu: sciarpe, borse, portafogli, braccialetti, camicie, tovaglie, copriletto, gabi, cinture ricamate.

E poi melafa mauritani, ceste marocchine, sgabelli della falegnameria sociale K_Alma, stuoie, vassoi, cestini colorati, pagne tissé dal Senegal, collane, bracciali, orecchini, wax, gonne, shopper e borsellini dal Ghana.

A farvi compagnia mentre curiosate tra oggetti e libri alla ricerca del regalo perfetto ci sarà il consueto bicchiere di tè fumante, vi aspettiamo!

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“Pianoterra sotto l’albero”, un mercatino di Natale all’insegna della solidarietà per mamme e bambini.

Domenica 8 dicembre, dalle 11 alle 20 “Pianoterra sotto l’albero”, un mercatino di Natale all’insegna della solidarietà per mamme e bambini.

GRIOT ospita per il secondo anno il mercatino solidale dell’associazione Pianoterra onlus, che lavora nei quartieri più difficili di Roma e Napoli con progetti a sostegno di mamme e bambini in condizioni di vulnerabilità.

Anche quest’anno Pianoterra propone per il suo evento solidale diversi articoli che raccontano di una rete fatta di solidarietà e cura per chi è più fragile. Tornano i bellissimi accessori firmati I Was A Sari: abiti, borse, foulard, sciarpe e monili realizzati con le vivaci e raffinate stoffe dei sari indiani da una cooperativa di donne di Mumbai provenienti da contesti di marginalità ed esclusione, con cui Pianoterra collabora. Ci saranno anche gli accessori in pelle prodotti appositamente per Pianoterra dall’azienda romana Artigianino, e un monile speciale, dedicato alle future mamme, disegnato e realizzato a mano per Pianoterra dalle artigiane di NolArt.

Tante idee per i vostri regali di Natale, che così saranno ancora più speciali!

Vi aspettiamo con Pianoterra domenica 8 dicembre, dalle 11 alle 20!

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Circolo del Libro di GRIOT. “Una piccola morte” di Mohamed H. Alwan (e/o edizioni)

Domenica 15 dicembre, alle 18, si riunisce il Circolo del Libro di GRIOT per parlare di “Una piccola morte” di Mohamed H. Alwan. Partecipa Chiara Comito di Editoriaraba che ha ideato l’iniziativa.

I lettori del Circolo del Libro di GRIOT si riuniscono per parlare di “Una piccola morte”. L’incontro è aperto a tutte le persone che hanno letto il libro e che hanno voglia di condividere riflessioni, domande e critiche.

Una piccola morte racconta la vita, romanzandola, del grande mastro del sufismo islamico Ibn Arabi dall’infanzia fino alla morte. Una piccola morte è una grande ed epica avventura nel Medioevo islamico, a cavallo tra Andalusia, Maghreb e Medio Oriente narrata da Alwan con eleganza e dovizia di particolari. Alwan, che è nato in Arabia Saudita ma vive in Canada da anni, grazie a questo romanzo nel 2017 si è aggiudicato il Premio internazionale per la Letteratura araba. Il libro è stato insignito del prestigioso Premio Sharjah “Turjuman” 2019 per la traduzione dall’arabo, conferito alla casa editrice e/o e alla traduttrice Barbara Teresi.

Il libro che vi proporremo per l’appuntamento successivo ( a fine gennaio 2020) è “Kintu” della scrittrice ugandese Jennifer Nansubuga Makumbi, pubblicato a novembre da 66th&2nd.

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Presentazione del “Diario di Samira Khalil. Parole dall’assedio” (2019, MREditori)

Mercoledì 11 dicembre alle 18.30, GRIOT ospita la presentazione del “Diario di Samira Al-Khalil. Parole dall’assedio”, curato da Yassin al-Haj Saleh e pubblicato da MREditori. Insieme a Yassin al-Haj Saleh ci saranno Sami Haddad, docente di lingua araba e, insieme a Giovanna De Luca, traduttore del libro e Fouad Roueiha, giornalista ed esperto di Medioriente.  

Questo diario emerge da Duma sotto assedio un anno dopo il sequestro della sua autrice, Samira. Lo riceve il marito, Yassin. E’ costituito da fogli non numerati. Non contiene solo brevi ricostruzioni dei fatti di gravità mondiale che accadevano a Duma sotto lo sguardo indignato di Samira, contiene momenti di vita sottratta al silenzio della storia, racconti di una realtà rimossa e il ritratto dei tre orchi che hanno distrutto la Siria per non cambiare il mondo: il terrorismo nichilista, il terrorismo di stato e il terrorismo internazionale dell’acquiescente indifferenza. Il diario è stato curato da Yassin al-Haj Saleh, marito di Samira, dissidente e scrittore siriano.

Samira al-Khalil, dissidente siriana e attivista, dal 1987 al 1991 è stata detenuta per opposizione al regime siriano. Dopo la sua liberazione ha aperto una casa editrice, ha lavorato per sostenere le famiglie dei detenuti e le donne di Douma, dove ha aperto due centri di aiuto. E’ stata rapita il 9 dicembre del 2013 dal Center for the Documentation of Violations di Douma, da allora non si hanno più avute sue notizie.

Yassin al-Haj Saleh, è uno dei più importanti dissidenti politici al regime di Bashar al-Asad. Dal 1980 al 1996 è stato in carcere per la sua affiliazione al Partito Comunista Siriano; quando è uscito ha iniziato a scrivere su argomenti politici, sociali e culturali relativi alla Siria e al mondo arabo per diversi giornali arabi non siriani. Dopo lo scoppio della Rivoluzione ha vissuto due anni nascosto a Damasco. Dal 2017 vive a Istanbul e continua a scrivere; ha vinto molti premi internazionali per il suo attivismo in favore della pace e della democrazia.

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Presentazione di “Epicrisi” di Ashraf Faydah (2019, Di Felice ed. )

Sabato 14 dicembre, alle 18 GRIOT ospita la presentazione della raccolta di poesie “Epicrisi” di Ashraf Faydah, pubblicato da Di Felice Editore. Partecipano il poeta ed editore siriano Hadi Danial, il poeta marocchino Hassan Najmi, e Sana Darghmouni, traduttrice e docente di lingua e letteratura araba dell’università di Bologna. Modera Simone Sibilio, docente di lingua e cultura araba dell’università Ca’ Foscari di Venezia. 

Dopo la grande lettura poetica del gennaio 2016, da GRIOT torniamo a parlare del poeta ed artista saudita-palestinese Ashraf Faydah, in occasione della pubblicazione della raccolta di poesie “Epicrisi” (Di Felice Editore). Scrive Sana Darghmouni, traduttrice del libro: «Nelle poesie di Fayadh non mancano riferimenti a una patria assente sia fisicamente sia spiritualmente. Una patria ipotetica che passa davanti ai suoi occhi “calzando la scarpa della libertà”. Con la sua consueta ironia il poeta arriva a considerare fortunati i batteri perché “non hanno un vero problema a trovare una patria!”. L’esilio che soffre il poeta non è solo fisico, dovuto alle sue origini e alla sua storia personale, ma anche mentale. A nessun luogo sente di appartenere, i luoghi descritti sono spesso bui o desolati, stanze chiuse, magazzino vuoto, luoghi contraddistinti da noia, depressione, solitudine e monotonia cronica». 

Ashraf Faydah è un artista, poeta nato in Arabia Saudita da una famiglia palestinese nel 1980. Attivo con l’organizzazione di artisti britannico-saudita Edge of Arabia, ha curato esposizioni di arte saudita nel Mondo Arabo e la mostra Rhizoma Biennale di Venezia del 2013. Nel 2014 è stato condannato a 4 anni di prigione e 800 frustate “relazioni sessuali improprie con persone del sesso opposto” e nel 2015, nel processo di appello, è stato condannato a morte per apostasia. In seguito a una grande campagna internazionale, pochi mesi dopo la condanna, la pena capitale è stata commutata in 8 anni di carcere e 800 frustate. Ashraf Faydah è attualmente in carcere in Arabia Saudita. 

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Presentazione di “Il corno del camaleonte” di Alessandro Pucci (2019, Prospero ed.)

Venerdì 13 dicembre, alle 19, GRIOT ospita la presentazione del libro “Il corno del camaleonte” di Alessandro Pucci. Insieme all’autore partecipano Michelangelo Bartolo, medico del Programma DREAM (Comunità di Sant’Egidio) e Mascia Consorte, Managing partner SuLLeali

La storia di due italiani, un medico e un biologo che si incontrano nelle foreste pluviali dell’Eastern Arc, tra Tanzania e Kenya, è lo spunto di Alessandro Pucci per parlare di cooperazione internazionale, protezione dell’ambiente e riscaldamento globale. “Il corno del camaleonte”, ambientato nei veri luoghi della cooperazione umanitaria e ambientale dell’area, è un romanzo durante il quale Francesco e Angelo – attraverso tante peripezie – scopriranno molte cose di sé stessi e del loro passato, un’ amicizia importante e la forza che arriva impegnandosi verso gli altri.

Alessandro Pucci è un naturalista, insegnante, consulente familiare e scrittore. Ha collaborato con la FOCSIV e ha realizzato un reportage sul lavoro dei volontari in Tanzania, esposto a CivitasMed di Padova. Ha pubblicato “Rain Forest” (2010, Screen Press).

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Un viaggio musicale in Etiopia: incontro con Gabriella Ghermandi

Sabato 7 dicembre, alle 18,30, GRIOT incontra la scrittrice, musicista e narratrice italo-etiope per scoprire un bellissimo viaggio in Etiopia. 

Avete mai sognato di andare in un paese e viverlo come se foste di casa, accompagnati dal vostro migliore amico, una persone che conosca bene la vostra lingua e la vostra cultura e al contempo, in egual modo, la cultura e la lingua del paese che visitate? Che ne conosca le pieghe più intime e nascoste? E se questa persona fosse anche un artista? Una narratrice che vi condurrà in viaggio anche attraverso l’arte delle sue storie? Dei tanti aneddoti della sua vita intrecciati a tradizioni e storie locali.

Questo è il viaggio che  Gabriella Ghermandi, scrittrice, narratrice e musicista italo-etiope, ha ideato con Medir Tour. Gabriella aveva 14 anni quando si è trasferita dall’Etiopia all’Italia, ma ancora oggi, dice lei, quando va nella sua Etiopia ogni alito di vento la riconosce e sussurra il suo nome per ricordarle che è a casa.

Gabriella conosce la lingua, le usanze, conosce il paese e vi porterà a vedere i luoghi che hanno ispirato la sua arte, le tradizioni musicali di vari gruppi etnici, vi porterà a casa della sua gente, le sue tante famiglie, e, sopratutto, i suoi amici musicisti. Assieme a lei farete un viaggio che vi poterà dentro all’anima della terra d’Etiopia, ad ascoltare musica e rituali di un’Etiopia fuori dai circuiti turistici usuali.

Durante l’incontro Gabriella Ghermandi presenterà il programma del viaggio e darà tutte le informazioni per chi volesse partecipare, si parte il 23 gennaio 2020. 

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Presentazione di “In Ghana. Etnografie dallo Nzema” (Ed. Mincione 2019)

Sabato 23 novembre alle 18.30 GRIOT ospita la presentazione del libro “In Ghana. Etnografie dallo Nzema” a cura di Matteo Aria, Pino Schirripa e Elisa Vasconi
A dialogare con i curatori ci sarà Susanna Panitti (Editions Mincione
)

“In Ghana” raccoglie le più recenti ricerche etnografiche condotte dagli antropologi della Missione Etnologica Italiana in Ghana(MEIG) e mira a riflettere non solo sulle prospettive scientifiche adottate, ma anche sulle implicazioni di un campo condiviso e sulle modalità con cui si strutturano le etnografie in un terreno di lunga durata. In particolare, l’obiettivo del volume è quello di presentare gli attuali lavori che testimoniano un periodo di passaggio della Missione e soprattutto un profondo cambiamento del campo di ricerca. Gli antropologi italiani, che svolgono le proprie indagini in uno specifico tratto costiero di quella che fu la Costa d’oro, denominato area nzema, si trovano oggi dinanzi a rilevanti trasformazioni sociali, ambientali, economiche e politiche causate prevalentemente dalla scoperta di preziose risorse naturali e dagli interessi che ruotano attorno a esse. I saggi qui raccolti si presentano, dunque, come uno stato dell’arte delle etnografie della Missione che, dinanzi a un terreno in profondo mutamento, vede i propri ricercatori indagare su nuovi argomenti e interpretare i propri oggetti di studio attraverso innovativi orizzonti interpretativi.

Matteo Aria insegna antropologia economica, della cultura popolare e dell’Oceania alla Sapienza, Università di Roma. Ha condotto ricerche in Ghana sulla pesca e sui processi di patrimonializzazione, in Polinesia Francese e in Nuova Caledonia sui temi della memoria, della terra, del patrimonio e dei passeurs culturels, e in Italia sulla donazione del sangue e sulla cultura materiale e gli oggetti domestici.
Pino Schirripa è professore associato di discipline demo-etno-antropologiche presso la Sapienza, Università di Roma. Da più di venti anni svolge ricerche sul campo in Ghana ed Etiopia e attualmente dirige la Missione Etnologica Italiana in Ghana e la Missione Etnologica Italiana in Tigray – Etiopia. Si occupa prevalentemente di antropologia medica, antropologia religiosa e migrazioni.
Elisa Vasconi ha conseguito il dottorato di ricerca in antropologia medica presso l’Università di Siena. Dal 2005 svolge ricerca in Ghana e ha condotto diverse ricerche etnografiche in Uganda e in Niger. Ha insegnato Antropologia dello sviluppo al corso di laurea triennale nella scuola di Economia e Management dell’Università di Firenze e ha tenuto il corso di Antropologia culturale e Antropologia Medica presso la Makerere University di Kampala, Uganda.

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