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Lascia il Segno. Laboratorio di scrittura a mano con Monica Dengo

LASCIA IL SEGNO. Un laboratorio per scoprire il potenziale creativo della scrittura a mano. 

Sabato 2 febbraio dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00  (8 ore)

Scoprire il potenziale creativo della scrittura a mano; quale relazione corre fra gesto, ritmo e corpo; come si libera l’espressività del segno. Si parte dalle forme dell’italico, il primo corsivo moderno, e poi ci si spinge ai limiti della leggibilità e anche oltre, per rompere tutte le regole e inventarne di nuove. Il foglio bianco diventa un territorio nuovo, tutto da esplorare.

Monica Dengo. Artista, designer, calligrafa, ha vissuto, studiato e insegnato a San Francisco dal 1993 al 2003. Oggi vive e lavora tra la Toscana e il Veneto, collabora con la Fondazione dei Musei Civici Veneziani, con il Centro Internazionale Arti Calligrafiche ed è docente all’ISIA di Urbino. E continua a viaggiare all’estero, per lavoro e per divertimento. Monicadengo.com è il suo sito per la ricerca artistica e scritturacorsiva.it quello per l’innovazione didattica.

www.monicadengo.com

PROGRAMMA

Prima parte:

RITMI DI RISCALDAMENTO
Cos’è il ritmo della scrittura, perché la scrittura ha un ritmo

TRATTI, FORME, LEGATURE
La forma delle lettere secondo il modello italico. Breve introduzione storica.
Le legature e di seguito gli spazi tra le parole, tra le righe e intorno al testo. In questo modo si arriva a comprendere la struttura, l’impalcatura del testo.

VARIAZIONI DI RITMO
La scrittura elastica, variazioni di forme e legature.

MAIUSCOLE
breve introduzione alle maiuscole: forme e spaziatura.

Seconda parte:

LE TRAME DEL TESTO
cosa succede quando vengono modificati gli spazi del testo: testo come texture.

L’ESPRESSIVITA’ DEL SEGNO
Il segno che comunica: segni grossi, sottili, lenti, veloci e tanto altro …

Il corso quindi non è solo l’apprendimento di un particolare alfabeto, ma la comprensione degli elementi che fanno di un alfabeto un insieme ritmato di forme e infine una danza di segni sulla pagina. Del rapporto che la scrittura e il segno hanno col corpo e quindi del legame profondo, personale e sociale che si crea tra noi e la scrittura a mano. Si lavorerà con la scrittura italica corsiva e al corso Monica spiegherà perché ha scelto in particolare questa scrittura.

MATERIALI DA PORTARE
– un blocco di carta, tipo questo A3: https://www.mondo-artista.it/canson-xl-blocco-per-schizzi-collato.html

– un quaderno a righe, tipo quaderno di 5a elementare.
– matita 2B
– temperino
– pennarelli Tombow nero e rosso
– altri pennarelli Tombow a scelta
– una bottiglia di plastica da mezzo litro, vuota.
– due contenitori di vetro (tipo barattolo di marmellata o yogurt), con il coperchio.
– un paio di forbici
– nastro adesivo di carta

Costo del workshop: €100 (più, per chi non è già socio, 20€ di tessera associativa annuale GRIOT. La tessera dà diritto al 10% di sconto sull’acquisto di libri).

Per l’iscrizione è richiesto un acconto di 50€ da versare con bonifico bancario, entro l’11 gennaio. Per informazioni e iscrizioni – [email protected]
Il corso è a numero chiuso (max 20 partecipanti) e viene attivato al raggiungimento di 12 iscritti.
* in caso di mancata frequenza per motivi non imputabili a Officina GRIOT non è prevista la restituzione della quota di acconto/iscrizione. La quota verrà invece interamente restituita nel caso di annullamento del laboratorio per il non raggiungimento del numero minimo di iscrizioni.

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L’ESPERIENZA ARMONICA/OvertoneMethod – seminario di Roberto Laneri

Seminario di canto armonico condotto da Roberto Laneri – Libreria GRIOT, 24-25 NOVEMBRE 2018

Il canto armonico è un corpus di tecniche vocali che hanno in comune la peculiarità di rendere chiaramente percepibili gli armonici di un suono fondamentale. Le tecniche più note provengono dall’Asia centrale, ma si ha ragione di ritenere che esse fossero diffuse in tutto il mondo, e che anzi possano essere state la prima “musica” dell’umanità.

Usate da tempo immemorabile in contesti rituali sciamanici e di autorealizzazione, sono state riscoperte e diffuse in occidente da musicisti contemporanei a partire dalla fine degli anni ’60, riaprendo le porte di un mondo una volta rigorosamente iniziatico nel quale valenze acustiche, geometriche, matematiche e filosofiche si intrecciano fluidamente in forma sonora.

L’O.M. è una via di autorealizzazione mediante il suono. E’ l’antica esperienza dell’O.M., vibrazione universale accessibile a tutti attraverso tecniche vocali (mantra, canto mongolo e tibetano) che non richiedono preparazione musicale specifica. La pratica dell’O.M. facilita il contatto con livelli sottili di coscienza e può essere utilizzata a scopo di espansione della propria sfera sensoriale, meditazione, canto di gruppo, esplorazione di stati di coscienza, autoconoscenza.

I partecipanti, ai quali non è richiesta alcuna conoscenza o esperienza musicale specifica, apprenderanno le tecniche principali del canto armonico e il loro uso in vari contesti, oltre alle linee generali del pensiero armonicale da Pitagora ai nostri giorni.

Requisiti essenziali: curiosità per il mondo del suono e della vibrazione, e disponibilità a compiere un percorso usando la propria voce come accesso a stati di coscienza profondi. Sono previsti ampi tempi di pratica, per cui si consiglia di vestire comodamente e di portare un cuscino o una coperta da ripiegare.

Seminario  introduttivo e intensivo,  che si svolge nell’arco di un week-end dalle ore 10,30 alle ore 17,00 di sabato 24 novembre e dalle 10,30 alle 13,00 di domenica 25 novembre.

Costo: €100 (più 20€ di tessera associativa annuale GRIOT. La tessera dà diritto al 10% di sconto sull’acquisto di libri).

Per l’iscrizione è richiesto un acconto di 50€ da versare con bonifico bancario, entro l’11 novembre. Per informazioni e iscrizioni – [email protected]
Il corso è a numero chiuso (max 20 partecipanti) e viene attivato al raggiungimento di 10 iscritti.
* in caso di mancata frequenza per motivi non imputabili a Officina GRIOT non è prevista la restituzione della quota di acconto/iscrizione. La quota verrà invece interamente restituita nel caso di annullamento del seminario per il non raggiungimento del numero minimo di iscrizioni.

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Incontro con la fumettista camerunense Elyon’s

Sabato 27 ottobre alle 18.00 GRIOT incontra la fumettista del Camerun Elyon’s. Partecipano alla serata Laura Scarpa, fumettista e illustratrice, e Chiarastella Campanelli della casa editrice Il Sirente. 

Joelle Ebongue, in arte Elyon’s, è un’autrice di fumetti, nata a Bafoussam (Camerun), ha studiato Lettere moderne e Arti grafiche alla Scuola Saint-Luc a Bruxelles. I suoi lavori sono stati pubblicati in alcuni lavori collettivi (Trait Noir, Ndolè, K-mer comix), libanesi (Samandal series), algerini (La BD conte l’Afrique), brasiliani (La bouche du monde) e nel supplemento «Zamzam hebdo» del n° 3565 del giornale Spirou. LVDD – La vie d’Ébène Duta, il suo primo fumetto, è nato come opera virtuale pubblicata su facebook. In seguito alle richieste dei suoi fan e grazie a un crowdfounding ha pubblicato a sue spese una versione stampata di “LVDD – La vie d’Ébène Duta”. Elyon’s conduce dei laboratori di fumetto in Camerun e all’estero e lavora per la promozione di questa forma di scrittura e arte nel suo paese.

L’incontro è organizzato in collaborazione con il Festival Nues – fumetti e cartoni nel Mediterraneo che si terrà in Sardegna a novembre.

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Contaminazioni da GRIOT – Kora, sax, arpa celtica e percussioni: Madya Diebate incontra Giulio Caré e Pietro Petrosini

Domenica 14 ottobre alle 19,00 GRIOT ospita una serata di contaminazioni musicali animata da Madya Diebate, Giulio Caré e Pietro Petrosini

Madya Diebate con la sua kora, arpa tradizionale mandinka a 21 corde, libera una musica straordinaria in cui le cascate senza fine di note che si rincorrono l’un l’altra, i motivi ricorsivi e le infinite variazioni ritmiche e armoniche sui semplici temi di base trasmettono pace, freschezza e spiritualità ed elevano l’ascoltatore ad uno stato di virtuosismo meditativo.

 

 

Giulio Carè al sax e arpa celtica. Musicista per passione, Giulio suona strumenti diversi (pianoforte, saxofono, arpa celtica) ed in vari generi (pop, rock, fusion, new age): un amante della sperimentazione, pronto a tutto, pur di emozionarsi ed emozionare.

 

 

 

Pietro Petrosini, percussionista strappato alla legge. Avvocato di professione, suona percussioni provenienti dall’Africa e dal sud America. Alla ricerca di una musicalità comune e della versatilità, ha spaziato in vari generi, dall’etno, al rock fino al jazz.

Vi aspettiamo domenica 14 ottobre alle 19,00 con Madya, Giulio e Pietro per una serata di note scatenate!

 

 

L’ingresso è riservato ai soci (tessera eventi 5€) – Contributo libero per musicisti e aperitivo

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Proiezione di “Immaginari in esilio. Cinque registi d’Africa si raccontano” di Daniela Ricci

Sabato 29 settembre alle 18.30, GRIOT ospita la proiezione del documentario di Daniela Ricci “Immaginari in esilio. Cinque registi d’Africa si raccontano”. Insieme all’autrice partecipa Leonardo De Franceschi, docente di  Teorie e pratiche postcoloniali del cinema e dei media all’Università di Roma Tre.

Daniela Ricci, studiosa di cinema africano e della diaspora, torna da GRIOT per presentare il suo documentario su cinque registi di origine africana. Newton Aduaka, John Akomfrah, Haile Gerima, Dani Kouyaté e Jean Odoutan: i loro percorsi artistici e personali da Parigi a Washington, da Ouagadougou a Londra, passando per Uppsala e Ouidah. Le loro lotte e il loro quotidiano risuonano con le sequenze dei loro film, i cui personaggi e situazioni sono l’espressione delle loro identità complesse. Attraverso lo sguardo di questi cinque cineasti, costantemente alla ricerca di un equilibrio tra le diverse culture, le maschere cadono e i miti si fracassano!

Il documentario dura 53 minuti ed è in francese e inglese con sottotitoli in italiano.

Daniela Ricciorganizzatrice a Savona la rassegna di cinema internazionale “Uno sguardo all’Africa” , ha conseguito il dottorato presso l’Università Jean Moulin Lyon – co-diretto con la Howard University di Washington. La sua ricerca si concentra sui film contemporanei provenienti dall’Africa e le sue diaspore. Insegna “Studi cinematografici” presso l’Università Paris Ouest-Nanterre ed è ricercatrice associata presso il Gruppo di ricerca Marge di Lione. E’ membro della Federazione Africana dei critici cinematografici  di Dakar. E’ autrice del libro “Cinémas des diasporas noires : esthétique de la reconstruction” (L’Harmattan, 2016)

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Presentazione de “I noti ospiti” di Giuseppe Mistretta e Giuliano Fragnito (2018, Greco & Greco)

Sabato 6 ottobre, alle 18.30, GRIOT presenta il libro “I noti ospiti” di Giuseppe Mistretta e Giuliano Fragnito, pubblicato da Greco & Greco Editori. Insieme agli autori partecipa Mario Raffaelli, presidente di Amref Italia. Modera l’incontro la giornalista di Repubblica Raffaella Scuderi.

Nel 1991, all’indomani della caduta del Colonnello Menghistu, alcuni tra i più importanti gerarchi del regime etiope si presentano all’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba cercando rifugio dalle possibili epurazioni del nuovo governo di Meles Zenawi. Da lì inizia la storia de “I noti ospiti”, una storia lunga 27 anni durante i quali due di questi gerarchi si sono installati in una villetta del parco dell’Ambasciata nonostante i numerosi tentativi di mediazione condotti dalle autorità diplomatiche italiane e un lungo processo condotto in contumacia. I due, l’ex-capo di Stato Maggiore Addis Tedla e l’ex ministro degli Esteri Berhanu Bayeh sono ancora lì, in attesa di una quasi impossibile amnistia che li potrebbe liberare da una condizione di cattività durante la quale lo scenario politico internazionale ed etiope è molto cambiato.  Giuseppe Mistretta, Ambasciatore in Etiopia tra il 2011 e il 2014, Giuliano Fragnito, Primo Segretario nella stessa sede diplomatica, ricostruiscono in modo rigoroso la storia dei “noti ospiti” mettendo in risalto il valore umanitario della scelta italiana di accogliere i fuggitivi e, allo stesso tempo, cercando di comprendere le ragioni del governo etiope che ne chiedeva la consegna alle autorità. 

Il Ministro Plenipotenziario Giuseppe Mistretta, Direttore per i Paesi dell’Africa Subsahariana al MAECI, è stato Ambasciatore in Etiopia e in Angola. Ha pubblicato numerosi saggi e romanzi e collabora con molte testate giornalistiche.

Giuliano Fragnito, diplomatico dal 2009, ha lavorato al MAECI nella Direzione Generale Cooperazione e Sviluppo e presso la Direzione Generale Mondializzazione e Questioni globali. Dal 2013 al 2017 è stato Primo Segretario Presso l’Ambasciata di Addis Abeba; attualmente è Primo Segretario presso la Rappresentanza italiana a Bruxelles. 

 

 

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Incontro e firmacopie con lo scrittore nigeriano Igoni A. Barrett

Martedì 18 settembre alle 20 GRIOT vi invita a conoscere lo scrittore nigeriano Igoni A. Barrett. Sarà l’occasione per bere un bicchiere di vino e farsi firmare una copia di “Culo nero” (2017) e “L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto” (2018) i suoi libri pubblicati dalla casa editrice 66th&2nd. Dialogherà con Barrett il giornalista Gabriele Santoro. 

 

“Nel 2011 mi trovavo bloccato ad Abuja: è la noiosa capitale burocratico-amministrativa della Nigeria, situata al centro della nazione, ma in quell’occasione tutto era fermo a causa di dimostrazioni contro il prezzo della benzina. Lì mi è venuta in mente l’immagine di un giovane nigeriano che diventa bianco mentre sta per recarsi a un importante colloquio di lavoro. Molto più tardi ho pensato di farne prima un racconto, poi un romanzo. Ma è solo dopo che ho cominciato a scrivere che mi è stata chiara la connessione con La metamorfosi, così sono andato a rileggere la storia di Gregor, e mi sono domandato: perché non esce di casa, perché non cerca di diventare il re degli insetti? La mia storia, comunque, voleva essere un romanzo sulla società nigeriana.” (Intervista a Igoni Barrett pubblicata su L’Indice dei libri del mese il 1 marzo 2018)

 

Igoni Barrett è nato a Port Harcourt, in Nigeria, nel 1979. Fellow, tra gli altri, del Chinua Achebe Center e del Norman Mailer Center. Nel 2005 ha esordito con la raccolta di racconti From Caves of Rotten Teeth, tra cui figura The Phoenix, premiato quello stesso anno dalla Bbc. Con la caleidoscopica raccolta di racconti L’ amore è potere, o almeno gli somiglia molto e l’irriverente romanzo Culo nero, entrambi pubblicati in Italia da 66th&2nd si è imposto prepotentemente sulla scena della letteratura nigeriana contemporanea.

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Presentazione di “Mare Nostrum” di Diego Romeo (2018, Ensemble Edizioni)

Domenica 30 settembre alle 18,30 GRIOT ospita la presentazione di “Mare Nostrum”, un romanzo di Diego Romeo. Insieme all’autore parteciperà il dottor Mario Giro, responsabile delle Relazioni Internazionali della Comunità di S. Egidio, già Viceministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale.

Giovanna è una giovane dottoressa che decide di adire come volontaria a Mare Nostrum, l’operazione di ricerca e salvataggio in mare voluta dal Governo italiano che tra il 2013 e il 2014 ha messo in salvo oltre 160.000 migranti. Catapultata subito nel mezzo di uno dei principali drammi del nostro tempo, quello delle migliaia di persone che sono costrette ad attraversare il Mediterraneo su imbarcazioni di fortuna, la ragazza farà i conti con una realtà che prima aveva solo visto nelle immagini dei telegiornali e che la sconvolgerà completamente.

Diego Romeo è nato a Napoli nel 1976. Laureato in Lettere e Filosofia, gestisce appalti pubblici presso l’Università degli Studi Roma Tre. Fa parte della Comunità di Sant’Egidio, per la quale si occupa di arte e disabilità, e di relazioni interreligiose, ed è membro del circolo culturale IPLAC dal 2013. Ha scritto numerosi libri, ricevendo l’apprezzamento di pubblico e critica.

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Presentazione di “Tutto cominciò a Nairobi” di Marco Cochi (2018, Castelvecchi editore)

Domenica 23 settembre alle 18,30 GRIOT ospita la presentazione del saggio “Tutto cominciò a Nairobi” di Marco Cochi (2018, Castelvecchi editore). Insieme all’autore parteciperanno l’antropologa Annamaria Cossiga e il giornalista di Nigrizia e Oltrefrontiera News, Rocco Bellantone. 

Marco Cochi in questo saggio analizza la storia di al Qaeda e dei suoi gruppi terroristici affiliati in Africa partendo dagli attentati che nell’agosto del 1998 hanno colpito le ambasciate degli Stati Uniti a Nairobi (Kenya) e Dar es Salaam (Tanzania) provocando 213 morti. Da quel momento è iniziata l’ascesa del gruppo terroristico nato nel 1998 in Pakistan che per la  prima volta, in quell’estate del 1998, ha ricevuto attenzione dai media mondiali e che solo tre anni dopo ha concepito e attuato l’attentato alle Torri Gemelle. Boko Haram in Nigeria, Al Shabaab in Somalia e Kenya e moltissimi altri piccoli gruppi insanguinano ancora il continente  – sette anni dopo la morte del fondatore Osama Bin Laden – sullo sfondo della rivalità con lo Stato Islamico, rivalità che si declina a livello locale e a livello globale. L’Africa è quindi uno dei principali territori di uno scontro che sta provocando vittime e spostamenti epocali di popolazioni (2,7 milioni di profughi solo in Nigeria) le cui conseguenze arrivano solo in minima parte in Europa.

Marco Cochi, giornalista e ricercatore, si occupa di Africa da oltre 15 anni scrivendone su Nigrizia, Eastwest e altre testate. Direttore di ricerca presso il CeMISS per il monitoraggio dell’Africa subsahariana e del Sahel, docente al Master in Governo dei flussi migratori attivato presso la Link Campus University ed è ricercatore presso l’Osservatorio sul terrorismo e il fondamentalismo dell’Università della Calabria. È membro del consiglio scientifico di Africana – Rivista di studi extraeuropei (Index Islamicus – Cambridge University Library) e in passato ha realizzato progetti di ricerca a lungo termine per il Centro Militare di Studi Strategici (CeMiSS) del ministero della Difesa, il Centro Altiero Spinelli – Cattedra Jean Monnet (CeAS) dell’Università Roma Tre, l’Africa Research and Development Forum.

 

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Il mercatino delle pulci di GRIOT!

Domenica 16 settembre dalle 12 alle 20 vi aspettiamo per uno speciale “mercatino delle pulci” da GRIOT

Tanti dei nostri prodotti di artigianato tessile, oggetti, stoffe e gioielli provenienti da paesi dell’Africa e del Medio Oriente saranno in vendita a prezzi scontatissimi. Sarà l’occasione per sostenere le attività della libreria, curiosare tra i nostri libri e fare degli ottimi affari!
Chi verrà a trovarci potrà ristorarsi con un fresco drink a base di lime e zenzero, una bella tazza di tè o bissap…che aspettate? Ci vediamo da GRIOT domenica 16 settembre dalle 12 alle 20!

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Presentazione di “Afrotopia” di Felwine Sarr (2018, Edizioni dell’Asino)

Giovedì 20 settembre, alle 19, GRIOT ospita Felwine Sarr per la presentazione del suo saggio “Afrotopia”, pubblicato da Edizioni dell’Asino. Parteciperanno insieme all’autore, Livia Apa (Università Orientale di Napoli),  Sandro Triulzi (Archivio delle Memorie Migranti) e Goffredo Fofi. 

 

Felwine Sarr è considerato uno dei più autorevoli intellettuali dell’Africa Francofona. “Afrotopia” è un saggio scritto nel 2016 con il quale Sarr cerca di sanare il contrasto tra l’ottimismo economico del capitalismo che negli ultimi anni ha individuato nell’Africa la terra promessa della crescita e l’eterno sospetto occidentale che il continente non sarà mai capace di acquisire standard che facciano uscire le sue popolazioni dalla povertà e dalle emergenze politiche, economiche e sociali. Sarr propone per l’Africa una terza prospettiva – una prospettiva africana – partendo dalla tradizione dei pensatori africani della decolonizzazione del pensiero e dello sguardo per approdare alla profonda critica al concetto di sviluppo.

Come scrive Livia Apa nell’introduzione del saggio “Il progetto di Felwine Sarr non è quello di promuovere un’idea di africanità da opporre astrattamente all’Occidente, ma piuttosto quello di riflettere sull’oggi, per creare una rinnovata coscienza dell’essere parte di un sistema di valori in grado di produrre una ecologia di saperi utili al progresso globale.”

Felwine Sarr è nato in Senegal nel 1972, è economista e docente all’Università Gaston Berger di Saint-Louis. Nel 2016 ha fondato con l’intellettuale camerunense Achille Mbembe “Les Ateliers de la Pensée” un laboratorio che si tiene a Dakar una volta l’anno e che raccoglie i migliori pensatori dell’Africa francofona. Sempre a Dakar ha fondato la casa editrice Jimsaan con Boubacar Boris Diop e Nafissatou Dia. E’ musicista e scrittore di saggi, romanzi e librettista dello spettacolo Kirina che aprirà il Romaeuropa Festival 2018.

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Presentazione del romanzo “Antar” di Eliana Iorfida (2018, Vertigo)

Venerdì 21 settembre alle 18,30 GRIOT presenta il libro “Antar” di Eliana Iorfida
A discuterne assieme all’autrice ci sarà la scrittrice Laura Venezia
Antar – il personaggio che dà il nome al libro – si chiama come un importante poeta-guerriero arabo di epoca preislamica, Antara Ibn Shaddad, una sorta di Ulisse del mondo arabo di cui porta in qualche modo sulle spalle il complesso e avventuroso destino. Il romanzo è la storia di un giovane italo-siriano diviso tra due mondi: siriano in Italia e italiano in Siria, Antar vive un costante cortocircuito identitario che lo porta ad intraprendere un vero e proprio “viaggio di ritorno” in Siria. Un viaggio in cui la storia familiare del protagonista si intreccia con quella di personaggi forti come padre Paolo Dall’Oglio, sullo sfondo di un paese ormai distrutto e smembrato. L’Io narrante del romanzo diventa, dunque, una lente attraverso cui leggere la dolorosa Storia della Siria contemporanea e, allo stesso tempo, la dimensione sospesa di chi è ponte inconsapevole tra culture.
Eliana Iorfida, cresciuta a Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, Eliana Iorfida si è laureata in Archeologia a Firenze nel 2007. Ha lavorato nell’ambito della museologia e della didattica e ha partecipato a importanti missioni di scavo in Italia e in Medio Oriente (Siria, Egitto e Israele). Il suo romanzo di esordio “Sette paia di scarpe” (2014, Rai-Eri)si è classificato al secondo posto durante l’edizione 2013 del Premio letterario La Giara.

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Presentazione di “L’ultimo melograno” di Bachtyar Ali (2018, Chiarelettere editore)

Lunedì 10 settembre alle 19, GRIOT presenta “L’ultimo melograno” del romanziere curdo – iracheno Bachtyar Ali (2018, Chiarelettere). Insieme all’autore parteciperanno Simona Maggiorelli, direttrice della rivista Left, Chiara Comito di Editoriaraba, Soran Ahmad dell’Istituto Internazionale di Cultura Kurda e il professore Adriano Rossi, Presidente dell’Ismeo.

“Il melograno simbolizza proprio la solidarietà, l’idea dello stare insieme come i grani di questo frutto, uniti all’interno di una piccola buccia. È un simbolo molto importante che ricorre spesso nei miei romanzi. La (loro) ricerca di una solidarietà, del vivere insieme proteggendosi a vicenda è molto presente nelle vicende dei miei personaggi, ed è centrale all’interno di questo romanzo.

Così il romanziere curdo Bachtyar Ali risponde a Goffredo Fofi che nel luglio 2018 lo ha intervistato per la rivista “Gli Asini” sul simbolismo del melograno del titolo del libro, ed è un melograno di vetro che accomuna le tre persone che potrebbero essere il figlio del protagonista del romanzo, Muzafari Subhdam.

Un combattente curdo, un rivoluzionario le cui gesta avevano ispirato tanti dopo di lui nella rivolta curda contro Saddam Hussein, poi incarcerato in una prigione in mezzo al deserto. Dopo 21 anni miracolosamente esce e si mette alla ricerca del figlio mai conosciuto, l’unico essere umano che non aveva dimenticato in quella prigione di sabbia. “Comincia così un viaggio nelle ferite dell’Iraq, ma raccontato attraverso il genere fantastico: Muzafari e il romanzo si muovono infatti tra castelli incantati, alberi profetici, uomini dai cuori di vetro e bianche sorelle magiche. Scopriamo quindi che i tre Seriasi (…) sono i figli perduti di un’intera generazione, di un’intera comunità, di un intero Paese – l’Iraq –  che negli ultimi 30 anni di guerre e tragedie si è perso i propri figli per strada, senza dar loro speranza.” (Chiara Comito, Editoriaraba).

Bachtyar Ali è uno dei più importanti scrittori del Medio Oriente. Nato nel 1966 a Sulaymaniyah, nel Kurdistan iracheno, ha preso parte non ancora ventenne alle proteste studentesche contro il regime di Saddam Hussein, rimanendo ferito. Insignito nel suo Paese dei premi letterari HARDI (2009) e Sherko Bekas (2014), in Europa ha ricevuto l’English PEN Award (2015) e il premio Nelly Sachs (2017). Romanziere, poeta e saggista, ha firmato il primo romanzo curdo tradotto in inglese della storia. I suoi libri sono pubblicati in numerosi Paesi in tutto il mondo, tra cui Germania, Regno Unito, Francia e Stati Uniti. Dal 1998 vive a Colonia, in Germania.

L’incontro è stato organizzato grazie alla collaborazione dell’Istituto Internazionale di Cultura Kurda.

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Presentazione de “L’ariete” di Mehdi Asadzadeh (2018, Ponte33)

Domenica 9 settembre alle 19.00, GRIOT ricomincia la sua programmazione culturale presentando il libro dell’autore iraniano Mehdi Asadzadeh “L’Ariete”, uscito per l’editore Ponte33. Parteciperanno il traduttore dell’opera Giacomo Longhi, l’editrice e docente Bianca Maria Filippini e Parisa Nazari, traduttrice.

“L’Ariete” è Hamed, giovane di Tehran che mentre sta facendo il servizio militare viene a sapere che la sua ex fidanzata si sta per sposare con un altro. Scappato dalla caserma, vaga rocambolescamente per la città alla ricerca di un modo per riconquistare la sua amata con improbabili e costosi regali, Hamed ci porta nel corso di una intera giornata negli angoli più insoliti, dimessi, pittoreschi e malinconici della capitale iraniana, dai bassifondi ai quartieri alti. Con un flusso di coscienza caratterizzato da un gergo irruente, questo breve romanzo ci porta a conoscere i pensieri, i sentimenti, i sogni e i tic della gioventù iraniana declinata al maschile. Un ritratto veritiero che trabocca tenerezza e ironia.

Mehdi Asadzadeh è nato nel 1987 e vive a Tehran. Si è laureato in giurisprudenza e lavora come autore per il cinema, il teatro, la radio e la televisione. Ha pubblicato una raccolta di racconti e il romanzo breve L’ariete, che nel 2015 è stato scelto come miglior libro dell’anno dalla rivista Tajrobe.

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Presentazione del Romaeuropa Festival 2018 e aperitivo di fine stagione

Giovedì 26 luglio, alle 19, GRIOT vi invita a un aperitivo di fine stagione. Sarà l’occasione per presentarvi gli spettacoli del Romaeuropa Festival dedicati all’Africa e per acquistare uno speciale abbonamento creato per gli amici di GRIOT, tre spettacoli per 45 euro.

Il Romaeuropa Festival, uno dei più importanti appuntamenti europei per il teatro, la danza e la musica, quest’anno inaugura il suo programma il 19 settembre con lo spettacolo “Kirina“, un’opera per 9 danzatori, 1 attore, 4 musicisti, 2 cantanti e 40 figuranti nata dalla collaborazione tra il coreografo Serge-Aimè Coulibaly (già danzatore per Les Ballets C de la B di Alain Platel e fondatore della Faso Danse Théâtre), la cantante maliana, icona della musica mondiale, Rokia Traorè e lo studioso e scrittore Felwine Sarr (per l’occasione nelle vesti di librettista).

La scelta di aprire il Festival con una produzione originale di alcuni tra i migliori artisti e intellettuali africani si inserisce nella tradizione della manifestazione che in 33 anni ha richiamato a Roma attori, registi, musicisti, danzatori da tutto il mondo. L’edizione di quest’anno, non a caso, si intitola “Between worlds”, “tra mondi”.

A dare rilievo alle espressioni artistiche che arrivano dal continente africano, oltre allo spettacolo inaugurale del Festival, al REf18 ci saranno anche i concerti della maliana Oumou Sangaré e della super star beninese Angélique Kidjo.

Il 26 luglio da GRIOT sarà in vendita uno speciale abbonamento per questi tre spettacoli (45 euro per tutti e tre) e la possibilità di acquistare con il 10% di sconto i biglietti per tutti gli altri appuntamenti REf18. Vi presenteremo gli spettacoli e ci saluteremo per le vacanze! 

 

 

  • -10% di sconto generico su
  • Pacchetto tre spettacoli di artisti africani al prezzo speciale di € 45 (€15 a spettacolo).

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