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Presentazione del Romaeuropa Festival 2018 e aperitivo di fine stagione

Giovedì 26 luglio, alle 19, GRIOT vi invita a un aperitivo di fine stagione. Sarà l’occasione per presentarvi gli spettacoli del Romaeuropa Festival dedicati all’Africa e per acquistare uno speciale abbonamento creato per gli amici di GRIOT, tre spettacoli per 45 euro.

Il Romaeuropa Festival, uno dei più importanti appuntamenti europei per il teatro, la danza e la musica, quest’anno inaugura il suo programma il 19 settembre con lo spettacolo “Kirina“, un’opera per 9 danzatori, 1 attore, 4 musicisti, 2 cantanti e 40 figuranti nata dalla collaborazione tra il coreografo Serge-Aimè Coulibaly (già danzatore per Les Ballets C de la B di Alain Platel e fondatore della Faso Danse Théâtre), la cantante maliana, icona della musica mondiale, Rokia Traorè e lo studioso e scrittore Felwine Sarr (per l’occasione nelle vesti di librettista).

La scelta di aprire il Festival con una produzione originale di alcuni tra i migliori artisti e intellettuali africani si inserisce nella tradizione della manifestazione che in 33 anni ha richiamato a Roma attori, registi, musicisti, danzatori da tutto il mondo. L’edizione di quest’anno, non a caso, si intitola “Between worlds”, “tra mondi”.

A dare rilievo alle espressioni artistiche che arrivano dal continente africano, oltre allo spettacolo inaugurale del Festival, al REf18 ci saranno anche i concerti della maliana Oumou Sangaré e della super star beninese Angélique Kidjo.

Il 26 luglio da GRIOT sarà in vendita uno speciale abbonamento per questi tre spettacoli (45 euro per tutti e tre) e la possibilità di acquistare con il 10% di sconto i biglietti per tutti gli altri appuntamenti REf18. Vi presenteremo gli spettacoli e ci saluteremo per le vacanze! 

 

 

  • -10% di sconto generico su
  • Pacchetto tre spettacoli di artisti africani al prezzo speciale di € 45 (€15 a spettacolo).

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GRIOT alla Casa Internazionale delle Donne

Dal 16 al 18 luglio GRIOT parteciperà con i suoi libri alla rassegna  di documentari a cura di Isabella Peretti, Nadia Pizzuti, Stefania Vulterini “IL COLONIALISMO ITALIANO RACCONTATO DALLE DONNE”​

Non ci fu una Norimberga italiana sui crimini di guerra in Etiopia ed Eritrea: il passato coloniale venne sepolto. Fu riscoperto, ma non divenne memoria collettiva. Ora le donne lo fanno riemergere e ne colgono nuovi elementi: le imprese coloniali propagandate per rigenerare la mascolinità italiana videro varie figure di uomini: ufficiali e soldati, tra virilità ed esotismo, coloni tra sogni e sfiducia. E videro uomini bianchi e donne nere, la nazione e la colonia, dal madamato alla convivenza, al proibizionismo razziale.

La ricerca delle registe della rassegna si inserisce negli studi post coloniali e femministi che elaborano la memoria per capire il presente, anche partendo da vicende personali e familiari. Oggi il passato bussa alle nostre porte attraverso le migliaia di persone che, in fuga da miseria e persecuzioni , dall’Africa tentano di raggiungere le nostre coste.

Lunedì 16 luglio, ore 20.30

PAGINE NASCOSTE (2017, 67′) di Sabrina Varani, ispirato al libro ‘Sangue giusto’ di Francesca Melandri.

All’origine del romanzo che la scrittrice Francesca Melandri sta preparando, “Sangue giusto”, vi è l’urgenza personale di fare luce sulla generazione di suo padre, quei ‘nativi fascisti’ la cui giovinezza si svolse interamente dopo la Marcia su Roma e che,dopo il 25 aprile 1945, della propria adesione al regime non parlarono più. Francesca sa che suo padre da giovane è stato fascista ma crede che Franco, sopravvissuto alla tragica campagna di Russia, abbia subito come molti reduci una profonda conversione anti fascista.

Il ritrovamento negli archivi di un articolo che porta la sua firma rivela però alla figlia una realtà diversa.
 La scrittrice si avventura così in altre leggende, più collettive e pubbliche e non collegate alla biografia del padre, quelle legate alla guerra d’Abissinia (dove Franco non è mai stato), e la successiva occupazione così poco raccontata alla generazione post-bellica, tradizionalmente rappresentata come bonaria e praticamente indolore. La sua ricerca, condotta attraverso viaggi in Etiopia, ascolto di testimonianze e studio delle fonti storiche, racconta invece un’altra storia, fatta di stragi e violenze.

Francesca studia e indaga per cinque anni, elaborando le sue conoscenze in una narrazione articolata, che intreccia il nostro passato coloniale con l’Italia razzista del nostro presente, riscoprendo i legami culturali dell’Italia contemporanea con quella mentalità intollerante mai realmente debellata alla radice e che oggi riemerge con prepotenza. Allo stesso tempo, molti dei testimoni che incontra, come Massimo Rendina (a lungo vicepresidente del’ANPI) che salvò suo padre dalle epurazioni sommarie di fine guerra mettendogli al collo il suo fazzoletto da partigiano, le rivelano come la realtà storica, quando s’incarna nelle persone, sia ben più interessante e viva sia dei silenzi sia dei giudizi sommari.

Il film è il racconto di questa ricerca, che intreccia passato e presente, rimozioni private e pubbliche, ambivalenze e contraddizioni, e del processo creativo che trasforma la realtà biografica e storica in quella restituzione della complessità che è la letteratura.

Intervengono dopo la proiezione la regista Sabrina Varani e Francesca Koch, storica e presidente della Casa Internazionale delle Donne.

Martedì 17 luglio ore 20.30

OLTREMARE di Loredana Bianconi (2017, 83′)

Nell’Italia degli anni ’30, il piccolo paese di Borgo Tossignano, non lontano da Imola, vede una parte dei suoi abitanti emigrare nelle colonie dell’«Impero Italiano d’Africa», spinti dalla miseria o dallo spirito di avventura. Convinti dalla propaganda fascista del mito della terra promessa, vanno a prendersi il loro «posto al sole». Ma il sogno si spezza dopo qualche anno soltanto di duro lavoro. La guerra provoca la perdita delle colonie, obbligandoli a ritornare a Borgo, malvisti e senza più nulla.

La loro epopea ci è svelata dalle parole, dalle memorie scritte e dalle centinaia di fotografie di alcuni abitanti. Il film ci porta a esplorare quel pezzetto di Italia che questi uomini e queste donne hanno portato con sé in Africa, le tracce che vi hanno lasciato. Piccole vicende personali si intrecciano con gli eventi drammatici della grande Storia, che emerge puntualmente attraverso le immagini d’archivio.

Intervengono dopo la proiezione la regista Loredana Bianconi, lo storico Alessandro Triulzi e la scrittrice Igiaba Scego.

18 luglio, ore 20.30 

2000 ERITREI A ROMA – A TESTIMONIANZA DI UNA CONDIZIONE (1977, 20′di Federico Bruno, Giovanni Gervasi, Ali Reza Movahed, Paolo Rossato, Johannes Yemane.

La dura condizione delle colf eritree a Roma negli anni ’70 e le attività del Fronte popolare di liberazione dell’Eritrea.

GOOD MORNING ABISSINIA di Chiara Ronchini e Lucia Sgueglia (2005, 40’)

Un percorso nello spazio e nel tempo dell’immigrazione a Roma da Eritrea ed Etiopia, due delle ex colonie italiane d’oltremare. Da Piazza dei Cinquecento (ricordo dei morti italiani a Dogali), proseguendo per via Volturno (dove un negozio di souvenir etiopi espone immagini di Hailé Salassié), via Montebello e dintorni (con i ristoranti Massaua e Asmara, l’Alimentari Etnico), passando per la discoteca Freetime, fino a chiudere l’anello in via Milazzo con il ristorante etiopico Aduliss.

Intervengono dopo la proiezione dei documentari la regista Chiara Ronchini, rappresentanti delle comunità eritrea ed etiope, Paola Scarnati (Aamod, Archivio Audiovisivo del Movimento operaio e democratico), Leonardo De Franceschi (docente universitario), Caterina Romeo (docente universitaria), Giuliana Sgrena (giornalista), Mario Boccia (fotografo)

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GRIOT AL TEATRO INDIA – “Come smontare gli stereotipi sui musulmani: dialogo tra Takoua Ben Mohamed e Lorenzo Declich”

Mercoledì 27 giugno, alle 19.30, al Teatro India la fumettista Takoua Ben Mohamed e l’islamista Lorenzo Declich dialogano sugli stereotipi sui musulmani e su come smontarli uno per uno.

 

L’Islam è sulla bocca di tutti, ma spesso chi ne parla ne ha un’idea fortemente stereotipata. Il fatto non deve stupire: tutto ciò che ruota attorno all’Islam è qui – spesso per motivi comprensibili – qualcosa di alieno e sconosciuto. È dunque ovvio che riguardo all’Islam passino nel luogo comune tante semplificazioni, dovute alla ricezione di nozioni parziali o a comparazioni avventate e improprie. Questa semplificazione, tuttavia, porta con sé dei pericoli nel momento in cui l’Islam si fa più vicino, divenendo materia pertinente nell’immaginare la propria vita relazionale, lavorativa, affettiva, il proprio stare in società. E in questi ultimi tempi l’Islam ha bussato alla porta in tante forme, alcune delle quali di certo allarmanti.

Takoua Ben Mohamed, graphic journalist italo-tunisina ideatrice de Il fumetto intercultura, e Lorenzo Declich, esperto di islam e mondo arabo, ricercatore e scrittore, con mezzi e modalità diversi cercano da anni di smontare questi stereotipi e le notizie false che circolano sui nostri media. Lei con l’ironia e l’esperienza personale, lui con la ricerca e i dati, entrambi si battono perché dell’Islam e dei suoi fedeli venga restituita un’immagine veritiera che dia corpo alla complessità di una religione a cui aderiscono quasi un quarto degli abitanti del mondo.

Alle 21 nello spazio davanti al Teatro ci sarà il concerto a ingresso gratuito della Piccola Orchestra di Tor Pignattara!

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GRIOT AL TEATRO INDIA – Presentazione di “Verso una cultura dell’incontro. Studi per una terapia transculturale” di Alfredo Ancora (2017, Franco Angeli).

Lunedì 25 giugno, alle 18.30, presso lo spazio di GRIOT nel foyer del Teatro India, ospitiamo la presentazione del saggio “Verso una cultura dell’incontro. Studi per una terapia transculturale” di Alfredo Ancora (2017, Franco Angeli editore).

Insieme all’autore parteciperà la giornalista scientifica di Repubblica Salute, Valeria Pini.

Questo lavoro (prossimo ad  essere pubblicato anche in Francia e Spagna) è destinato a operatori della salute mentale − infermieri, psicologi, assistenti sociali, psichiatri − che lavorano sul territorio quotidianamente in strutture deputate alla cura e all’accoglienza.

Le proposte teorico-pratiche qui presentate offrono un aiuto a chi si sente un “po’ spaesato” di fronte a un rifugiato, richiedente asilo, migrante, che talvolta mette in difficoltà le griglie conoscitive a cui si è normalmente abituati. Vengono qui riportate ricerche ed esperienze sul campo, per dotare l’operatore del III° millennio di un pensare/agire transculturale capace di rispondere a realtà sempre più complesse con cui viene a contatto. Attraverso la descrizione di storie individuali, di coppia e di gruppo si vuole proporre un diverso posizionarsi nel processo d’osservazione, sulla scia di George Devereux e Gregory Bateson. Verso una cultura dell’incontro è una direzione nel processo di cambiamento con persone, non con nuove categorie. Il processo di cura diviene allo stesso tempo un viaggio di conoscenza e di aiuto, facendo leva anche su risorse dell’operatore mai esplorate, entusiasmi e curiosità perdute. Come ci suggerisce Ramon Panikkar infatti: “La conoscenza senza amore è calcolo, non è vera conoscenza, manca il rapporto di intimità e di prossimità con la cosa conosciuta…”.

Alfredo Ancora, psichiatra e psicoterapeuta, già docente di psichiatria ttansculturale  presso Università diSiena,è membro ordinario dell’International Society for Academic Research on Shamanism (ISARS). Fra le sue pubblicazioni per i nostri tipi ricordiamo La consulenza transculturale della famiglia (2000, tradotto da l’Harmattan, Paris, 2010, e da Nova Science, New York, 2011) e I costruttori di trappole del vento (2006). Ha inoltre curato l’edizione italiana di Etnopsicoanalisi complementarista di G. Devereux (2014), di Counseling e psicoterapia con arabi e musulmani di M. Dwairy (2015) e di Psichiatria e culture di Julian Leff (Casale Monferrato, 1992, 2008)

Con il contributo di: T. Borgese, F. Chianese, C.A. Caldarelli, Ricciardi, R. Finco, M. Jacoub, M. Cherubini, M. Caporale, S. Morrone, F. Posabella, D. Calzoni, A. David, W. Ielasi, D. Quaresmini, S. Tarallini,  V. Tanghetti V. Fabbri, L. Liberati

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Presentazione di “L’io che guarda” di Biancamaria Bruno (2018, Edizioni Ensemble)

Mercoledì 4 luglio alle 19.00, GRIOT ospita la presentazione del libro “L’io che guarda” di Biancamaria Bruno (2018, Ensemble Edizioni). Dialogheranno con l’autrice la scrittrice Madel Crasta e Francesco Morabito, autore di saggi e narrativa, attivo nell’associazionismo culturale.

La percezione “creativa” di un luogo si ha attraverso il movimento, il viaggio, il passaggio e attraverso la lingua che si parla. È il linguaggio che ci permette di attivare le nostre esperienze, suggerendoci la necessità di avere sempre un buon punto di osservazione. L’io che guarda è un’alternanza tra considerazioni sulla lingua che parliamo, con cui costruiamo il mondo che ci circonda, e brevi reportage di viaggio; riflessioni nate nel corso degli anni grazie all’esperienza di vita e di lavoro dell’autrice.

Biancamaria Bruno: Linguista, saggista e traduttrice, si è occupata a lungo delle lingue del Corno d’Africa. È specialista del rapporto tra sistema spaziotemporale e linguaggio, di comunicazione tra le lingue, nonché di teoria della traduzione. Nel 1984 ha iniziato la collaborazione con la rivista trimestrale europea «Lettera Internazionale», nata nel 1984 grazie ai forndatori Antonin Liehm e Federico Coen, di cui è attualmente direttrice.

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GRIOT AL TEATRO INDIA – La letteratura araba contemporanea: cosa leggere e perché!

Domenica 24 giugno alle 17,30 al Teatro India Chiara Comito di Editoriaraba ci presenta le ultime pubblicazioni di scrittori arabi e ci spiega perché dovremmo leggerle. Un nuovo incontro estivo con Editoriaraba!

 

Di cosa parliamo quando parliamo di letteratura araba? E perché noi italiani dovremmo leggere un romanzo arabo? Quali sono gli ultimi romanzi tradotti in italiano da leggere?

Questo incontro cerca di rispondere a queste e altre domande, perché la letteratura araba contemporanea è una letteratura ricchissima ma ancora poco conosciuta. Nonostante le case editrici italiane negli ultimi anni abbiano pubblicato diverse opere, la percezione generale è che i paesi arabi abbiano prodotto solo pochi grandi autori, mentre la produzione recente resta ancora poco nota al grande pubblico.

L’incontro ha come obiettivo quello di presentare le opere più significative e interessanti del panorama recente tradotte in italiano, contestualizzate nel tempo e nelle tematiche, e di sfatare anche qualche mito e pregiudizio.

Chiara Comito è arabista, laureata in Lingue, con una tesi in Lingua e letteratura araba, e in Relazioni internazionali dell’Asia e dell’Africa. Da circa 15 anni si occupa di cultura e società dei Paesi arabi e dal 2012 gestisce il blog Editoriaraba (editoriaraba.com), che promuove e diffonde la letteratura araba contemporanea. Organizza incontri ed eventi culturali sulla cultura araba e collabora con festival, librerie, case editrici e riviste.

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GRIOT AL TEATRO INDIA per “Roma-città-mondo. Festa teatrale dell’intercultura”

Dal 17 al 28 giugno GRIOT avrà uno spazio nel foyer del Teatro India, in occasione di Roma-città-mondo. Festa teatrale dell’intercultura. 

Una festa per abbattere le immaginarie barriere della distanza e della diversità attraverso il teatro: linguaggi, azioni, interazioni che coniugano arte, cura e cambiamento sociale. Dieci giorni di attività per favorire snodi, punti di contatto e di incontro: zone di transito, all’interno delle quali circolino conoscenze, saperi, culture, lingue, differenze e somiglianze.
Il Teatro India si fa “villaggio” per reading, performance, laboratori, concerti e  video installazioni affinché i confini diventino una soglia, facile da oltrepassare. Ci trovate tutti i giorni nel foyer dalle 18 a fine serata.

L’intera manifestazione è a ingresso libero compresi gli spettacoli e i laboratori. Questo è il programma! 

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Presentazione di “Viaggio a Cartagine” di Carlo Ruta e Francesco Tiboni (Edizioni di Storia e Studi sociali)

Giovedì 5 luglio, alle 19, GRIOT ospita la presentazione del libro “Viaggio a Cartagine” di Carlo Ruta e Francesco Tiboni (Edizioni di Storia e Studi sociali). Partecipa insieme agli autori l’assessore della Regione Sicilia ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa. Coordinano la discussione Pippo Cappellano, giornalista, Pina d’Alatri, giornalista e Milena Romeo, presidente di Cara Beltà.

Il viaggio lungo il Mediterraneo di altre epoche continua, ancora attraverso un serrato dialogo, e stavolta, partendo dall’Oriente siro-palestinese, dove i due autori «sostano» un bel po’, alla ricerca dei caratteri di quel mondo originario, si approda Cartagine, che espande e arricchisce la civiltà fenicia in Occidente. La città dei Punici vive di un’agricoltura florida, di un ricco artigianato ed è dotata, soprattutto, di uno straordinario estro marinaro e mercantile. Per diversi secoli, prima che erompa lo scontro con Roma, essa riesce a regolare i commerci di vaste aree mediterranee. Imprime, contestualmente, svolte epocali nei processi di sviluppo delle arti e delle culture materiali. In alcune fasi è un paese in guerra, ma, come è nella propria indole, neppure in quei frangenti si sottrae allo scambio e alla contaminazione. Combatte contro Roma ma in tante cose, anche sul terreno del sacro, somiglia alla città avversaria. Sia l’una sia l’altra coltivano un ethos patriottico, fatto di eroismi civili e militari. Cartagine nel 146 a.C. viene distrutta, ma dopo qualche secolo finisce con il risorgere dalle proprie rovine per volontà di Cesare e, poi, dell’imperatore Ottaviano Augusto. Oltre la propaganda politica che a lungo le ha attribuito il ruolo di nemica, e nonostante il pregiudizio che persiste lungo i secoli, essa si consolida infine nell’immaginario attraverso il mito, e in particolare, tramite l’elaborazione virgiliana, quello della sua prima regina, Didone.

Carlo Ruta è studioso del mondo Mediterraneo e di letterature di viaggio. Si occupa inoltre di problemi dell’età contemporanea. Si è laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Messina. Si è laureato poi in Teorie della morale della conoscenza e della comunicazione all’Università degli Studi di Urbino. E’ autore di numerosi saggi, e ha diretto la rivista bibliografica Libri meridionali. Ha condotto reportage e inchieste per numerose testate, tra cui il manifesto, Narcomafie, Peacelink, Domani Arcoiris, Left Avvenimenti, Polizia e Democrazia. Ha relazionato in  numerosi convegni di studio e ha tenuto seminari universitari.

Francesco Tiboni è un archeologo navale e sottomarino, dottore di ricerca dell’Università di Marsiglia. Ha diretto più di 50 ricerche archeologiche e collaborato con numerose università, enti e centri di ricerca. Sua è la teoria che il Cavallo di Troia in realtà fosse una nave.

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Presentazione di “Colonie letterarie” di Barbara Tonzar (2017, Carocci)

Sabato 16 giugno alle ore 19, GRIOT presenta il saggio “Colonie letterarie. Immagini dall’Africa italiana dalla fine del sogno imperiale agli anni Sessanta” di Barbara Tonzar (2017, Carocci editore). Insieme all’autrice parteciperà Jiří Špička, docente di letteratura italiana all’università Palacký di Olomouc (Repubblica Ceca).

Quattro romanzi, pubblicati tra la fine dell’impero coloniale italiano e gli anni ’60, sono l’oggetto dell’analisi postcoloniale condotta da Barbara Tonzar in questo volume che indaga il racconto letterario della storia coloniale italiana in Africa. Le modalità di narrazione e contronarrazione del colonialismo emergenti dai testi oggetto dell’indagine, tra cui Mohamed divorzia (1944) di Paolo Cesarini, Tempo di uccidere (1947) di Ennio Flaiano, Il deserto della Libia (1952) di Mario Tobino e Settimana nera (1961) di Enrico Emanuelli, sono messe in relazione, da un lato, con la tradizione orientalista e l’immaginario coloniale degli italiani, persistente in forme diverse anche nel contesto postbellico, dall’altro con il mito degli “italiani brava gente” e le complesse dinamiche di rimozione e autoassoluzione caratterizzanti il discorso ufficiale dell’Italia repubblicana.

Dinamiche presenti ancora adesso nel discorso pubblico e che, grazie anche a saggi come questo, vanno decostruite per capire meglio l’attualità.

Barbara Tonzar, docente di lettere e latino, è stata per molti anni lettrice di italiano nelle Università di Szombathely, Brno, Graz e Toru. Ha conseguito un dottorato di ricerca in letterature romanze all’Università Palacký di Olomouc e pubblicato interventi e saggi su D’Arzo, Pavese e l’esistenzialismo e la letteratura coloniale.

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Presentazione di “Lascia il segno. Il piacere di scrivere a mano per sé e per gli altri”, di Monica Dengo (Terre di Mezzo)

Venerdì 6 luglio, alle 18,30, l’artista Monica Dengo presenterà il suo ultimo libro “Lascia il segno. Il piacere di scrivere a mano per sé e per gli altri”, Terre di Mezzo 2017. 

Con questo manuale – un po’ guida illustrata, un po’ taccuino – possiamo scoprire qual è il potenziale creativo della scrittura a mano; quale relazione corre fra gesto, ritmo e corpo; come si libera l’espressività del segno. Si parte dalle forme dell’italico, il primo corsivo moderno, e poi ci si spinge ai limiti della leggibilità e anche oltre, per rompere tutte le regole e inventarne di nuove. Il foglio bianco diventa un territorio nuovo, tutto da esplorare.

Monica Dengo. Artista, designer, calligrafa, ha vissuto, studiato e insegnato a San Francisco dal 1993 al 2003. Oggi vive e lavora tra la Toscana e il Veneto, dove collabora con la Fondazione dei Musei Civici Veneziani e con il CIAC, Centro Internazionale Arti Calligrafiche per cui tiene un corso annuale di calligrafia a Venezia in tre livelli. E continua a viaggiare all’estero, per lavoro e per divertimento.

Monicadengo.com è il suo sito per la ricerca artistica e scritturacorsiva.it quello per l’innovazione didattica.

 

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Presentazione di “Con l’occhio del cronista” (2018, De Luca editore)

Venerdì 15 giugno, alle 19, GRIOT ospita la presentazione del libro fotografico “Con l’occhio del cronista”, curato da Pina Magnanimi (2018, De Luca editore). Parteciperanno la curatrice, l’archivista Giulia Barrera, la figlia del fotografo Silvia Magnanimi e il professore Cesare Lamberti.

L’italiano Andrea Magnanimi ha passato molti anni nel Corno d’Africa, dall’Etiopia conquistata da giovane soldato volontario, al Kenya della prigionia nei campi britannici quasi dieci anni più tardi. Con sé aveva una macchina fotografica con cui ha documentato la vita militare, la cattura e l’uccisione dei nemici, i volti degli etiopi soggiogati con la forza.

Molti anni dopo sua moglie Pina ha raccolto le tantissime foto fatte da Magnanimi nei suoi anni africani, le ha studiate, selezionate e composte per pubblicare un libro che è una testimonianza importante della vita di una persona che ha partecipato alla fallita avventura coloniale italiana. Un breve diario del militare ha consentito di seguire i suoi movimenti e la curatrice ha scelto, grazie alle annotazioni autografe sulle fotografie, di riprodurre sul libro le didascalie originali, ad ulteriore testimonianza del linguaggio e delle impressioni dell’autore.

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Presentazione de “Il silenzio del mare” di Asmae Dachan (2017, Castelvecchi)

Martedì 12 giugno alle 19.00, GRIOT ospita la presentazione del romanzo “Il silenzio del mare” di Asmae Dachan (2017, Castelvecchi editore). Con l’autrice interverrà Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. 

Due fratelli siriani, Fadi e Ryma, nel 2011 si uniscono al movimento pacifista che nasce nelle università siriane e che chiede la fine del regime di Bashar Al-Assad. Quando le manifestazioni vengono represse nel sangue e la Siria sprofonda nel caos della guerra civile e del terrorismo, i due fratelli scappano e prendono una barca dalla Libia. In Italia arriverà solo uno dei due, Fadi, che piano piano riuscirà a ricostruirsi una vita nel nostro paese aiutato da un pescatore e una dottoressa. Ognuno cerca nell’altro le risposte ai suoi perché, e mentre in Siria si continua a morire, un evento inatteso sconvolge la nuova vita di Fadi e dei suoi amici. L’amor di patria e la nostalgia, il bisogno di sentirsi riconosciuti come esseri umani, la ricerca del senso della vita e della morte, intessono la trama di questo romanzo, che si ispira a storie vere.

Asmae Dachan, è una giornalista professionista e scrittrice italo-siriana. È stata direttrice responsabile del mensile marchigiano ML – Mondo Lavoro ed è creatrice e autrice del blog Diario di Siria. Esperta di Medio Oriente, Siria, Islam, terrorismo internazionale, immigrazione e dialogo interreligioso, dal 2016 lavora come freelance per diverse testate regionali e nazionali, tra cui Avvenire, The Post Internazionale e Panorama. Ha vinto numerosi premi per la sua attività giornalistica e a favore della pace e del dialogo.

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Presentazione di “Musulmani in Italia” di Fabrizio Ciocca (2018, Meltemi)

Mercoledì 6 giugno, alle 18.30, GRIOT è lieta di ospitare la presentazione del saggio “Musulmani in Italia. Impatti urbani e sociali delle comunità islamiche a Roma” di Fabrizio Ciocca, appena uscito per Meltemi editore. Insieme all’autore parteciperà la giornalista Karima Moual (La Stampa). 

“Islam” e “musulmani” sono temi ormai sempre più attuali nei dibattiti pubblici in Europa, in grado di generare un forte impatto emotivo, anche e soprattutto in Italia. L’autore in questa ricerca propone un’analisi ragionata sull’impatto e sul significato  della presenza delle comunità islamiche nella città di Roma, cercando di rispondere ad alcune domande: da quali Paesi provengono i musulmani presenti nella Capitale? Quanti sono? Come si ridistribuiscono all’interno del territorio romano? Quale impatto socio-urbano produce la minoranza religiosa islamica sulla città?

Fabrizio Ciocca, nato a Roma, si è laureato in Sociologia Politica a La Sapienza, ha conseguito un master in Sistemi Urbani Multietnici alla Link Campus University e frequentato diversi corsi di formazione su geopolitica, globalizzazione e diritti umani. Studioso dei fenomeni migratori, è autore di diversi articoli e saggi sulle comunità islamiche in Italia, tra cui La presenza musulmana in Italia: criticità e potenzialità (Tawasul Europe, febbraio 2018).

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Presentazione di “Cronache dalle periferie dell’impero” di Antonella Selva (2018, Edizioni Nuova S1)

Venerdì 8 giugno, alle 19, GRIOT presenta il fumetto “Cronache dalle periferie dell’impero” di Antonella Selva (2018, Edizioni Nuova S1). Insieme all’autrice partecipano l’antropologa Annamaria Rivera e Marco Corirossi del CSOA eXSnia. 

 

Tre storie realmente accadute che raccontano visioni di cambiamento che da realtà periferiche possono propagarsi ovunque nel mondo. Antonella Selva, “narratrice a fumetti” (come lei stessa si definisce), disegna e racconta di uno scozzese che decide di costruire da solo una strada per aiutare la sua comunità; della rete civile di solidarietà nata dopo la rivolta dei braccianti africani di Rosarno; di un villaggio marocchino che prova a fuggire da un apparente destino di povertà ed emigrazione. 

Tre storie di resilienza e di reazione alla sensazione che nulla possa mai cambiare. Cambiamenti che non arrivano per caso, ma che scaturiscono da un ribaltamento del punto di vista, che rivela spazi di speranza dove non sembravano esistere.

Antonella Selva ha al suo attivo, per le Edizioni Nuova S1, il graphic novel Femministe, una storia di oggi (2015), e due storie brevi nei fumetti collettanei Come il Titanic (2014), e Il mio viaggio fino a te (2012), quest’ultimo frutto di un laboratorio espressivo con migranti condotto dall’associazione “Expris Comics”. Nel 2013 ha fatto parte, insieme a “Expris Comics”, del primo gruppo di autori che hanno inaugurato il progetto di contaminazione, tra fumetto e teatro, Diari da uno spettacolo. Oltre a raccontare storie attraverso i fumetti, nella sua vita è andata in cerca di quelle storie, viaggiando molto, facendo politica attiva e mettendosi al servizio di progetti di cosviluppo in Marocco e di integrazione interculturale a Bologna.

 

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Presentazione del graphic novel “Ken Saro-Wiwa” di R. Balestrucci Fancellu e A. Cercignano (2018, BeccoGiallo Editore)

Sabato 26 maggio, alle 18.30, GRIOT ospita la presentazione del graphic novel “Ken Saro-Wiwa. Storia di un ribelle romantico” di Roberta Balestrucci Fancellu e Anna Cercignano (2018, BeccoGiallo Editore). Insieme all’autrice del libro, Anna Cercignano, parteciperà il giornalista di InfoAfrica Michele Vollaro. 

 

Ken Saro-Wiwa è stato uno degli intellettuali più importanti dell’Africa subsahariana post-coloniale. Attivista per i diritti del popolo Ogoni, viene impiccato per ordine del governo nigeriano il 10 novembre 1995 con altri otto attivisti del Mosop, il Movimento per la Sopravvivenza del Popolo Ogoni, fondato per contrastare con mezzi non-violenti la progressiva distruzione della regione del Delta del Niger, causata dall’inquinamento petrolifero prodotto dalle multinazionali come la Shell. Ma oltre ad essere il leader degli Ogoni, Saro-Wiwa è stato uno scrittore, poeta, produttore televisivo, uomo delle istituzioni del Rivers State, alternando, fin dagli anni dell’università, l’attività artistica a quella politico- istituzionale sempre in contrasto con il governo centrale di Abuja.

 

Il graphic novel “Ken Saro-Wiwa”, appena pubblicato da BeccoGiallo, ripercorre la sua storia di attivismo, ricostruita da Roberta Balestrucci Fancellu e da Anna Cercignano. Una storia che ispira ancora la lotta degli Ogoni per la sopravvivenza della loro terra dalla distruzione ambientale e di tutti coloro che hanno a cuore il nostro pianeta.

Roberta Balestrucci, vive e lavora in Sardegna, a Macomer, dove si  occupa di laboratori nelle scuole, formazione e promozione alla lettura e, dal 2013, degli scambi culturali con lo Sportello Europa Giovani, all’interno del progetto  Europeo Youth in Action, Erasmus Plus.

Anna Cercignano, toscana di origine, disegna, dipinge, decora e scarabocchia da quando ha memoria. Dopo aver ottenuto un diploma al Liceo Artistico di Lucca, frequenta la scuola di Fumetto a Firenze e per anni si dedica ai più disparati mestieri. Vive in Francia dove fa l’illustratrice e la disegnatrice di fumetti,

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