Presentazione di “Le vie verso Ard-Al-Agiaeb” di Siriman Kanoute (2019, Albatros)

Sabato 5 ottobre alle 18.30 GRIOT ospita la presentazione – concerto di “Le vie verso Ard-Al-Agiaeb” primo romanzo del griot “Pape” Siriman Kanoute. Insieme all’autore partecipano il sindacalista Ali Baba Faye, e il mediatore culturale Ibrahima Camara.

Il griot Pape Siriman Kanoute, dopo tanti concerti e tanti dischi, questa volta affida alla parola scritta una storia che inizia in Senegal e prosegue nella  “terra delle meraviglie”, in arabo Ard-Al-Agiaeb. Per chi – come Bala Mussa e Maudo – ha conosciuto la povertà e i soprusi del Darra, una scuola di insegnamento coranico che in realtà reclutava giovani da mandare a mendicare per la città, Ard-Al-Agiaeb significa speranza di una vita nuova e coincide inevitabilmente con quella parte di mondo che vive al di là del Mar Mediterraneo. Entrambi, in momenti diversi e con varie vicissitudini, dal Senegal approderanno in questa “terra delle meraviglie” che non sempre si rivelerà però all’altezza delle promesse di cui è investita; ambedue intraprenderanno un percorso di integrazione che significa innanzitutto arricchimento della propria identità e dono agli altri della propria esperienza.

Siriman Kanoute (detto Pape) è nato a Koussanar, in Senegal, da una grande e importante famiglia di griot. Dopo la scuola superiore ha frequentato il conservatorio di musica di Dakar, per poi entrare a far parte come musicista di studio del Golden Baobab di Francis Senghor, figlio del primo presidente del suo paese; poco dopo viene chiamato come sassofonista dall’orchestra nazionale del Senegal, dove rimane dieci anni. Nel 1995 decide di stabilirsi a Roma per diffondere la cultura e la musica Mandinga; qui fonda il gruppo Mande con il quale ha partecipato a numerosi festival, trasmissioni radiofoniche e televisive. Sassofonista, cantante e suonatore di kora, parla sette lingue e collabora con il Ministero dell’Interno come traduttore e interprete alla commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Roma.  Dal 1995 ad oggi ha inciso cinque dischi (Kambalaba, Ndo, Kewoulo, Miriya e Madiba).

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