Aime, Marco | La macchia della razza, Elèuthera 2013

Aime, Marco | La macchia della razza, Elèuthera 2013

L'antropologo Marco Aime cerca di spiegare al piccolo Dragan, un bambino rom, quale sia la ragione per la quale gli vengono richieste le impronte digitali

Il razzismo non c'entra con la storia delle impronte digitali da prendere a tutti i bimbi rom presenti in Italia, e poi chissà, magari a tutti gli stranieri. Si tratta di soddisfare un bisogno di "sicurezza" che ormai sembra essere la parola d'ordine di tutti i politici italiani, un'onda cavalcata felicemente dalla stampa che si bea di specificare accuratamente la nazionalità o l'etnia di appartenenza di ciascun presunto responsabile di crimini. In questo libro Marco Aime parte dal suo dialogo con il piccolo rom Dragan per ricordare ancora una volta quali siano stati gli effetti della "macchia della razza" sull'emigrazione italiana, e augurarsi che questa macchia stinga progressivamente fino a sparire del tutto.

Marco Aime è ricercatore di Antropologia Culturale presso l'Università di Genova. Tra i suoi campi di ricerca, il Benin, il Burkina Faso, il Mali. Scrittore prolifico, tra i suoi libri si ricordano "Taxi brousse" (1997), "Il mercato e la collina" (1997), "Fiabe nei barattoli" (1999), "Le radici nella sabbia" (1999)

Titolo: La macchia della razza
Autore: Marco Aime
Editore: Ponte alle grazie
Anno: 2009, 96 pagg.
ISBN: 9788862200691

8,00€Price:
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