Regole e Roghi. Serata di protesta contro il DDL 733-B

Venerdi 10 alle 19.30: SICUREZZA E VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI – REGOLE E ROGHI. Metamorfosi del razzismo. Saranno Presenti: l’antropologa Annamaria Rivera, Grazia Naletto, vice presidente dell’Associazione Lunaria, e Jean-Léonard Touadi, parlamentare e presidente dell’Associazione Officina GRIOT. 

Il “pacchetto sicurezza” ddl 733-B è entrato in vigore. Le sue norme devastanti – quasi delle leggi razziali – sembrano essere finalizzate a punire non singole condotte individuali criminose, ma una categoria di persone, quella del lavoratore immigrato privo di titolo di soggiorno.

La Libreria GRIOT vi invita ad una serata di protesta contro il DDL 773-B. Per l’occasione verrà presentato il recentissimo libro dell’antropologa e attivista antirazzista Anna Maria Rivera “Regole e Roghi – metamorfosi del razzismo”, che si conclude appunto con un articolo che esamina il testo dell’appena approvato ddl sicurezza. 

“Regole e Roghi” affronta i temi della rappresentazione dei migranti e delle minoranze nelle società europee, della manipolazione politica e mediatica di diversità culturali e religiose o di fatti di cronaca in funzione anti-immigrati e anti-rom, dell’uso demagogico del tema sicurezza e la strategia del capro espiatorio. E dimostra come il razzismo istituzionale, veicolato e rafforzato dal sistema mediatico, alimenta la xenofobia popolare e se ne serve per legittimarsi, creando un circolo vizioso utile a deviare le ansie collettive e a catturare consenso, e che tende a ridurre migranti e minoranze a “nuda vita”.  

Come dichiarato da Jean-Léonard Touadi in un recente articolo: “Dobbiamo avere tutti la consapevolezza che questo provvedimento segna una svolta pericolosa nella nostra convivenza civile. Esso compie un vero e proprio tradimento della Carta Costituzionale laddove essa afferma i princìpi di uguaglianza tra le persone (artt.2 e 3), laddove essa sancisce l’inviolabilità dei diritti delle persone (art.2), laddove essa afferma il diritto alla Salute (art.30) laddove essa circoscrive la responsabilità penale alla condotta personale (art.27) e non estensibile ad un’etnia, ad una nazionalità oppure ad uno status sociale come la condizione provvisoria di immigrato illegale. SIamo scivolati progressivamente nell’era dei destini separati, della legislazione differenziata tra i cittadini e i residenti senza diritti (coloro ai quali si applica l’espressione semanticamente e simbolicamente escludente di ‘clandestino’, colui che ha assunto i connotati di una figura paria, posta per decisione altrui nei gironi infernali dei diritti negati, dentro un’umanità reificata). Al di là dei singoli provvedimenti, tutti odiosi e da contrastare senza se e senza ma, occorre prendere atto dell’odioso status antropologico e sociale che abbiamo conferito agli stranieri tutti che vivono con noi e tra noi. Li abbiamo rinchiusi nell’angusto recinto degli ‘intoccabili’ della Repubblica, con il sigillo della legge e il timbro in ceralacca della Gazzetta Ufficiale. Avremmo bisogno di molti Primo Levi per aiutarci a porre l’unica domanda degna di questi tempi: se questo è un Uomo“. clicca qui per leggere tutto l’articolo

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