L'attualità di Griot
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Tra fiaba e storia: il Gruppo di Lettura di GRIOT legge "la polvere dei sogni" di André Brink
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Palm Wine Bar@Griot: Appunti di viaggio, famiglie di Griot in Gambia e Casamance..
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Alain Mabanckou: Memorie di un porcospino, Morellini editore
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Kan ma kan, ‘c’era una volta’: Il teatro delle ombre, il riso, il comico e le feste del folklore arabo
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Giuseppe Carrisi presenta "Tutto quello che dovresti sapere sull'Africa e che nessuno ti ha mai raccontato"
- 13/2/2010
"Il piede del cammello. L'Egitto dei deserti e del Nilo" - incontro con l'autore Luciano Anelli
- 7/2/2010
APERITIVOX: il piacere dell’aperitivo unito al gusto del racconto
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Zoë Wicomb, In piena luce, Edizioni la Tartaruga 2009
«Per anni abbiamo atteso di vedere quale sarebbe stato il volto della letteratura sudafricana dopo l’apartheid. Zoë Wicomb non viene meno alle aspettative.» J.M. Coetzee.
Marion Campbell, giovane sudafricana bianca, è proprietaria di una piccola agenzia di viaggi a Cape Town. Donna schiva e riservata, conduce una vita agiata, ha una bella casa con vista sull'oceano, gira in Mercedes, non ha legami affettivi importanti e, soprattutto, è totalmente indifferente a quelle «sciocchezze sulla razza» che hanno segnato il suo Paese. Tuttavia la sua decisione di assumere Brenda Mackay, una ragazza di colore, e una foto pubblicata dalla Truth and Reconciliation Commission (il tribunale speciale incaricato di giudicare le violazioni dei diritti umani durante l'apartheid) sconvolgeranno il suo universo e faranno nascere in lei il bisogno di scavare nella propria infanzia. Affiora così la menzogna che il padre e la madre hanno recitato per anni allevandola «senza il fardello della storia, in un mondo plasmato dal colore e dal mistero delle radici». Nati con la «fortuna» di avere la pelle chiara, infatti, i suoi genitori hanno fatto parte di quella gente coloured che ha rinnegato le proprie origini cercando di confondersi con la razza padrona. Marion cresce così, dando per scontato il suo essere bianca, cullata da un padre che la chiama «mia piccola sirena», come se fosse l'eroina di una fiaba, eppure segnata dal silenzio di una famiglia in cui è meglio non fare domande per evitare di sentire bugie. Spetterà proprio a Marion riconciliarsi con il passato, mettendo la verità in piena luce.
Titolo: In piena luce
Edtore: La Tartaruga
Autore: Zoë Wicomb
Anno: 2009, pag 320
ISBN 88-7738-480
Zakes Mda, Verranno dal mare, Edizioni E/O 2005
1850 (ca.): a Qolorha sull’Oceano Indiano, nella regione dell’Eastern Cape abitata dal popolo Xhosa, all’inizio dell’epoca della colonizzazione britannica, le sofferenze della popolazione indigena si coagulano attorno alla figura di una profetessa-bambina, Nongqawuse, che annuncia l’imminente arrivo di un «popolo nuovo».
Sono gli antenati dei Xhosa, che risorgeranno dai morti insieme a una enorme quantità di bestiame e di nuove piantagioni di mais. La condizione che pongono è però che abbattano il bestiame pre-esistente e distruggano i raccolti. Com’è prevedibile, la popolazione si divide tra chi presta fede alle profezie e chi le ritiene un complotto ordito dai britannici per impadronirsi a buon mercato delle terre degli indigeni.
Quasi duecento anni dopo un giovane nero urbanizzato e colto arriva in un villaggio a sud del paese e ritrova l'antica faida tra Credenti e non, questa volta incentrata sul costruire o meno un casinò. Il protagonista si lascerà coinvolgere nello scontro e cambierà la propria stessa visione del mondo.
“Una ispirata sintesi di storia, mitologia, e satira”. (New York Times)
L’autore: Zakes Mda è nato nel 1948 a Herschel in Sud Africa ed è oggi considerato uno degli esponenti più vivaci e noti della cultura sudafricana. Autore di romanzi e opere teatrali, poeta, giornalista, artista, e professore universitario, Zakes Mda vive tra gli Stati Uniti (dove insegna Creative Writing e Literary Theory alla Ohio University) e il Sud Africa, dove è coinvolto in vari progetti sociali e in workshops di teatro. Tra i vari premi che Mda ha ricevuto ricordiamo il prestigioso 2001 Commonwealth Writers Prize, Africa Region e il Sunday Times Fiction Prize 2001 per The Heart of Redness, e il Premio Olive Schreiner e il Premio M-Net Book per Ways of Dying che di seguito è stato trasformato in un’opera teatrale, una opera jazz, e una produzione Broadway.
Titolo: Verranno dal mare
Autore: Zakes Mda
Editore: Edizioni e/o (Collana I Leoni)
Anno: 2005, pag. 320
ISBN: 9788876416576
V.S., Naipaul, I coccodrilli di Yamoussoukro, Adelphi 2004
“Il fine ultimo dei Coccodrilli di Yamoussoukro è l’esperienza del viaggio e della scoperta umana.” V. S. Naipaul.
Nessuno sa quale potrà essere l'aspetto finale della strana creatura architettonica concepita dal presidente della Costa d'Avorio su istigazione di un misterioso progettista, non estraneo alle pratiche magiche tribali. E quando Naipaul riesce a raggiungere l'area, si trova davanti ad un paesaggio che agisce su di lui come un'allucinazione: un paio di alberghi internazionali, una moschea, un troncone di autostrada che finisce nel nulla e sullo sfondo il verde di un campo da golf. Su tutto domina il palazzo del presidente circondato da mura altissime e da un lago popolato da coccodrilli. Solo alla fine di questi due racconti capiremo quale nero incantesimo colleghi l'atroce sorriso dei coccodrilli alla smorfia folle del padre di Naipaul.
Sembène Ousmane, il Vaglia, Jaca Book 1978
Una satira tagliente e spesso deliziosamente arguta della nuova borghesia africana post-indipendenza.
Una borghesia divisa fra tradizioni patriarcali antiquate e una burocrazia negligente, rapace e inefficiente. Da questo libro Sembène Ousmane ha tratto anche un film dal titolo Mandabi (Il vaglia - Le mandat-, in francese), girato a colori in due versioni linguistiche, francese e wolof, premiato a Venezia nel 1968 con il Premio della critica internazionale. Apparso nel 1965, “Il Vaglia” è stato tradotto e pubblicato in Italia grazie a Jaca Book nel 1978.
Sembène Ousmane: Padre del cinema senegalese e autore militante (1923-2007), Sembène Ousmane è stato uno dei personaggi che più hanno marcato il panorama culturale dell’Africa nel periodo immediatamente successivo all’indipendenza. Autore prolifico, fondatore nel 1969 del festival del cinema di Ouagadougou FESPACO, Sembène Ousmane nasce nel 1923 a Ziguinchor nel sud del Senegal (Casamance); partecipa alla Seconda Guerra Mondiale nelle file dell’esercito francese. Dopo la guerra arriva a Marsiglia dove s’iscrive al partito comunista francese e inizia la sua attività di sindacalista, milita contro la guerra in Indocina e per l’Indipendenza dell’Algeria.
All’inizio degli anni ’50 si dedica alla letteratura e nel 1956 esce il suo primo romanzo Le Docker noir (Lo scaricatore nero), un’opera autobiografica sull’esperienza dei lavoratori africani all’estero. Nei primi anni ’60 inizia ad avvicinarsi al cinema, sua antica passione, e decide di frequentare la scuola di cinema di Mosca e nel 1962 gira il suo primo cortometraggio, Borom Sarret (Il Carrettiere).
Il 1966 è un anno storico per il cinema africano: Ousmane realizza La noire de… (La Nera di…), il primo lungometraggio di finzione del regista senegalese e anche del cinema africano. Tra i suoi film: Ceddo (Il popolo, 1977), Campo Thiaroye (Campo Thiaroye, 1988) e Guelwaar (id., 1992) entrambi presentati in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, e appunto, “Il Vaglia”, premiato a Venezia nel 1968. L’ultima fatica cinematografica di Sembène Ousmane è stata Moolaadé (id. 2004), tra i pochi film africani ad essere stati distribuiti in Italia.
Sánchez Piñol Albert, Pagliacci e mostri. Storia tragicomica di otto dittattori africani, Edizioni Schweiwiller 2009
Questa è la storia di otto dittatori africani: Amin Dada, Bokassa, Banda, Mobutu Sese Seko, Sékou Touré, Hailé Selassié, Macias Nguema e Obiang Nguema. Otto figure di potere sinistre e grottesche…
…che si presentarono al mondo come individui eccezionali, che scelsero nomi altisonanti e suggestivi, che pretesero di venire raffigurati con un'iconografia degna degli imperatori e dei re più potenti della Storia. Persone insignificanti che vollero essere divinità, cui nulla era precluso. Potevano spostare la capitale dello stato nel loro sperduto villaggio d'origine, o depositare il fondo nazionale nella cantina di casa. Ogni loro capriccio si convertiva in realtà. Erano pagliacci, ma anche mostri. La loro grottesca stravaganza è ammantata di sangue, la loro storia troppo spesso dimenticata. Se non fossero vissuti nel Novecento, saremmo tentati di negazionismo, o di incredulità. Le tragiche vicende di Uganda, Repubblica Centrafricana, Malawi, Congo, Guinea, Etiopia, raccontate come un testo di storia non saprebbe e non potrebbe mai fare; un libro in cui la satira diventa l'ultimo baluardo della ragione e il miglior antidoto contro l'inumana brutalità della dittatura.
L’autore: Albert Sánchez Piñol, nato a Barcellona nel 1965 è scrittore, antropologo e membro del Centro de Estudios Africanos. Il suo primo romanzo La pelle fredda (Feltrinelli 2005) è stato tradotto in ventiquattro lingue (finalista al Premio Llibreter, ha vinto il Premio Ojo Crítico 2003).
Insieme a Marcello Fois ha pubblicato Compagnie difficili (Literalia 2000).
Titolo: Pagliacci e mostri. Storia tragicomica di otto dittattori africani
Autore: Sánchez Piñol Albert
Editore: Schweiwiller (Collana Testi e Ricerche)
Anno: 2009, pag. 189
ISBN: 9788876446061
Rahimi Atiq, Pietra di pazienza, Einaudi 2009
l terso e indignato monologo di una donna, da tempo al capezzale del marito ferito e privo di conoscenza. Quella voce incarna la sofferenza, l’ingiustizia e l’indignata bellezza delle donne afgane.
Una donna veglia un uomo disteso in un letto. L'uomo è privo di conoscenza, ha una pallottola in testa, gli ha sparato qualcuno per un futile motivo. In un paese che assomiglia all'Afghanistan, in un tempo che potrebbe anche essere oggi. La donna parla senza interruzione, come non ha mai fatto prima. Racconta al marito, finalmente presente e muto, molte storie che fanno la loro storia e quella del loro paese. Prima sussurra, poi grida, si adira, ha paura. Piange. E ancora sussurra, piano, dolcemente. Si prende cura dell'uomo e insieme lo rimprovera. Lo rimprovera di aver voluto essere un eroe, di aver preferito le armi e la guerra a sua moglie e alle figlie. Di non avere mai parole per lei. A poco a poco, escono dalla bocca della donna parole proibite, parole ribelli. Una finestra coperta da una tenda con uccelli migratori affaccia sul mondo esterno. Tutto intorno infuria la guerra. In un crescendo serrato la donna inizia a svelare al marito piccole furbizie e grandi colpe. Menzogne necessarie per non essere ripudiata con ignominia. Forse, un limite c'è anche per la sang-e sabur, la pietra di pazienza. Quella pietra che nella mitologia persiana si tiene accanto per confidarle tutto quello che non si può rivelare a nessun altro. Riversando su di lei i propri malesseri, sofferenze, dolori, miserie. La pietra ascolta, assorbe come una spugna, tutte le parole, tutti i segreti finché un bel giorno non esplode. E quel giorno saremo liberati.
L’autore: Atiq Rahimi è nato nel 1962 a Kabul, in Afghanistan. Ottenuto l'asilo politico, vive oggi a Parigi. Presso Einaudi ha pubblicato: Terra e cenere (2002); Le mille case del sogno e del terrore (2003); L'immagine del ritorno (2004). Pietra di pazienza, scritto direttamente in francese, ha vinto il Goncourt 2008.
Titolo: Pietra di pazienza
Autore: Rahimi Atiq
Editore: Einaudi (Collana Supercoralli)
Anno: 2009, pag. 109
ISBN: 9788806197094
Olive Schreiner, Storia di una fattoria africana, Giunti 2002
Pubblicato nel 1883, è il primo romanzo scritto in Africa e da una donna – bianca, di origine olandese, figlia di missionari; romanzo che per la forza delle idee progressiste, femministe e di denuncia del razzismo fece scandalo conquistando alla sua autrice una enorme popolarità.
Nell'arido scenario del karoo, la pianura sudafricana, si intrecciano a fine Ottocento le emblematiche storie di tre personaggi: Em, dolce e remissiva come un vero ''angelo del focolare''; la bella Lyndall, battagliera e anticonformista, coerente fino al sacrificio con i suoi ideali di libertà ed emancipazione; Waldo il pastore, artista misconosciuto, sognatore e mistico. Intorno a loro nella fattoria si muovono altri personaggi mentre sullo sfondo, uomini e donne dalla pelle scura, le vittime della schiavitù coloniale, sono muti spettatori delle avventure e sventure dei loro padroni bianchi .
Titolo: Storia di una fattoria africana
Autore: Olive Schreiner
Editore:Giunti
Collana: Superatrea
Anno: 2002, 304 pag.
ISBN:9788809027480
Nicholas Mhlongo, Cane mangia cane, Morellini 2009
La stagione del grande cambiamento in Sudafrica attraverso gli occhi di uno studente universitario.
I contrasti razziali, la dura vita delle township, l'orgoglio nero, la nascita della democrazia e la fine dell'apartheid si mescolano alle baldorie e agli stratagemmi di un giovane che fa di tutto per affrancarsi dalle miserie dei quartieri poveri. Sullo sfondo la cultura Kwaito, la nuova onda musicale che ha travolto la nazione, il frutto della voglia di autodeterminazione della popolazione sudafricana che parla inglese e lingue indigene, che mescola i ritmi della tradizione e l'hip hop. Dove le culture si scontrano e incontrano ogni giorno, Dingz deve cavarsela, e bene, in entrambi questi mondi. E racconta le proprie avventure con uno stile esplosivo, perfidamente ironico e fresco: il giovane picaro non ha paura di dire quel che non si deve, su se stesso, sulla sua vita, sul luogo dove vive.
Nadine Gordimer, Il conservatore, Feltrinelli Editore 2009
Un ricco uomo d’affari bianco e una fattoria nel Sudafrica dell’apartheid. Il ritratto di un conservatore e di una società che vuole conservarsi.
Mehring è un afrikaner di mezza età, che ha acquistato una fattoria nei pressi di Johannesburg per trascorrervi il tempo libero dagli affari. Qui si verificano episodi di violenza, omicidi e aggressioni, disastri quali incendi o inondazioni, qui si tocca con mano la miseria dei poveri, ma per lui la sola cosa che conti è continuare indisturbato la vita del gentiluomo di campagna. La vita che reputa adatta a un autentico farmer, a un bianco soddisfatto di sé e della propria ricchezza, anche se in fondo si comporta da colonialista, che per senso di superiorità razziale e sociale non si preoccupa di chi stia peggio. Da buon conservatore ama le sicurezze derivanti dalla natura e dalla terra, come dal sistema dell'apartheid. E un individuo solitario, isolato fisicamente nel veld e chiuso mentalmente a ogni preoccupazione pubblica, un divorziato che si è alienato il figlio idealista, con un'amante sfuggente e con lavoratori su cui fa affidamento ma che restano per lui distanti, come il capomandriano Jacobus.
L’autrice: Nadine Gordimer, nata a Springs, una cittadina vicino a Johannesburg in Sudafrica, figlia di un ebreo russo e di una ebrea inglese, ha dedicato la propria vita tanto alla letteratura quanto alla lotta contro l'apartheid. Con la sua opera, spesso bandita in patria, e con un'ininterrotta attività culturale, sociale e politica, ha rappresentato una vigile presenza critica all'interno del suo sofferente paese. Oltre a numerosissimi premi, tra cui il Booker Prize, è stata insignita nel 1991 del premio Nobel per la letteratura, e ricopre la carica di Goodwill Ambassador of the United Nations.
Titolo: Il conservatore
Autore: Nadine Gordimer
Editore: Feltrinelli (Collana Universale Economca)
Anno: 2009, 267 pag.
ISBN: 9788807721038
Maryse Condé, Les belles tenebreuses, Edizioni Mercure de France 2008
‘Les Belles Ténébreuses’ ont surtout le parfum noir du mystère. Des tubéreuses en robe de nuit, fauchées en pleine jeunesse et que l’on embaume pour en préserver l’arôme. Mais le thanatopracteur-docteur Ramzi, trop beau pour être honnête, cueille trop de fruits sans s’en défendre…
Né à Lille, de père guadeloupéen et de mère roumaine, Kassem ne sait où se situer et se voit forcé d'endosser des identités qu'il n'a pas choisies. Il rencontre le Dr Ramzi dont il devient l'assistant et le protégé. Le médecin a une réputation sulfureuse. Kassem soupçonne des pratiques douteuses, voire coupables. Mais Ramzi exerce sur lui une fascination dont il ne peut se défendre. Ce Dr Ramzi est-il vraiment un sauveur ? Kassem saura-t-il s'affranchir de lui ?
Titolo: Les belles tenebreuses
Autore: Maryse Condé
Editore: Mercure de France
Anno: 2008, pag. 293
ISBN: 9782715228320
Marie Ndiaye, Una stretta al cuore, Giunti Editore 2009
Un romanzo sul senso di colpa, ambientato in una Bordeaux da incubo, cupa e notturna della vincitrice del Premio Goncourt 2009, Marie Ndiaye.
Nadia e Ange, marito e moglie, insegnano a Bordeaux nelle medesima scuola e vivono il loro mestiere come un'autentica missione. All'improvviso, la coppia diventa oggetto di una generale, inesplicabile malevolenza: nessuno li guarda più in faccia, gli allievi li temono, perfino i figli si allontanano da loro... Mentre il rifiuto e la pressione sociale si fanno insostenibili, la donna cerca di capire quale colpa o passo falso abbia provocato tutto questo, e soprattutto cosa sta succedendo ad Ange che, improvvisamente ferito in modo grave e misterioso, si allontana da lei e viene assistito invece con premura ossessiva da Noget, il vicino di casa sempre disprezzato, che ora si impone come protettore non richiesto. E poi, anche il corpo di Nadia le si rivolta contro, si gonfia per colpa di un "ospite" oscuro che cresce dentro di lei... Saranno la luce e il calore del sud della Francia e soprattutto l'amore dei genitori a lungo ignorati a "guarire" la donna, offrendole un insperato sollievo dopo l'incubo inspiegabile.
L’autrice: Marie Ndiaye è la vincitrice del Premio Goncourt 2009, il più prestigioso premio letterario francese. Nata nel 1967 a Pithiviers, in Francia, da madre francese e padre senegalese, Marie Ndiaye è la prima donna di colore a vincere il Goncourt. Precocissima, ha iniziato a scrivere all’età di dodici anni e ha pubblicato il suo primo libro, Quant au riche avenir, appena diciassettenne. È autrice di sette romanzi, tra i quali En famille e Rosie Carpe (Prix Femina, 2001) e di pièce teatrali come Providence e Papa doit manger.
Titolo: Una stretta al cuore
Autore: Marie Ndiaye
Editore: Giunti (collana Giunti blu)
Anno: 2009, 320 pag.
ISBN: 9788809055926
Kikamba Simão, Senza fermata, Edizioni Epoché 2009
Con uno stile diretto, emozionante e commovente, Simão Kikamba demolisce lo stereotipo dell’immigrato africano e rivela dinamiche e mentalità che l’Occidente non sospetta.
Manuel Mpanda, il protagonista del romanzo, desidera tornare in Angola, il suo paese natale. Nonostante le suppliche dei suoi famigliari che lo esortano a restare a Kinshasa, dove perlomeno esiste una parvenza di pace, una mattina all’alba sale a bordo di un camion e parte alla volta di Luanda, dove si innamora e si sposa con Isabel. Gli avvicendamenti al governo e le violente repressioni politiche lo spingono a lasciare il paese per il Sudafrica, dove conta di trovare un lavoro e costruire un futuro per la moglie e la figlia appena nata, rimaste in Angola in attesa di raggiungerlo. A Johannesburg, tuttavia, Mpanda si scontra con la xenofobia e il razzismo dei sudafricani, incapaci di uscire da un apartheid che risulta finito soltanto sulla carta.
L’autore: Simão Kikamba è nato nel 1966 a Sacadica, in Angola. Due anni dopo, la sua famiglia è emigrata nella Repubblica Democratica del Congo. Tornato in Angola nel 1992, è stato arrestato nel 1994 a causa dell'opposizione politica. Dopo il suo rilascio si è trasferito a Johannesburg, in Sudafrica, dove tuttora vive e lavora. Senza fermata, il suo romanzo d'esordio, ha vinto il Charles Bosman Award per la narrativa inglese.
Titolo: Senza fermata
Autore: Kikamba Simão
Editore: Epoché (collana Cauri)
Anno: 2009, 240 pag.
ISBN: 9788888983486
Jacques Stephen Alexis Jacques, Gli alberi musicanti, Edizioni Lavoro 2005
“Gli alberi musicanti” è una storia epico-lirica del popolo haitiano ambientato negli anni Quaranta, quando ha inizio la speculazione orchestrata dal capitale Usa con l’appoggio di un governo ad esso asservito e del clero cattolico, che approfitta della congiuntura per dar battaglia agli dèi ancestrali del popolo afroamericano, gli enigmatici Loas del vudù di Haiti.
Questo romanzo è un classico che ha profondamente segnato le letterature postcoloniali. Impastato di piccante creolo, traboccante ritmo e danza, "Gli alberi musicanti" testimonia l'ibridazione avvenuta nella diaspora africana con il suo linguaggio, la sua vicenda, il suo favoloso immaginario fiorito nel ventre caldo del mar dei Caraibi.
L’autore: Jacques Stephen Alexis (Haiti 1922-1961) studiò medicina a Port-au-Prince, specializzandosi poi in neurologia a Parigi. Partecipò attivamente, fin da giovanissimo, alla vita politica del suo paese e la sua opposizione ai vari governi che si susseguirono negli anni lo portarono più di una volta in carcere e all’esilio in Francia, dove iniziò la sua carriera letteraria. Vicino al surrealismo e alla rivista culturale «Présence Africaine», fu amico fraterno di Louis Aragon, Nicolas Guillén, Pablo Neruda, Jorge Amado.
Rientrato a Haiti, fu costretto di nuovo all’esilio dopo l’instaurazione nel 1957 del feroce regime di François Duvalier. Nel 1961 tentò uno sbarco sull’isola: arrestato, scomparve nelle tremende segrete dei Tontons Macoutes, dove morì fra le torture.
Titolo: Gli alberi musicanti
Autore: Jacques Stephen Alexis
Editore: Edizioni Lavoro (Collana L’altra riva)
Anno: 2004, pag. XXX-375
ISBN: 9788873131007
Come un uomo sulla terra (libro e dvd), Infinito edizioni 2009
Come un uomo sulla terra è il documentario che ha rotto il silenzio sugli accordi tra Italia e Libia e ha svelato le terribili violenze subite dai migranti arrestati e respinti in Libia.
Un racconto pieno di dignità che ha commosso e indignato centinaia di migliaia di italiani. All’interno del libro sono contenuti interventi, oltre che dei cinque autori, di Gabriele Del Grande, Stefano Liberti, Dario Zonta e Boris Sollazzo. Oltre 50 minuti di inediti contenuti speciali, comprendenti una fotogalleria di Gabriele Del Grande e frammenti di un audiodocumentario di Roman Herzog, completano l’opera in dvd.
“Il 7 maggio 2009 dieci anni di politiche di cooperazione tra Italia e Libia sul contrasto dell’immigrazione irregolare, incondizionate sul piano dei diritti umani, hanno iniziato a produrre i prevedibili frutti: da quel giorno in poi a decine, a centinaia, donne, uomini e bambini sono stati trasferiti in Libia dalle autorità italiane, tramite consegne dirette alle autorità libiche o un trasporto forzato sino a Tripoli. Si tratta di persone intercettate nel Mar Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere l’Europa in fuga da conflitti armati, povertà estrema, persecuzione, torture e altre violazioni dei diritti umani. Persone come i protagonisti di Come un uomo sulla terra, cui la Sezione Italiana di Amnesty International è orgogliosa di concedere il patrocinio” (Christine Weise, Amnesty International).
Ali A. Mazrui, General History of Africa, Vol. VIII: Africa since 1935, Edizioni James Currey; Abridged Edition – UNESCO 1999
Looking at the changes in Africa’s fortunes since 1935, this volume examines the challenges of nation-building and socio-cultural changes affecting the continent.
The Second World War was a turning point in the history of Africa. African men fought in European armies and the continent was a war zone. The political destabilization of the colonial powers led to the emergence of African independence movements and political parties. Starting in the 1960s, once decolonization was under way, Africa as a whole had its first experience of independence and a new political and economic life. But the coups d’etat, civil and inter-African wars from the 1970s onwards demonstrate the problems of modern development in an unfavourable international environment.
Titolo: GENERAL HISTORY OF AFRICA, Vol. VIII: Africa since 1935
Autore: Ali A. Mazrui
Editore: James Currey Ltd; Abridged edition - UNESCO
Anno: 1999, 1071 pag.
ISBN: 9780852550984
Alain Mabanckou, Memorie di un porcospino, Morellini Editore, 2009
Una leggenda africana racconta che a ogni uomo alla nascita viene affidato un doppio nel mondo animale.
Al giovane Kibandi è stato assegnato un porcospino che lo seguirà ovunque fino agli ultimi istanti di vita. Ma del porcospino Ngoumba ha solo l'aspetto esteriore: acuto e malizioso filosofo, ritiene di non aver "nulla da invidiare agli uomini", e, facendosi "beffe della loro presunta intelligenza", rifletterà su tutto ciò che ha fatto per compiacere Kibandi. Seguendo il racconto del piccolo porcospino, il lettore si troverà invischiato in una fitta serie di omicidi a colpi di aculei, di piccole e comiche avventure. Mentre il padrone sotto l'effetto di una bevanda psicotropa perde man mano il rapporto con la realtà, il porcospino analizza e critica la lunga scia di morti che si lasciano dietro. Ma chi è l'assassino? Il porcospino o il padrone che lo spinge a uccidere? Kibandi o il piccolo porcospino che riflette e si confessa al suo amico baobab? "Memorie di un porcospino" è il secondo romanzo della trilogia inaugurata da Verre Cassé.



