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Domenica 2 Marzo, ore 18.30: "Things fall apart" (Il Crollo) di C. Achebe compie 50 anni

MARIA ANTONIETTA SARACINO E GIUSEPPE CEDERNA  RACCONTANO

"THINGS FALL APART" (IL CROLLO)

IL CAPOLAVORO DI CHINUA ACHEBE COMPIE 50 ANNI

 

E’ il libro fondante della letteratura africana, è stato tradotto in 50 lingue, ha venduto 12 milioni di copie ed è stato inserito nella lista dei cento migliori romanzi di ogni tempo: "Things fall apart", il capolavoChinua Achebero di Chinua Achebe pubblicato in Italia da E/O con il titolo “Il Crollo”, compie 50 anni.

Domenica 2 marzo, alle ore 18,30 la Libreria GRIOT rende omaggio allo scrittore nigeriano e al suo suo capolavoro con una lettura di Giuseppe Cederna e la presentazione di Maria Antonietta Saracino, docente presso il Dipartimento di Anglistica dell’Università di Roma “La Sapienza” e massima esperta di letterature anglofone di Africa, Caraibi e India.
"Capolavoro indiscusso, testo chiave della letteratura africana post-coloniale – ha scritto la Saracino – "Things fall Apart" ha incoraggiato tanti giovani autori africani a mettere su carta i racconti delle rispettive tradizioni nazionali, fino a quel momento affidate all’oralità e assenti dalle scuole del continente… Di questo romanzo è stato detto che abbia contribuito alla fine del colonialismo inglese tanto quanto la capanna dello Zio Tom avesse contribuito alla fine della schiavitù. Non è poco”.

“Io mi riterrei sufficientemente soddisfatto – scriveva nel 1962 Chinua Achebe – se i miei romanzi non servissero ad altro che a insegnare ai miei lettori che il loro passato, pur con tutte le sue imperfezioni, non è stato una sola, lunga, notte selvaggia, dalla quale i primi europei erano venuti a liberarci nel nome di Dio”.

Albert Chinualumogu Achebe è nato a Ogidi, Nigeria, il 16 novembre 1930. Dopo “Things Fall apart”, ha pubblicato nel 1960 No Longer at Ease (Ormai a disagio, Jaca Book), nel 1964 The Arrow of God (La freccia di Dio, edizione e/o) e nel 1987 The Anthills of Savannah (I viandanti della storia, edizioni Il Lavoro). E’ autore tra l’altro di An Image of Africa: Racism in Conrad’s "Heart of Darkness" ("Un’immagine dell’Africa: il razzismo in Cuore di tenebra di Conrad"), uno dei saggi più controversi e influenti della storia della critica letteraria africana. Attualmente insegna al Bard College di Upstate New York. Achebe ha ricevuto lauree honoris causa da più di 30 università di diversi paesi, inclusi Regno Unito, Canada, Sudafrica, Nigeria e Stati Uniti. Per la sua opera ha ricevuto innumerevoli premi letterari, inclusi il Commonwealth Poetry Prize, il New Statesman Jock Campbell Prize, il Margaret Wrong Prize, il Nigerian National Trophy e il Nigerian National Merit Award. Nel 2004 ha rifiutato la carica onorifica di Comandante della Repubblica Federale, offertogli dal governo della Nigeria, in segno di protesta contro la situazione sociale e politica del suo paese.

 

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Domenica 24 Febbraio, ore 19.00: RITMO – BENE PRIMARIO, GRIOT incontra Ninad Massimo Carrano

RITMO

BENE PRIMARIO

GRIOT incontra Ninad Massimo Carrano

 

Massimo Carrano 

Domenica 24 febbraio, alle ore 18,30, la Libreria GRIOT incontra Ninad Massimo Carrano. Definito "uno dei più eclettici ed attivi musicisti italiani contemporanei" e allievo di  importanti maestri del calibro di Luis Agudo, Roberto Evangelisti, Gregorio Hernandez, Angel "Chino" Chang, Reinaldo Hernandez, Glen Velez and Abdoullah Mohamed, Ninad Massimo Carrano rivolge la propria passione e il grande talento musicale verso le percussioni etniche. Negli ultimi 20 anni ha avuto una carriera musicale intensa e prolifica sia in Italia che all’estero.   

"Il ritmo è alla base del processo vitale.  Ciò che ascoltiamo come ritmo racchiude il  segreto di questa ancestrale appartenenza. Ninad Massimo Carrano ama parlare delle invisibili mete cui trent’anni di lavoro sul ritmo lo hanno  portato. Un occasione di magia endogena e di ascolto estemporaneo di storie e musiche."

 

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Domenica 17 Febbraio, ore 18.30: Cristina Comencini "Non tutto è Bianco o Nero"

Cristina Comencini

"Non tutto è Bianco o Nero"

Un viaggio e un documentario in Africa, un film sul razzismo e sui pregiudizi in casa nostra (che diventa un grande successo al botteghino): incontro con una delle più originali voci del cinema italiano.

La nuova commedia di Cristina Comencini, racconta Cristina Comencinila storia d’amore interraziale tra l’italiano Carlo e la senegalese Nadine: un soggetto originale che per la prima volta in Italia affronta il tabù del razzismo anche in amore. Una sceneggiatura scritta a sei mani con le giovanissime Giulia Calenda e Maddalena Ravagli, perché «il cinema ha bisogno di nuove storie – ha detto Cristina Comencini – e dunque di nuove forze. È un film che ho voluto scrivere insieme a due giovani sceneggiatrici e con giovani attori come Ambra Angiolini e Fabio Volo, che avevo visto al cinema e che hanno saputo aggiungere profondità ai personaggi». Il film citato dalla Comencini come riferimento più stretto è il celebre Indovina chi viene a cena, con un finale «pensato e ripensato più volte, come in tutti i miei film, che apre alla speranza anche se forse, nella realtà, non sarebbe mai potuto accadere». Eppure l’ispirazione, per una regista che ammette di credere profondamente «nell’incontro umano», non può che provenire proprio dalla realtà: «L’idea di questa storia è nata dai racconti di alcuni amici. Gli argomenti di cui parlano Carlo e Nadine sono gli stessi affrontati dalle coppie miste oggi: e poiché i più intelligenti lo fanno con ironia, la commedia mi è sembrato il mezzo migliore per raccontarli». Argomenti moderni per una commedia «che tradizionalmente ama mettere in scena personaggi comuni in situazioni eccezionali» ma che non manca di suscitare una riflessione più profonda sulla diversità, sul razzismo e sulla difficile convivenza con l’”altro”: «Credo che i film siano atti di conoscenza. Per questo dovrebbero sempre suscitare una forma di dibattito»

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Sabato 16 Febbraio, ore 18.30: GRIOT incontra Jean-Loup Amselle

L’INVENZIONE DELL’ETNIA
GRIOT INCONTRA JEAN-LOUP AMSELLE
 

 

Sabato 16 febbraio, alle ore 18,30, la Libreria GRIOT incontra Jean-Loup Amselle, direttore di studi all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi (EHESS), redattore capo dei «Cahiers d’études africaines», uno dei massimi antropologi francesi.

Jean-Loup AmselleTeorico del "meticciato originale", critico implacabile dell’abitudine occidentale di classificare i popoli in base a definizioni etniche inventate a tavolino da amministratori coloniali ed etnologi, Amselle propone da anni l’adozione di un nuovo paradigma capace di porre l’accento sulla contiguità delle culture piuttosto che sulle differenze.

Accompagnato da Francesco Pompeo e Michela Fusaschi, Amselle terrà un breve presentazione dell’edizione italiana di "Au couer de l’ethnie. Etnie, tribalisme et état en Afrique", un classico del pensiero antropologico pubblicato oggi da Meltemi con il titolo "L’invenzione dell’etnia".

Il volume, curato a quattro mani insieme allo studioso Elikia M’Bokolo, propone una serie di saggi che, partendo dai casi emblematici del Mali, della Costa d’Avorio, del Ruanda e del Congo, "criticano una visione ‘primordialista’ e falsamente oggettiva della nozione di identità etno-culturale, proponendo un completo ribaltamento di prospettiva". 

 

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Domenica 10 Febbraio, ore 18.30: Jean-Leonard Touadi racconta "L'invenzione dell'Afri

Domenica 10 Febbraio, ore 18.30

JEAN LEONARD TOUADI RACCONTA 
“L’INVENZIONE DELL’AFRICA”
 

 Partecipano inoltre la curatrice del volume Giusy Muzzopappa e Giulio Cederna.

 

L'invenzione dell'AfricaCongolese di nascita, romano di adozione, giornalista, docente universitario, autore di diversi libri sull’Africa tra cui "L’Africa in pista" (Vis-Sei, 2007), primo cittadino ‘extracomunitario’ a ricoprire un ruolo di governo in una grande città come Roma (in qualità di assessore alle politiche giovanili, all’università e alla sicurezza), Domenica 10 febbraio, alle ore 18,30, Jean Leonard Touadì incontra il pubblico alla Libreria GRIOT per discutere "L’invenzione dell’Africa", uno dei testi più significativi dell’intellettuale Valentine Y. Mudimbe appena pubblicato dall’editore Meltemi [cura e trad.  di Giusy Muzzopappa, pp.319, €24,00].

Attraverso una stimolante decostruzione del discorso sull’Africa elaborato nel tempo da viaggiatori, antropologi e missionari, il volume pubblicato per la prima volta nel 1988 e premiato dal prestigioso Herskovitz Award, analizza la vera e propria reinvenzione occidentale del “continente” e i suoi riflessi sulla stessa costruzione della filosofia e del pensiero africano contemporaneo, chiamando il lettore ad una serrata revisione critica dell’idea stessa di africanismo… “Pur essendo tra i primi scritti di Mudimbe, che a tutt’oggi ha al suo attivo una nutrita schiera di saggi sul tema – ha scritto Maria Antonietta Saracino sul Manifesto – L’invenzione dell’Africa occupa un posto di rilievo nell’area degli studi filosofico-religioso-antropologici dedicati al continente africano, proprio per il fatto di rappresentare uno dei primi contributi interdisciplinari che mirano a definire il senso dell’essere africani oggi, delineando il formarsi di una idea dell’Africa che -scardinando la visione occidentale del continente- costituisca "una sintesi critica delle complesse questioni riguardanti il sapere e il potere in Africa e sull’Africa". All’incontro parteciperanno la curatrice del volume Giusy Muzzopappa e Giulio Cederna.

Nato in Congo, Valentin Y. Mudimbe è professore di Lingue Romanze e Letterature Comparate presso la Duke University (Durham, NC). Ha pubblicato moltissimi articoli, tre raccolte di poesie, quattro romanzi e numerosi libri di linguistica, filosofia e scienze sociali. Tra i più recenti: Parables and Fables (1991), The Idea of Africa (1994), Tales of Faith (1997). Ha curato, tra l’altro, The Surreptitious Speech (1992), Nations, Identities, Cultures (1997), Diaspora and Immigration (1999) e un’enciclopedia delle religioni e della filosofia in Africa di prossima pubblicazione.