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Presentazione del documentario "Aulò: Roma postcoloniale", con la scrittrice italo-eritrea Ribka Sibhatu e il regista Ermanno Guida

Domenica 4 novembre, alle 18.30, GRIOT presenta il documentario “Aulò: Roma postcoloniale”
Introdurranno il documentario Ribka Sibhatu, scrittrice di origine eritrea, ed Ermanno Guida, uno degli autori del documentario
Chi sei? Rispondendo a questa domanda, la scrittrice e saggista italiana di origine eritrea Ribka Sibhatu presenta la storia del suo paese d’origine nella città in cui vive, Roma. Ad ascoltare il racconto di Ribka ed accompagnarla nel suo viaggio a ritroso nella memoria è un giovane ragazzo che come lei e grazie alle sue parole s’interroga sul rapporto tra identità e territorio. La storia di migrazione di Ribka si interseca alle storie collettive della diaspora del popolo eritreo, e mostra non solo il colpevole lascito del colonialismo italiano nel suo paese natale, ma come la mancata decolonizzazione della memoria influenzi la percezione che gli italiani hanno dell’immigrazione. Il documentario “Aulò: Roma postcoloniale” (di Simone Brioni, Ermanno Guida e Graziano Chiscuzzi) mette in discussione il concetto stesso di confine non soltanto inteso in senso geografico, ma anche in termini culturali, politici ed identitari.
Domenica 4 novembre, alle 18.30, GRIOT presenta il documentario “Aulò: Roma postcoloniale”. Saranno presenti la scrittrice Ribka Sibhatu e l’autore del documentario Ermanno Guida

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Presentazione del libro "Ebrei arabi. Terzo incomodo?", a cura di Susanna Sinigaglia

Sabato 27 ottobre, alle 18.30, GRIOT presenta il saggio “Ebrei arabi. Terzo incomodo?”, a cura di Susanna Sinigaglia
Interverranno, oltre alla curatrice del volume, anche Claudia De Martino, ricercatrice di UNIMED, e Wasim Dahmash, scrittore e poeta

Nelle analisi sulla questione israelo/palestinese prodotte in Occidente, ma spesso anche in Israele e in molti paesi arabi, si omette in genere di rilevare che nel conflitto entrano in gioco i meccanismi legati alla gestione sociopolitica dell’intera area mediorientale. Chi sono i veri attori del conflitto israelo-palestinese e perché la soluzione “due popoli due stati” non è realizzabile? Perché non si è mai arrivati a un accordo che sancisse l’assetto definitivo dei territori della Palestina storica? Quale regime vige in Israele e da chi è composta la sua leadership? L’occupazione schiaccia solo i palestinesi o la sua pervasività siespande ben oltre le loro terre? E ancora, attraverso quali meccanismi si è realizzato e si realizza l’esproprio territoriale e culturale di spazi e popolazioni? Una raccolta di autori inediti cerca di dare qualche risposta al complesso e irrisolto conflitto che sconquassa da anni quell’area chiave del Medioriente. Paradossalmente, come viene sottolineato in vari saggi, l’attacco ai palestinesi è anche, seppure in funzione vicaria, un attacco contro gli strati insofferenti e “sofferenti” della società israeliana.
Sabato 27 ottobre, alle 18.30, GRIOT presenterà il libro “Ebrei arabi. Terzo incomodo?”. Assieme a Susanna Sinigaglia, curatrice del volume, interverranno Claudia De Martino, ricercatrice di UNIMED, e Wasim Dahmash, scrittore e poeta
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Presentazione dei corsi 2013 della Scuola di specializzazione in Psicoterapia ad indirizzo sistemico-relazionale e orientamento etno-sistemico-narrativo

Venerdì 26 ottobre, alle 18.00, presso la Libreria GRIOT verranno presentati i corsi per il 2013 della Scuola di specializzazione in Psicoterapia ad indirizzo sistemico-relazionale e orientamento etno-sistemico-narrativo
Attraverso un workshop esperenziale, la Scuola di Psicoterapia Etno-Sistemico-Narrativa presenterà i suoi corsi per il 2013. L’orientamento della Scuola sarà esposto attraverso un intreccio di esperienze narrative che rappresentano diversi modi di costruire storie che curano con migranti e non solo.
La partecipazione al workshop è gratuita, anche se è consigliabile prenotarsi inviando una mail a [email protected]
Per maggiori informazioni ed iscrizioni:
visita il sito www.etnopsi.it
scrivi a [email protected]
oppure telefona al numero 331 7149736

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Presentazione del libro "Il fuoco della rivolta. Torce umane dal Maghreb all'Europa", di Annamaria Rivera

Domenica 28 ottobre, alle 18.30. GRIOT presenta il libro “Il fuoco della rivolta. Torce umane dal Maghreb all’Europa”, dell’antropologa Annamaria Rivera
Oltre all’autrice, interverranno alla discussione Andrea Billau, giornalista, Enrico Pugliese, sociologo, e Giovanni Russo Spena, giurista e politico
Nel suo saggio “Il fuoco della rivolta. Torce umane dal Maghreb all’Europa” l’antropologa Annamaria Rivera analizza, in modo rigoroso e con una scrittura nitida e coinvolgente, un tema spinoso, poco indagato dalle scienze sociali negli anni recenti: il fenomeno delle autoimmolazioni, pubbliche e di protesta, in alcuni paesi del Mediterraneo, prima e dopo la più celebre, quella di Mohamed Bouazizi. La sua ipotesi è che questi suicidi col fuoco, accomunati dalla rivendicazione della dignità, non siano un’espressione alternativa o surrogata del conflitto sociale e della rivolta, ma appartengano in fondo alla stessa categoria fenomenica. Sulla scia dei più classici studi sociologici sul suicidio (quelli di Durkheim e Halbwachs), l’autrice mostra come un tal genere di morte volontaria, la più atroce e spettacolare, sia un fatto eminentemente sociale. Esso chiama in causa i nodi irrisolti della transizione tunisina: le gravi disuguaglianze economiche e sociali, la struttura autoritaria del potere, la comparsa di ideologie religiose che esaltano la violenza e il martirio. Ma non solo: le torce umane, che ora ardono anche in alcuni paesi europei e in Israele, rivelano un malessere che non riguarda esclusivamente le società “asiatiche” e quelle a maggioranza musulmana, ma pure le nostre, colpite da una crisi economica che è anche sociale e politica
Presenteremo il libro di Annamaria Rivera domenica 28 ottobre alle 18.30. Assieme all’autrice, interverranno Andrea Billau, giornalista, Enrico Pugliese, sociologo, e Giovanni Russo Spena, giurista e politico

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Proiezione del documentario "La Quarta Via. Mogadiscio, Italia", tratto da un racconto di Kaha Mohamed Aden. Con Simone Brioni e Ermanno Guida

Domenica 21 ottobre, alle 18.30, GRIOT presenta il documentario “La Quarta Via. Mogadiscio, Italia”, realizzato a partire da un racconto orale di Kaha Mohamed Aden
Saranno presenti alla proiezione Simone Brioni e Ermanno Guida, autori del documentario
La scrittrice italo-somala Kaha Mohamed Aden racconta di Mogadiscio, sua città natale, e ne ricostruisce la storia a Pavia, luogo in cui Kaha attualmente risiede. Nel suo immaginario, la capitale della Somalia è divisa in cinque vie, che corrispondono a diversi periodi storici. La quarta via simboleggia l’attuale guerra civile, che nega i periodi precedenti e rende necessaria la speranza in una quinta via. Il documentario “La Quarta Via. Mogadiscio, Italia”, realizzato a partire da un racconto di Kaha Mohamed Aden da Simone Brioni, Graziano Chiscuzzi e Ermanni Guida, risolleva l’attenzione verso un paese che ha condiviso molte relazioni storiche con il nostro, ma che viene puntualmente dimenticato dai media italiani. La storia di Mogadiscio fa sorgere alcune domande fondamentali sulla storia d’Italia, lasciando intravedere come quest’ultima possa risultare limitata, se non distorta, se si omette la storia delle colonie, sulla quale esiste tuttora una colpevole amnesia. “La Quarta Via” vuole presentare la storia di una ‘nuova cittadina’ di un paese che spesso appare sempre più intollerante e xenofobo.
Domenica 21 ottobre, alle 18.30, proietteremo il documentario “La Quarta Via. Mogadiscio, Italia” da GRIOT. Saranno presenti Simone Brioni e Ermanno Guida
La Quarta Via. Mogadiscio, Italia. (ITA, 2012, 38′). Da un racconto orale di Kaha Mohamed Aden. Regia di Simone Brioni, Graziano Chiscuzzu e Ermanno Guida. Aiuto-regia: Isacco Chiaf. Colonna sonora originale: Giovanni Ferliga. Scritto da Kaha Mohamed Aden e Simone Brioni. Vincitore del primo premio Libero Bizzari, categoria ‘Mediaeducazione’.

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Venerdì 19 ottobre, alle 18.30, Gabriella Ghermandi presenterà il suo progetto musicale "Atse Tewodros"

Venerdì 19 ottobre, alle 18.30, la scrittrice italo-etiope Gabriella Ghermandi presenterà da GRIOT il suo progetto musicale “Atse Tewodros”
All’incontro parteciperà anche Alessandro Triulzi, docente di Storia dell’Africa all’Università “L’Orientale” di Napoli 
Il progetto “Atse Tewodros” prende il nome da uno dei più amati imperatori della storia d’Etiopia, e si prefigge di diffondere in Occidente, e in particolare in Italia, la musica etiope, fino ad oggi quasi sconosciuta, sostenendo i musicisti etiopi che suonano strumenti tradizionali  e offrendo l’opportunità a musicisti italiani di esplorare un contesto musicale nuovo. Risultato finale di questo percorso sarà la produzione di un CD di musica Jazz Ethio-Italian dal titolo “Atse Tewodros Project”, composto ed eseguito in un incontro tra etiopi e italiani, e uno spettacolo dal vivo interculturale e interdisciplinare (in particolare di musica, narrazione e danza) con la partecipazione di artisti italiani ed etiopi. Al cuore del progetto, la creazione di un’opportunità di incontro tra artisti etiopi e italiani sul terreno comune dell’arte e della musica, alla ricerca di forme di contaminazione e dialogo interculturale.
Venerdì 19 ottobre, alle 18.30, la scrittrice italo-etiope Gabriella Ghermandi, animatrice di “Atse Tewodros Project”, ci racconterà i dettagli di questo progetto innovativo, con il contributo prezioso di Alessandro Triulzi, docente di Storia dell’Africa all’Università “L’Orientale” di Napoli. Vi invitiamo a partecipare al progetto, e soprattutto a sostenerlo: “Atse Tewodros” infatti sarà interamente prodotto “dal basso”, attraverso una forma di finanziamento estesa e capillare che mira a creare attorno al progetto una vera e propria comunità di sostenitori, allargando la base del dialogo che si prefigge di favorire e promuovere. Consultate il sito www.produzionidalbasso.com per scoprire come sostenere “Atse Tewodros”. Noi vi aspettiamo da GRIOT!
 

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Presentazione del documentario "La stanza di Hamdan" e del progetto Moire-Terrena, con Hamdan Je'we

Sabato 13 ottobre, alle 18.30, GRIOT presenta il documentario “La stanza di Hamdan” e il progetto Moire-Terrena
Interverrà il protagonista del documentario, Hamdan Je’we
Hamdan Je’we ha 28 anni e soffre dalla nascita di una disabilità fisica. Ha vissuto i primi 11 anni della sua vita in isolamento in casa, perché in Palestina l’handicap è ancora motivo di vergogna per le famiglie nei confronti della comunità. Poi ha deciso di uscire, di liberarsi, di camminare. Da quel momento non fa che battersi per i diritti delle persone disabili, viaggiando e costruendo reti di solidarietà sempre più ampie. Hamdan ha raccontato la sua storia nel documentario “La stanza di Hamdan”, che presentiamo da GRIOT sabato 13 ottobre alle 18.30. Alle difficoltà di un’esistenza così irta di ostacoli Hamdan risponde con il sorriso sulle labbra, anche quando parla delle persone care e dei parenti che sono morti in situazioni di conflitto, lasciando da parte l’odio e il rancore, e mantenendo uno sguardo lucido e attento anche nell’affrontare i problemi e le contraddizioni interne al suo popolo.
Alla proiezione del documentario Hamdan affiancherà la presentazione di un progetto innovativo di cooperazione tra una organizzazione non profit e una for profit con l’obbiettivo comune di intervenire su una realtà così drammatica con un approccio lontano dalla logica assistenzialista e vicino a quello dell’impresa sociale. L’associazione Moire, che ha come scopo l’inserimento lavorativo dei disabili, collaborerà assieme alla società Terrena ad un progetto che prevede la realizzazione di monili di design che verranno commercializzati e i cui proventi andranno a sostegno delle attività dell’associazione stessa.
Sabato 13 ottobre alle 18.30 vi aspettiamo da GRIOT: potrete incontrare Hamdan, ascoltare la sua storia e partecipare al suo entusiasmante progetto.

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Presentazione del libro "La trappola. L'odissea dell’emigrazione, il respingimento, la rinascita" di Clariste Soh-Moubé

Mercoledì 10 ottobre, alle 18.30, GRIOT presenta il libro “La trappola. L’odissea dell’emigrazione, il respingimento, la rinascita” di Clariste Soh-Moubé
Assieme all’autrice interverrà anche Giulio Cederna
Una giovane donna, africana, calciatrice. Un sogno che chiama Mbeng, Europa. Il racconto di un viaggio che è una vita – settemila chilometri in otto anni. Un percorso lungo e tortuoso nel tempo e nello spazio, aggrappata al football per avvicinare l’Europa. La storia di un inganno, di un sogno – la fortezza Mbeng – che è illusione. E la narrazione di una rinascita, ritornando all’Africa. Con il patrocinio di ApertaMente Onlus, Il mondo nella città, Medici con l’Africa Cuamm Piemonte.
Mercoledì 10 ottobre, alle 18.30, Clariste Soh-Moubé parlerà del suo libro assieme a Giulio Cederna. Vi aspettiamo!
L’autrice
Clariste Soh-Moube è nata nel 1979 a Yaoundé (Camerun). Terminate con buon esito le scuole primarie e secondarie, intraprende gli studi superiori, interrotti nel momento in cui smette di credere nella forma di sistema universitario che le si presenta, e rinuncia alla corsa ai diplomi di laurea. Si lancia nell’avventura della migrazione all’inseguimento d’un desiderio d’Europa e di una vita migliore che durerà otto anni. Oggi, avvicinatasi al cosiddetto altermondialismo, si è messa al servizio dell’Africa e sogna di ritrovare il suo martirizzato continente. È assistente ricercatrice al Centro Amadou Hampâté Ba (CAHBA) a Bamako (Mali) dove, accanto ad Aminata Traoré, persegue questo suo disegno.

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Presentazione del libro "Esquisse d'une réflexion sur la problématique du développement en Afrique" di Raoul Nkassa. Sarà presente Jean-Léonard Touadi

Domenica 7 ottobre, alle 18.30, presentiamo il saggio “Esquisse d’une réflexion sur la problématique du développement en Afrique”
Assieme all’autore, Raoul Nkassa, discuterà del libro Jean-Léonard Touadi, giornalista e parlamentare
Questo libro non costituisce una risposta ai problemi dello sviluppo in Africa. Intende piuttosto dimostrare che alla base di qualsiasi sviluppo c’è più di ogni altra cosa il sapere, che il “buon senso” o la ragione ne sono i principi fondamentali e che la libertà rappresenta la conditio sine qua non per la sua produzione. E’ per questo che l’autore del libro “Esquisse d’une réflexion sur la problématique du développement en Afrique” invita tutti quelli che dichiarano la propria appartenenza all’Africa a riflettere più in profondità sulla problematica dello sviluppo del continente ponendo come principio di base imprescindibile la volontà degli africani.
Domenica 7 ottobre, alle 18.30, GRIOT presenta il saggio di Raul Nkassa. Assieme all’autore, discuterà del testo Jean-Léonard Touadi, giornalista e parlamentare
L’autore: Raoul Nkassa è nato a Brazzaville, nella Repubblica del Congo. Ha conseguito un dottorato di ricerca in filosofia all’Università di Roma “La Sapienza”.