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Abdel Aal Ghada, Che il velo sia da sposa! Edizioni Epoché 2009
Una Bridget Jones versione araba: dirompente, arguta e fuori dagli schemi.
La protagonista del libro, Bride, «che sarebbe “sposa” ma in inglese fa più figo e la gente dirà che sono colta», non riesce a trovare marito e continua a ricevere in casa della sua famiglia visite di improbabili pretendenti. Dal cafone al microcriminale, dal bugiardo al logorroico so-tutto-io, dal megatifoso di calcio al «bello e impossibile» innamorato di una collega, l’Autrice ci regala in stile ironico e brillante una carrellata di personaggi, spassose caricature di uno stereotipo maschile che travalica le frontiere egiziane. Inoltre, Bride analizza in modo schietto e senza peli sulla lingua gli aspetti della società in cui vive e in cui va «a caccia di marito», un mondo orientale di cui ci offre uno spaccato giovane e attualissimo.
L’autrice: Ghada Abdel Aal ha trent'anni e vive al Cairo. Di professione farmacista, ha creato un blog chiamato "Voglio sposarmi" (http://wanna-b-a-bride.blogspot.com, in lingua araba), che ha ottenuto un tale successo da spingere l'importante casa editrice Dar El Shorouk a chiederle di adattarne i contenuti per un libro. Il romanzo oggi è un best seller da cui sarà tratta anche una serie per la televisione egiziana.
Titolo: Che il velo sia da sposa!
Autore: Abdel Aal Ghada
Editore: Epoché (collana Cauri)
Anno: 2009, 208 pag.
ISBN: 9788888983509
Abdellah Taia, Esercito della salvezza, ISBN Edizioni 2009
In Marocco, nella casa in cui è nato, ci sono tre stanze: una per il padre, una per il fratello maggiore e una in cui dorme con la madre, il fratello più piccolo e le sei sorelle. I figli sanno tutto della vita amorosa dei genitori, ma per pudore non ne parlano.
Appena adolescente, durante un viaggio a Tangeri con il fratello maggiore, scopre il desiderio omosessuale e allo stesso tempo, il tormento per un amore impossibile, perché il fratello è innamorato di una donna. A vent'anni decide di trasferirsi a Ginevra per studiare; lì, ospite dell'esercito della salvezza, conosce i bassifondi della città, la fame, il degrado e inizia il doloroso cammino di esiliato che lo segnerà nel corpo e nella mente. Con una scrittura nuda e delicata Adbellah Taïa racconta la sua educazione sentimentale, alla ricerca di un possibile equilibrio tra cultura occidentale e tradizione marocchina.
L’autore: Abdellah Taïa è nato nel 1973 a Salé, in Marocco. Vive a Parigi dove svolge un dottorato in Lettere. È autore anche di Mon Maroc, Le Rouge du Taburche e Une mélancolie arabe, in corso di pubblicazione per Isbn.
Titolo: Esercito della salvezza
Autore: Abdellah Taia
Editore: ISBN Edizioni
Anno: 2009, 127 pag.
ISBN: 9788876381270
Abdourahman A. Waberi, Balbala, Edizioni Lavoro 2003
L’ultima parte della trilogia su Gibuti, “Balbala”, ritrae un paese in preda alla
corruzione e agli intrighi.
Wais, ex maratoneta e un tempo eroe nazionale, sua sorella Anab, unica figura femminile, il poeta Dilleyta e il medico Yonis sono le voci, quasi spettrali, che compongono questo insolito romanzo, ricco di improvvisi cambiamenti di ritmo e tonalità, colte citazioni letterarie e proverbi popolari ripetuti a mo' di ritornello. Attraverso le riflessioni dei quattro giovani, reduci da un tentativo fallito di sfida al potere, attraverso i loro lunghi monologhi interiori, i brandelli di conversazioni e i ricordi incrociati, Waberi ci offre uno sguardo ampio e lucido sulla storia recente del Corno d'Africa, cercando di recuperare, per mezzo della parola, la memoria collettiva di un popolo.
L'autore: Abdourahman A. Waberi
Nato a Gibuti nel 1965, Waberi è autore di romanzi, saggi, racconti, poesie, e collabora con numerose riviste e periodici tra cui le Monde Diplomatique e Internazionale. In Italia ha pubblicato Gli Stati Uniti d'Africa (Morellini 2007), Transit (Morellini 2005), Balbala (Edizioni Lavoro 2003), Mietitura di teste. Pagine per il Ruanda (Edizioni Lavoro 2001).
Abdourahman A. Waberi, Gli Stati Uniti d'Africa, Morellini 2007
Un libro provocatorio, che rompe con gli stereotipi e fa riflettere sull’idea e l’immagine che abbiamo dell’Africa. Lo scrittore di Gibuti Abdourahman A. Waberi stimola il lettore con potente ironia.
E se noi fossimo loro? Se la nostra vita fosse la loro vita? In questo nuovo romanzo, Abdourahman A. Waberi inventa un mondo alla rovescia, uno specchio in cui si riflettono, capovolti, i luoghi comuni, le credenze, i rapporti di forza più sedimentati; una geografia del dominio in cui Nord e Sud si sono scambiati di posto. Da una parte, la ricca, moderna e potente federazione degli Stati Uniti d'Mrica, con le sue metropoli, le sue industrie, i suoi centri finanziari, le sue organizzazioni umanitarie. Dall'altra, un'Europa e un'America dilaniate dalle guerre etniche, segnate dalla miseria, dalle malattie e dalla fame, che scaricano ogni giorno sulle coste africane centinaia di disperati, dalla pelle bianca e dai vestiti laceri, in cerca di futuro. In bilico tra questi due universi, il personaggio di Maya, condotta dalla Francia ad Asmara all'età di pochi mesi e cresciuta in una famiglia adottiva. Ancora bambina, Maya scoprirà il colore della sua pelle, e la consapevolezza di questa anomalia la spingerà a intraprendere un viaggio a ritroso verso l'Europa in cui è nata: un appuntamento doloroso ma inevitabile con la propria storia, l'identità, la madre, le origini.
Abdourahman A. Waberi, Transit, Morellini Editore 2005
Un romanzo a più voci che solleva questioni fondamentali sulla guerra e l’esilio.
Cinque personaggi si contendono la scena all'interno della zona transit dell'aeroporto Charles De Gaulle, impazienti di raccontare le proprie vite, accostate e contrapposte, di confessarsi. C'è Bashir, un mercenario di Gibuti che ha combattuto i ribelli per conto d'un governatore corrotto; c'è Harbi, diviso tra due esperienze e due continenti: gli anni di studio in Francia e il presente a Gibuti; c'è sua moglie Alice, déracinée volontaria, che ha lasciato la nativa Bretagna e scoperto un nuovo mondo; c'è il figlio Abdo-Julien e il nonno Awaleh. Un romanzo struggente e amaro tra integrazione e integralismo, tra eredità del passato e sogni per il futuro.
L'autore: Abdourahman A. Waberi
Nato a Gibuti nel 1965, Waberi è autore di romanzi, saggi, racconti, poesie, e collabora con numerose riviste e periodici tra cui le Monde Diplomatique e Internazionale. In Italia ha pubblicato Gli Stati Uniti d'Africa (Morellini 2007), Transit (Morellini 2005), Balbala (Edizioni Lavoro 2003), Mietitura di teste. Pagine per il Ruanda (Edizioni Lavoro 2001).
Abdourahman Waberi, Gli Stati Uniti d'Africa, Feltrinelli 2009
Gli Stati Uniti d’Africa sono una ricca, moderna, evoluta e prospera federazione. Alle sue frontiere si accalcano quindi miserabili profughi, senza casa, cibo e speranza
in fuga da un'Euroamerica povera, sottosviluppata e funestata da guerre interetniche. Anche Maya ha percorso questo tragitto tempo fa. Nata in Normandia, è stata adottata da Papà Dottore, come lo chiama lei, un pediatra in missione umanitaria in Francia che l'ha ricondotta con sé ad Asmara. Allevata dalla coppia africana, benestante e compassionevole, che non le ha fatto mancare amore e istruzione, Maya è cresciuta come gli altri africani nel benessere del consumismo. Ha sofferto un po' di essere diversa, ma ha trovato una sua strada. Arriva tuttavia il giorno in cui decide di fare un viaggio a ritroso in cerca della madre naturale e delle proprie origini. Ritrova così l'Europa e i suoi mali, in un duro periplo lontano dalla dolcezza delle coste africane, nelle terre tristi e desolate che l'hanno vista nascere. La storia di Maya, in questo mondo alla rovescia, è sviluppata come fosse un racconto orale da una voce narrante che si rivolge direttamente a lei. E grazie allo stratagemma dell'inversione di prospettiva riesce a far capire come ci si sente dall'altra parte del pianeta e come appare l'opulenta vita capitalistica agli occhi altrui, in un romanzo originale, ricco di trovate, colorito, e che fa riflettere.
Achille Mbembe, Postcolonialismo, Meltemi Editore 2005
In questi saggi decisamente provocatori, Achille Mbembe rinnova profondamente la nostra concezione del potere e della soggettività in Africa.
Egli contesta gli assunti degli africanisti e dei nativisti così come alcuni concetti chiave della teoria postcoloniale e reinterpreta i significati della morte, dell’utopia e della sessualità divina come parte delle nuove prospettive teoriche relative al costituirsi del discorso del potere. Avvalendosi di alcuni complessi registri della soggettività corporea - la violenza, la meraviglia, il riso - Mbembe rivede le categorie di oppressione e resistenza, autonomia e sottomissione, stato e società civile, che hanno caratterizzato lo sviluppo della teoria sociale alla fine del ventesimo secolo.
L’autore: Achille Mbembe è uno dei più brillanti teorici oggi attivi nel campo degli studi postcoloniali. Insegna History and Politics alla University of the Witwatersrand, Johannesburg. Ha pubblicato diversi libri in francese, tra cui La Naissance du maquis dans le Sud-Cameroun (1920-1960): Histoire des usages de la raison en colonie (1996).
Titolo: Postcolonialismo
Autore: Achille Mbembe
Editore: Meltemi (Collana Biblioteca)
Anno: 2005, 311 pag.
ISBN: 9788883533679
Adam Zameenzad, Sotto un cielo di spiriti, Giunti Editore 2009
Quattro bambini in cammino sotto il cielo africano, in un mondo dove la natura e le cose sono ancora permeate dagli Spiriti di cui nonna Tettelunghe racconta le storie più spaventose e affascinanti.
Teneri e ficcanaso, Kimo, Matt, Golam e Hena vivono i cambiamenti delle tradizioni del villaggio con la meraviglia e la spensieratezza tipiche della loro età. Raccontata con occhi spalancati e irriducibile umorismo dal più ingenuo, dolce e curioso dei quattro bambini, questa è la storia di un'innocenza violata, la testimonianza del dramma di un intero continente. Un piccolo miracolo, libero da ogni enfasi retorica e da ogni ipocrisia: una testimonianza indimenticabile.
Adam Zameenzad, nato in Pakistan, ha vissuto a Nairobi fino all'età di otto anni ed è cresciuto nelle regioni interne del Sindh e a Lahore. Si è laureato al Government College di Lahore e ha conseguito un master alla Karachi University; diventato insegnante nel 1974 si è trasferito in Gran Bretagna. I suoi romanzi trattano di persone discriminate, diseredate, emarginate di tutto il mondo.
Titolo: Sotto un cielo di spiriti
Autore: Adam Zameenzad
Editore: Giunti Editore (collana Narrativa)
Anno: 2009, 272 pag.
ISBN: 9788809062818
Adriana Piga, L'Islam in Africa, Bollati Boringhieri 2003
L’islam a sud del Sahara, al cui studio l’autrice si dedica da quasi vent’anni, è una realtà tanto importante quanto poco nota. Esso interessa circa 120 milioni di fedeli presenti in un’area territoriale che attraversa il continente da una parte all’altra, dal Senegal alla Somalia
Questa diffusione è il risultato di un processo storico che ha visto l’islam propagarsi al seguito dei mercanti arabi, berberi e persiani fin dall’inizio del IX secolo. L’islamizzazione dell’Africa subsahariana, che riguarda all’inizio soprattutto le autorità locali tradizionali, e che solo in qualche caso è totale, avviata nei secoli successivi, porta alla formazione di una letteratura afro-musulmana e alla introduzione della guerra santa (jihad) ad opera di talebani (studenti del Corano) africani. L’Africa occidentale, soprattutto in paesi come il Senegal, la Nigeria e il Sudan, è anche terreno di diffusione del sufismo, movimento ascetico-mistico in contrasto con la dimensione legale e teologico-politica dominante nel quadro islamico attuale.
L'autore: Adriana Piga, professore associato di Storia dell’Africa presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Lecce, è autrice di varie pubblicazioni scientifiche tra le quali "Dakar e gli ordini sufi. Processi socioculturali e sviluppo urbano nel Senegal contemporaneo" e "Islam e città nell’Africa a sud del Sahara. Tra Sufismo e Fondamentalismo", risultato di un colloquio da lei organizzato a Roma.
Titolo:L'Islam in Africa
Autore:Adriana Piga
Editore: Edizioni Bollati Boringhieri
Anno: 2003, 261 pag.
ISBN:9788833914459
Africa e Mediterraneo n. 55 – Dossier SULLA STORIA DELL’ARTE AFRICANA CONTEMPORANEA, Edizioni Lai Momo 2006
Il dossier fa il punto sulla storia del processo di definizione del concetto di “arte contemporanea africana”.
Soprattutto negli ultimi due decenni, attraverso festival, esposizioni, workshop, pubblicazioni si è aperto un canale di comunicazione e scambio tra gli autori africani e il circuito artistico internazionale, con influenze reciproche che suscitato un grande interesse di critica e di pubblico.
Il numero contiene anche la versione aggiornata al 20 luglio 2006 della bibliografia
sull'arte contemporanea africana (biennali, triennali, festival, esposizioni, pubblicazioni, raccolte di saggi, tesi) che si sta costruendo collettivamente su Wikipedia Italia.
Titolo: Africa e Mediterraneo n. 55
Autore: Vari
Editore: Edizioni Lai Momo
Anno: 2006, 96 pag.
ISBN: 9771121849007
Africa e Mediterraneo n. 60-61 – Dossier "OGGETTI D'ARTE" NEI MUSEI E NELLE COLLEZIONI PRIVATE NEL CONTINENTE AFRICANO, Edizioni Lai Momo 2007
Questo dossier di Africa e Mediterraneo, curato da Giovanna Parodi da Passano e da Sandra Federici, costituisce la prima tappa di un percorso di riflessione sulla rappresentazione dell’Africa nei patrimoni museali,
sia quelli collocati in Africa, sia quelli presenti in Occidente.
Le analisi raccolte nel dossier fanno emergere come in Africa la questione degli oggetti artistici nelle collezioni e nei musei sia inevitabilmente legata a discorsi più ampi, come il persistere dello spettro del colonialismo e della minaccia del neo-colonialismo tanto nelle metologie di conservazione, quanto nella percezione dell’oggetto antico, ma anche per quanto riguarda i finanziamenti.
Il continente africano dispone di un patrimonio artstico-culturale immenso e vario, che è stato in parte inesorabilmente eroso dalle civiltà occidentali e in parte scarsamente preso in considerazione dagli stati nazionali, che ne hanno trascurato a lungo la conservazione e la messa in valore.
Il numero contiene inoltre la pubblicazione di una selezione di storie a fumetti sul tema dell’emigrazione verso l’Europa come prospettiva per i giovani senegalesi, realizzate da alcuni autori emergenti nell’ambito del primo workshop Africa Comics, organizzato da Africa e Mediterraneo come iniziativa off della Biennale di Dakar.
Titolo: Africa e Mediterraneo n. 60-61
Autore: Vari
Editore: Edizioni Lai Momo
Anno: 2007, 128 pag.
ISBN: 9771121894663
Africa e Mediterraneo n.62– Dossier L'AFRICA NEI MUSEI E NELLE COLLEZIONI OCCIDENTALI, Edizioni Lai Momo 2007
Con questo dossier Africa e Mediterraneo si propone di completare la riflessione aperta con il numero scorso, incentrato sui musei in Africa,
trattando la presenza degli “oggetti d’arte” e dei patrimoni etnografici provenienti dall’Africa nei musei e nelle collezioni occidentali. Gli argomenti in gioco sono in parte simili a quelli del numero 61-62. È necessario infatti parlare di rappresentazione dell’Altro, di scelta tra l’approccio estetico e quello contestualizzante nei percorsi espositivi, dei concetti di capolavoro artistico e di maestro, delle definizioni di “Arte Tradizionale” e di “Arte Primitiva”, del valore dell’autenticità in rapporto alla commercializzazione, dell’esotismo, dei tesori etnografici come patrimonio universale e della restituzione degli oggetti alle comunità di origine, e così via: tutti temi noti per essere tutt’altro che innocenti, anzi piuttosto spinosi e da trattare con una prudenza che non sembra mai sufficiente.
Titolo: Africa e Mediterraneo n. 62
Autore: Vari
Editore: Edizioni Lai Momo
Anno: 2007, 80 pag.
ISBN: 9771121849007
Africa e Mediterraneo n.63– Dossier CITTÀ EDUCATIVA, MIGRAZIONE ED EDUCAZIONE ALLA PACE, Edizioni Lai Momo 2008
Con questo dossier Africa e Mediterraneo propone una riflessione sulle cosiddette “città educative” mettendo in evidenza in particolare quei processi che portano a realizzare interventi e progetti basati sul dialogo interculturale. A partire da un repertorio di azioni di ri-progettazione la città diventa quindi espressione di percorsi educativi di integrazione, di cittadinanza, e di inclusione delle popolazione immigrata, per una trasformazione condivisa e positiva sul modo di abitarla.
Titolo: Africa e Mediterraneo n. 63
Autore: Vari
Editore: Edizioni Lai Momo
Anno: 2008, 80 pag.
ISBN: 9771121849007
Africa Remix, L'Exposition. Centre Georges Pompidou 2005
Il catalogo della storica mostra di arte contemporanea africana organizzata dal centro Pompidou a Parigi nel 2005
Agnès Pataux, Dogon, il popolo della Falesia, 5 Continents Editions 2004
Affascinata dal popolo della falesia, Agnès Pataux inizia i suoi lunghi soggiorni ospitata da famiglie di Yendoumman Ato e di altri villaggi vicini.
La fotografa affronta questo mondo partendo dagli elementi naturali, l'immensità degli spazi, i rarissimi alberi, la matericità delle pietre. In seguito si concentra sulle abitazioni, costruite tra i rifugi offerti dalla roccia. Le terrazze dove gli alimenti vengono fatti seccare, le scale, addossate alle pareti, simili a sculture. Ma questa civiltà ha ben più da mostrare. Ospite dei Dogon, Agnès Pataux ne riprende i gesti e gli atteggiamenti, osserva gli oggetti e le abitudini, scruta i corpi, i volti, penetra gli sguardi e la nobile semplicità che da essi traspare.
Titolo: Dogon, il popolo della Falesia
Autore: Agnès Pataux
Editore: 5 Continents Editions (collana Imago Mundi)
Anno: 2004, 136 pag.
ISBN: 9788874390885
Ahmadou Kourouma, I soli delle indipendenze, Edizioni E/O 2005
Questo primo romanzo di Ahmadou Kourouma apparve nel 1968 e narra la decadenza del principe malinke Fama Dumbuya, “nato nell’oro, il cibo, l’onore e le donne” e ridotto a vivere di espedienti, sullo sfondo di una Costa d’Avorio che ha da poco conquistato l’indipendenza dalla Francia.
Il romanzo narra le peripezie di Fama, ridotto a “lavorare” chiedendo l’elemosina in occasione di funerali e matrimoni insieme ai griot: cantastorie tipici di certe zone d’Africa e considerati depositari della tradizione. Nel narrare i viaggi tra un Africa tradizionale e senza confini e quella delle metropoli convulse e alienanti sorte dal nulla, Fama racconta la sua storia con una lingua che ricorre sistematicamente alla metafora e che si presta a illustrare l'immaginario tradizionale del protagonista.
Questo romanzo divenne un modello per generazioni di lettori e di scrittori africani e rivelò subito un autore eccezionale, una voce sarcastica e amara, ma anche traboccante di vitalità.
Ahmadou Kourouma (1927-2003), è una della maggiori figure letterarie ivoriane della Costa d'Avorio. Le Edizioni E/O hanno pubblicato Aspettando il voto delle bestie selvagge e Allah non è mica obbligato (vincitore del premio Grinzane Cavour 2003). E’ considerato uno dei massimi esponenti del romanzo africano in lingua francese.
Titolo: I soli delle indipendenze
Autore: Ahmadou Kourouma
Editore: Edizioni E/O (collana Dal Mondo-I leoni)
Anno: 2005, 192 pag.
ISBN: 9788876416835
Ahmadou Kourouma, I soli delle indipendenze, Edizioni e/o, 2004
Questo primo romanzo di Ahmadou Kourouma narra la decadenza del principe malinke Fama Dumbuya, “nato nell’oro, il cibo, l’onore e le donne” e ridotto a vivere di espedienti, sullo sfondo di una Costa d’Avorio che ha da poco conquistato l’indipendenza dalla Francia.
Il titolo allude proprio a quei regimi nati dalle lotte per l'indipendenza, che per la loro assoluta e comune negatività sembrano a Fama meritevoli soltanto di un generico plurale. Regimi dai confini aleatori tracciati dai colonizzatori, frontiere intollerabili da sopportare per chi sente di appartenere a una cultura antica, radicata in ben più ampi territori.
Il romanzo narra le peripezie di Fama, ridotto a “lavorare” chiedendo l’elemosina in occasione di funerali e matrimoni insieme ai griot. Nel narrare i viaggi tra un Africa tradizionale e senza confini e quella delle metropoli convulse e alienanti sorte dal nulla, Fama racconta la sua storia con una lingua che ricorre sistematicamente alla metafora e che si presta a illustrare l'immaginario tradizionale del protagonista.
Nella virulenta descrizione di Kourouma, viene messa alla berlina sia la borghesia arrivista e ingorda, che ha preso in mano il destino del paese, sia i capi tradizionali corrotti e servili. Questo romanzo divenne un modello per generazioni di lettori e di scrittori africani e rivelò subito un autore eccezionale, una voce sarcastica e amara, ma anche traboccante di vitalità.
L’autore: Ahmadou Kourouma (1927-2003), è una della maggiori figure letterarie ivoriane della Costa d'Avorio. Le Edizioni E/O hanno pubblicato Aspettando il voto delle bestie selvagge e Allah non è mica obbligato (vincitore del premio Grinzane Cavour 2003). E’ considerato uno dei massimi esponenti del romanzo africano in lingua francese.
Titolo: I soli delle indipendenze
Autore: Ahmadou Kourouma
Editore: E/O (collana I Leoni)
Anno: 2005, 192 pag.
ISBN: 9788876416835
Aimé Cesaire, La tragédie du roi Christophe, Présence Africaine 1970
La tragédie du roi Christophe constitue la pièce maîtresse de ces “tragédies de la décolonisation” écrites par Aimé Césaire.
Précédée par Et les chiens se taisaient (1946, " arrangé " pour le théâtre en 1956) et suivie de Une saison au Congo (1967), pour témoigner - remarquablement - d'un acte politique majeur de notre temps. La tragédie du roi Christophe, est une œuvre barbare (au sens noble du terme) lyrique et nécessaire. Affirmant que la politique est la force moderne du destin et l'histoire la politique vécue, Aimé Césaire donne à voir l'invention du futur, d'un futur enraciné. L'aventure haïtienne de Christophe évoque le destin collectif du peuple africain d'aujourd'hui. A la phase de la révolte aiguë a succédé celle de la re-connaissance, de la constitution d'un patrimoine authentique et librement assumé. Cette entreprise doit être celle d'un bâtisseur, d'un architecte : Aimé Césaire a su créer un personnage d'une grande et haute stature avec une vigueur et une invention poétique exceptionnelles. Christophe (qu'habita, si puissamment, le comédien Douta Seck) est un homme d'Afrique. Il est le Muntu, l'homme qui participe à la force vitale (le n'golo) et l'homme du verbe (le nommo). Le texte initial de la pièce a fait l'objet de révisions multiples. La dernière version, que présente aujourd'hui Présence Africaine (après avoir publié le texte initial) révèle la qualité de la collaboration qui a réuni, à tous les instants, l'auteur Aimé Césaire et le metteur en scène Jean-Marc Serreau.
Alain Mabanckou, African Psycho, Morellini Editore 2007
Con African Psycho, lo scrittore congolese Alain Mabanckou offre lun romanzo di rara ironia.
Grégoire Nakobomayo, onesto lavoratore e carrozziere provetto, vorrebbe diventare un serial killer. Ispirandosi alle gesta del suo idolo, l'efferato pluriomicida Angoualima, tenta invano di commettere stupri e assassinii, ma le cose non vanno mai per il verso giusto. Dalla sua tomba nel cimitero dei Morti-cui-non-spetta-il-sonno, il Grande Maestro Angoualima, che controlla tutti i crimini della città, non sa che farsene di un allievo tanto inetto, e a ogni sua visita lo ricopre di insulti. C'è da dire che al suo attivo, per il momento, Grégoire ha una matita infilzata nell'occhio del fratello adottivo, una martellata sulla testa del ricco notaio Quiroga, un tentativo di stupro fallito per problemi di erezione, e una memorabile telefonata a una trasmissione radiofonica nella quale è riuscito a farsi passare per il suo idolo. Niente di sensazionale, insomma. Ma questa volta ha deciso, la sua prima vittima sarà una prostituta: con un piano diabolico riesce ad attirare in casa sua Germaine, che si innamora di lui... Con umorismo e ironia Alain Mabanckou dà vita a un personaggio che porta alle estreme conseguenze il disperato desiderio di uscire dall'anonimato e dalla povertà. Intorno a lui uno sgangherato quartiere, Chi-beve-l'acqua-è-un-idiota, dove gli abitanti sembrano tenuti insieme dalla criminalità organizzata, dalla prostituzione e dall'odio reciproco.
L'autore: Alain Mabanckou
Alain Mabanckou nasce il 24 febbraio del 1966 nel Congo Brazzaville. Trascorre la sua infanzia à Pointe-Noire, capitale economica del Congo dove ottiene una laurea in Lettere et filosofia. In seguito comincia a studiare diritto a Brazzaville per continuare i suoi studi in Francia presso l’Universita’ Paris-Dauphine. Negli stessi anni pubblica una raccolta di poesie che gli fa vincere il Gran Premio Letterario dell’ Africa nera. Nel 2001 è negli Stati Uniti quando l’Università del Michigan gli propone la cattedra di Letteratura Francofona che accetterà l’anno successivo ; vi insegnerà 4 anni per poi accettare l’offerta della prestigiosa Università della California a Los Angeles, dove attualmente insegna presso il Dipartimento di Studi francofoni e di letteratura comparata.
Alain Mabanckou, Memorie di un porcospino, Morellini Editore, 2009
Una leggenda africana racconta che a ogni uomo alla nascita viene affidato un doppio nel mondo animale.
Al giovane Kibandi è stato assegnato un porcospino che lo seguirà ovunque fino agli ultimi istanti di vita. Ma del porcospino Ngoumba ha solo l'aspetto esteriore: acuto e malizioso filosofo, ritiene di non aver "nulla da invidiare agli uomini", e, facendosi "beffe della loro presunta intelligenza", rifletterà su tutto ciò che ha fatto per compiacere Kibandi. Seguendo il racconto del piccolo porcospino, il lettore si troverà invischiato in una fitta serie di omicidi a colpi di aculei, di piccole e comiche avventure. Mentre il padrone sotto l'effetto di una bevanda psicotropa perde man mano il rapporto con la realtà, il porcospino analizza e critica la lunga scia di morti che si lasciano dietro. Ma chi è l'assassino? Il porcospino o il padrone che lo spinge a uccidere? Kibandi o il piccolo porcospino che riflette e si confessa al suo amico baobab? "Memorie di un porcospino" è il secondo romanzo della trilogia inaugurata da Verre Cassé.
Alain Mabanckou, Verre Cassé, Morellini Editore 2008
Riflessione sulla scrittura, satira irriverente sulla presunta autenticità della tradizione orale, piacere del narrare.
Verre cassé è un habitué del Credito, è in viaggio, un bar come tanti: è qui che, tra un bicchiere e l'altro, ha imparato a osservare la gente, ad ascoltarne le incredibili vicende.
Un giorno il Mollusco ostinato, proprietario del bar, gli chiede di scrivere qualcosa sul suo locale perché, dice, la pagina scritta "è l'unica cosa che resta" mentre la parola è "fumo negli occhi, piscio di gatto selvatico", e poi è stufo di sentir dire che in Africa, "quando muore un vecchio, brucia un'intera biblioteca". Verre cassé comincia allora ad annotare su un quaderno tutto quello che sente, e presto sono gli avventori del bar, desiderosi di entrare a far parte del suo libro, a cercarlo e a farsi sempre più insistenti.
Alain Mabanckou nasce il 24 febbraio del 1966 nel Congo Brazzaville. Trascorre la sua infanzia à Pointe-Noire, capitale economica del Congo dove ottiene una laurea in Lettere et filosofia. In seguito comincia a studiare diritto a Brazzaville per continuare i suoi studi in Francia presso l’Universita’ Paris-Dauphine. Negli stessi anni pubblica una raccolta di poesie che gli fa vincere il Gran Premio Letterario dell’ Africa nera. Nel 2001 è negli Stati Uniti quando l’Università del Michigan gli propone la cattedra di Letteratura Francofona che accetterà l’anno successivo ; vi insegnerà 4 anni per poi accettare l’offerta della prestigiosa Università della California a Los Angeles, dove attualmente insegna presso il Dipartimento di Studi francofoni e di letteratura comparata.
Titolo: Verre Cassé
Autore: Alain Mabanckou
Editore: Morellini (collana GRIOT)
Anno: 2008, 163 pag.
ISBN: 9788862980180
Alessandro Triulzi, Dopo la violenza, L'Ancora del Mediterraneo 2005
Da Israele alla Bosnia, dal Ruanda alla Russia sovietica, da Nairobi a Nanchino, la memoria della violenza statale e di gruppo attraversa l’età contemporanea creando nuove strutture di appartenenza basate sul ricordo di traumi subiti o inflitti.
Il passato e i processi di costruzione di memorie di gruppo alimentano nuove identità collettive (come è avvenuto con i tribunali della verità in Sudafrica) e costruiscono rifugi dove è possibile sopravvivere. Oppure, la stessa memoria, rielaborata collettivamente, fomenta atti di rivendicazione e genera, perciò, nuova violenza. Il volume conclude la serie di colloqui internazionali realizzati in collaborazione con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.
L'Autore: Alessandro Triulzi insegna Storia dell'Africa all'Università di Napoli L'Orientale, dove coordina il Dottorato di ricerca di Africanistica e la Scuola Estiva Europea di Studi Africani di Cortona. Le sue ricerche spaziano dalla storia regionale dell'ovest etiopico alla fotografia coloniale, dalla memoria della violenza alla riscrittura della nazione post-coloniale. Tra le sue pubblicazioni: Dopo la violenza. Costruzioni di memoria nel mondo contemporaneo (Ancora del mediterraneo, Napoli, 2005), e il dossier "Il ritorno della memoria coloniale", in "Afriche & Orienti", (1: 2007), curato assieme a Ruth Iyob. Per lettera27 coordina il progetto "I saperi dell'Africa in movimento" in collaborazione con l’associazione Asinitas di Roma.
Titolo: Dopo la violenza
Autore: Alessandro Triulzi
Editore: Edizioni L'Ancora del Mediterraneo
Anno: 2005, 332 pag.
ISBN:9788883251368
Alexander Mc Call Smith, Il tè è sempre una soluzione, Tea Edizioni 2006
Nel suo ufficio di Gaborone Precious Ramotswe, titolare della Ladies’ Detective Agency N.1, si sta gustando una tazza di tè rosso e attende nuovi clienti, immersa in mille pensieri.
Per esempio quello del suo ineffabile fidanzato, il signor JLB Matekoni, che ancora non s’è deciso per le nozze e nel frattempo è stato coinvolto dalla signora Potokwane, direttrice dell’orfanotrofio locale, perché l’aiuti in una raccolta di fondi lanciandosi col paracadute... E come se non bastasse, alla porta dell’agenzia bussa la signora Holonga, proprietaria di una catena di saloni di bellezza e inventrice del «Preparato per treccine per ragazze speciali», che vorrebbe sposarsi, ma ha bisogno di sapere se i pretendenti sono interessati a lei o soltanto ai suoi soldi...
L’autore: Alexander McCall Smith, nato nello Zimbabwe, dove è cresciuto prima di completare gli studi in Scozia, vive almeno due vite. In una è professore di Medicina legale all’Università di Edimburgo, autore di dotte opere specialistiche e vicepresidente della commissione inglese per la genetica; nell’altra è scrittore di gialli e creatore di due serie di mystery la cui fama si sta prodigiosamente diffondendo in tutto il mondo.
Suo editore italiano per le novità è Guanda.
Titolo: Il tè è sempre una soluzione
Autore: Alexander McCall Smith
Editore: Tea (collana Teadue)
Anno: 2006, 224 pag.
ISBN: 9788850212521
euro 8,60
Alexander Mc Call Smith, Le lacrime della giraffa, Tea Edizioni 2004
A Gaborone, capitale del Botswana, la signora Precious Ramotswe è molto rispettata: è la fondatrice della N° 1 Ladies Detective Agency…
… la prima e unica agenzia investigativa del piccolo paese dell’Africa meridionale diretta da una donna. Suo padre avrebbe preferito che aprisse una macelleria, ma lei ha poi deciso di fare la detective privata. Gran bevitrice di tè rosso, gentile come tutti i golosi e portata alla riflessione filosofica (ma solo fino a un certo punto), la signora Ramotswe ha imparato presto come portare un po’ di ordine nelle vite ingarbugliate dei suoi clienti, usando il suo cervello fino e soprattutto il suo gran cuore. Doti che le saranno indispensabili per affrontare il caso della signora Curtin e di suo figlio Michael, scomparso nel deserto ormai da dieci anni...
L’autore: Alexander McCall Smith, nato nello Zimbabwe, dove è cresciuto prima di completare gli studi in Scozia, vive almeno due vite. In una è professore di Medicina legale all’Università di Edimburgo, autore di dotte opere specialistiche e vicepresidente della commissione inglese per la genetica; nell’altra è scrittore di gialli e creatore di due serie di mystery la cui fama si sta prodigiosamente diffondendo in tutto il mondo. Della stessa
Suo editore italiano per le novità è Guanda.
Titolo: Le lacrime della giraffa
Autore: Alexander McCall Smith
Editore: Tea (collana Teadue)
Anno: 2004, 240 pag.
ISBN: 9788850207039
Alexander Mc Call Smith, Morale e belle ragazze, Tea Edizioni 2005
Un bambino abbandonato, che ha l’odore di un cucciolo di leone, e un fantomatico avvelenatore che si nasconde nella famiglia di un importante membro del governo…
...la signora Precious Ramotswe, titolare dell’unica agenzia investigativa tutta al femminile del Botswana, è di nuovo alle prese con i misteri dell’Africa.
Ma anche il fronte della sua vita privata è in tempesta: Precious deve cercare di capire cosa stia accadendo al suo promesso sposo, l’onesto JLB Matekoni, meccanico di fama nazionale, che sembra aver perso ogni interesse nei confronti della vita...
L’autore: Alexander McCall Smith, nato nello Zimbabwe, dove è cresciuto prima di completare gli studi in Scozia, vive almeno due vite. In una è professore di Medicina legale all’Università di Edimburgo, autore di dotte opere specialistiche e vicepresidente della commissione inglese per la genetica; nell’altra è scrittore di gialli e creatore di due serie di mystery la cui fama si sta prodigiosamente diffondendo in tutto il mondo.
Suo editore italiano per le novità è Guanda.
Titolo: Morale e belle ragazze
Autore: Alexander McCall Smith
Editore: Tea (collana Teadue)
Anno: 2005, 238 pag.
ISBN: 9788850209460
Alexander Mc Call Smith, Un gruppo di allegre signore, Tea Edizioni 2008
«… la serie più originale che sia uscita negli ultimi tempi nel campo dell’inossidabile genere della “detective story”.» Carnet
Nemmeno di sabato Precious Ramotswe può stare tranquilla. La famosa investigatrice africana sembra attirare i guai peggio di una calamita. Basta che si sieda al tavolino di un bar perché le capiti di assistere a un raggiro e di essere accusata lei stessa di furto. Sconvolta, torna a casa confidando nel conforto di una bella tazza di tè rosso, ma al momento di fare un sonnellino scopre un ladro sotto il letto. E nei giorni a seguire non va meglio: con lo scassato furgoncino bianco investe un ex detenuto e, per concludere in bellezza, dalla nebbia del passato spunta il violento ex marito… Un altro cadrebbe in preda allo sconforto, ma non lei, che può contare, come sempre, su JLB Matekoni, suo novello sposo e persona di specchiata onestà; sull’occhialuta signorina Makutsi, che finalmente ha trovato uno spasimante di suo gradimento; sull’energica direttrice dell’orfanotrofio, Silvia Potokwane, dispotica ma sincera amica, e su un’impareggiabile capacità di creare empatia con gli altri che le permetterà ancora una volta di risolvere tutti i casi che si presenteranno alla sua porta.
L’autore: Alexander McCall Smith, nato nello Zimbabwe, dove è cresciuto prima di completare gli studi in Scozia, vive almeno due vite. In una è professore di Medicina legale all’Università di Edimburgo, autore di dotte opere specialistiche e vicepresidente della commissione inglese per la genetica; nell’altra è scrittore di gialli e creatore di due serie di mystery la cui fama si sta prodigiosamente diffondendo in tutto il mondo.
Suo editore italiano per le novità è Guanda.
Titolo: Un gruppo di allegre signore
Autore: Alexander McCall Smith
Editore: Tea (collana Teadue)
Anno: 2008, 250 pag.
ISBN: 9788850217397
Alexander Mc Call Smith, Un peana per le zebre, Tea Edizioni 2006
«Un romanzo delizioso, un thriller etnico arguto e divertente, di sicuro fuori da tutti gli schemi convenzionali.» ttl- la Stampa
Per Precious Ramotswe, titolare della Ladies’ Detective Agency N. 1 del Botswana, non c’è un attimo di pace. Non soltanto deve placare i sensi di colpa di un nuovo cliente, legati a qualche peccatuccio di gioventù, ma è anche costretta a far fronte all’infelicità che affligge alcune persone a lei care e all’indecisione del signor JLB Matekoni, proprietario dell’officina Speedy Motors, nonché suo fidanzato, il quale non si risolve a fissare la data delle nozze. E, come se non bastasse, in città ha aperto i battenti una nuova agenzia investigativa, gestita da un tale terribilmente tronfio e maschilista. Ma la signora Ramotswe non è certo il tipo che si abbatte... bastano un po’ di buon senso, molta comprensione e una tazza di tè rosso.
L’autore: Alexander McCall Smith, nato nello Zimbabwe, dove è cresciuto prima di completare gli studi in Scozia, vive almeno due vite. In una è professore di Medicina legale all’Università di Edimburgo, autore di dotte opere specialistiche e vicepresidente della commissione inglese per la genetica; nell’altra è scrittore di gialli e creatore di due serie di mystery la cui fama si sta prodigiosamente diffondendo in tutto il mondo.
Suo editore italiano per le novità è Guanda.
Titolo: Un peana per le zebre
Autore: Alexander McCall Smith
Editore: Tea (collana Teadue)
Anno: 2006, 210 pag.
ISBN: 9788850210916
Ali A. Mazrui, General History of Africa, Vol. VIII: Africa since 1935, Edizioni James Currey; Abridged Edition – UNESCO 1999
Looking at the changes in Africa’s fortunes since 1935, this volume examines the challenges of nation-building and socio-cultural changes affecting the continent.
The Second World War was a turning point in the history of Africa. African men fought in European armies and the continent was a war zone. The political destabilization of the colonial powers led to the emergence of African independence movements and political parties. Starting in the 1960s, once decolonization was under way, Africa as a whole had its first experience of independence and a new political and economic life. But the coups d’etat, civil and inter-African wars from the 1970s onwards demonstrate the problems of modern development in an unfavourable international environment.
Titolo: GENERAL HISTORY OF AFRICA, Vol. VIII: Africa since 1935
Autore: Ali A. Mazrui
Editore: James Currey Ltd; Abridged edition - UNESCO
Anno: 1999, 1071 pag.
ISBN: 9780852550984
Ali Ghiyasoddin, Le gesta di Tamerlano, Mondadori 2009
Ghiyasoddin ‘Ali di Yazd, autore di questa cronaca persiana, fu segretario alla corte di Tamerlano, e l’imperatore che ci racconta, con uno stile al tempo stesso raffinato e potente, è l’inflessibile esecutore di un disegno celeste, la cui sorte fu preconizzata sin dalla nascita da una fortunata congiunzione astrale tra Venere, Giove e il Sole.
Le imprese di Tamerlano vengono lette alla luce di questo destino straordinario, che tramuta un oscuro predone di Samarcanda nel fondatore di uno dei più grandi imperi della storia, i cui confini si estendevano dall'Asia centrale all'Anatolia, dall'India alla Siria. Ciò che ad altri osservatori appare solo come ferocia, sete di sangue, smisurata e smodata passione per il potere, nella biografia di Ghiyasoddin diviene senso e amore di giustizia, affermazione della fede contro la miscredenza, imposizione agli uomini e alle cose di un superiore ordine divino. E così questo "Signore della Congiunzione astrale", che fra i nemici semina terrore e lutti infiniti, ai seguaci appare come dotato di una vista interiore, di una sapienza occulta che gli consentono di vedere al di là delle apparenze e di far trionfare nel sangue i diritti della verità.
Titolo: Le gesta di Tamerlano
Autore: Ali Ghiyasoddin
Editore: Mondadori
Collana: Islamica
Anno di pubblicazione: 2009 Pag. 152
Isbn: 9788804592105
Amadou Hampâté Bâ, Amkoullel il bambino fulbe, Edizioni Ibis 2007
“Quando in Africa muore un vecchio, è una biblioteca che brucia”: il famoso pensiero espresso da Amadou Hampâté Bâ è diventato come un proverbio, più volte ripetuto e ripreso, per il grande significato che ha per la cultura africana nel suo complesso.
Ma forse questa frase è ancora più valida se, come in questo caso, si riferisce proprio a lui e al suo libro più importante. Amkoullel è il soprannome di Amadou Hampâté Bâ, e questa è la storia della sua gioventù. Un percorso di circa vent'anni raccontato, grazie a una sorprendente "memoria secolare", con una sensibilità tutta africana per il dettaglio, ma anche filtrando gli eventi attraverso uno sguardo ironico e saggio. Non è una semplice autobiografia, sia perché non vi è affatto il tentativo di rievocare e di rimpiangere un passato ormai scomparso, sia perché ci troviamo di fronte a un vero e grande scrittore che ripercorre qui l'inizio di quello che sarà un itinerario spirituale e intellettuale straordinario. Si tratta quindi di un libro che si apre a molte letture, che ci fa entrare nella cultura africana e quasi ci avvolge con essa, rendendoci partecipi e consapevoli della ricchezza di questa grande civiltà.
L’autore: Amadou Hampâté Bâ, nato verso il 1900 a Bandiagara, nel Mali, è morto ad Abidjan il 15 maggio del 1991. Scrittore, etnologo, storico e anche poeta.
Dal 1970, Hampâté Bâ si dedica completamente alla creazione di un archivio che raccolga le trascrizioni delle testimonianze orali e dei racconti dei griot, i narratori tradizionali, salvando cos“ dalla scomparsa un immenso patrimonio della cultura africana.
In italiano sono tradotti: "Aspetti della civiltà africana" (EMI 1975), "L'interprete briccone" (Ed. Lavoro 1988), "Petit Bodiel" (Sinnos 1998), "Gesù visto da un musulmano" (Bollati Boringhieri 2000), Amkoullel il bambino fulbe (Ibis 2001), Signorsì, comandante (Ibis editore 2006), Kaydara (Ibis editore 2007).
Titolo: Amkoullel il bambino fulbe
Autore: Amadou Hampâté Bâ
Editore: Edizioni Ibis (collana Tusitala)
Anno: 2001, 432 pag.
ISBN: 9788871640983



